PREMESSA di Valeria Rossi: sono mesi e mesi che dò il tormento a Denis Ferretti perché mi scriva questo articolo. Il Bolognese l’hanno chiesto molti lettori, è una razza italiana, è una razza assolutamente da conoscere… però non vedevo il motivo per cui dovessi scrivere io l’articolo, quando tra i collaboratori di TPIC c’era qualcuno che aveva allevato proprio Bolognesi. Al massimo io potrò fare un “vero Standard”…ma l’articolo serio toccava a Denis.
E’ vero che da un tot di tempo lui non collabora più con questa rivista (se non partecipando ai commenti), perché ha deciso di allevare umanini ed è decisamente un po’ troppo impegnato: però gli ho letteralmente scassato l’anima perché almeno questo articolo me lo scrivesse.  Ieri sera, finalmente, l’ho trovato: solo che non era un articolo, era praticamente un libro sulla razza. Un bellissimo libro sulla razza, direi, di molto superiore a tutto quello che esiste in giro (compreso quello che ho scritto io). Per questo, pur essendo perfino più lungo dei miei articoli – il che è tutto dire – ho preferito lasciato intero e non spezzettarlo in “puntate” che sarebbero poi state difficili da seguire. Chi proprio non ce la facesse, visto che è diviso in paragrafi molto chiari, può leggersi solo quello che gli interessa e saltellare qua e là: però io vi suggerisco di prendervi il tempo che serve e di leggerlo tutto. Perché ne vale decisamente la pena.

di DENIS FERRETTI – Incontrai questa razza quindici anni fa, ormai ventiseienne. Personalmente non cercavo “espressamente” un bolognese. Cercavo “il cane”. Cercavo un accesso alla cinofilia “ufficiale”, al modo più competente di approcciarsi al cane. Sognavo di partecipare a esposizioni, raduni e convegni. Di allevare. Di partecipare attivamente alla cinofilia del nostro paese.
Avevo già avuto cani nella mia infanzia… bastardini e cani di razza, con e senza pedigree. Ma mai cani di genealogia blasonata… semplici cani di casa.
I miei genitori arrivavano ad accettare “IL” cane di casa come grande concessione, ma ebbi sempre una forte opposizione quando si trattava di lanciarmi in un progetto più grande ed economicamente oneroso.
Dovetti aspettare di avere la piena indipendenza economica, un lavoro adatto (il primo che trovai mi impegnava in frequentissimi viaggi all’estero, incompatibili con la gestione di uno o piu’ cani) e per evitare ogni scontro con la famiglia mi misi a cercare un tipo di cane che avesse il minor impatto possibile sulla vita di chi mi stava vicino. Che non perdesse pelo, che non abbaiasse, che non disturbasse, che non occupasse troppo spazio…
Poi la vita ha voluto che non facessi mai le cose “in grande”. Ma quel poco che ho fatto l’ho fatto bene. Mi sono impegnato in esposizioni, gare di agility, ho allevato quattro cucciolate, ho avuto tante frequentazioni cinofile, ho studiato genetica (la mia grande passione), ho collaborato a tante iniziative cinofile …ed eccomi qui a raccontarvi di questo cane. Oggi che dopo tanti anni sono tornato a viverlo come normale “utilizzatore”, ora che mi occupo principalmente di crescere cuccioli a due zampe.

La storia antica
L’origine del bolognese deve essere ricondotta a quella di tutti gli altri bichon. Per capire tutto il percorso bisogna quindi risalire alla notte dei tempi, al momento in cui a qualche genio della cinofilia venne l’idea, in seguito copiata da molti altri, di accoppiare insieme segugi e cani da pastore per ottenere impareggiabili ausiliari per il riporto in acqua.
Dal pastore avevano ereditato l’intelligenza, l’obbedienza reattiva e la forte dipendenza dal padrone, dai segugi il buon fiuto, l’intraprendenza e la mitezza. Il pelo lanoso e isolante li rendeva poi particolarmente inclini al lavoro in acqua. Questi incroci diedero origine a una tipologia di cani relativamente omogenea che, stabilizzandosi in diverse regioni che vanno dall’Africa del Nord all’alto adriatico, fu progenitrice delle diverse razze italiane, francesi e spagnole e portoghesi impiegate nel riporto in acqua.

Le razze all’epoca non erano così definite come lo sono oggi e inizialmente, a motivo dei tipi diversi di cani utilizzati nei primi incroci, i cani avevano una notevole variabilità. Era frequente che in molte cucciolate non tutti i soggetti nati rispondessero alle caratteristiche desiderate per il lavoro a cui erano destinati. Capitava ad esempio che nascessero cani troppo piccoli, ritenuti inadatti all’impiego venatorio.
Questi soggetti si ritrovarono quindi a fare i… “cani di casa”. C’era chi li apprezzava come avvisatori, benché esistessero tipologie di cani più vigili e attenti; chi li utilizzava per tener lontani (più che per catturare) topi e animali nocivi. Ma soprattutto si ritrovarono ad essere i migliori amici dei bambini di casa, complici nei loro giochi e nelle loro scorribande, fedeli e inseparabili compagni delle persone anziane, balie di gattini e animali domestici. Si tratta di un passaggio molto importante nella storia della cinofilia, perché per la prima volta ritroviamo il cane utilizzato anche dai ceti meno abbienti come “cane da compagnia” nella sua accezione più moderna.
Cane utilizzato per dare e ricevere affetto e affermatosi grazie alle sue doti di intelligenza, obbedienza, capacità di comunicazione e… simpatia. Già nel 1400 o giù di lì.

Questi cani però non erano ancora bolognesi… erano semplici barbillot, barbin o barbichon (da cui deriva il termine “bichon” poi utilizzato per definire la categoria di razze che si sono definite da questi incroci). Cioè generici “barboncini”, definiti con appellativi dialettali che facevano unicamente riferimento al loro aspetto ipertricotico, senza la pretesa di considerarli cani di “razza pura”.
Successe però che dopo essersi diffusi nel cosiddetto “terzo stato”, questi cagnolini suscitarono anche l’interesse dei nobili, particolarmente attratti dal loro aspetto grazioso e dal loro carattere affabile. Furono i nobili che, essendo abituati per tradizione e cultura ad avere a che fare con razze pure, si occuparono di fissare le caratteristiche maggiormente gradite e di cambiare ciò che ritenevano potesse essere reso ancora migliore. Per rimpicciolire la taglia e ingentilire le forme, la cosa che sembrò più logica e naturale fu l’accoppiamento con la razza da compagnia più diffusa e popolare tra le famiglie aristocratiche: il maltese.

Maltese

Il maltese a sua volta vanta origine antichissime. Deriva da un primitivo ceppo asiatico di cani di taglia molto piccola apprezzati per il loro mantello lunghissimo e spettacolare, diffusi tra famiglie di alto rango, spesso oggetto di regali e omaggi tra ricche famiglie e regnanti di vari paesi.
La lontananza, l’isolamento e altre vicissitudini hanno poi contribuito alla formazione di varie razze (tra cui Shih-tzu, Lhasa Apso, Tibetan Terrier, Kyi-Leo e altre che ancora non avuto riconoscimento nei libri genealogici occidentali).
Giunto in Europa (precisamente in Italia) il primitivo piccolo cane asiatico dal lungo pelo fu selezionato prediligendo il mantello bianco (particolarmente ricercato simbolo di purezza e nobiltà) e rimpicciolendo la taglia il più possibile. Nacque così il cane che ancor oggi conosciamo e che in breve tempo divenne il cane da compagnia più diffuso tra le famiglie aristocratiche di tutta Europa.
Ma torniamo a noi…

Il fortunato incontro tra oriente e occidente nelle due tipologie di cani che vi ho appena presentato, diede origine al primo prototipo di “bichon”, il cane da compagnia “al quadrato”, che univa la compattezza, l’eleganza e la raffinatezza di cugini orientali all’obbedienza, il carattere solare e la vivacità dei cani europei. Analogamente a quanto avvenuto in precedenza al maltese e ai suoi “cugini”, anche in questo caso i cani “di tipo bichon” si diffusero rapidamente tra le famiglie aristocratiche francesi, italiane, tedesche… arrivando poi anche ad approdare nel nuovo mondo. Non furono mai cani “popolari”, ma ancora una volta oggetto di doni e omaggi tra le famiglie più agiate. L’allevamento in condizioni di isolamento, e qualche sporadica introduzione di sangue di altre razze locali, fece poi in modo che le razze si differenziassero e trovassero una loro omogeneità. Oggi fanno parte di questa famiglia il bichon frisé, il bolognese, il coton de tuléar, il piccolo cane leone, il bichon avanese e il non (ancora?) riconosciuto bolonka tsvetnaya.

La storia recente
Malgrado la loro diffusione nel corso degli ultimi secoli, fino all’inizio del novecento non esistevano standard di razza e libri genealogici. Le razze venivano attribuite in base alla provenienza e al tipo e i rimescolamenti di sangue erano numerosi, per esempio, a seguito dei numerosi reciproci omaggi tra le corti nobiliari dei vari Paesi.
Il primo standard ufficiale del bolognese fu redatto all’inizio del secolo scorso, quando, con l’istituzione dei libri genealogici, le commissioni degli esperti delle emergenti associazioni cinofile catalogarono tutte le razze canine meritevoli di tutela, individuandone le caratteristiche di tipicità che le contraddistinguevano.
Furono perciò censiti e raggruppati tutti i cani di tipo “bichon” diffusi tra le ricche famiglie prevalentemente nei dintorni di Bologna e dalla loro misurazione e valutazione nacque il primo standard che è quasi identico a quello attuale.
Le caratteristiche salienti che lo differenziavano degli altri bichon erano le seguenti: struttura compatta, con corpo iscritto nel quadrato anziché nel rettangolo. Coda portata sul dorso, arrotolata o comunque strettamente aderente alla schiena (mentre quella del bichon frisé forma un anello largo e tocca il dorso solo con la frangia). Orecchi piccoli e semipendenti, non aderenti al cranio come quelli del bichon frisé e del barbone. Il solo colore riconosciuto fu il bianco, probabilmente perché all’epoca della stesura dello standard furono trovati solo cani bianchi. Nei secoli precedenti il mantello rosso è stato documentato parecchie volte in cani che appaiono in affreschi e ritratti.

Volpino italiano

Interessante notare le numerose affinità col volpino, l’altra razza italiana da compagnia italiana particolarmente diffusa nella vicina Firenze: stessa taglia (precisa al centimetro), stessa costruzione nel quadrato e portamento della coda, stessi colori (anche se nel volpino il colore rosso è stato riconosciuto, ancorché rarissimo), mentre gli orecchi, pur non eretti, sono comunque un anello di congiunzione tra bichon frisé e volpino. Non ci sono tuttavia prove certe di parentela tra le due razze, né dell’avvenuto utilizzo del volpino nella successiva ricostruzione del bolognese…. anche se alcuni soggetti a orecchi eretti che ho incontrato negli anni ottanta e novanta farebbero sospettare che si sia percorsa anche questa strada.

L’ufficializzazione della razza avvenne in un momento economicamente molto difficile a cui seguirono due guerre mondiali che impoverirono o distrussero quasi completamente il patrimonio zootecnico di numerose razze. E per il bolognese, che già all’epoca un cane poco diffuso e d’élite, fu il disastro. I bolognesi che vediamo circolare oggi appartengono a una razza in gran parte ricostruita in tempi recentissimi, a volte effettivamente partendo dai pochi soggetti (quasi sempre senza certificato) con caratteristiche assimilabili allo standard ritrovati presso qualche nobile famiglia, ma più spesso ripercorrendo da capo il percorso che aveva portato alla nascita della razza cinquecento anni prima, ovvero accoppiando tra loro bichon frisé, barboni, maltesi, forse qualche volpino e in generale tutto ciò che morfologicamente appariva adatto a correggere man mano tutti i tratti morfologici divergenti per ricondurli allo standard.
Quando da questi incroci nasceva un cane dalla caratteristiche apprezzabili, il suo allevatore correva a presentarlo in expo per avviare l’iter del suo riconoscimento come capostipite della razza. A volte quindi si iscrivevano cani che non avevano in realtà nemmeno un singolo antenato che fosse appartenuto a una ricca famiglia di Bologna, ma semplicemente erano il fortunato ricombinarsi di geni di cani appartenenti a razze estere e magari avevano fratelli completamente fuori tipo. Ma ciò che conta, in fondo è la sostanza…. e non importa quindi come ci si è arrivati, ma oggi siamo felicissimi che ci abbiano ridato la possibilità di ritrovare la nostra antica razza con le sue caratteristiche originarie, che ancor oggi possono essere apprezzate nella società moderna.

I bolognesi anni ’80, persino quelli che vincevano le expo, erano di rado completamente in standard.
Spesso troppo grossi, alti, lunghi, a volte macchiati, spesso con musi troppo lunghi e pelo senza boccoli, a volte ricciuto, altre volte solo ondulato.
Ai difetti di costituzione inoltre si prestava troppo poca attenzione, concentrandosi soprattutto sul tipo: e così non mancavano i cani con poco pigmento, con forte lacrimazione a cui non poteva ovviare neppure la cosmetica; come pure si potevano trovare dentature incomplete con denti non allineati.
E quanta confusione riguardo alla presentazione! Prima cani cotonati, poi cani “nature”, poi la moda del borotalco a gogo’, poi la fecola, poi basta borotalco, prima cani gonfiati col phon, poi solo una spruzzata di condizionatore, poi la lacca come i barboni, poi basta lacca… c’erano anche fattori unicamente “umani” a testimoniare che la razza si stava ancora formando ed era in una fase sperimentale.. Chi vedeva la razza per la prima volta, persino in expo dove teoricamente si dovrebbero vedere i cani migliori, spesso non ne era positivamente colpito.
A tanta disomogeneità morfologica, paradossalmente corrispondeva una bassissima variazione genetica. I soggetti da cui è partito l”allevamento odierno erano tutti imparentati tra loro e spesso altamente consanguinei. Questo perché una volta ottenuto il riconoscimento dei primi capostipiti, gli allevatori hanno poi preferito lavorare in “purezza” piuttosto che andare a cercare nuovi esemplari con morfologia interessante, ma dalle dubbie origini.

Malgrado questa partenza difficile, con costanza e dedizione, selezionando via via gli esemplari maggiormente in standard e forse saltuariamente continuando le immissioni esterne di caratteristiche interessanti, gli ultimi vent’anni di allevamento hanno comunque portato risultati apprezzabili. I bolognesi che vediamo oggi in expo sono ormai tutti costruiti nel quadrato, hanno un mantello immacolato, un aspetto gradevole e curato, occhi puliti, molta più omogeneità rispetto al passato. La taglia in alcuni casi è stata ridotta fin troppo, arrivando all’ipertipo con soggetti fin troppo piccoli. Oggi comunque sembra si sia arrivati a un compromesso, che è quello di avere un altezza molto vicina al limite minimo richiesto dallo standard che solitamente corrisponde a un peso prossimo al limite massimo. E questo credo sia inevitabile in cane che deve essere quadrato ma allo stesso tempo “compatto”. Lo standard come sappiamo è stato redatto su cani che genealogicamente sono ormai lontani dai nostri bolognesi… e forse da questo punto di vista andrebbe rivisto e modellato sui cani che siamo riusciti ad ottenere.

Il livello qualitativo della razza resta invece ancora piuttosto critico al di fuori della cinofilia ufficiale.
Purtroppo rispetto al numero di iscrizioni che ormai si allinea a quello delle razze più conosciute e rappresentate, il numero di cani regolarmente presenti a manifestazioni e raduni cinotecnici resta invece molto basso. I riproduttori controllati che almeno una volta nella vita sono stati davanti a un giudice sono pochissimi e perciò, ancor più che nelle altre razze, non basta il possesso di un pedigree ufficialmente rilasciato dall’ENCI certificare che un cane sia apprezzabilmente in standard.
I bolognesi non hanno prove di lavoro, il target medio degli acquirenti è costituito da molte famiglie che cercano il cane “il meno impegnativo possibile” per il bambino che lo vuole a tutti i costi, o il regalo da fare alla nonna o alla fidanzata. Solitamente, non interessano titoli, certificati, risultati espositivi… purché sia piccolo, bianco, carino e ricciolino. Questo ha favorito il proliferare di allevamenti e allevatori che spesso non fanno la benché minima selezione e si limitano ad allevare dei generici cani di tipo bichon inviando i modelli per richiedere i pedigree per cani che ormai sono bolognesi solo sui documenti. Ancor peggio se incappiamo in importatori che vendono cani di diverse razze provenienti dai famigerati allevamenti dell’est. In questo caso i cuccioli arrivano a camionate. Maltesi, spitz, yorkshire, barboni, chihuahua e pechinesi. Tutti insieme, con i documenti che li accompagnano spediti a parte. Non di rado è capitato che l’importatore, non riconoscendo l’appartenenza a una specifica razza abbia venduto cani abbinandoli a un pedigree che non gli apparteneva.

Ancor più che in altre razze, con questa tipologia di cani occorre stare molto attenti a dove li si acquista.
Per correttezza è giusto anche dire che non mancano i bolognesi in tipo al di fuori della cinofilia ufficiale. Privati che fanno cucciolate con cani comunque molto validi o allevatori che non apprezzano più le expo di oggi, ma comunque hanno mantenuto i contatti con gli ex colleghi/concorrenti e continuano ad allevare con criterio e competenza. E meno male! Se si dovesse contare solo sui riproduttori presenti nel circuito delle expo la razza sarebbe ad altissimo rischio di depressione da consanguineità.

Dopo un lungo periodo di “anarchia”, da un anno a questa parte il bolognese ha ancora un club ufficiale che lo tutela:

CLUB DEL BOLOGNESE E DEL MALTESE
Loc. Colle Pereto 3/b Casella Postale 24 00038 – Valmontone

Il bolognese come compagno di vita
Come ben sappiamo il bolognese è un cane da compagnia. Un “vero” cane da compagnia, e non un cane selezionato per altri scopi che oggi si ritrova a fare il cane da compagnia, come avviene per la maggioranza dei suoi colleghi. La figura del cane da compagnia viene ancor oggi spesso screditata persino dai cinofili più esperti. Quelli abituati ai cani con prove di lavoro, per i quali spesso compagnia è sinonimo di “nulla”. Un cane che non deve fare niente e che quindi non sa fare niente. Un cane a cui si richiede solo di ricevere coccole, cosa che tutti i cani sanno fare.
La realtà invece è ben diversa. E anche in assenza di prove di lavoro ufficiali, non possiamo certo negare che molti cani da compagnia siano in un certo senso “specializzati” nel tipo di attività a cui li destiniamo. Certo le coccole piacciono a tutti i cani, ma non tutti i cani riuniscono caratteristiche morfologiche e caratteriali da renderli cosi’ adatti a vivere in casa, a frequentare la società e a seguire la famiglia ovunque.
Basti pensare che è un cane esente da muta (quindi non perde pelo in casa, né lo lascia sui vestiti), abbaia davvero poco, non è mai mordace, occupa pochissimo spazio e può seguirci ovunque.
Il bolognese è assolutamente privo di istinto predatorio. Può convivere con altri cani di qualsiasi età e sesso, con gatti, criceti, conigli… e bambini ovviamente. E’ davvero difficile tirare fuori in lui una benché minima aggressività… è il cane buono per eccellenza. Non morde mai niente e nessuno, uomini cani o altri animali. Le femmine sono molto “materne”… non di rado accettano cuccioli come fossero figli loro e hanno un modo di fare molto affettuoso e carezzevole con i bambini … anche se poi rubano loro i biscotti dalle mani. Nessuno è perfetto.

La guardia
Anche se non è nato per questa funzione, il bolognese è di fatto un discreto avvisatore. Certo non è il cane sempre all’erta che abbaia al minimo rumore o a chiunque osi solamente avvicinarsi a casa. Generalmente abbaia quando qualcuno suona il campanello… nel caso che il padrone non lo sentisse. L’ingresso degli ospiti è sempre accompagnato da un po’ di baccano… ma le “ostilità” cessano nel giro di pochi minuti dopo che i nuovi arrivati si sono tolti i cappotti e messi a loro agio. A quel punto i bolognesi possono accettare anche coccole e carezze. Tutte le volte che mi è capitato di ospitare persone che hanno pernottato a casa mia, sono regolarmente stato svegliato nel cuore della notte da latrati decisi e insistenti rivolti all’imbarazzatissimo ospite di turno che quatto quatto avrebbe voluto andare in bagno facendolo nel modo più discreto e silenzioso. Questo lascia pensare che la reazione sarebbe la stessa nel caso di visite meno gradite, ovvero se qualche ladro tentasse di introdursi in casa approfittando del sonno degli abitanti. Per fortuna non mi è mai capitato. Nella mia esperienza mi sembra che le femmine siano un filo più vigili e attente dei maschi nel fare la guardia.

Il carattere
Lo standard del bolognese li descrive come “apparentemente poco vivaci”. E’ una caratteristica difficile da notare nei cani di oggi che vivono troppo poco tempo insieme al proprietario, sempre troppo impegnato in altre attività. Sono cani molto bisognosi delle attenzioni e della presenza del proprietario. Il nostro rientro in casa è perciò spesso accolto con tante feste, corse e salti.
Se non educati adeguatamente tendono a saltare addosso per salire in braccio, spesso scavando freneticamente con le zampette contro le gambe degli umani e graffiando. Per vedere il carattere descritto nello standard basta però osservare questi cani quando vivono appieno la loro funzione, ovvero quando trascorrono il 100% del tempo col proprietario. Allora sembra veramente “di non averli”.
Non abbaiano, non si muovono, non si percepiscono. Ma se ci giriamo… sono li’.
Ai nostri piedi o poco distanti. Dormicchiano. Se ci alziamo e andiamo in un’altra stanza a fare dell’altro… quando ci giriamo sono ancora lì, a dormicchiare a pochi metri da noi. Quando e come ci siano arrivati non lo sappiamo, ma loro sono sempre nella stessa stanza in cui siamo noi. Discreti, poco rumorosi… e in questo caso davvero “apparentemente poco vivaci”. Ma solo apparentemente.
Loro in realtà sono sempre attentissimi… non ci perdono d’occhio un solo secondo e vogliono sempre stare con noi. Anche se non si fa niente. Si può anche non fare niente, l’importante è farlo insieme.

Spesso i cani che hanno la fortuna di vivere a tempo pieno con i proprietari pensionati, casalinghe o lavoratori a domicilio sono spesso elogiati da tutti come perfetti rappresentanti del cane buon cittadino. “Ma ha un cane? Ma io credevo fosse un pupazzo…. Ma che bravo! E’ sempre stato li’ per tutto questo tempo… ma caaaaro!!!”
Quando però li distogliamo dalla loro condizione ideale, paradossalmente possono diventare il perfetto modello di cane “da incubo”, insopportabile e detestabile. Cani che non possono essere lasciati soli un solo momento, che se il padrone va in bagno e chiude la porta uggiolano fuori dalla porta per dieci minuti e più.
Cani che piangono lasciati fuori dai negozi, che vogliono la famiglia sempre riunita e vanno in ansia se un membro della famiglia si allontana per un attimo anche anche restando in compagnia di tutti gli altri. Quelli che invece sono abituati a stare qualche ora soli sicuramente un poco patiscono questa condizione, ma, pur apparendo tutt’altro che “poco vivaci” nella quotidianità, in parecchie occasioni risultano molto più gestibili. E’ una cosa su cui è saggio riflettere anche se si ha la fortuna di poter assecondare la predisposizione naturale della razza che è quella di vivere in completa simbiosi con noi.

Il bolognese sa essere discreto, ma non è né pigro né poco atletico. E un cane molto sveglio e resistente, può correre e saltare al pari di tante altre razze. Se il proprietario lo incoraggia e lo segue, se la può cavare egregiamente in tante discipline sportive tra quelle di solito pensate per cani più grandi (per esempio agility, obedience, disc dog, dog dance) con grande beneficio per il suo fisico e per la sua mente; l’unico handicap è il suo mantello non sempre adatto alle condizioni ambientali e climatiche in cui si lavora.
I bolognesi sono cani molto ricettivi all’apprendimento. Chi ha provato a portarli a qualche corso di addestramento, di base o sportivo, ha avuto, per quanto ne so, ottimi risultati. Gli si possono insegnare moltissime cose, facendo leva sul loro desiderio di compiacere il proprietario, di giocare e di ricevere coccole. Rispondono bene all’addestramento tradizionale purché non si lavori sul predatorio, che a loro manca del tutto. Amano i giocattoli, ma il loro fine ultimo è quello di “possederli” e portarseli nella cuccia, non di rincorrerli o “abbatterli”.

L’educazione alla pulizia
Il bolognese, quando è sereno, è molto pulito per natura. Impara facilmente a non sporcare in casa e sono tanti gli esemplari da me conosciuti che si sono abituati all’utilizzo della cassettina o della traversina igienica posta su un balcone o in un locale di disimpegno. Questa soluzione ovviamente non dovrebbe assolutamente essere adottata per evitare le passeggiate, di cui anche il bolognese ha bisogno come ogni altro cane, ma dovrebbe rappresentare solo una comodità in più per far fronte a situazioni di oggettiva difficoltà, come maltempo che perdura, problemi di salute o particolari emergenze che impediscono di uscire negli orari prestabiliti.
Uno dei modi più tipici di manifestare disagio dei bolognesi però è proprio quello di sporcare non solo in casa, ma tipicamente in posti molto significativi: sul letto del proprietario, sul divano o sulla pedana di fianco al letto (se questo è alto e non riescono a salirci). In luoghi che lasciano chiaramente intendere che non è stato “un caso”, tanto da indurre molti a mettere in dubbio la teoria secondo la quale i cani non fanno i dispetti.
Il disagio che è sta alla base di queste malefatte è sempre lo stesso: non vogliono stare soli. Altri cani reagirebbero ululando, scavando o distruggendo pezzi di arredamento. Loro sono fatti così.
Ovviamente questo non è assolutamente la norma: è il segnale che qualche cosa non va. Ma, a onor del vero, ho sentito diverse volte proprietari di bolognesi lamentarsi: “E’ veramente un amore…. però quando lo lascio solo fa la pipì/cacca sul letto per dispetto”.
A me personalmente è successo solo un paio di volte in quindici anni di convivenza con i miei bolognesi. E sempre con la stessa femmina. Una volta per averla lasciata nella ex casa di mia moglie (dove non andavamo da anni) per andare a mangiare una pizza senza cani. La seconda volta per averla chiusa nella roulotte dei mie genitori, con la stessa motivazione.

Il proprietario ideale
E’ un cane per tutti… o almeno per molti. Le persone anziane trovano un punto di forza nella sua taglia contenuta che lo rende facilmente gestibile in ogni situazione. Non esiste vecchietta che non sappia trattenere un bolognese al guinzaglio (a parte il fatto che raramente tirano il guinzaglio). Non avere impegni di lavoro e avere molto tempo da dedicare alla cura del mantello e all’educazione fa sì che i bolognesi che hanno come compagno di vita un ultrasessantenne siano spesso i più felici e i meglio curati. Ma sono cani molto adatti anche a persone giovani, essendo molto dinamici e vitali, e sono bravissimi con i bambini anche molto piccoli, purché educati fin dalla prima infanzia al rispetto per gli animali, a non trattarli come bambolotti, e a evitare giochi violenti.

Solitamente li si pensa come compagni di donne. Culturalmente l’uomo è più spesso accostato a cani di grossa taglia o che almeno abbiano un certo ruolo utilitaristico, tipo cani da caccia o cani da difesa. Tra i cani da grembo, però, i bolognesi sono quelli che più spesso vediamo anche in compagnia di uomini. Forse perché la cinofilia ufficiale li presenta al mondo con un look molto naturale, senza fiocchetti rosa, codini o toelettature bizzarre.
Anche gli allevatori di bolognesi sono tutto sommato quasi equamente suddivisi tra maschi e femmine, al contrario di quanto avviene in altre razze da compagnia.
Al cane invece non interessa minimamente il sesso del proprietario. Purché ci sia un riferimento umano… anzi, devo dire che le femmine solitamente maturano un rapporto del tutto speciale con l’uomo di casa, che ai loro occhi appare solitamente come un dio in terra e per seguire lui sono pronte a trascurare il resto del mondo.
“Fino all’abnegazione”, per citare lo standard.

Tra le razze di piccola taglia, il bolognese è sicuramente tra i più adatti a sopportare il freddo. Il mantello abbondante dotato di sottopelo gli dà un’adeguata protezione. Amano correre e rotolarsi nella neve e possono sopportare intere giornate all’aperto anche d’inverno, purché ci sia un padrone adeguatamente imbacuccato che però stia lì con loro. Non sono infatti cani “da giardino” (penso che in realtà nessun cane lo sia), nemmeno laddove ci sia un clima mite tutto l’anno. Sono realizzati solo vicino al padrone. Inoltre il tipo di mantello non beneficia della vita all’aperto a meno che non si svolga in un giardino curatissimo, pulitissimo, con prati all’inglese e ampi spazi piastrellati… insomma una specie di salotto all’aperto. Foglie secche, rametti, erba tagliata, spighe e polvere sono tra i peggiori nemici del nostro piccolo amico.
Tutti i bolognesi sono feticisti. Non appena i proprietari se ne vanno a dormire, subito vanno a impossessarsi dei loro calzini lasciati ai piedi del letto o nelle scarpe o talvolta andandoli persino a recuperare nel cesto della biancheria. Li prendono e se li portano nella cuccia. Fortunatamente di solito non li rompono… li tengono solo lì con loro e ci dormono sopra e se li annusano… come fossero la coperta di Linus. Questo lo potranno confermare TUTTI i proprietari di bolognesi, anche se la cosa non è scritta sullo standard.

Non solo compagnia
Ricordo ancora quando i cani che non erano né da caccia né da guardia venivano definiti cani “di lusso” o da affezione. E pagavano una tassa più alta. Riprendendo questa vecchia definizione possiamo affermare che il bolognese è nato come cane da compagnia… ma anche come cane “di lusso”.
Possiede caratteristiche psico-fisiche che effettivamente lo rendono ideale per la vita in appartamento a stretto contatto con l’uomo accostate ad altre che hanno invece un valore puramente estetico, pensate soprattutto per far capire al mondo intero che non si tratta di un cane “qualunque”, ma di un vero e proprio “gioiello” in carne ed ossa.
Il colore bianco immacolato, fin dall’antichità, rappresenta la purezza, la bontà dell’animale domestico contrapposta alla ferocia dell’animale selvatico. E’ il primo tratto somatico selezionato dall’uomo con sole finalità estetiche o culturali fin da quando gli sciamani e gli antichi e egizi attribuivano a questo colore doti propiziatorie.
Il colore bianco nei meticci è rarissimo. La selezione casuale, di fatto, può fornirci cani a fondo prevalentemente bianco con piccole macchie di colore diverso o cani color crema, isabella, biondo chiaro, miele o beige. Al mantello perfettamente immacolato si arriva dopo un lungo lavoro di selezione che presuppone la conoscenza del comportamento genetico delle mutazioni che lo determinano, che sono più di una e devono essere combinarsi in modo corretto. E’ per questo che questo tipo di colore nella nostra cultura si affianca sempre all’idea di “cane di razza pregiata”.

Anche il particolarissimo mantello del bolognese, così lungo e voluminoso, non è una caratteristica che si possa trovare tanto facilmente senza un’attenta selezione da parte chi alleva. E pure la taglia, pur senza costituire un “primato” nell’universo delle razze canine, è decisamente inferiore alla media e raramente riscontrabile in soggetti che non siano frutto di un accoppiamento mirato.
Anche oggi che le razze canine sono diffuse e alla portata di tutti, tra i numerosi ospiti dei rifugi per cani abbandonati, i soggetti sotto i cinque chili di peso sono ancora molto rari. Si possono trovare cani dal mantello insolitamente abbondante che però quasi sempre non saranno bianchi o saranno decisamente più grossi. E’ davvero difficile riunire tante caratteristiche così poco comuni in un unico soggetto e per questo ancora oggi i bolognesi vengono sistematicamente percepiti come animali di valore, anche da chi non conosce nemmeno l’esistenza della razza e li scambia per maltesi o barboncini o ci chiede di che razza siano. Nessuno però ci chiederà mai se siano dei meticci. Che siano dei “gioielli” è lampante. Se sono ben curati, ovviamente.

Le caratteristiche che conferiscono al bolognese quel tocco di percepibile aristocrazia non sono in realtà utilitaristicamente fondamentali per il suo stile di vita… anzi, sono ciò che più di ogni altra cosa lo penalizza e lo rende un po’ “anacronistico”. Bisogna infatti anche considerare che da quando le Signore della Bologna Bene per prime lo hanno accolto nelle loro ville è passato mezzo millennio.
Oggi ci sono esigenze diverse, ambienti diversi… i ritmi di vita di quelle signore sono certamente molto diversi da quello dell’impiegata che abita al quinto piano in un condominio di città costretta a portare il cane a sporcare negli spazi tra le macchine parcheggiate tra fango e smog.
Il mantello del bolognese è particolarmente impegnativo da tenere in ordine e pulito. Come già detto, teme lo smog, il fango, la terra, la pioggia, la polvere, gli aghi di pino, la neve, le spighe, l’erba secca, i pollini, la resina, la salsedine e i tarzanelli. Infeltrisce facilmente e si sporca con altrettanta facilità. Da un certo punto di vista ha molte caratteristiche che nella vita sono più un handicap che un pregio.
Resta invece indiscutibile il “ruolo sociale” conferito da queste caratteristiche. A differenza di un tempo, oggi non è più esibito come “status symbol” o oggetto prezioso, dal momento che i cani di razza sono ormai accessibili a tutti. Resta però un cane molto attraente, dall’aspetto insolito che non passa inosservato. Uscire con un bolognese significa necessariamente rivolgere la parola a un altissimo numero di persone che semplicemente non riescono a trattenersi dal complimentarsi.
Un sottofondo costante di “che carino, che meraviglia, che bello” è una sensazione piacevole per chiunque. Per chi è solo o soffre di depressione può cambiare la vita e dare maggiori benefici di ogni altra medicina. Può perciò valere la pena rimboccarsi le maniche e affrontare la non facile (ma nemmeno impossibile) manutenzione di questo tipo di mantello.

La toelettatura
Se si decide di acquistare un bolognese, non si può prescindere dall’affrontare il discorso toelettatura. Un bolognese non adeguatamente toelettato e curato perde ogni sua attrattiva e paradossalmente può venir notato esclusivamente per “quello che non va”.
Anziché i soliti cori di “che carino, che meraviglia, che bello”, potremmo quindi sentire: “Ciao, piccolino…. ma come sei sporco!!” (e magari lo abbiamo lavato il giorno prima), “ma come mai quei segni rossi sotto gli occhi?”.. “uh che capellone!…ma lo devi portare dal parrucchiere!”, “oh guarda, un cane rasta”… “ma perché ha i piedi marroni?”, “guarda che buffo, ha la barba nera, si è tutto sporcato il muso!”… e tanti commenti che anziché far piacere, lasciano un poco di frustrazione, soprattutto alle persone che maggiormente si impegnano nella cura del cane, ma che stanno imparando per tentativi ed errori. Come del resto ho fatto anch’io come tanti altri.
Prima di spaventare ulteriormente e dissuadere definitivamente chiunque dall’avvicinarsi a questo cane, vorrei però precisare che c’è una grandissima differenza se intendiamo dare al nostro amico una preparazione “de expo” o se semplicemente vogliamo renderlo attraente per presentarlo al mondo.

La preparazione per le expo è effettivamente molto impegnativa e difficile. Oggi più che mai. La presentazione negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante. Questo in tutte le razze.
I giudici oggi non perdonano niente ed è ormai impensabile avere buoni risultati se non si presenta un cane in condizioni di pelo più che perfette. Il bolognese deve essere presentato con mantello abbondante e voluminoso a lunghezza naturale (non accorciato), pulito, con boccoli ben formati e senza nodi. Per molti è ormai irrinunciabile rivolgersi a un toelettatore professionista essendo necessaria una notevole competenza ed esperienza.
Diversa è la situazione di chi non ha ambizioni di tipo espositivo che può vivere la toelettatura del proprio cane in modo molto più “rilassato”. Nessun giudice andrà mai a ravanare nel mantello del cane alla ricerca di eventuali nodi o imperfezione. Si può quindi scegliere il tipo di gestione più adatta in modo più sereno. C’è chi preferisce lavare spesso, dare tanto balsamo e lasciare asciugare senza stare a impazzire spazzolando ogni giorno, chi viceversa trova particolarmente gravoso e impegnativo e fare il bagno e preferisce tenere il mantello in ordine con qualche colpo di spazzola in più. Chi organizza il pelo in treccine e chi non si cura dei nodi purché il cane sia pulito… e in fondo un cane lavato di fresco si presenta sempre bene.

Per chi volesse comunque toelettarlo nel rispetto dello standard comunque scrivo qui di seguito i consigli, frutto della mie esperienza personale, fermo restando che ogni proprietario e allevatore ha le proprie “fisse”e le proprie teorie.
Il bolognese ha un mantello doppio. Il pelo di copertura è quello che appare ai nostri occhi: lunghissimo setoso e a “boccoli”. Ogni singolo pelo di copertura ècircondato alla radice da numerosi peli più corti e lanosi (sottopelo) che lo tengono sollevato. E’ per questo che il mantello si presenta così gonfio.
Apparentemente, quindi, non vi è nulla di diverso rispetto a tantissime altre razze canine che solitamente a tarda primavera e inizio autunno fanno la muta, perdendo il sottopelo. Nei bolognesi, però, non avviene esattamente questo. Se il mantello fosse lasciato a se stesso, già alla prima muta, il sottopelo, una volta staccatosi, non cadrebbe, ma trattenuto dai boccoli formerebbe tante matasse di feltro. I bolognesi non perdono pelo. Non perdono niente. Al massimo raccolgono. Al rientro delle passeggiate è normale ritrovarsi a dover estrarre dal mantello foglie, rametti, spighe, fili d’erba, aghi di pino. E’ sicuramente sconsigliabile portarli nei boschi, nei campi incolti… ma anche in strade di città con fondo polveroso o sporco o ancora nello smog. I pratini dei parchi cittadini sono invece l’ideale.

Per tenere il mantello in ordine è necessario rimuovere il sottopelo man mano che si stacca. Questa operazione si compie abbastanza facilmente con un pettine a denti molto larghi o (molto delicatamente) con un cardatore, partendo fin dalla radice del pelo, ma trattenendo poi ogni ciuffo con le dita, per non far male al cane tirando. In questo modo è possibile slanare delicatamente senza strappare il pelo di copertura. Ovviamente questa spazzolata serve anche a eliminare eventuali corpi estranei che dovessero finire tra il pelo.
Questa operazione va eseguita ogni giorno. Richiede almeno venti minuti se la nostra ambizione è quella di avere un mantello sempre in condizione da expo. Altrimenti i tempi si dimezzano. Eventuali piccoli nodi che resteranno non saranno mai troppo evidenti e si potranno di tanto in tanto eliminare a forbice. Nessuno se ne accorgerà. Soprattutto per i cani che vivono in appartamento (che in inverno è ovviamente riscaldato), questa procedura agevola la formazione di un cosiddetto “rolling coat”. Questo praticamente significa che la piccola quantità di pelo morto, che rimane ogni giorno attaccata alla spazzola, si rinnova in continuazione e il cane non è soggetto a muta.
Se si salteranno queste operazioni per qualche giorno, non succederà niente di irrisolvibile: la volta successiva si impiegherà molto più tempo per sciogliere con le dita eventuali nodi o inizi di infeltrimento, tipicamente nelle cosce o dietro alle orecchie.
Seguitando a trascurare, la situazione si fa via via più complicata, fino all’irrimediabile.
Il rimedio estremo è la tosatura, che però priva il cane della sua prerogativa più ricercata: quella di non perdere peli per casa.
Il pelo accorciato infatti non è più in grado di trattenere il sottopelo che per questo in fase di muta si staccherebbe e cadrebbe come avviene nelle razze con mantello di tipo “ancestrale”. Ma non solo. Il pelo tosato cambia consistenza. Diventa più lanoso e di conseguenza infeltrisce ancora più facilmente, rendendo quindi maggiormente probabile la necessità di un’ulteriore tosatura in un futuro non troppo lontano.
A questo comunque si arriva solo in situazioni di particolare incuria che dura da mesi. Anche di fronte a peli molto compromessi di solito basta rimboccarsi le maniche e un po’ alla volta, giorno per giorno, si sciolgono tutti i nodi e si riporta il mantello alla normalità nel giro di qualche settimana, ripromettendosi di essere più assidui nei mesi successivi.

Uno degli errori più frequenti dei proprietari dei bolognesi è quello di trascurare la toelettatura dei cuccioli. Il pelo dei cani di pochi mesi effettivamente non ha bisogno di nessun intervento. Non ha la lunghezza sufficiente per annodarsi, è morbidissimo e non ha ancora boccoli formati. Pettinare un cane di quell’età è semplicissimo e non arreca il minimo fastidio anche se a noi sembra completamente inutile.
Il modo migliore per combattere i nodi è evitare che si formino… inoltre abituare il cane a collaborare e ad associare la spazzolata a un momento positivo in cui ci si scambiano effusioni è un buon investimento per il futuro. Molti cani arrivano a sei mesi senza aver visto una spazzola… quando poi il proprietario si rende conto che è ora spazzolare il cane sarà molto facile che un tentativo di sciogliere un nodo già formato finisca per far male al cane, indisponendolo alla toelettatura e facendo in modo che questa sia “subita” per tutta la vita.

Altre cose da tenere sotto costante controllo sono la lacrimazione, la pulizia e la pulizia di denti e orecchi.
Una veloce passata con un pettinino a denti molto fitti intorno agli occhi è a mio avviso il miglior metodo per tenere puliti gli occhi e prevenire le antiestetiche macchie rosse che troppo spesso rovinano il mantello di tanti cani ad occhio tondo. Basta una volta al giorno in occasione della spazzolatura quotidiana.
E già che ci siamo, è molto utile rimuovere regolarmente, con l’aiuto di una pinzetta, i peli che purtroppo crescono anche all’interno degli orecchi. Si rimuovono come normale sottopelo, non fa assolutamente male (al massimo provoca un leggero fastidio) e previene otiti e dai parassiti.
I denti sono un’altra nota dolente: come in tutte le razze di taglia contenuta e muso piccolo, succede che lo spazio a disposizione per una dentatura completa di quarantadue denti sia appena sufficiente. Spesso ci sono anomalie di distribuzione con denti non perfettamente allineati e questo li rende particolarmente predisposti a ristagni di cibo e deposito di tartaro. Una spazzolata anche ai denti in sede di toelettatura quotidiana è sicuramente molto utile a prevenire l’insorgere di problemi in età avanzata, anche se forse la miglior pulizia la si ottiene facendo sgranocchiare regolarmente qualche grissino o qualche pezzetto di pane molto secco.

Il bagno
Anche sulla questione bagno ci sono diverse correnti di pensiero. In ogni caso, occorre fare distinzione tra manutenzione da expo e manutenzione da casa.
La frequenza può variare da una volta ogni tre mesi al bagno quotidiano. I sostenitori del bagno quotidiano sono solitamente handler che gestiscono cani da expo esposti tutte le settimane e non lavano per pulire ma per tenere in condizione e non utilizzano prodotti con azione detergente ma solo cosmetici per fare volume. La maggior parte dei soggetti da expo, comunque, fa il bagno ogni 7/15 giorni. Cioè il giorno prima di ogni expo.
I cani di casa possono essere lavati “all’occorrenza”. Ovvero più raramente, ma anche no. In fondo si tratta pure sempre di cani che solitamente salgono sui divani e vivono a stretto contatto con l’uomo ed è normale che si richieda un igiene superiore a quella della media delle altre razze L’importante è usare prodotti di qualità.

La salute
I bolognesi sono “ancora” cani molto facili da allevare. Hanno cucciolate spesso numerose in relazione alla taglia.
Solitamente da quattro a sei cuccioli, eccezionalmente anche sette o otto, contro i due-quattro delle razze di taglia analoga.
Partoriscono naturalmente nella stragrande maggioranza dei casi e sono madri esemplari che non hanno bisogno del benché minimo aiuto, purché si trovino in un ambiente adatto.
Al pari di molte altre razze di piccola taglia sono molto longevi: se non intervengono malattie invalidanti, arrivano senza problemi anche a sedici anni. E’ reputata una tra le razze più sane. Ai fini dell’iscrizione al registro della riproduzione selezionata si richiedono controlli sulle oculopatie ereditarie e sulla lussazione della rotula. In realtà non ho mai conosciuto nessun bolognese con problemi alla vista.. Ho saputo invece di alcuni casi di rotula lussata, come pure di patologie a carico di fegato e reni, che per fortuna non sono caratteristiche largamente diffuse. Anche nella mia esperienza personale non sono stato molto fortunato. La mia prima bolognese, in età avanzata ha sofferto di calcoli e di diabete ed è morta a soli undici anni. E tra le quattro cucciolate prodotte (due sue e due della figlia) ho avuto un caso di lussazione della rotula e un cucciolo con una malformazione al palato, morto a un mese di vita. Non è una situazione disastrosa, ma ci sarebbero molte cose da tenere sotto stretto controllo volendo continuare ad allevare. Cosa che per fortuna non faccio, anche se per altri motivi.

LO STANDARD
Aspetto generale del cane – Di piccolo formato, con tronco raccolto e compatto, ricoperto da pelo bianco puro, lungo sollevato.
Proporzioni importanti – Cane costruito nel quadrato, per cui l’altezza al garrese è pari alla lunghezza del tronco. La testa è piuttosto corta rispetto al tronco.
Comportamento e carattere – Molto serio, apparentemente poco vivace. Creativo, docile, attaccato ai suoi compagni sino all’abnegazione. Testa – Mesocefala, la sua lunghezza totale raggiunge 1/3 dell’altezza al garrese. Piuttosto larga, alle arcate zigomatiche.
Regione cranica: Il cranio di forma poco ovoidale in senso sagittale, piuttosto piatto nella parte superiore, ha le pareti piuttosto convesse ed i seni frontali ben sviluppati. Gli assi cranio-facciali sono fra di loro paralleli, la sutura metopica poco accentuata, l’apofisi occipitale poco marcata. La lunghezza del cranio è leggermente superiore a quella del muso, la larghezza, misurata alle arcate zigomatiche è uguale alla sua lunghezza.
Stop – Abbastanza accentuato
Regione facciale
Tartufo – Sulla medesima linea della canna nasale, visto di profilo la sua faccia anteriore si trova sulla verticale. E’ voluminoso, assolutamente di colore nero.
Muso –  La sua lunghezza è pari ai 2/5 della lunghezza totale della testa, la canna nasale è rettilinea, le facce laterali sono fra di loro parallele, per cui la faccia anteriore del muso è abbastanza quadrata. La regione sottorbitale è ben cesellata.
Labbra – Quelle superiori sono poco sviluppate in altezza, per cui non ricoprono le inferiori ed il profilo inferiore del muso è dato dalla mandibola.
Mascelle – Di normale sviluppo, con arcate che combaciano perfettamente. Denti Bianchi, regolarmente allineati, completi per sviluppo e numero. Chiusura degli incisivi a forbice, tollerata quella a tenaglia.
Occhi – In posizione subfrontale, ben aperti, di grandezza superiore alla normale. La rima palpebrale è rotonda il globo oculare non deve essere prominente, ne la sclerosa è visibile. I margini palpebrali sono di rigore neri ed il colore dell’iride è ocra scuro.
Orecchie – Inserite alte, al di sopra dell’arcata zigomatica, lunghe e pendenti, ma con base piuttosto rigida, tanto che la parte superiore dei padiglioni auricolari è scostata dal cranio, dando così la sensazione che la testa sia più larga di quanto in effetti sia.
Collo – Non ha giogaia ed ha una lunghezza pari a quella totale della testa.
Tronco – Costruzione quadrata, la lunghezza del tronco, misurata dalla punta della spalla a quella della natica, è pari all’altezza al garrese. Profilo superiore – Il profilo del dorso è rettilineo, leggermente convesso quello dei lombi, che si fonde con armonia, alla linea della groppa. Garrese – E’ poco elevato sulla linea del dorso a causa della distanza fra le punte delle scapole.
Torace – Ampio, disceso sino al livello dei gomiti, con coste ben cerchiate, ha una profondità, che raggiunge quasi la metà dell’altezza al garrese.
Petto – Il manubrio dello sterno è poco evidente.
Groppa – E’ pochissimo inclinata e molto larga.
Linea inferiore – Il profilo inferiore del ventre, dopo quello dello sterno, rimonta di poco in alto verso l’addome. Coda Inserita sulla linea della groppa, è portata ricurva sul dorso
Arti
Arti anteriori – Visti nell’insieme perfettamente in appiombo, sono paralleli fra di loro rispetto al piano mediano del tronco.
Spalle – Hanno una lunghezza pari a 1/4 dell’altezza al garrese, rispetto alla linea dell’orizzonte sono abbastanza oblique e tendono alla verticale rispetto al piano mediano del tronco. Sono ben sciolte nei movimenti.
Braccio – Ben saldato al tronco, di lunghezza quasi uguale a quella della spalla, ma meno inclinato di questa.
Gomiti – Si trovano su un piano parallelo a quello mediano del tronco.
Avambraccio – Ha una lunghezza pari a quella del braccio e segue una linea perfettamente verticale verso il terreno.
Carpo e metacarpo – Visti di fronte, seguono la linea verticale dell’avambraccio. Visti di lato, i metacarpi sono alquanto flessi.
Piedi – Sono di forma ovale, con unghia e suole, molto dure, di colore nero.
Arti posteriori – Visti nell’insieme guardati da dietro, devono seguire, dalla punta della natica verso terra, una linea perfettamente verticale. Sono fra di loro paralleli.
Cosce – La lunghezza della coscia è pari ad 1/3 dell’altezza al garrese. E’ obliqua dall’alto in basso e dall’indietro in avanti; rispetto al piano mediano del tronco è perfettamente parallela.
Gamba – Più lunga della coscia.
Garretto – L’angolo tibio-tarsico non è molto chiuso.
Metatarsi – La distanza fra la punta dell’articolazione tibio-tarsica e la pianta del piede è leggermente inferiore ad un terzo dell’altezza al garrese.
Piedi – Con le medesime caratteristiche di quelli anteriori, ma meno ovali.
Andatura –  Sciolta. Vigorosa con portamento alto della testa.
Pelle – Ben tesa, ed aderente con tutte le mucose esterne, e le sclerose che sono rigorosamente pigmentate nere.
Mantello
Pelo – Lungo su tutto il corpo, dalla testa alla coda, dalla linea dorsale sino ai piedi. E’ più corto sulla canna nasale. Piuttosto sollevato e, quindi non piatto, ma a bioccoli, non forma mai frange. Bianco puro, senza alcuna macchia ne sfumature.
Taglia e peso
Altezza al garrese: da 27 a 30 cm. nei maschi; da 25 a 28 cm. nelle femmine.
Peso: da 2,5 a 4 Kg.
Tutti i maschi devono avere due testicoli di aspetto normale e ben discesi nello scroto.

Difetti
Ogni deviazione dalla descrizione delle caratteristiche di ciascuna regione costituisce un difetto, che sarà penalizzato dai giudici a seconda della sua gravità e della sua diffusione, così come lo strabismo.
Difetti eliminatori – Convergenza o divergenza accentuate degli assi cranio-facciali – canna nasale montonina – prognatismo se deturpa l’aspetto esteriore del muso – altezza inferiore ai 25 cm. e superiore ai 33 cm. nei maschi e inferiore ai 22 ed ai 32 nelle femmine.
Difetti da squalifica – Enognatismo – depigmentazione del tartufo, nonché qualsiasi altro colore che sia diverso dal nero – depigmentazione bilaterale delle palpebre – iride gazzuolo – anurismo, brachiurismo tanto naturale che artificiale – qualsiasi colore diverso dal bianco nel mantello – macchie e moschettature – monorchidismo – criptorchidismo – deficiente sviluppo di uno o dei due testicoli – uno o due testicoli non ben discesi nello scroto.

Qualche osservazione personale sullo standard
Quello che sto per scrivere non ha la pretesa di essere “commento allo standard”: non sono qualificato a farlo e ci sono moltissime persone che hanno alle spalle molta più esperienza di me per potersi pronunciare su cose così tecniche. Sono solo semplici riflessioni da appassionato. Tanto per divagare un po’.
Innanzitutto un’osservazione: ci sono razze che si sono fissate in modo spontaneo. Per isolamento geografico o per adattamento a particolari funzioni per le quali l’uomo indirettamente le selezionava. In altri casi invece c’è stato un lavoro di selezione “mirato” da parte di un uomo che ha voluto creare un particolare tipo di cane pensato per una particolare funzione. Ma mai, in nessun caso, lo standard ha anticipato la creazione della razza. Nemmeno i piu’ abili selezionatori ed esperti di genetica sarebbero in grado di creare una razza a tavolino, fissando in modo preciso al millimetro le caratteristiche morfologiche del cane che intendono creare. Ciò che invece avviene è che a seguito di un indirizzo generico iniziale, quando si è riusciti a ottenere un numero sufficiente di soggetti con una buona omogeneità, si raggruppano i cani più rappresentativi, si valutano, si misurano e si redige uno standard sulla base dei soggetti reali ottenuti e semmai lo si rivede dopo qualche tempo per adeguarlo al tipo di crescita avuta dalla razza.

Il bolognese “moderno” da questo punto di vista rappresenta un eccezione. Si tratta infatti di un cane di fatto “ricostruito” sulla base di uno standard ormai solo teorico di una razza quasi estinta. Si sono usati bichon, barboni, maltesi e quant’altro con l’obiettivo di incrociarli per adeguarli a uno standard preesistente. Malgrado gli ottimi risultati in relazione alla difficoltà dell’impresa il tipo di razza ottenuto ovviamente non aderisce allo standard alla perfezione. Lo standard del bolognese più che in ogni altra razza, rappresenta un ideale irraggiungibile più che un modello a cui corrispondono tutti i cani. Vorrei perciò passare in rassegna tutte le discrepanze che potremmo incontrare scegliendo un bolognese di allevamento moderno, anche tra i più tipici. Chiedo scusa ai lettori se ripeterò cose già dette… ammesso che ci siano lettori che sono arrivati fin qua. Adesso vado a leggere nei commenti e vi “sgamo” tutti!

Costruzione: lo standard richiede una costruzione “nel quadrato” con altezza al garrese pari alla lunghezza del tronco, contrapponendolo al maltese, al bichon e al barbone tutti costruiti nel rettangolo. Almeno sulla carta… In realtà, infatti, molti barboni sono tutt’ora di fatto iscritti nel quadrato. Il nuovo standard (dei barboni), recentemente modificato, vuole ora un corpo con lunghezza del corpo *leggermente* superiore all’altezza… un po’ a giustificare la prassi di premiare cani ormai tutti nel quadrato che in ring risultavano più slanciati ed eleganti.
Paradossalmente fu quindi l’accoppiamento col barbone, razza teoricamente nel rettangolo” che a mio avviso riuscì a reintrodurre nella razza la caratteristiche della costruzione nel quadrato.
Fino ai primi anni 90 era pressoché impossibile trovare un bolognese che fosse veramente nel quadrato. Gli allevatori si sforzavano di selezionare i cani più corti che rimanevano però sostanzialmente rettangolari, ricercando anche un portamento fiero con petto in fuori e testa alta e incedere raccolto. I primi cani costruiti nel quadrato spesso mancavano di compattezza. La loro costruzione nel quadrato dipendeva da arti lunghi, barboneggianti appunto. I soggetti più compatti invece erano solitamente molto alti, ai limiti dello standard e con peso molto superiore a quello desiderato. Dopo vari rimescolamenti delle diverse linee di sangue oggi i migliori bolognesi che frequentano le expo sono iscritti nel quadrato e hanno la giusta taglia e costruzione. I bolognesi che non sono nel quadrato però sono ancora tutt’altro che rari… anzi se non prendiamo come riferimento i cani più titolati, ma la “media” della razza direi che i cani troppo lunghi sono ancora la maggioranza.
La costruzione nel quadrato (che personalmente prediligo) non ha in realtà niente di funzionale in cani di questo tipo…è una questione di gusti. Più che altro per differenziarlo dal bichon.

Testa: le proporzioni volute dallo standard di 1/3 rispetto all’altezza al garrese sono vere solo nei cani costruiti veramente nel quadrato. Che abbiamo visto essere l’ideale, ma non la norma. Negli altri le proporzioni sono di solito 2:5 come nella maggior parte delle razze con costruzione armonica. Un’altra proporzione importante da valutare è quella cranio muso che lo standard richiede di 2:5 (con muso più corto del cranio).
Gli ultimi anni di ricostruzione della razza hanno visto spesso una esasperata ricerca del “muso corto” per riportare alle caratteristiche di standard e allontanarsi dal muso lungo tipico delle altre razze. In realtà il bichon avrebbe gli stessi rapporti. Quello che varia è lo stop meno accentuato e la maggior voluminosità della testa rispetto al corpo che gli conferisce una diversa espressione. Il barbone dovrebbe avere il muso più corto del cranio, ma con proporzioni 9:10. In realtà molti barboni hanno un rapporto 1:1 sempre per via di privilegiare l’aspetto elegante.
I primi bolognesi avevano spesso un muso effettivamente troppo lungo… ma a volte solamente troppo poco stop. Negli anni successivi la ricerca del muso corto ha spinto a volte verso l’ipertipo, e i soggetti premiati e ritenuti tipici avevano in realtà proporzioni molto vicine a 1:3, con espressioni che ricordavano un po’ troppo il maltese. Forse proprio a causa del contributo di questa razza con l’obiettivo di diminuire la taglia.

Dentatura: lo standard prevede due tipi di chiusura: quella forbice corretta e quella a tenaglia “tollerata”. In realtà un soggetto con dentatura a tenaglia è di fatto tagliato fuori dalle esposizioni dove i giudici sono molto selettivi per quanto riguarda il tipo di chiusura. La mancanza di premolari invece tende ad essere perdonata, in quanto tipica e fisiologica nei cani di piccole dimensioni con muso più corto del cranio. Come pure è perdonato il mancato allineamento degli incisivi. Questo a mio avviso è un errore. I giudici ragionano nell’ottica che non essendo una razza da presa o da lavoro, la dentatura non debba avere un ruolo cosi’ importante. Si tratta però di un cane nato per stare in grembo, dormire vicino ai padroni… e sappiamo tutti quanto una cattiva dentizione sia deleteria in termini di predisposizione al tartaro e conseguente alitosi.
Personalmente preferirei sicuramente una chiusura a forbice rovesciata (se non deturpa l’aspetto esteriore del muso) ma con denti allineati bene piuttosto che una chiusura a forbice con denti storti. Riguardo alla mancanza di premolari invece… è quasi meglio quando non ci sono. C’è più spazio per gli altri denti. Le chiusure fuori standard sono tutt’altro che rare in questa razza, malgrado il prognatismo non sia tipico in nessuna delle razze che hanno contribuito alla sua ricostruzione. Il problema è che nel cane la lunghezza della mascella superiore e della mandibola si trasmettono separatamente e ricombinando geni di cani con diversi rapporti cranio muso (esempio i musi lunghi dei barboni con quelli corti dei maltesi), si ottengono le più improbabili combinazioni di chiusura.

Occhi: gli occhi neri sono tipici del bichon frisé. L’espressione tipica del bolognese è quella con occhio marrone scuro. Oggi sempre più diffusa, malgrado nessun giudice si sia mai sognato di penalizzare un occhio nero. L’occhio troppo chiaro invece non è ben visto, ma nemmeno così frequente, per fortuna.

Orecchi: un’altra caratteristica che distingue il bolognese sia dal barbone che dal bichon frisé è il portamento dell’orecchio semipendente, anziché completamente pendente e aderente al cranio. Lo standard lo vorrebbe però “lungo”. In realtà io ho sempre visto cani con orecchi piuttosto corti. Anche se dicendo“lungo” senza indicare un riferimento si dice ben poco. Gli orecchi del barbone tirati verso il muso raggiungono la commessura delle labbra. Quelli della mia bolognese più tipica né sono ben distanti…. e sono orecchi che una giudice “storica” specialista della razza ha descritto come “bellissime” e molto tipiche. Mah.
Nei primi anni novanta mi è capitato di vedere bolognesi con orecchi eretti. Tipo volpino. E l’analogia per taglia colore e costruzione farebbe quasi pensare che questi possa essere il responsabile dell’accorciamento dell’orecchio di barboni e bichon e conseguente portamento semieretto. Anche se non restano testimonianze.
Deve essersi trattato comunque di un’immissione sporadica, anche perché questa avrebbe portato inevitabilmente con sé “difetti” di tessitura del pelo (assenza di baffi e di boccoli). Inoltre il carattere del volpino discosta notevolmente da quello richiesto per il bolognese.

Arti e movimento: il bolognese in standard dovrebbe avere una costruzione da “galoppatore” gli angoli sono piuttosto aperti e questo gli conferisce un movimento “scattante” con tante energie da esaurire nel breve. Si alzano sulle zampe posteriori con estrema facilità quasi l’anteriore non pesasse niente. E sono in grado di mantenere la postura a due zampe per parecchio tempo senza apparente sforzo. Saltano e si arrampicano quasi come gatti. Quando camminano a fianco del proprietario sembra che le loro energie si dirigano in senso verticale… un po è per contenere la loro energia e stare al passo col proprietario, un po’ forse per essere un po’ più vicini a lui. Sta di fatto che il trotto “veramente tipico” è regolarmente interrotto da “impennate” e saltelli in direzione del proprietario che lo accompagna. I cani da expo ovviamente sono invece condizionati a esibire la tipica andatura richiesta per il ring, fluida e regolare.

Coda: la coda tipica del bolognese sarebbe quella portata strettamente aderente alla linea dorsale. E portata sul dorso per la maggior parte del tempo, persino a riposo. Per questo nei bolognesi più tipici capita che il pelo sotto la coda resti schiacciato e si formi una specie di “nido”. La coda del bichon all’opposto è portata ricurva sul dorso, ma lo tocca solo con la frangia. Nella realtà ci son parecchi bolognesi che portano la coda in questo modo o in un modo intermedio. In expo la cosa non è sempre penalizzata anche perché non è nemmeno tanto evidente se non per i veri conoscitori della razza. Il pelo lungo può infatti mascherare la forma della coda che ci sta sotto.

Taglia: Soltanto quindici anni fa i bolognesi che rientravano nei limiti di altezza richiesti dallo standard erano molto rari. Tutti i soggetti erano prossimi al limite massimo (soprattutto quelli di costruzione nel quadrato) e negli ultimi anni c’è stato un costante lavoro di contenimento fino ad arrivare in alcuni casi all’estremo opposto. Ma il vero problema dei valori imposti dallo standard è l’incompatibilità tra i limiti previsti per l’altezza e quelli previsti per il peso. Un maschio di 30 cm ovvero ai limiti massimi dello standard, se correttamente costruito pesa ben più di quattro chili. Molto di più. Così pure una femmina che pesasse davvero due chili e mezzo (personalmente non ne ho mai viste ma mi giurano che ci sono), sarebbe quanto meno di altezza molto inferiore al minimo di 25 cm. Forse non arriverebbe nemmeno ai 22 consentiti dalla “tolleranza” (a mio avviso esagerata) consentita dallo standard.
E’ altresì curioso che uno standard lasci un margine così alto relativamente all’altezza (tre centimetri di tolleranza in più in meno su un intervallo comunque molto ampio) e allo stesso tempo pretenda che il peso sia contenuto nell’arco di un chilo e mezzo tra il minimo e il massimo. Per maschi e femmine. Come dire che un maltese e un cocker americano debbano avere lo stesso peso. Sono misure che andrebbero sicuramente riviste.
Il giusto compromesso a cui si è arrivati oggi nei cani più promettenti in expo è quello di avere altezze al garrese che sempre più spesso si concentrano intorno ai valori minimi che corrispondono a pesi che al contrario si avvicinano al valore massimo.
La media della razza è invece però spostata verso valori decisamente più alti, almeno in termini di peso. Il bolognese medio è in realtà sui 5 kg e questo non solo perché il proprietario medio concede troppi bocconcini extra. Un po’ sì, ma non è solo questo.

Piedi: lo standard richiede piedi ovali, malgrado il mondo sia pieno di bolognesi con piedi tondi (da gatto) che personalmente apprezzo di più. In sede di giudizio la forma del piede viene si solito completamente trascurata.

Colore: lo standard contempla solo il colore bianco. La presenza nell’antichità di cani di colore rosso e il riferimento a possibili “sfumature” mi lascia pensare che il bolognese originale fosse quel tipo di bianco derivato dalla diluizione estrema del fulvo. Che solitamente è un bianco “latte”. Nei bolognesi attuali è spesso presente anche un secondo tipo di bianco che è il risultato dell’estrema riduzione delle macchie nei mantelli pezzati: il bianco “neve”. Penso nessun giudice vada oggi a sindacare su quale tipo bianco è riconducibile al cane giudicato, ammesso che sia in grado di riconoscerlo… anche perché poi molti cani di fatto combinano le due mutazioni. La presenza di due geni distinti però a volte è responsabile della comparsa inaspettata di cani di colore fuori standard. Tipicamente si tratta i cani a macchie rossicce, miele o color champagne. Più raramente cani interamente rossicci o champagne. Presente nella razza è pure il gene l’ingrigimento precoce del pelo. Lo stesso gene che fa si’ che bobtail e yorkshire nati neri divengano grigi anche molto chiari in età adulta. Nel bolognese questo gene fa si che cuccioli che talvolta hanno macchie nei primi mesi di vita arrivino quasi ad apparire completamente bianchi da adulti. Quasi…. In realtà sul pelo bagnato le macchie rimangono sempre evidenti. Anche in questo caso volendo prendere lo standard alla lettera sarebbero da considerare cani con difetti eliminatori. In realtà invece sono difetti che vengono spesso perdonati. O forse non visti, da chi non è pienamente “dentro la razza”. Per fortuna. Per quanto mi riguarda, sarei anche per l’ammissione dei cani fulvo-rossicci, con o senza bianco. Sarebbe una possibilità in più, malgrado personalmente continui a prediligere i bianchi.
L’unico pigmento previsto dallo standard è quello nero ed è anche l’unico veramente diffuso. Non mi è mai capitato di vedere bolognesi a pigmento marrone. Capita invece piuttosto spesso che il pigmento nero sia carente e soprattutto nei mesi invernali il tartufo si decolori assumendo una tonalità rossiccia. Una cosa a cui i giudici prestano molta attenzione è la colorazione completa della rima palpebrale. Anche questa spesso e volentieri parzialmente depigmentata in molti cani, soprattutto nello scorso decennio. Oggi le cose vanno decisamente meglio.

Dedica
Dedico questo mio scritto ai miei bolognesi. Quelli ancora vivi e quelli che non ci sono più. Quelli che vivono con me e quelli che fisicamente sono con altre famiglie anche se restano sempre nel mio cuore.
Cicles, Raviolo, Sughino, Ragù, Crescentina, Petronio, Nettuno, Garisenda, Brisabella, Clizia, Balanzone, Emma, Gnoccofritto, Fagiolino, Tagliatella, Sorbole, Tempestina, Swiffer, Vileda, Tonkita, Favilla: grazie per tutto quello che mi avete dato e per essere stati così determinanti nel mio percorso di “crescita” nel mondo della cinofilia.

NOTA di redazione: data la lunghezza dell’articolo, servivano uno sproposito di foto. Ho quindi “rubato” praticamente tutte quelle disponibili su Google (almeno quelle che ritraevano veri bolognesi…perché si trova un po’ di tutto!), più varie  foto di allevatori italiani (soprattutto quelli “di Platino Iridio” e “del Leone Fiammingo”, dai quali ho fatto man bassa) e stranieri, a cui avrei magari potuto chiedere il permesso: ma ci tenevo troppo a mettere online questo articolo e quindi ho preso la scorciatoia. Mi auguro che nessuno se la prenda: nel caso, resta sempre valido il disclaimer “scrivetemi e tolgo subito la foto”.

Articolo precedenteIl mio cane è felice perché è libero! (se poi ammazza qualcuno, o si fa ammazzare, o mette incinte mille cagnette…pazienza, eh)
Articolo successivoCinosanremo

Potrebbero interessarti anche...

Vuoi aggiungere qualcosa? Dì la tua!

166 Commenti

  1. Ecco, sono mesi che seguo questo sito e tantissime volte sono stata vicinissima a commentare, poi una telefonata,il capo da cui dovevo correre subito, pena l’impiccagione, figlia che chiamava e cane che voleva coccole, mi hanno sempre fatto rimandare. Quando, però, oggi ho visto la tanto attesa notifica su fb dell’articolo sul bolognese, mi sono presa dieci minuti tutti per me, per leggere e commentare. Nel frattempo Axel, il mio bolognese di 5 mesi, ha: ucciso Simba e Furia, rispettivamente il leone e il cavallo di peluche di mia figlia, chiesto di uscire in giardino per salutare il chihuahua del vicino, chiesto di rientrare, chiesto nuovamente di uscire, perchè, preso dai saluti, si era dimenticato di fare la pipì :-D. Tutto questo alla faccia di chi lo considera poco vivace! Comunque, complimenti, un articolo davvero ben scritto su una razza poco conosciuta quanto splendida. Ammetto di aver saltato qualche riga, ma solo perchè non amo la matematica e calcolare i 2/5 dell’altezza al garrese, è troppo per i miei neuroni. Adesso, però, prendo il righello e misuro l’altezza al garrese del mio mostriciattolo. P.s.adesso attendiamo lo standard di Valeria!

    • complimenti di cuore a questo bellissimo e completo articolo su quello che è diventato da 2 anni il mio cane preferito.la mia cucciolina si chiama milù,compie domani 5 anni ed è una forza della natura.avrei solo una domanda:milù pesa quasi 9 kg ma è ben proporzionata,il suo peso è nella norma o la possiamo considerare in soprappeso? grazie e un saluto a tutti gli amanti di questa fantastica razza.

    • grazie per questo bellissimo articolo, spesso lo rileggo e cerco sempre di capire qualche cosa in più per il mio cucciolo che oggi ha 4 mesi. Data la tua esperienza gradirei molto il tuo parere sulla prima tosatura. Sia l’allevatore che la “toilettatrice” mi hanno detto che tra i 5 e i 6 mesi andrebbe tosato completamente per togliere il pelo del cucciolo e far crescere il pelo da adulto più sano. Mi farebbe veramente piacere conoscere il tuo pensiero. Grazie mille!!!

      • i commenti postati sotto discussioni vecchie rischiano di non essere letti… Comunque, spero di non essere in ritardo. Penso che si debbano prendere decisioni a riguardo in base al cane che si ha davanti…. non tutti crescono nello stesso modo, non tutti passano al mantello da adulto con la stessa gradualità. In generale, la tosatura non è necessaria. In ogni caso non toserei mai *completamente*… a meno che il pelo non sia notevolmente compromesso per errori di gestione o malridotto… con aree spelacchiate… disarmonico. Altrimenti basterebbe accorciare in modo omogeneo e lasciare che il pelo da adulto cresca e spunti dalla lanuggine. Tosare a zero significa aspettare parecchi mesi prima che il pelo arrivi alla lunghezza definitiva. Senza contare che il bolognese tosato è veramente “orrendo” 😀 … Non ha le linee slanciate di un barbone…. E un tozzo porcellotto. Solo se ci sono motivi per recuperare qualcosa, può essere saggio fare un “ricomincio da tre”, tagliare il pelo corto come quello di un cucciolo di due mesi, renderlo pettinabile e senza nodi e impegnarsi a un lavoro costante per abituare il cane a essere toelettato e a non perdere il controllo dei nodi.

  2. bellissimo articolo. Non sono un’esperta di bolognesi, ma è una razza che mi piace molto. Un po’ demotivante la parte sul pelo, ma d’altronde, viva la sincerità! Complimenti all’autore

  3. Grazie per questo bell’articolo. Magari l’avessi letto 15 anni fa…
    Il mio scheletro nell’armadio cinofilo è proprio una bolognese. L’ho comprata nel ’95 per mia figlia allora 13enne che pareva che morisse se non aveva un cane. Lei voleva un Husky o un Samoiedo, o un Akita o un Alaskan Malamute: cani, questi, che non mi pareva in grado di gestire (e purtroppo poi si è visto che non era in grado di gestire nessun cane).
    L’ho convinta a prendere un cane più facile, che ho individuato nel bolognese (e -quasi- non sbagliavo). Era veramente molto bella anche se non sono in grado di dire quanto in standard. Presa vicino a Torino, in un allevamento che, almeno all’epoca e per quanto ne sapevo, mi aveva dato fiducia.
    Il problema è stato che non siamo mai riusciti a insegnarle a non sporcare in casa.
    Per il resto era un cane adorabile: camminava al piede anche senza guinzaglio, senza averglielo insegnato e rispondeva al richiamo in modo perfetto, anche questo senza averglielo insegnato. Aveva imparato da sola. Me la portavo in treno anche per ore e lei stava buonissima per tutto il tempo nel suo trasportino. Era dolcissima, amava qualsiasi essere vivente e andava d’accordissimo anche con il gatto scorbutico che avevamo all’epoca: giocavano sempre insieme.

    Quando ha avuto 6 anni la situazione è precipitata: non solo sporcava “solo” in casa, ma anche il gatto ha cominciato a contribuire sporcando dappertutto tranne che nella cassetta.
    Forse oggi riuscirei a risolvere il problema, ma allora non c’era tanta informazione (o io non ne avevo accesso).
    Devo dire comunque che stava da sola ben poco tempo… anche allora avevo lo studio in casa.

    Un notte ho sognato che la buttavo dalla finestra e poi correvo giù agghiacciata da quanto avevo fatto e piangevo tutte le mie lacrime. Senza essere Freud, la tata a cui l’ho raccontato, mi ha chiesto se volevo che le trovasse una collocazione in campagna e così è stato.
    E’ andata in una casa col giardino e bambini, in cui c’era un luogo che era “casa” ma che poteva sporcare. Viveva in casa, ma poteva uscire quando voleva. E’ vissuta altri 11 anni ed è stata felice. Non l’ho mai più rivista, perché avevo paura che ci turbassimo a vicenda, ma mi arrivavano sue notizie.
    Sono tuttora schiacciata dal senso di colpa e per oltre 10 anni mi sono proibita i cani per manifesta inettitudine.

  4. Finalmente! Questo articolo è stato tanto desiderato e atteso.Ne è valsa la pena.Mentre leggevo la mia bolognese di nove mesi se la dorme in braccio a me.Vorrei chiederti quacosa in più sulla pulizia degli occhi in quanto la mia piccola lacrima molto. Grazie

    • personalmente penso che il modo migliore sia tenere gli occhi il piuò asciutto possibile. Asciugali con ovatta (tipo quei cosini rotondi per togliere il trucco… o carta igienica molto morbida o carta assorbente)…. e pettina il pelo con un pettinino da pulci. Quelli con denti fitti fitti fitti fitti. Il pelo che è già compromesso e rosso è meglio che lo tagli completamente. fallo adesso che è giovane che nel giro di poco tempo mette un bel mantello da adulta. Cosi’ gli occhi restano liberi dal pelo e non rischiano di irritarsi e lacrimare di piu’. Magari per adesso falle pure un codino con un elastichino e tieni gli occhi liberi e scoperti finche la situazione non si stabilizza… Anche l’alimentazione può avere un ruolo. Ho saputo di diversi cani che per esempio non tollerano la carne di tacchino ed è bastato toglierla perché una lacrimazione abbondante sparisse del tutto. I barfisti dicono tutti di aver notato un miglioramento dal giorno alla notte per lacrimazione, pelle, pelo denti… anche quella è una strada che si può provare anche solo per vedere di nascosto l’effetto che fa.
      In ogni caso i cibi con conservanti scatolette e simili non aiutano… ma non è detto che siano solo quelli.. si provano un po’ tutte.
      Se la cosa persiste si può anche far controllare dal veterinario se i dotti lacrimali sono aperti…. è un test semplicissimo: con una sostanza colorata guradano se il colore passa dagli occhi al naso ovvero se i dotti non sono ostruiti. Nel qual caso si possono fare aprire con un’operazione molto molto semplice. La fanno anche ai bambini.

      • Salve, mi permetto di dire la mia a favore della barf (o, come la chiamo io, alimentazione a crudo naturale) come alternativa ai cibi industriali: io vivo con due cani, uno dei quali è un cucciolotto di 10 mesi di bichon frisè…lacrimazione zero!
        Mangia così fin da piccolo e so che i suoi genitori hanno sempre avuto il problema della lacrimazione intensa.
        Non so se cambia qualcosa tra bichon e bolognese, sotto questo aspetto, di sicuro posso dire che anche l’altra cagnolina che ho (meticcia che lacrimava parecchio) col cambio di alimentazione non ha più avuto il problema.
        E’ un po’ complicato iniziare con la “barf” ma i miglioramenti (sotto tutti gli aspetti della salute) ti ripagano in fretta dei dubbi e del tempo dedicato al preparare le pappe!!
        Forse è corretto dire anche che faccio la toelettatrice ma… con Choco sono molto tranquilla, bagno e spazzolate regolari ma non con l’ansia di averlo sempre perfetto!! lui si diverte un mondo anche quando lo toeletto e non esagero mai perchè non mi piacciono le tecniche da expo e fortunatamente non devo “combattere” per tenergli gli occhi e il musino puliti.
        Spero che il mio commento possa essere un modo per valutare e/o conoscere qualcosa di nuovo, buona giornata a tutti!

      • Io ho risolto il problema del pelo rosso sotto gli occhi quando la mia cagnetta Wanda era cucciola, su consiglio del mio vet. Rasare il pelo ormai irrimediabilmente macchiato dai lieviti che sono proliferati sul pelo e poi lavarlo costantemente almeno una volta al giorno con ovatta imbevuta di soluzione borica al 3%, quella venduta in farmacia e che usiamo anche noi umani per gli occhi. Uso tale soluzione per detergerle l’ano quando le ghiandoline perianali si fanno sentire.

  5. Per quanto riguarda l’alimentazione sotto consiglio sia dell’allevatrice e diversi amici cinofili le dò solo forza10 al pesce.Il fiocchetto è sempre presente.Adesso provo con il pettinino ed asciugarla più spesso. Sto provando anche un prodotto che mi hanno consigliato Angel’s Eyes. Grazie per la tua risposta.
    P.S. è veramente una razza stupenda, la tua descrizione per quello che sto scoprendo giorno per giorno è veramente ottima, confermo l’adorazione per l’uomo di casa e per i calzini! Grazie per la tua risposta .

  6. Aggiungo una notazione scherzosa, che mi fece notare il mio compagno che a volte la portava a spasso: non c’è come girare con un bolognese per conoscere tutte le belle ragazze della città.
    Perché anche da adulto sembra un trudino e perché esprime una grandissima gioia di conoscere e di farsi coccolare da chiunque…

  7. Paola, io per gli occhietti uso l’envry eyes, ma devo dire che tenendo pulito il pelo con il pettinino, come suggerito da Denis,sono settimane che non lo tocco. Axel, comunque ha poca lacrimazione e credo che il merito sia anche delle crocche, io uso quelle della Biomill. Non è facilissimo trovarle, in quanto non hanno molti distributori, ma ho notato che, usandole, il problema lacrime si è ridotto drasticamente. Io ho il problema musetto, ma solo perchè, se non lo richiamo in tempo, quando esce in giardino scava con muso e zampe. Denis, una domanda: quando fanno la muta cucciolo/adulto la perdita del pelo come avviene? Axel ha il pelo sul dorso vicino al collo molto più corto rispetto al resto e non so se sia la pettorina a creare questo problema o se sia dovuto alla muta.
    Grazie!!

    • La muta cucciolo adulto avviene in modo appena percettibile… non è paragonabile alla muta che hanno altre razze perché in effetti è molto piu’ il pelo che cresce rispetto a quello che viene via. Il pelo tipico del cucciolo è morbido, setoso e rado… e la superficie ricoperta è anche poca perché il cagnolino è piccolissimo e nel giro di pochi mesi raggiunge le dimensioni di un adulto. Quindi pian pianino si dirada e un po’ di pelo di copertura rimane attaccato al pettine giorno per giorno mentre il pelo nuovo crece si allunga e si infoltisce a vista d’occhio. Ogni cane poi può maturare piu’ o meno velocemente in modo diverso…. e cosi’ come ci sono femmine che vanno in calore a sei mesi e altre quasi a un anno, ci possono essere cani che hanno delle fasi un po’ strane anche in termini di mantello prima di arrivare a quello definitivo. La pettorina certo non aiuta… ma spero non l’abbia indosso tutto il giorno. Se la tiene per poco tempo non credo possa compromettere piu’ di tanto. Boh.. prova a toglierla 😉

      • No, la pettorina la porta solo al momento della passeggiata e la tengo abbastanza morbida sul dorso. La tiene un po’ di più in montagna, durante i fine settimana, in quanto le passeggiate sono più lunghe, ma appena rientriamo in casa gliela tolgo. Adesso al guinzaglio tira poco, ma aspetto che gli passi la fase “amo il mondo, il mondo ama me e devo correre incontro a tutti gli esseri viventi che vedo” per passare al collare 😀
        Grazie davvero

          • AH ah Sciuramaria, lo temo anche io. Guarda, la scorsa settimana passeggiavamo lungo un sentiero, lui era libero in quanto non c’era nessuno. Arriva una coppia, lui parte di corsa,nonostante i richiami ( di sottofondo le ghignate di mio marito e commentini ironici sulle lezioni di educazione che abbiamo preso). Naturalmente chi becca? l’unica ragazza della valle terrorizzata dai cani. E lui manco guardava il fidanzato, voleva lei, solo lei, la missione primaria della sua vita era riempirla di leccate. Naturalmente il resto della passeggiata l’ha fatta al giunzaglio, ma continuava a girarsi per vedere dove fosse 😀

          • La mia correva in preda a incontenibile entusiasmo (anche da adulta) quando vedeva una persona chinata, magari per allacciarsi le scarpe o raccogliere una moneta. Era fermamente convinta che chiunque si accucciasse lo facesse con l’unico scopo di accarezzarla. Nessuno ha mai avuto paura di lei, ma qualcuno rimaneva un po’ sconcertato a trovarsi improvvisamente questa palla di pelo festante che interferiva col motivo per cui si era chinato.
            Comunque poi bastava chiamarla e con altrettanta gioia ri-correva da noi.

          • ah, ma se dite così corro a prendermene 1, o 2, o 3… vivo con 2 briard (dolcissimi e appiccicosi con gli amici, ma per lo meno le persone devono conoscerle per amarle) e una segugia (dolcissima ma pochissimo espansiva) e le descrizioni di questi folletti amanti del mondo mi aprono il cuore…

    • Anche io, con due cani a pelo lungo e semi-lungo, ho avuto lo stesso problema con la pettorina.

      Anche se gliela mettevo solo per le passeggiate, sul lungo periodo si notava proprio il pelo rovinato intorno al collo e sul torace, insomma sembrava avessero sempre su una pettorina invisibile. Erano inguardabili 😉

      Son passato al collare e nel giro di poco si sono sistemati.

  8. mc, Axel è con noi da novembre e non c’è ancora stato un solo istante in cui io abbia pensato: “forse stavamo meglio senza”.
    Ok, forse stamattina, quando ha deciso che, nonostante fossero le 5,30, avevamo dormito abbastanza e quindi poteva saltare sul letto per leccarci e mordicchiarci le orecchie, qualche dubbio l’ho avuto 😀

  9. Questa ve la devo raccontare. A spasso con Axel, passa coppia.
    Lei a lui: “Guarda che bel barboncino!”
    Lui (guardandola con superiorità mista a condiscendenza): ” Ma che cavolo dici, tu non capisci niente di cani, non vedi che è uno Yorkshire bianco?!?”

  10. bellissimo articolo, ho un bolognese di 1 anno e 4 mesi, rispecchia in tutto e per tutto quanto descritto, più leggevo e più pensavo “è proprio lui!!”

  11. si si io e mia moglie a questo punto siamo sempre più convinti di prendere un bolognese!
    Avrei una domanda per Denis: a che età è meglio adottare un cucciolo di questa razza? Qualche allevatore li cede a 60 giorni e qualcuno non prima dei 90. E’ un bene che stia così a lungo con la mamma o lo stare sempre e solo nello stesso ambiente li privi di stimoli diversi utili per non renderli fifoni da grandi? Per quello che ho letto sulla crescita dei cuccioli a 60 giorni o poco più la fase di paura è finita e inizia la fase di curiosità…che però non dura moltissimo!
    E poi una domanda per tutti: stiamo selezionando gli allevamenti e mi sembra di capire che Barbara abbia preso Axel proprio in uno di quelli che abbiamo contattato. Non l’ho ancora visitato ma mi piacerebbe sapere come si è trovata e se i cani vivono in box o sono liberi e a contatto con altri cani e con le persone.
    Non so se sia possibile qui (eventualmente potete contattarmi in privato se volete) ma mi piacerebbe trovare un allevamento serio che allevi i cani in un contesto “familiare” facendo socializzare i cuccioli. Insomma…non un “cucciolificio” per intenderci! Qualcuno ha qualche indicazione da darci?
    Grazie!
    Paolo

    • Ciao Paolo, i cani stanno all’aperto durante il giorno e in casa durante la notte, oltre all’allevatore e alla moglie ci sono diverse ragazze che li aiutano. Io mi sono trovata benissimo. Se vuoi scrivermi: [email protected]

      • Gli etoloci hanno constatato che il “picco” della fase della paura è introno all’ottava settimana, ma fino a 90 giorni i cuccioli sono ancora molto vulnerabili da questo punto di vista e a rischio di traumi indelebili. Nello stesso tempo sono in piena fase di apertura alla formazione della personalità… imparano a comunicare tra di loro e con le specie diverse (tra cui l’uomo), a riconoscere gli ambienti e le situazioni “normali” e a temere ciò con cui non prendono familiarità. La presenza della madre (e del padre o chi ne fa le veci!) è sicuramente un grande beneficio per l’apprendimento di una comunicazione corretta… ma non basta solo questo dettaglio.
        Sia che vadano col nuovo proprietario o che restino con l’allevatore, è importante che abbiano la possibilità di incontrare tante persone, di ogni sesso ed età, che possano incontrare altri cani (ovviamente equilibrati), che frequentino ambienti dieversi e stimolanti, che approccino il guinzaglio, imparino a seguire l’uomo. Se il nuovo proprietario ha esperienza o si è adeguatamente preparato e documentato e ha intenzione di seguire molto bene il cucciolo cosi’ come se l’allevatore è “al top” e propenso a portare “fino in fondo” il suo lavoro, è assolutamente indifferente dove il cane trascorre il terzo mese di vita. Se invece da una o dall’altra parte ci sono lacune, è meglio che il cane sia dove è meglio seguito. Questo vale per i proprietari particolarmente inesperti che magari rischiano di fare errori, non riconoscere certi pericoli….(per esempio può presentare un cane adulto non particolarmente adatto può rendere difficili i rapporti con i conspecifici, non capire il disagio di un primo viaggio in macchina troppo lungo…. o essere troppo protettivo e ansioso). Ma anche la permanenza in allevamento laddove questo significhi rimanere sempre in un recinto vedendo sempre la stessa persona e gli stessi cani di una sola razza (o addirittura solo la madre) non è certo una buona cosa. Se cosi’ fosse, meglio sicuamente fare il cane unico al centro delle attenzioni di una famiglia. Per il benessere della madre e un distacco meno traumatico, soprattutto in questa razza cosi’ “materna” penso che l’ideale sia “cominciare” a togliere il primo cucciolo a 60 giorni e via via tutti gli altri uno alla volta a intervalli di una settimana o poco piu’ fino ai novanta giorni o anche dopo, magari cedendo per primi i cuccioli destinati a famiglie “esperte” e per ultimi quelli destinati ai neofiti o a persone piu’ a rischio.

        • etologi con la “g” :)…. ci saranno sicuramente altri errori di battitura sfuggiti nella fretta, ma sbagliare già alla seconda parola…. è quasi un record 😀

          • Grazie Denis la tua risposta è stata molto chiara! Peccato che hai deciso di non allevare più bolognesi!
            Andrò a visiate appena possibile l’allevamento che mi propone la cucciola a 90 giorni per capire che tipo di esperienze possono avere i cuccioli lì (anche se a dire il vero al telefono mi hanno parlato prevalentemente di ragioni sanitarie come la necessità di fare il terzo vaccino in allevamento e di evidenziare eventuali patologie prima di cedere il cucciolo…tutte ottime ragioni per un inesperto totale come me anche se un amico veterinario ha insinuato che forse vogliono solo vedere i cuccioli cresciuti e tenersi il migliore per la riproduzione).
            In effetti saremmo proprietari praticamente inesperti. Mia moglie ha avuto un meticcio da ragazzina (e morto “ultracentenario” 3 anni fa) ma viveva in giardino dai suoi genitori e era un cane molto indipendente e anche piuttosto isolato dalla vita familiare quindi direi che conta ben poco.
            e poi grazie anche a Barbara! Ti contatterò subito per avere qualche informazione in più e per capire se parliamo dello stesso allevamento!
            Grazie davvero a tutti e due e a chiunque vorrà darmi ancora qualche dritta!
            Paolo

      • Cioa sono andato a visitare l’allevamento di cui parlavo con Barbara (e che mi pare di riconoscere tra quelli di cui parlava anche Chiara) e mi sembra corretto aggiungere qualche dettaglio per chi dovesse leggere questa discussione in cerca di informazioni su dove andare a prendere un cucciolo.
        L’allevatore è una persona gentilissima, serissima e indubbiamente molto molto bravo nel suo lavoro di selezione (che sta operando anche su un’altra razza italiana da compagnia). L’allevamento conta una novantina di cani di cui 30 fattrici (una novantina di cuccioli l’anno direi) e vivono all’aperto di giorno tutti insieme in grandi box mentre la sera vivono al piano terra della casa non liberi ma in gabbie metalliche (2 o più per gabbia). Non sto giudicando l’allevamento ma vorrrei solo dare qualche informazione in più a chi non sa dove andare.
        Secondo me è ottimo per il lavoro di selezione genetica, un pò meno forse per l’attenzione alla socializzazione e all’indole dei cuccioli e per chi preferisce un contesto più “familiare” in cui far crescere i cani.

        • Paolo, un (noto) allevatore di Briard alleva anche bolognesi. Vivono tutti insieme appassionatamente in casa, e abituato all’importanza VITALE della socializzazione per il Briard, l’allevatore non lesina neanche per i bolognesini. Sono stata a casa loro all’Epifania e in sala da pranzo (tavolata da 15 persone) c’era un recintino con una cucciolata di 1-2 mesi, i cuccioli giocavano come dannati e ad un certo punto sono caduti stecchiti a dormire. Certo non avranno la fobia delle persone. O dei cani grandi, visto che nella stanza giravano anche 4 energumeni neri con la barba (i Briard). L’unico problema è che fa pochissime cucciolate, essendo amatoriale ed allevando per pura passione. Se vuoi scrivermi in privato ti dò i recapiti, anche se vorrei darteli in pubblico perchè si tratta di un ottimo allevamento e far pubblicità ad un allevamento DOC mi sembrerebbe una buona cosa… tra l’altro i miei cani non li ho neanche presi lì (non lo conoscevo ancora), quindi non ho nemmeno il conflitto di interesse! [email protected]

  12. Che bello questo articolo! Era proprio quello che stavo cercando! Anch’io spero di riuscire a far entrare una cucciola di bolognese in famiglia dopo l’estate, se il lavoro me lo permetterà! A questo proposito vorrei chiedere a Denis un parere su una questione per me determinante in questa scelta: per motivi di lavoro il nostro futuro cagnolino dovrà stare a casa da solo 4 mattine alla settimana dalle 9 alle 12.30 circa. Per una razza così amante della compagnia è troppo? E poi…in quanto tempo posso sperare di abituare la cucciola a stare da sola per il tempo necessario? mi prenderei un periodo “sabbatico” dagli impegni di lavoro per fare le cose con calma ma vorrei sapere quanto potrebbe durare.
    In vacanza verrà sempre con noi ma ogni tanto ci concediamo il lusso di qualche viaggio piuttosto lontano. La mia idea sarebbe quella di portarla (tanto viaggiamo zaino in spalla con i ritmi di due bambini piccoli quindi…a misura di cane!) anche se le mete non sono proprio comodissime (Thailandia e Cuba i prossimi sogni) ma nel caso fosse impossibile sarebbe troppo per la cagnolina rimanere con una “dog sitter” che la terrebbe a casa sua con ii suoi cani? (non una pensione eh! per carità!)
    Un’ultima cosa: ho letto con molta attenzione su questo splendido sito tutti i possibili consigli per trovare gli allevamenti più seri e ne ho identificati 2. Uno è nella mia zona e mi sembra ottimo (anche Barbara ne parla bene) e poi ho visto che dal loro sito hai preso un bel pò di foto per l’articolo e questo non mi pare una casualità. Un’altro è un pò più lontano, è in Liguria ed è più “amatoriale” anche se l’allevatrice è ben conosciuta all’interno del club di razza, partecipa ad expo e a breve dovrebbe avere una cucciolata da una pluricampionessa. Non vogliamo un super cane ma solo delle buone garanzie e ci orienteremmo su cuccioli anche non perfettissimi dal punto di vista estetico perchè purtroppo bisogna anche fare i conti con un esborso di quasi 1000 euro e tutti fanno un pò di “sconto” per i cuccioli con qualche piccolo difetto morfologico. A suo favore gioca più che altro il costo dell’eventuale cucciolo (un pò più basso che nel primo allevamento)ma non abbiamo sue referenze se non quelle citate sul suo sito. Immagino che tu non possa fare nomi ma mi chiedevo se esiste un angolo recondito di questo sito in cui trovare giudizi sugli allevamenti per scoprire se i due che ho in mente sono validi e affidabili come sembra.
    Grazie mille e scusa se mi sono dilungata!
    Buon lavoro
    Chiara

    • ciao… stare solo per tre ore e mezzo alla mattina è più che accettabile… anzi, come ho scritto anche sopra, un minimo di autonomia è anche consigliabile. Il cane ovviamente preferirebbe stare con il padrone in qualsiasi momento, ma per il suo bene…. forse non è nemmeno “sanissimo” avere un cane totalmente dipendente che soffre a stare solo anche per pochissimo tempo. Perché…. nella vita può sempre servire. Va bene assecondare le attitudini ma non vorrei arrivare a farne dei “disadattati”. Mezza giornata va benissimo. Non è adatto solamente a stare tutto il giorno da solo, con padroni che lavorano e non rientrano nemmeno per il pranzo.

      Per quanto riguarda il discorso dog sitter… anche questo è accettabile. L’ideale è che impari a conoscere la persona che si prenderà cura di lui in giovane età… verso i cinque/sei mesi… Magari la prima volta per un giorno o due. Attribuirà un “ruolo” anche a lei e sarà appunto la persona ove si soggiorna per qualche periodo. I mei cani li lascio diverse volte per qualche giorno da mia madre… Quando li rivado a prendere mi fanno le feste e corrono verso la macchina, ma si sentono comunque a casa anche là. E’ un posto che conoscono “da sempre”… Si potrebbe fare la stessa cosa anche con una pensione eventualmente… non è la pensione in sé che deve spaventare. E’ il trovarsi di punto in bianco in un posto che non hanno mai visto con persone che non conoscono. Sarebbe la stessa cosa anche dal dogsitter se questo appare di punto in bianco in età adulta. Per questi cani non basta il cibo.

      Le foto del sito non le ho scelte io ma la redazione…. ma penso che sei in ogni caso in buone mani. Personalmente, proprio per le caratteristiche del cane, preferisco l’allevamento di tipo “familiare” (la parola amatoriale la leggerei in questo senso… ci sono allevatori che si dicono amatoriali solo perché di mestiere fanno dell’altro, ma poi di fatto hanno dei capannoni dietro casa con una ventina di recinti…). Preferisco invece un numero piu’ limitato di soggetti e poche cucciolate ben seguite. E spero proprio sia il caso anche dell’allevatrice in liguria (una la conosco anch’io…. magari è lei).
      …. comunque…. visto che c’è un club nuovo novento… prova un po’ a vedere come funziona. Se ti segnalano delle cucciolate, se ti danno qualche consiglio…. il club dovrebbe servire anche a questo, non solo a scegliere i giudici delle speciali.

      • grazie mille sei stato davvero gentilissimo! Andrò a visitare entrambi gli allevamenti e poi andrò…a simpatia!
        Grazie ancora!
        Chiara

      • fantastico articolo che ho letto tutto d’un fiato e quindi complimenti!!!!sono anch’io possessore e mi scuso del termine di una fantastica bolognese di nome milù,grande feticista,grande giocherellona e per me che amavo solo i gatti è stata una piacevole sorpresa,davvero a mio avviso il miglior cane da tenere nelle nostre case.avrei solo un domanda caro Denis,la nostra milù pesa 8 kg e mezzo ma è molto proporzionata,è normale per una femmina? grazie e ciao a tutti

  13. Ci siamo..ho identificato un buon allevamento in zona (l’unico buono che non dista mille miglia…non ho molte alternative), l’allevatrice al telefono mi è sembrata positivamente “rompiscatole” e selettiva quanto lo sono io (l’ho tempestata di domande) e andrò a conoscerla personalmente verso fine mese quando i cuccioli avranno 60 giorni MA…anche se li cede a 90 giorni io per motivi vari non potrò prendere con noi il cucciolo prima dei 100 giorni…3 mesi e rotti…un’esagerazione!
    Insomma, li alleva con competenza, mi ha garantito che vivono con la sua famiglia (andrò a vedere) e con altri cani di grossa taglia che alleva ma ha anche un’altra attività che la tiene fuori casa tutto il giorno quindi non so se può occuparsi della loro socializzazione al 100% o se qualcun altro può farlo(ambienti diversi, persone diverse, guinzaglio….)
    Insomma…è vero che finchè non ha completato i vaccini non potrei fargli fare granchè e poi ho due bambini piccoli dolcissimi e gentilissimi ma pur sempre bambini ma non è un pò al limite per fargli fare tutte le esperienze che vorremmo fargli fare per renderlo socievole e sereno come vorremmo, per insegnargli a stare un pò da solo durante il giorno, a fare i suoi bisogni lì e non là etc etc?
    Ultima domanda “frivola”…noi abbiamo sempre pensato a una femmina (i bimbi hanno già deciso il nome) perchè ci sembra più adatta a convivere con i miei 2 cuccioli e poi perchè ricordo il cane maschio dei miei sempre in fuga dietro a ogni cagnetta in calore e sempre sempre sempre con la zampa alzata per tutta la città tra gli sguardi giustamente irritati di negozianti e passanti (e mia mamma lì a sciacquare con la bottiglietta dell’acqua). Ma l’allevatrice in questione si dichiara contraria alla sterilizzazione (io no) e dice che il maschio è più giocherellone, mille volte meglio per i bambini e molto più dinamico per la vita all’aria aperta che facciamo noi. Che ne dici in base alla tua esperienza?
    Grazie grazie grazie!
    Chiara

  14. i maschi bolognesi sono mediamente molto piscioni. Devi dargli un’educazione ferrea perchè la tendenza è quella di fare come il cane di tua madre… Io ho due maschi e ovviamente in mia presenza sanno che non si possono permettere di sporcare contro muri, stipiti delle case, gomme delle macchine e meno che meno all’interno di negozi e si sfogano quando troviamo alberi e erba e idranti (l’idrante si’ perché è troppo caratteristico :)… però se fosse per loro… Ho una casetta di legno per i giochi dei bambini in giardino e in mia assenza la marcano sempre in tutti gli angoli e la dovrò riverniciare. I miei maschi sono effettvivamente piu’ giocherelloni delle femmine… ma penso sia anche una cosa soggettiva. C’era anche una sorellina femmina che faveva il balzo del topo, rincorreva la pallina piu’ degli altri. Il maschio essendo piu’ alto salta forse piu’ agevolmente…. e per la loro taglia può essere la differenza tra riuscire a saltare in braccio agevolmente oppure no…forse appare anche piu’ dinamico perché ha piu’ possibilità di esprmiersi. Ho fatto agility con una femmina e ti assicuro che era dinamicissima anche lei. Per il resto però penso che siano piu’ importanti le differenze individuali che non quelle di sesso che pur ci sono (se consideriamo la media e non i singoli)… Visto che le cucciolate sono pur sempre relativamente limitate…. non credo potrai scegliere tra una decina di cuccioli come capita con le razze grandi… alla fine ti converrà valutare in base a quello che c’è. Ti va già di lusso se hai la possibilità di scegliere maschio o femmina. Perché a volte capita che i cani nati o disponibili sono tutti dello stesso sesso… e a meno che tu non abbia un progetto riproduttivo, conviene adeguarsi a quello che c’è. Se i riproduttori sono validi…. comunque vada sarà un successo. Qualcosa da apprezzare c’è sempre.

  15. Grazie mille Denis sei stato chiarissimo! Vedremo cosa ci proporrà l’allevatrice e decideremo!
    Mi permetto di romperti un’ultima volta poi giuro di lasciarti in pace…cosa ne pensi della questione legata all’età del cucciolo? E’ la cosa che in questo momento ci crea più dubbi…
    Grazie mille!
    A presto
    Chiara

    • io stesso ho affidato un cucciolo a quattro mesi… uno a tre mesi e mezzo. Nessun problema, si sono trovati benissimo. Dopo i cinque-sei mesi per me diventa un “mio cane” a tutti gli effetti e non lo cedo piu’ 🙂 L’importante è che sia seguito bene… gli allevatori tendono a cederli prima anche per una questione economica e di spazio (soprattutto i cani di grossa taglia), ma non succede niente per un mese o due in piu’.

  16. Grazie mille…davvero! So di avere fin troppe ansie da neo-padrona inesperta e purtroppo per te ho pensato bene di sfruttare fino in fondo la tua esperienza! Colpa tua però…non dovevi scrivere un articolo così bello su questa razza! Poi è scontato che una rompiscatole come me…ci si fionda!
    Ora però ho finito di darti il tormento giuro! La prossima volta che mi farò viva sarà per mandare una foto del nuovo arrivato in famiglia!
    A presto e grazie ancora!
    Chiara

      • Ci siamo! Sabato arriverà la tanto desiderata cucciola! Alla fine il destino ci ha portati a scegliere una cucciola di 3 mesi esatti di una nota allevatrice che ho tormentato allo sfinimento con mille domande e che è stata sempre disponibile a rispondermi e consigliarmi.
        Ho solo alcuni dubbi riguardo a quello che mi ha indicato. Denis se non sei in vacanza e hai voglia mi daresti la tua opinione per favore (naturalmente l’invito vale per tutti voi “esperti” eh!)?
        Dunque…
        – cibo: la cucciola sta pasando da Royal Canini Starter a Forza 10 per cuccioli. Mi darà una scorta di quest’ultimo mangime ma mi ha consigliato di darle il Royal Canini nei primi giorni perchè è il mangime a cui è più abituata e in mezzo a tanti cambiamenti meglio andare sul sicuro. Ho però qualche dubbio sulla scelta del Forza 10…mi risulta sia un mangime consigliato per le intolleranze alimentari. Non è meglio che me lo tenga come ultima risorsa? Pensi che sia un grosso problema scegliere un altro mangime “di proseguimento” o vado avanti come suggerisce lei?
        – frequenza: l’allevatrice lascia le crocchette sempre a disposizione dei suoi cani e mi suggerisce di fare altrettanto ma a me l’idea non fa impazzire. Il cibo perderebbe il suo appeal come premio e poi mi sembra un pò complicato gestire un cane che magari ha fame quando siamo in giro per molte ore. Come posso riuscire a far cambiare questa abitudine alla cucciola?
        -denti: mi ha fortemente consigliato di lavare i denti alla cagnolina e di farle effettuare una pulizia periodica in anestesia totale dal veterinario. Il mio unico cane era un meticcio lupoide piccolino con una bocca ben diversa da un bolognese ma per i suoi 18 anni di vita ha avuto denti perfetti senza mai fare niente. Devo davvero occuparmi in maniera così assidua della sua…igiene orale? Non basta qualcosa di duro da sgranocchiare come ho sempre fatto? intendo ossa di pelle di bufalo, pane secco, bastoncini per cani al fluoro…non mi vedo proprio a lavare i denti ai bimbi e anche al cane alla sera!
        – educazione: pensavo di iscriverla a un corso di addestramento base, una puppy class tanto per avere le due nozioni di base per una vita sociale serena, anche se so che è una razza molto ubbidiente e facile da educare. A quanti mesi dovrei iniziare? L’addestratrice che ho contattato parlava già dei 3 mesi (quindi subito). troppo presto?
        – notte: non vogliamo che dorma in camera con noi. L’ideale sarebbe che dormisse in soggiorno, dove sarà posizionata la sua cesta durante la giornata, ma sappiamo di chiedere troppo da lei e da noi stessi perchè vorrebbe dire chiudere la porta e lasciarla piangere qualche notte. La soluzione che abbiamo in mente è posizionare la sua cesta durante la notte nel corridoio fuori dalle nostre camere (dormiamo con le porte aperte) per non farla sentire isolata da noi. Secondo l’allevatrice è una soluzione intermedia impossibile perchè durante la notte verrebbe comunque a cercarci e magari dormirebbe ai piedi del nostro letto senza che neanche ce ne accorgiamo quindi o dentro o in soggiorno con la porta chiusa, di certo sconsiglia di farla dormire con noi la prima notte e poi spostarla lentamente fuori perchè lo prenderebbe come un rifiuto da parte nostra. Che faccio?
        -bisogni: nel nostro ideale dovrebbe imparare a sporcare sia fuori che in casa nella cassetta con i giornali. Troppa confusione? La porterei fuori spesso (tanto con i bimbi sono sempre fuori casa!) ma magari non proprio alle 6 del mattino e a volte mio marito è via per lavoro e io non posso certo lasciare i bambini da soli alle 11 di sera per portarla a fare pipì. Posso farcela? Come si fa?
        Infine…un buon libro da suggerirmi sulla gestione di un cucciolo? Pensavo di sapere tutto ma ora ho mille dubbi! Il mio primo cane era un trovatello già adulto quindi sono praticamente una novellina in materia!
        Grazie grazie grazie!
        A presto,
        Chiara

        • Non è certo una brutta idea tenersi Forza 10 come piano B, se qualcche cosa dovesse funzionare… Per il passaggio iniziale segui pure quello che ti ha consegnato l’allevatrice. In seguito dipende dalle scelte che fai. Le crocchette sempre a disposizione sono sconsigliate da tanti… comunque ognuno ha le sue fisse. Io sono molto possibilista… e ho conosciuto anche cani che col cibo a disposizione si regolavano benissimo. Vedi tu… per cambiare, non vedo tanti problemi essendo ancora cucciola. Passi direttamente a tre pasti, poi a due tra qualche mese. E volendo anche a uno successivamente. Oppure rimani a due per tutta la vita. Dopo cinque minuti togli la ciotola e se ne riparla al pasto succssivo.

          Denti: anch’io avevo una maremmana che ha avuto denti perfetti per undici anni prima di morire inaspettataemente quando ancora ne dimostrava cinque o sei. Con i bolognesi invece è un disastro… però se ti capita la fortuna del soggetto che ha denti belli, tanto meglio per te. Consiglio di controllarli regolarmente; se resano puliti semplicemente sgranochiando pane secco o grissini tanto meglio. Devi abituarla a farlo però… da cucciola usa il pane secco come gioco…come una palla. Altrimenti rischi che poi glie lo dai ma non lo sgranocchia.

          Notte: potrsti provare a cercare un cancelletto o una barrierina che faccia la stessa funzione in modo da poter lasciare la porta aperta impedendole l’ingresso. La soluzione di spostarla lentamente non è necessariamnte vissuta come un rifiuto, se lo spostamento è graduale, ogni giorno qualche centimetro piu’ un là…. l’importante è che ci sia una cuccia morbida. Il cane la riconosce come il suo letto ovunque sia. Magari durante il giorno lo sposti in soggiorno o in cucina o vicino a voi e di notte lo metti in camera ogni notte un po’ piu’ in là.. Quando ha preso familiarità dormirà nella sua cuccia anche se la metti in luoghi diversi… E’ la sua cuccia e la riconosce.

          bisogni: io ce l’ho fatta, quindi.. teoricamente può farcela. Dipende anche da come era già abituata… come ha vissuto i primi mesi di vita? Qual’è il substrato dove per adesso pensa sia “normale” sporcare? E seconda cosa? Dove vivete? Appartamento, maisonette con giardino? Cosa significa per voi “fuori”. Che cosa comporta andare fuori?… e la cassettina dove starebbe? Avete un balcone? La mettete in bagno?… ci sono molte varie ed eventuali. Io se vuoi ti posso dire come ho fatto io, ma ogni cane è un caso a sé.
          Per quanto riguarda il libro… un ottimo compromesso tra semplicità per neofiti e completezza nell’informazione c’è “il linguaggio del cane” di Valeria Rossi. Questo per cultura generale….come manualetto per i primi passi, ne puoi trovare tantissimi e sono quasi tutti validi… non posso consigliarti quelli su cui per primo mi sono formatio io perché risalgono a piu’ di trent’anni fa… ma vai in qualsiasi libreria nella sezione manualistica, troverai sicuramente tanti “il cucciolo” “cento cose da sapere sul cucciolo”, “arriva un cane”, “manuale di cura e addestamento ecc.”… guarda quello che ti piace di piu’, scegli una linea di pensiero e scegli quella e vedrai che sarà un successo. E poi oggi ci sono i forum… c’è internet, il giornalismo parteicpato… ai miei tempi queste opzioni non c’erano. Oggi per ogni specifico dubbio puoi confrontarti senza essere in balia di un solo libro.

          • Ciao Denis grazie mille per la risposta!
            Come sempre tra la teoria e la pratica c’è una bella differenza…è qui da sabato e già ho messo da parte un pò di “buoni propositi”!
            Tanto per cominciare dorme un pò dove le pare…ha snobbato da subito la cesta morbida, la copertina mandataci dall’allevatrice con gli odori della mamma e dei fratellini e ha scelto le mie Crocs come cuscino e quindi di conseguenza dorme sul parquet accanto al mio letto (snobbando qualsiasi tappetino cuscino etc)e non si sente fino alle 7.30, quando nel lettone arrivano i cuccioli a due zampe e siamo al completo!Tutto sbagliato eh!
            Ma vedo che quando faccio qualche prova e la lascio da sola in una stanza qualche minuto da sola fa un mezzo guaito poi va a fare altro quindi grossi problemi di ansia da distacco non sembrerebbe (spero) averne.
            Dopo il primo giorno di smarrimento fa la pipì sulla traversina in un angolo del soggiorno dopo averci fatto chiaramente capire che il locale di disimpegno che avevamo scelto non era di suo gradimento e che era proprio lì e solo lì che la voleva fare. La cacca invece la fa ogni tanto sulla traversina ma più spesso dove capita! Viviamo in appartamento ma abbiamo un enorme terrazzo con il pavimento di legno e ghiaia e sui sassolini fa cacca e pipì e lo stesso fa sull’erba del parco dove la porto…insomma non mi pare che si faccia troppi problemi e sono ottimista.
            Tra 10 giorni cominciamo il corso di addestramento per cuccioli e vediamo di imparare poco a poco a “comunicare”.
            L’unica cosa inaspettata (che sprovveduta dirai!) è che pare non avere nessuna voglia di uscire di casa per andare al parco. Altro che anticipare i bisogni portando fuori i cuccioli ogni 2 ore come ho letto da qualche parte! L’ultima passeggiata prima di dormire la sera poi è un miraggio! Ho gettato la spugna e le apro la porafinestra del terrazzo prima di andare a letto perchè le si legge negli occhi che mi supplica di lasciarla dormire!E’ tanto se usciamo 2 volte al giorno! Appena vede il guinzaglio si gira dall’altra parte e torna a dormire! Dorme dorme dorme tantissimo…appena mi muovo si alza e mi segue ma solo per sdraiarsi ai miei piedi e ricominciare a russare!
            Gioca un pò con me e con i bimbi poi…ronf! La portiamo al parco, trotterella felice per qualche minuto (minuto vero!) poi si siede ed è finita lì…mi tocca prenderla in braccio e tornare a casa, il che con i bambini abituati a stare fuori tutto il giorno non è il massimo! Oggi pomeriggio ha dormito 2 ore sotto la panchina del parco giochi e abbiamo trovato un compromesso, domani le faremo conoscere la border collie di un’amica ma in un parco un pò lontano e mi toccherà portarla in braccio o tentare il battesimo del cestino della bici.
            Non ci sono abituata, il mio primo cane aveva 6 mesi quando l’ho trovato ed era un vagabondo fatto e finito, sempre pronto a uscire, con me o senza di me!
            Come mi devo comportare con questo bel peluche? La obbligo a uscire? Ma mica posso trascinarla per strada! Ci sono delle volte che si è seduta ancor prima del cancello!
            La mia preoccupazione è che diventi un cane da salotto nel vero senso della parola…che non voglia muovere un passo oltre la porta (tanto cacca e pipì non sono un problema!) e che non ci segua nelle nostre passeggiate e nella vita all’aria aperta che abbiamo fatto…fino a sabato! E questo sarebbe un grossissimo guaio!
            E’ normale questa pigrizia e c’è qualcosa che posso fare perchè non diventi “cronica”?
            Grazie grazie!
            Chiara

          • Ah, ha vissuto fino a sabato in un allevamento in campagna, in un box con zona aperta e pavimento in cemento e con accesso al giardino. La proprietaria dell’allevamento mi ha detto che fa il possibile per far socializzare i cuccioli ma non ha mai vissuto il traffico cittadino (anche se qui non è molto intenso), non ha visto altre persone o cani diversi, non ha mai usato il guinzaglio, non è di certo abituata alle uscite “obbligate” o a camminare…le sto chiedendo troppo eh?
            Non capisco però se il metodo giusto sia insistere o far passare il tempo e sperare….

          • rispondo qui perché è finito l’albero… spero si incolonni in modo comprensibile.
            Sono molto ottimista su come stanno andando le cose. Se vuoi fare un acquisto veramente utile, ti straconsigliio la porticina a gattaiola (o canaiola in questo caso) per l’accesso al balcone. Sono soldi veramente spesi bene. In breve tempo potrai eliminare la traversina e la cagnolina sporcherà sul balcone e le passeggiate diventeranno orientate al movimento, al gioco e al divertimento da fare quando ci sono le condizioni migliori e quando si ha voglia di farlo e non “quando scappa”. La cacca però di solito la fanno se li porti a passeggio dopo mangiato… Quindi se hai risolto il problema pipi’ ti sei già tolta la parte piu’ difficile (che poi tanto difficile non è visto che bene o male ci riescono tutti). Da quel che ho capito è un cane particolarmente calmo e coccolone… ogni tanto ne capitano… anche tra i miei cuccioli qualcuno era cosi’. Non forzarla a uscire o camminare controvoglia, ma però cerca di caricarla un po’ col gioco… partendo con gradualità… magari all’inizio giocherella e mordicchia poi quando ci prende gusto ed è coinvolta magari falla muovere correre un po’ qua e là in modo che impari a seguirti in brevi corsette e inizi ad aprezzare che è bello muoversi e correre con te. Questo solo per non rischiare di farne un cane apatico e sedentario. Con i cani troppo agitati si fa il contrario…. li carezzi e li coccoli anziché farli giocare in modo violento. Il cestino della bici è una cosa che imparano molto presto… soprattutto quelle di indole come la tua. Comoda farsi portare!

    • i miei ti posso assicurare che ce l’hanno. Se non ce l’avessero non infeltrirebbero cosi’ facilmene. E’ il sottopelo ce si stacca che invece di cadere resta impigliato a fare feltro. Però il sotopelo che fa in modo che il le ciocche di boccoli stiano cosi’ gonfie e sollevate. Se non ce l’avessero ricadrebbero lungo io corpo come il pelelo del maltese (che invece il sottopelo non ce l’ha davvero). Anche i bolognesi pettinati e cardati in modo maniacale possono arrivare a “rimanere” senza sottopelo. Però si vede… e chi li vede dice che sono un po’ “giu’ di pelo”: non hanno l’aspetto dei cani fotografati sui podi delle expo piu’ importanti. Troppo sottopelo però potrebbe essere controproducente…. può diventare un vero caso di “ipertipo”. Mantelli ricchissimi che però molto difficilemente possono essere valorizzati perché quasi ingestibili.

  17. Buongiorno, complimenti per l’articolo che ho divorato come molti altri su questo sito!!! Vorrei sapere se un bolognese, che da quanto ho capito soffre la solitudine, può stare bene dalle 8 alle 16 in compagnia di un gatto e (per qualche ora) in compagnia di persone non di famiglia (signora delle pulizie), uscendo abbondantemente sia prima sia dopo quell’orario e provando ad adattarsi a una traversina in quelle ore. Non voglio prenderlo per poi farlo stare male, quindi piuttosto lascerei perdere.
    grazie!!!

    • Se c’è la possibilità di poter contare presenza della signora delle pulizie direi che è un’ottima soluzione. La traversina credo che arriverà a servire solo in casi “eccezionali” perché il cane adulto in condizioni normali è in grado di trattenersi per otto ore… comunque credo sia giusto anche dargli la possibilità di non doversela tenere, se proprio gli scappa. Quindi ben venga la traversina.
      Non so se vive un condominio senza giardino fruibile o ha la possibilità di un accesso… nel qual caso è anche possibile insegnare al cane a uscire solo per fare la pipi’ e rientrare subito. E quello potrebbe farlo anche la signora delle pulizie…. ci vuole un attimo. Discorso diverso invefe se per fare ciò deve indossare ogni volta guinzaglio, collare e scendere nell’isolato. Per quanto riguarda la compagnia siamo a un livello ancora accettabile. L’importante è che il cane viva in casa e trascorra il resto del tempo in famiglia.

  18. Ciao Denis e a tutti!
    Ho 22 anni e un cucciolo di quasi 5 mesi, Happy. Credo che questa sia la pagina/libro più interessante che abbia letto su questa razza.
    Volevo chiederti un paio di cose: per quanto riguarda la toilettatura tu quindi sconsigli di accorciare il pelo? e se si, non va neanche accorciata la “frangetta”, in modo tale che non vada sugli occhi? Scusa se ti sembrerà una domanda stupida, ma il mio cane precedente era uno shar pei e aveva necessità del tutto differenti!
    Altra cosa che ti volevo chiedere è questa: Happy quando si gioca o comunque nei momenti di coccole tende a mordicchiare la mano (senza aggressività ovviamente) e volevo sapere se è un atteggiamento che assume perché cucciolo o perché magari sto sbagliando io qualcosa. E anche per quello che riguarda il saltare addosso graffiando le gambe: in che modo posso insegnargli a non farlo (oltre all’aspettare che si tranquillizzi un pò prima di salutarlo)?
    Mi capita anche di richiamarlo su alcune cose, dandogli il comando no o basta, e lui sembra rigirarsi: si mette sdraiato a mò di gioco, mi guarda con quegli occhietti vispi e inizia ad abbaiare e fare un verso (oltretutto simpaticissimo) e se cerco di avvicinarmi per “impormi” un pò di più si scansa e scappa da tutte le parti: cosa dovrei fare in quel caso?
    Fortunatamente ho la fortuna di passare il 90% della giornata con lui. Ho anche un bimbo di quasi 4 anni e vanno d’accordissimo. Confermo quello che hai scritto sul loro feticismo: per lui le mie ciabatte sono un cuscino perfetto per dormire 🙂 e anche il loro voler tenere sempre tutto sott’occhio: non posso neanche allontanarmi dalla ciotola da cui sta mangiando senza che lui interrompa subito il suo pasto per vedere dove sono andata.
    é davvero un ottimo cane di compagnia e dà un affetto davvero smisurato che ogni tanto mi commuove.
    ti ringrazio per l’attenzione, anche se sono andata oltre alle “paio di domande” che avevo annunciato!

    • ciao, e compliementi per la scelta 🙂
      per l’acconciatura… sì, personalmente non mi entusiasma l’idea di accorciare il pelo e lo lascerei come “ultima spiaggia”. Come misura drastica se ci sono situazioni che cambiano e non si riesce piu’a seguire il cane come si dovrebbe. Sicuremante meglio un cane tosato che un cane trascurato… ma se uno deve partire già con l’idea di tosarlo perché non riesce a tenerlo in ordine…. mi chiedo se non sia meglio scegliere un’altra razza. Ce ne sono cosi’ tante. Per il pelo sugli occhi invece è solo una questione di gusti personali… a me la frangetta non piace e se voglio che veda bene preferisco fare un ciuffetto con un elastico. Però in tanti tagliano il pelo per scoprire gli occhi.
      Il problema di mordicchiare di solito si risolve con la dentizione definitiva… visto che ha cognizione di quello che fa, puoi lasciarlo fare a meno che la cosa non ti disturbi particolarmente. In questo caso gli dici no togli la mano e ti allontani ogni volta che lo fa. Dopo due o tre volte non lo farà piu’. Stessa cosa per saltare addosso… se ti salta addosso ti allontani, fai capire che non gradisci. Visto che è in un momento mordicchioso, nel saluto puoi abituarlo a riportare un pelouche, se vedi che gli piace. Quando arrivi gli dai un pelouche ci giochi un po’ e fai vedere che sei contenta (senza esagerare se non lo carichi troppo) e che gradisci che se ti porta il suo pelouche. Uno dei miei cagnolini mi saluta sempre in questo modo. Sia quando arrivo a casa che quando mi alzo al mattino… mi porta un pelouche spesso piu’ grosso di lui. In questo modo è meno portato a saltare anche per ovvi movivi di ingombro e si sente molto apprezzato lo stesso. Il terzo problema, quello di fare il matto per sfuggire ai richiami è tipico dei cani giovani… con la maturità passa, ma è sicuramente molto utile lavorare un po’ sulla comunicazione e sul rapporto. Insisti con gli esercizi classici e semplici, seduto, buono, fermo con sessioni frequenti e brevi. E quando fa il matto ignoralo e vai via appena si calma fagli fare con dolcezza quello che gli hai chiesto, in modo che capisce che alla fine ti imponi comunque… fare il matto non serve. O almeno… io con i miei farei cosi’, però valuta anche in base alle sue reazioni.

      • a rispondere sono sempre io… mi sono dimentiato una esse reimpostando l’utente dopo che mia moglie si era impossessata della mia identità durante le vacanze.

  19. Sigh siete tutti in ferie beati voi!
    Andrò a intuito am quando tornate…se avete voglia di darmi qualche consiglio siete i benvenuti!
    Grazieeeee!

  20. Ciao Chiara, ti dico la mia esperienza: Axel era uguale alla tua, non voleva uscire e dopo tre passi si sedeva e mi guardava con la nuvoletta “vabbè, ti ho fatto contenta, adesso scegli: o mi prendi in braccio o torniamo a casa” . L’educatrice, inoltre, mi ha detto che i cuccioli non amano far bisogni in giro per evitare di lasciare tracce di sè, che potrebbero attirare predatori o cani adulti non amichevoli. Vedrai che, piano piano, si abituerà a guinzaglio, rumori, auto e apprezzerà sempre più le passeggiate, bisogna solo avere un po’ di pazienza. Credo, inoltre, che le crocs siano davvero la loro cuccia ideale, Axel se le sistemava da una parte e dall’altra del corpo e dormiva sereno e tranquillo in questo modo. Adesso ha scoperto la comodità della cuccia e le usa solo per mordicchiarle.

  21. Grazie Denis e grazie Barbara!
    Scusate il ritardo con cui vi rispondo…nel frattempo la mia Bella Addormentata si è…svegliata!
    Di punto in bianco non ha più paura di attraversare la strada nè di camminare sul marciapiedi tra il traffico e abbiamo risolto il problema del camminare: semplicemente fa fatica a camminare con il guinzaglio e quando ci sono troppe persone. Lasciata libera nei prati o nei boschi cammina che è un piacere e ci segue tranquilla e se le metto il guinzaglio prima che sia ben stanca tira fin troppo ma a questo provvedremo con il corso base che inizieremo a frequentare venerdì
    Anche a casa dormicchia se abbiamo ospiti o se siamo impegnati in altre cose ma se abbiamo tempo da dedicarle alla sola parola “giochiamo” scatta come una molla e, anzi, va contenuta perchè ruba i giochi ai bambini e fa la matta.
    Nel cestino della bici va alla grande, sono riuscita a eliminare la ciotola onnipresente in cambio di 3 pasti (che lei ha autonomamente ridotto a 2), la cacca è solo e sempre fuori, la pipì è sfuggita un paio di volte in situazioni che definirei non casuali ma forse la sto “umanizzando” troppo…insomma per essere con noi da 1 settimana sola va alla grande e ora la puppy class mi aiuterà a “contenere” un pò la sua esuberanza soprattutto nei confronti dei bimbi e dei loro giochi.
    Unico problema…si fermano tutti ma proprio tutti ad accarezzarla e lei non se lo fa ripetere due volte! Non è il cane giusto per chi va di fretta diciamo..ma è fantastica!
    Grazie Denis per questo tuo bell’articolo che è stato la molla che mi ha fatto fare la scelta definitiva!
    E se qualcuno passa da Como con il suo bolognese…fatemelo sapere che li facciamo correre un pò insieme!
    Grazie!!!!

    • Ciao Chiara, posso chiederti che età hanno i tuoi figli, e come riesci a gestire tre “cuccioli”? Te lo chiedo perche anch’io ho due bambini piccoli e vorrei prendere una cucciola di bolognese, ma un po’ mi spaventa il terzo figlio “peloso”! Grazie!!!

      • Ciao Tizzi, dunque ho una bimba di 5 anni e un bimbo che ne compie 4 tra un mese…e Mia è veramente il terzo figlio peloso! Diciamo che la gestione è molto più facile del previsto, l’ha dovuto ammettere anche mio marito che proprio il cane non lo voleva e non intende minimamente occuparsi della sua gestione (anche se la adora e ci gioca come un matto)
        Mia è fantastica ma non so dirti se tutti i bolognesi sono così “facili”…credo di si, in linea di massima.
        Quando non la guardiamo, ad esempio al mattino quando siamo tutti di corsa, quando gioco con i bimbi o siamo sul lettone a leggere, quando abbiamo amichetti a giocare o ospiti o semplicemente quando siamo al parco giochi, insomma in tutte le situazioni in cui lei purtroppo non è coinvolta fa “l’opossum” come diciamo noi: in pratica si finge morta o giù di lì, se ne sta sdraiata immobile e dorme. Resta a casa da sola mezzoretta mentre accompagno i bimbi a scuola e all’asilo poi sta in giro tutta la mattina con me poi di nuovo sola mentre faccio la spesa o vado a prenderli ed è bravissima, non si sente e dorme sulle mie scarpe aspettandoci. Al pomeriggio è fuori con noi e cerchiamo di trovare un equilibrio tra parco giochi e amichetti per casa(e fa l’opossum) e gite fuori città nei boschi, nei prati, al lago (dove corre libera, felice e sporchissima!).
        La sera ci segue silenziosa in tutte le nostre attività, dormicchia, aspetta in soggiorno mentre metto a letto i bambini poi mi dedico a giocare con lei. Dorme vicino al mio letto sotto la sedia e come dicevo ha già imparato assolutamente da sola a fare cacca e pipì o sulla traversina, o fuori quando usciamo o sulla ghiaia del terrazzo e da qualche giorno raspa alla portafinestra quando vuole uscire in terrazza…quindi le passeggiate sono solo per divertimento e non esco mai solo per fare i suoi bisogni (anche perchè non potrei visto che mio marito è molto spesso via per giorni)
        Questo solo per darti l’idea delle nostre giornate tipo.
        Le cose difficili nel mio caso sono: la gelosia del più piccolo che la adora ma richiama la mia attenzione quando gioco con lei e non la vuole tra i piedi mentre gioca (infatti le dedico la mattina e la sera quando loro non ci sono), l’irruenza della grande che la pasticcia come fosse un peluche e che ogni tanto si becca una piccola ringhiata (morsi mai), “obbligare” i bambini a dividere il loro tempo con lei (dopo 2 ore di parco giochi in cui lei ha dormito bisogna farle fare almeno una corsa prima di tornare a casa oppure la mamma dopo il pranzo del sabato li lascia a casa 1 oretta col papà e esce con Mia a farla sgranchire se prevediamo di stare a casa nel pomeriggio o di andare in posti per lei noiosi), insegnarle a non entrare nella cameretta dei giochi (per ora non ci riusciamo e dopo qualche tentativo la chiudiamo fuori, lei aspetta dormicchiando e noi giochiamo)e a non mordicchiare i giochi sparsi per casa (qualcosa ignora, qualcosa adora ma i bambini stanno imparando a tenere tutto in ordine e non è male!), insegnare a tutti e 3 che ci sono momenti per giocare insieme, momenti solo per Mia e momenti solo per i bambini.
        A me a conti fatti sembra che ne stra valga la pena! E’ adorabile, dolcissima, sta insegnando ai bimbi ad avere cura e rispetto per un essere vivente (devi vederli mentre la pettinano!), è un impegno ma talmente piccolo rispetto a quello che ci sta dando in soli 18 giorni con noi che mi dispiace solo non averla presa prima!
        Scrivimi in privato se preferisci! E se sei delle mie parti te la faccio conoscere!
        Buona scelta!

        • Ciao Chiara, da quello che mi dici credo che la tua cagnolina sia molto fortunata, perchè per come siete organizzati c’è tempo per conciliare le esigenze di tutti. Io (come ho scritto qualche post sopra), oltre ad avere due bambini (di 5 e 2 anni) lavoro, fino alle 16,30, e ,anche se in casa durante queste ore c’è sempre qualcuno, dovrebbe comunque stare in casa, e al massimo giocare col nostro gattino. credo non sia la soluzione ideale, e leggendo la tua risposta me ne convinco ancora di più. poi , per carità, magari c’è tanta gente nella mia situazione, e non è così terribile come mi sembra (se non mi sembrasse così avrei già preso il cane senza farmi tanti problemi), ma ho ancora mille dubbi, e non credo che quando i bambini saranno cresciuti sarà molto meglio….sigh..

          • non sono un’esperta e leggo ora che Denis ti aveva già risposto…se non è da solo ma c’è sempre qualcuno non è male dai! Se poi chi sta con lui ha tempo e voglia di tirargli 10 minuti la pallina o farlgli due coccole ancora meglio! Quando tornate a casa e nei weekend avresti tempo da dedicargli per uscire o saresti comunque occupata?
            Il gattino mi pare anche una discreta compagnia ma io…esagererei! prendine 2! io lo farei a occhi chiusi nella tua situazione! Secondo me sono come i bimbi…si annullano a vicenda! Si farebbero compagnia e tu non dovresti preoccuparti di lasciarli soli. E poi sono talmente piccoli e discreti che secondo me neanche te ne accorgi!
            pensaci pensaci…non dire di no a priori!
            la parte più impegnativa è pettinarli la sera ma mi sto rendendo conto che per il nostro stile di vita il cane pulito e soffice sarebbe impossibile da pretendere…quindi ho abbassato di molto lo standard di toelettatura…mi basta una passata veloce anti-nodi e per togliere foglie, rametti, aghi di pino…e poi vada come vada! E’ un cane mica un peluche (che poi se guardi i peluche dei miei figli inorridisci!).
            Ragionaci bene bene bene e fammi sapere!

  22. Ma dai, abitiamo vicine :-D. Il “problema” dell’amore verso le persone credo sia irreversibile. Se soltanto una persona accenna un mezzo sorriso, si vede arrivare una linguetta rosa sotto una montagna di pelo bianco :-D. Axel ci prova anche con i gatti, cavalli e vitelli e ci rimane malissimo quando questi non accolgono il suo invito a giocare! Solo con i cani poco socievoli sta tirando fuori i denti, ma solo se ringhiano loro per primi. Ho sempre più voglia di prenderne un altro 😀

  23. Ciao a tutti sto pensando anche io di prendere una cucciola e più leggo i vostri commenti più sono convinta. L’unico mio dubbio riguarda il fatto che oltre ai bambini ho una coniglietta nana ma veramente nan pesa 800gr. che è con noi da un anno. Sarà un problema con la cucciola???? Grazie mille. Silvia

    • Non credo proprio… i bolognesi non sono grandi predatori e comunque un cucciolo si adatta sempre facilmente agli animali già presenti in casa. Ovviamente dovrete farle capire fin da subito che la coniglietta è parte della famiglia e non la cena!

      • condivido in pieno. Con una cucciola non ci sono problemi, però un minimo va seguita anche perché il coniglio si potrebbe comunque spaventare. Non vorrei morisse di infarto! Non prevedo nessun comportamento aggressivo, ma trattandosi di un cucciolo potrebbe approcciare il gioco come faceva con i fratellini… in genere giochi di corse e morsettini che potrebbero mettere in crisi un coniglio non abituato. Bisognerà insegnarle che i conigli si approcciano in modo diverso. E questo è senz’altro possibile.

        • Grazie mille…..beh sicuramente dovrò fare un po di attenzione ma per quel che riguarda l’infarto credo che abbia un cuore molto forte visto che già convive con i miei tre scatenati figlioli urlanti…penso che non la spaventi quasi piu nulla…grazie ancora non vedo l’ora che arrivi la mia piccolina…

          • Ciao Silvia ho fatto un involontario esperimento con un coniglietto nano domenica scorsa. Mia cognata si è presentata a casa nostra con questo nuovo amico dei suoi figli al guinzaglio (sigh!) senza sapere dell’arrivo di Mia a casa nostra.
            Visto il suo carattere tutt’altro che remissivo l’ha annusato, gli ha fatto un paio di abbaiate e di ringhiate ma dopo un secco “No!” ha smesso e nel giro di mezzora l’ha ignorato del tutto.
            Confermo…non ha l’istinto del predatore, piuttosto vuole giocare con qualsiasi cosa si muova o no!

  24. buongiorno,
    ho una bolognese di 4 mesi e mezzo, dolcissima ma ho un problema, gli occhi lacrimano e sporcano di rosso, uso croc. royal canin cucciolo (mangia le briciole di pane che cadono quando siamo a tavola, la chiamiamo aspirapolvere) la pulisco con acqua borica o con acqua imbevute nel cotone, oggi ho usato camomilla, per favore mi dia un consiglio grazie

    • come ho già detto nei commenti più sopra, nella mia esperienza la miglior soluzione è tenere gli occhi il piu’ asciutto possibile. Quindi niente acqua borica, camolilla o soluzioni che bagnano, ma asciugare con ovatta e cotone, pettinare con pettine a denti strettissimi (pettinino da pulci) la zona sotto gli occhi e tagliare i ciuffi di peli ormai compormessi. Eventualmente si può provare a cambiare alimentazione. So di cani che accentuano questo problema quando mangiano carne di tacchino. Altri hanno risolto passando dall’industriale al fresco. Ma non è detto che sia lo stesso per tutti.

  25. grazie denis sei una persona meravigliosa e speciale e, naturalmente come tutti quelli che amano gli animali.
    Terro’ bene in considerazione il tuo consiglio.Saluti Anna

  26. Da quello che ho letto in vari forum, royal è un po’ troppo grasso per i bolognesi, prova qualcosa di più leggero, magari al pesce ( fatti dare qualche campioncino, il mio, ad esempio, lo odia).

  27. Anche la mia cucciola ha, praticamente come quasi tutti i bolognesi temo, il problema della lacrimazione degli occhi e dei peli rossastri. Niente di catastrofico, ha un musetto tamente arruffato che quasi non si notano ma vorrei tagliarli e vedere come va standoci un pò più attenta visto che quando è arrivata un mese fà era decisamente più bianca! Ma voi cosa usate per tagliarli? E’ talmente piccola…e non proprio immobile che temo di cavarle come minimo un occhio!
    Per quanto riguarda l’alimentazione, ora che ha 4 mesi siamo passati a Forza 10 Puppy (ma solo perchè l’allevatrice ce ne ha regalati due sacchettoni) alternando le crocchette al pesce a quelle della stessa marca gusto pollo e patate. Magari proverò a vedere cosa succede con il solo gusto pesce (che tra l’altro le piace un sacco). Il veterinario mi ha suggerito Angel Eyes ma l’idea di darle un antibiotico tutta la vita solo per un fatto estetico mi sembra un pò folle…
    Quindi…raccontatemi un pò come si fa a non accecare un cucciolo tentando un taglio ai ciuffetti rossi vi prego!
    Grazie!
    Chiara

  28. Salve, ringrazio Barbara del consiglio e rispondo a Chiara per la sua cucciola coetanea della mia.Circa 3 settimane fa ho accorciato un po’ il pelo alla mia Peggy che fara’ 5 mesi il 15 ottobre p.v , ho visto ieri suoi fratelli e credimi che con il pelo un po’ piu’ corto a me piace di piu’, la vedo piu’ in ordine;( intendo spuntato di 3 max 4 cm) e’ morbidosa e bellissima. per quanto riguarda il pelo sotto gli occhi io non sarei in grado di tagliarlo ho paura di farle del male quindi mi affiderei ad una persona del mestiere, idem per le orecchie in effetti ogni 15 giorni vado dal veterinario che abita vicino pulisce le orecchie e sistema i peli all’interno il servizio e’ gratuito, sinceramente e’ lui che mi ha consigliato di portargliela affinche’ e’ cucciola poi si vedra’.
    Per la lacrimazione mi affido completamente a Denis ho cominciato ad usare il pettine a denti strettissimi ho cambiato il cibo da 2 giorni, troppo presto per vedere i risultati.Oggi ho fatto un giro a Caorle e sono entrata su un grande negozio pets, per la lacrimazione loro consigliano Angel eye io sono scettica per il momento !!
    BACI A TUTTI VOI

  29. Quando Axel è arrivato il pelo era macchiato e ho usato l’eye envy ( comprato on line: lozione più polvere da applicare sulle macchie) ed effettivamente è migliorato molto. Con un’alimentazione leggera e pulendo gli occhietti come ha consigliato Denis, poi, il problema è stato risolto definitivamente. Ha il pelo più scuro intorno alla bocca, ma, quello, mi spiegavano, è dovuto soprattutto all’ossidazione provocata dall’acqua ( bisognerebbe asciugarli ogni volta che bevono, ma gli occhi sono perfetti. Per tagliare i peli intorno agli occhi uso le forbicine per tagliare le unghie ai bambini, molto arrotondate, e comunque è meglio farlo in due

  30. coprofagia
    ho un cucciolo di 70 giorni e forse in seguito a delle sgridate per aver fatto la cacca fuori dal giornale ci siamo accorti che aveva mangiato le sue feci
    gli diamo esclusivamente delle cricchette della prolife puppy
    l’ultima volta ce ne siamo accorti perché ha vomitato
    adesso non sappiamo come capire se il disturbo è di origine traumatica per via dei rimproveri o se è colpa dell’alimentazione che mantiene il suo odore nelle feci
    comunque sia la cosa più importante è capire come eliminare questo comportamento

  31. Ciao Paolo
    mangiare escrementi non solo il tuo lo fa, ho sentito molti altri che lamentano!!!
    anche la mia cucciola di 5 mesi l’ho scoperta che mangiava la cacca del micio l’ho sgridata e subito ho provveduto a mettere la lettiera del gatto nel piano interrato.Anche quando fa i suoi bisogni aspetto e senza che mi veda li faccio sparire subito. Per quanto riguarda crocchette da una settimana sono passata dalle royal canin alle hills sono meno pesante e mi lacrima meno gli occhi e poi seguo i consigli di Denis
    La tua e’ piccola, la mia ogni tanto come ieri ha fatto cacca e pipi dentro in casa nonostante ci siano 2 teli a terra. e sabato sera mi ha fatto sclerare l’ha fatta sopra la trapunta del mio letto appena tirata fuori dall’armadio , ho preso sonno tardissimo isterica e …..con molti asciugamani per coprirmi
    ciao e buona fortuna

  32. Grazie Anna e Barbara per i vostri consigli!
    Mi incuriosisce il prodotto suggerito da Barbara e lo proverò anche se prima dovrei domare un pò la mia piccoletta che si fa pettinare con calma tutte le sere ma appena si arriva al muso…si divincola come una biscia!
    Ho giusto rischiato di farle male una settimana fà quando ho dovuto necessariamente tagliare un ciuffetto dei “baffi” in cui si era impigliato in maniera inestricabile una specie di seme spinoso dopo una passeggiata nei prati in campagna…e la tenevamo in 2! Mi sa che approfitto per tagliarle i ciuffetti quando l’anestetizzano per la sterilizzazione!
    Intanto per l’alimentazione vado avanti con il Forza 10 al pesce perchè ho esaurito la scorta/campione di pollo e patate e non lo trovo in nessun negozio (hanno però…cervo e patate!Pazzesco!Ma mangerebbe mooooolto meglio di me!). Credo che sia abbastanza leggero per quello che ne so.
    Per le orecchie…bho il mio veterinario mi ha detto di lasciarle così come sono e vedere cosa succede. Se è un cane soggetto a otiti allora posso togliere i peli periodicamene con l’aiuto di una polvere aggrippante leggermente anestetica se no secondo lui va bene così. Idem i denti…osso di pelle di bufalo, alimentazione secca, legni da mordere e vediamo come va quando ha i denti definitivi. Al limite un’ablazione in ambulatorio una volta all’anno.

    Paolo per la coprofagia…per la mia esperienza piccola piccola credo che sia comune a molti cani. Il mio vecchiocane mangiava ogni genere di schifezza e la mia cucciola è molto tentata da alcune cacce di cani e non da altre (forse hai ragione…magari hanno l’odore di un certo mangime) e si fionda sulla cacca di cavallo come io farei su una Sacher!
    La propria cacca però no, la ignora. A sensazione non escluderei che si possa trattare di un tentativo di nascondere le proprie feci in seguito alla sgridata…anche se per quello che ho letto ricordo che il comportamento più frequente è farla in posti nascosti e non mangiarsela. Ci vorrebbe la voce di un comportamentista…non so se qui ne girano però. In futuro però non sgridarlo se fa cacca o pipì fuori dal giornale. O lo cogli in flagrante o non serve a niente (ma questo già lo sai) e in ogni caso io non rischierei. Complimentati se la fa dove deve e ignoralo se sbaglia. Ha solo 70 giorni…troppo poco per azzeccare già dove farla! Mia ha 4 mesi e mezzo…con la cacca ci siamo ma qualche pipì scappa ancora ogni tanto!
    Armati di alcol, scottex e santa pazienza! Non so se hai figli…io non ho ancora smesso di pulire quello che fa in giro il più piccolo dei miei…asciugo, lavo e si riparte senza commentare…prima o poi ci arrivano tutti! e un cucciolo non è poi tanto diverso credo (a proposito cosa usate sul parquet? L’alcol lo secca e non è il massimo mannaggia!)
    In bocca al lupo!

  33. grazie ad Anna e a Chiara per le loro premure
    credo comunque che il problema potrebbe essere risolto a breve nel senso che era probabilmente dovuto ad una cattiva sverminazione fatta in precedenza: il mio bolognese è stato visitato dal veterinario il quale ha trovato uova di vermi nelle feci e forse è stato questo lo ha indotto a cibarsene
    mi ha anche consigliato di usare per la pulizia del pelo intorno agli occhi della pasta Fissan (quella che si usa per i neonati) al posto di “perder tempo con la camomilla” perchè ricca di zinco e perciò fortemente antibatterica … per adesso inizio il trattamento di pulizia, in seguito ne darò i risultati

    • le risposte lunghe evidentemente non piacciono al server :
      Quindi provo con una brevissima: prova a contattare il club. Così testiamo subito come lavora :).

  34. Salve Denis, sto cercando un bolognese, ho già visitato un allevamento in provincia di Bologna che pero’ non mi ha convinto……, mi sa Indicare a chi mi posso rivolgere per non commettere errori? Non mi interessano le esposizioni.
    Attendo consigli. Grazie
    Chiara

  35. Ho provato la pasta Fissan per togliere le macchie brunastre intorno agli occhi: il risulato è un pò scoraggiante nel senso che lui la rifiuta e cerca subito di togliersela e comunque non mi sembra che ne consueguino dei risultati apprezzabili … ne dovrei mettere forse una quantità maggiore … chissa!!
    Credo che seguirò il consiglio di Denis e cercherò di procurarmi Eye Envy in Soluzione da 118ml; vedo che nel sito “little dog” è venduta compreso spedizione a circa 27€.
    Stamattina il mio bolognese ha ingoiato una pallina tintinnante del suo collare del diametro di circa 1 cm. che dite sarà pericoloso ?

  36. Ciao Paolo,
    in effetti la Fissan è così pastosa che vicina agli occhi non deve essere confortevole! Quando la usavo per i bimbi la chiamavamo Impasta Fissan! Anch’io proverò Eye Envy…e se non funziona pazienza! Alla fine l’effetto “panda” va bene ugualmente…è lo stesso molto carina!
    Per la pallina…non sono un veterinario e posso basarmi solo sulla mia esperienza personale con cuccioli a due zampe. Il mio bimbo più piccolo a 2 anni ha ingoito una moneta da 20 centesimi (l’ha presa in mano, mi ha detto “gnam?” e io senza neanche guardare e pensando che fosse un fiocco Kellogs di quelli che stava mangiando gli ho detto “Certo!” e…giù!)e il pediatra consultato al telefono mi ha detto che se non vomita, mangia e si scarica senza problemi non vale neanche la pena di fare una lastra. Basta controllare le feci per un paio di giorni per vedere se l’aveva esplulsa. In caso contrario lastra e via ogni dubbio. A buonsenso io farei lo stesso con il mio cane ma poi vedi tu cosa ti fa sentire più tranquillo.

  37. Ciao a tutti,
    avrei bisogno di conoscere la vostra esperienza in fatto di cagnette non sterilizzate.
    A metà novembre devo decidere se sterilizzare o no Mia, e se farlo prima del primo calore o aspettare.
    I motivi che ci spingono a considerare la sterilizzazione sono i più “banali”: la gestione in casa delle perdite mestruali dal momento che, anche se le è vietato salire su letti e divani, ha comunque libero accesso a tutta la casa, è spesso in braccio ai bambini a giocare…e poi la gestione della vita “sociale”, cioè l’andare in giro senza guinzaglio rischiando di perderla di vista e di ritrovarci con qualche cucciolata di padre incerto (mio marito mi ucciderebbe!)
    Il nostro vecchio cane maschio impazziva per qualsiasi cagnetta in calore nel raggio di km e ha reso la vita difficile a molti proprietari e a noi scappando di casa anche per giorni (dopo serie e comprensibili minacce di denuncia abbiamo dovuto scegliere tra la catena a vita e castrarlo…e abbiamo scelto la seconda poveretto)…ora che mi trovo dall’altra parte mi preoccupa un pò!
    Se qualcuno di voi ha una bolognesina non sterilizzata mi può raccontare come gestisce il calore in casa e fuori?
    E se qualcuno ha voglia di darmi anche la sua opinione sullo sterilizzare si o no dal punto di vista della prevenzione di tumori in futuro…mi farò ancora più piacere!
    grazie!
    chiara

    ps. Paolo…notizie del sonaglino?

    • Sterilizzare assolutamente, se non hai intenzione di fare cucciolate. “Subito dopo il primo calore” pare essere la soluzione migliore dopo gli ultimi studi scientifici. La sterilizzazione previene non solo i tumori, ma anche un’altra bella serie di possibili patologie: quindi è sicuramente un bene dal punto di vista sanitario. Per il primo calore, mutandine in casa e occhi aperti fuori: MAI fuori senza guinzaglio, ovviamente, che sarebbe un modo sicuro per farla coprire dal primo che passa. Il periodo a rischio dura un paio di settimane, mica sessant’anni! Per quei giorni lì, la cagnina non potrà girovagare libera: ma non muore mica 🙂

    • mandare in giro la cagnolina senza guinzaglio e perderla di vista? e per di più quando è in calore??? e il maschio precedente che scappava di casa per ingravidare cagnette (rischiando di finire sotto una macchina)? e l’alternativa era metterlo a catena??? ma…recinti, reti, cancelli… capisco che i cani sono ingegnosi, ma santa pupazza, come dice Valeria, gli esseri umani dovrebbero esserlo di più!!! Non capisco come si possa anche soltanto prendere in considerazione la catena come come soluzione. Mi vengono i brividi quando vedo i poveri cani legati alla catena qui in campagna. Invece la castrazione mi sembra una soluzione corretta, e allora perchè poveretto? in fondo avrà vissuto anche lui più tranquillo, no? e avrà smesso di rischiare la pelle… non credo proprio che il maschio sia più “poveretto” della femmina, anzi, per lui l’intervento è pure meno invasivo…

    • io la mia la sterilzzerò tra tre mesi… ha quattro anni e mezzo non ha mai fatto cuccioli.. e quindi non ne farà. Se mi verrà la nonnite acuta e vorrò un discendente… ha ancora una sorella fertile che si è già riprodotta. Dovrei solo convincere i proprietari… o rintracciare i nipotini…
      Comunque… la gestione non è complicata se non hai altri cani maschi. Basta sorvegliarla, (non lasciarla senza guinzaglio), scegliere luoghi poco frequentati per le uscite… e basta. Fortunatamente sono cani che all’occorrenza, si possono prendere in braccio. Le mie sono rimaste obbedienti e non hanno mai tentato la fuga.. rigurado all’igiene in casa… io sono stato abbastanza fortunato che mi hanno fatto spesso e volentieri calori “bianchi” (con pochissime perdite). Poi d’un tratto una si è messa a perdere tanto…. proprio l’anno che ho dovuto lasciarla a mia nonna in corrispondenza delle ferie. Così lei le ha passate a dare lo straccio per terra.. 🙂 … insomma le difficoltà sono un po’ soggettive, dipende dalla situazione. Dalla regolarità… i calori possono capitare anche quando devi andare in vacanza, quando pensi di portarla con te in viaggio… se non devi farle fare i cuccioli può essere una comodità per tutti, anche per la cagnolina stessa che potrà fare una vita normale per 365 giorni all’anno. E’ pur sempre un’operanzione… si devono valutare un po’ se ne vale la pena, in base ai benefici che puoi trarne.

  38. ancora nessuna notizia del sonagliono ingoiato … il veterinario dice che l’ha evacuato
    ho ordinato un flacone di Eye Envy: aspetterò delle settimane e poi vedremo

    per Chiara:
    ho letto in diversi siti che la sterilizzazione non è per niente controproducente per i cani … anzi, ne trarrebero indubbi benefici come per esempio l’allungamento di qualche anno dell’aspettativa di vita

  39. Salve, piccolo problema, la mia cucciola 5 e mezzo , ho un giardino abbastanza grande e un piccolo orticello, se e’ fuori senza il mio controllo va a scavare buche e naturalmente a trovare le feci del gatto se vado a prenderla o chiamarla scappa ancora di piu’ praticamente non mi ascolta. Ieri l’ho rincorsa con la scopa era diventata fango dopo il bagno del giorno precedente. Cosa devo fare perche’ mi capisca e non scappi se la chiamo?? Viene solo con i biscotti cane ma non voglio che sia solo per il premio, deve venire subito al mio richiamo..
    ciao e grazie

  40. ma…scusa…con la scopa???? deve venire subito al tuo richiamo per farsi prendere a scopate??? certo che devi usare i biscotti all’inizio, e dimenticarti la scopa, e le sgridate, e qualunque tipo di punizione-negatività! o ti giochi il richiamo per sempre. POI, quando avrà un richiamo perfetto, OGNI TANTO, potrai anche chiamarla CERTO NON per sgridarla, ma per farle qualcosa di non gradito, anche se non terrificante, come il bagno, spazzolarla, ecc, ma solo quando avrà imparato benissimo che venire da te le porta SOLO vantaggi. Ogni tanto, una piccola, piccolissima cosa sgradevole. Ma da adulta! non a 5 mesi, quando sta imparando!!!!
    Metti via la scopa, per favore. Cerca di attirare la sua attenzione con una vocina attraente facendole pensare che chissà che gioco meraviglioso, magari accennando ad ALLONTANARTI, invece che correrle incontro. Biscotto-premio quando arriva, anche se è zozza e sa di [email protected]@@a. E’ piccola, ed un cane, non sa di sbagliare, ricordi?
    E, te lo dico proprio da cuore, non ti offendere…ma, di fronte ad un esserino così piccolo, di 5 mesi, che sta imparando se fidarsi di te: vergognati un po’.

  41. Grazie a tutti per le vostre risposte…in effetti alla fine abbiamo deciso di farla sterilizzare dopo il primo calore con buona pace di tutti.
    Temo però di non essermi spiegata bene e temo che Mc mi abbia fraintesa…dunque non è mia intenzione mandare in giro una cagnolina in calore al parco pubblico senza guinzaglio sperando nel cielo ma potrebbe capitare mi sfugga l’inizio del calore (specie se “bianco”)o che ne so e allora visto che è spesso libera potrebbe anche capitare un incontro fortuito con un brillante maschietto…non sarebbe nè la prima nè l’ultima!
    Quanto al mio cane precedente non è che sono una di quelle persone che se ne sbattono del benessere dei loro cani e li lasciano liberi di “ingravidare cangette e di finire sotto una macchina” salvo poi ravvedersi e metterli alla catena a pane e acqua ma capisco che sia facile trarre delle conclusioni affrettate leggendo un commento scritto al volo su internet.
    Quindi tanto per chiarire…il mio cane viveva in un giardino in città a cui avevano accesso per parcheggiare le auto di almeno 8 persone di cui solo 4 della nostra famiglia, ai quali lui obbediva e ai quali non scappava. In tutti gli altri casi appena si apriva il cancello scappava a farsi un giro che poteva durare il tempo di una pipì sul muro o anche tutto il pomeriggio. Purtroppo le dimensioni e la struttura del giardino non permettevano di creare un recinto per lui quindi non c’erano alternative e non potevamo essere “ingegnosi”. Fortunatamente per lui, sapeva attraversare perfettamente la strada aspettando che le auto fossero ferme seduto sul marciapiedi e in 19 anni non ha mai causato nssun problema “viabilistico” nè ha avuto mai risse con altri cani nè aggredito nessuno. Nessuno si è mai lamentato perchè andava in giro, lo conoscevano tutti, si faceva il suo giro e tornava a casa, fine. L’unico problema erano le cagnette in calore ma non è che l’abbiamo lasciato scorazzare libero di ingravidare chiunque per anni. Alla seconda volta che è scappato (quella in cui abbiamo ricevuto una minaccia di denuncia) abbiamo valutato il da farsi. Il “legare alla catena” era stata la soluzione proposta dal proprietario della cagnolina in questione ma è ovvio che non l’abbiamo MAI presa in considerazione! L’abbiamo fatto castrare e il “poverino” era semplicemente detto in tono affettuoso perchè come i maschietti di qualsiasi specie potranno confermare, non deve essere divertente neanche solo immaginare di farsi tagliare i testicoli di netto e quando l’anestesia è finita neanche lui si è tanto divertito per qualche giorno nonostante gli antidolorifici. Da lì in poi ha smesso di andae a cagnette ma ha continuato ad andare a spasso, la pelle ha continuato a non rischiarla come non la rischiava prima ed è morto a 19 anni per un ictus.
    Infine…non è di certo più poveretto il maschio di una femmina a cui tagliano la pancia per essere sterilizzata e infatti mi sono fatta qualche domanda sull’opportunità o meno di farla sterilizzare.
    Spero di aver chiarito.
    Ciao!

  42. Rispondo ad MC non mi vergogno di niente anzi non ho piu’ una vita!!!!!!!!!!!!!
    Non ho detto che ho usato la scopa ci mancherebbe!!!!! l’ho rincorsa con la scopa in mano anzi….cmq ha un forte carattere a differenza dei fratelli, ringhia in continuazione ai miei no, idem quando siamo a tavola che fa la questua ringhia e abbaia e io cerco di evitarla e non guardarla negli occhi .. e’ molto furba so che ci vorra’ tempo e imparera’ e che devo avere pazienza. L’altro cane e’ ubbidiente a tutti i comandi idem con la gatta. I miei figli mi prendono in giro dicono che voglio piu’ bene alla cagnolina che a loro e che le presto mille attenzioni ..
    Ho persino chiuso con la mia vita sociale, lavoro casa, casa lavoro da sola non ci sta e nelle sole ore che lavoro la porto da mia madre,
    Grazie ciao

  43. Ciao tutti, volevo chiedervi come fate a tenere bianco il pelo dei vostri amici bolognesi, in un certo posticino, ho una piccola bolognese che quando fa pipì si imbratta il pelo e diventa giallo, non riesco a farglielo diventare bianco dietro, pure la coda ha gialla…

    grazie a chi mi risponderà

    • … che strano. La coda poi è sempre su, è veramente difficile che si sporchi… Comunque… l’importante è stare attenti che non si formino nodi e feltri sul posteriore. Per quanto mi riguarda mi è sufficiente spazzolare dal centro del sedere verso l’esterno… e per la pipi’ non ho mai avuto probemi. Se dovessi notare che il pelo è troppo volto e rischia si essere sporcato, puoi tagliarlo un po’tutt’intorno (senza esagerare, mi raccomando.. che non diventi un babbuino)… Per la pipi’ comunque è strano. Sicura che non abbia delle perdite? Che non perda pipi’ mentre dorme?

      • non ho mai trovato pipì nella cuccetta o sul suo cuscino, se tu non hai mai avuto di questi problemi allora è veramente strano, pensavo fosse un problema comune

  44. CIAO LUCILLA
    la mia cucciola di quasi sei mesi quando fa la pipi alza un po’ una gambetta, Tutte le volte che riesco vedere che la fa la pulisco con salviette per animali, e non ho mai avuto problemi fino all’altro giorno notando che e’ un pochissimo piu’ giallina quindi, penso che la pipi sia un po’ piu’ acida ho tagliato il pelo rovinato e staremo a vedere. Il mio probelma sta invece nel pelo dei baffi e occhi sto facendo come mi ha consigliato Denis pettine fitto ma non ho risolto niente..
    Provero’ ad acquistare anvy eye

  45. il mio bolognese di quasi quattro mesi ha le orecchie albicocca (marrone molto chiaro) è normale, qualcuno mi può rispondere.
    mi potete spiegare meglio la pulizia degli occhi, e quale prodotto da usare?

    • è abbastanza frequente. A volte in età adulta il colore si schiarisce così tanto da essere appena percettibile. Molto più visibile sul pelo bagnato… Se non dovesse schiarirsi… è carino lo stesso :). Fa molto Hello Spank. … In genere sono i cosiddetti “privati” e i normali proprietari a mettere questa cosa tra le priorità per definire la bellezza e il pregio. In expo’… sì, ovviamente non è gradito, ma si guardano *anche* altre cose. Per cui se è vero che ai vertici delle classifiche dei migliori rappresentanti della razza arrivano sempre cani con manto immacolato, ci sono anche molti cani con tracce di colore che non sono penalizzati come il neofita si aspetterebbe… magari perché hanno molti altri pregi a livello di costruzione, pigmento, espressione e movimento. Pregi che il neofita vede con più difficoltà. Comunque nel suo caso… aspettettiamo che diventi adulto. Per quanto riguara gli occhi, come già detto, io personalmente non uso prodotti, ma li tengo il più asciutti possibile e pulisco il pelo circostante quotidianamente con un pettinino a denti molto fitti. Tra i consigli in bacheca però sono consigliati anche prodotti che sembrano funzionare… dipende anche dalla risposta del singolo soggetto e dal livello individuale di lacrimazione. La soluzione la si trova sempre anche per tentativi e… dato il costo di questi prodotti… si può sempre fare una prova per vedere l’effetto che fa.

        • … ne sai parecchio anche tu:) … e penso che siamo sullo stesso livello. Io qui sopra mi sento un po’ sopravvalutato… Sono solo un superappassionato e innamorato di questo cagnolino, ma il mondo è pieno di persone che hanno contribuito più di me alla sua storia e hanno molta più competenza di me.
          Ma tanto qui ci si scambiano esperienze, mica è una gara, doverbbe poter rispondere chiunque senza doversi scusare.

  46. Bellissimo articolo, completo, esaustivo!
    Fiocco ha 11 mesi ed è pari pari come lo hai descritto, è sempre vicino da tutte le parti, imita in tutto, se gli dai un biscotto non lo mangia se prima non vede che lo mangi te, se esci di casa per 5 minuti appena rientri è come se tu fossi stata via 3 ore, dolcissimo energico e simpaticissimo, vuole sempre giocare, è sempre li pronto a portarti il pupazzino perchè devi lanciarlo e lui te lo riporta, se il bagno è chiuso ti avverte abbaiando perchè deve andare a fare pipì sulla sua traversina. Se dici la parola guinzaglio lo ha già in bocca. Fuori casa è ancora troppo vivace, vorrebbe giocare con tutti i cani ma non sempre è possibile, per ora non sta al passo senza guinzaglio e spero proprio che impari. Il pelo spesso va pettinato altrimenti vengono i nodi, spela poco e niente e non emana odori sgradevoli, il peso comunque è un po’ sopra i 4 kg (4,3kg). Byee

  47. vi ringrazio per le risposte esaustive.
    vi posso garantisco che in famiglia ci siamo innamorati del bolognese, cane che rispecchia la presentazione di Denis.

  48. Finalmente è arrivato il flacone di Eye Envy che avevo ordinato.
    Ho iniziato ad usarlo giornamente e dopo circa 5 giorni si vedono effettivamente dei miglioramenti: continuo rispettando le istruzioni contenute.
    Il nostro piccolo Billy ha ormai quasi 4 mesi ed è diventato un orsachiotto nel senso che forse è un po ingrassato (3,3 kg)
    La sua pipì ormai la fa sui giornali che lasciamo in terra; purtroppo però per la cacca è duro fargli capire dove deve farla. Abbiamo avuto problemi di coprofagia che ancora non del tutto risolta (quante nottate con il guinzaglio legato alla mia mano per non lasciarlo fare !!) ma siamo sulla buona strada. Subito dopo puliamo con acqua e aceto e ho come l’impressione che lui apprezzi questa forma di pulizia.
    Del sonaglino ingoiato (o forse no) non ne abbiamo più notizia: a tale proposito il veterinario ci ha rassicurato che non serviva una radiografia in quanto se davvero l’avesse ingoiato o lo avrebbe evacuato o avrebbe avuto conati di vomito a ripetizione e, considerando che adesso sta più che bene non ci poniamo più il problema
    Gli abbiamo fatto fare le prime passeggiate ma si stanca subito e passa tutto il tempo ad annusare ogni cm. di marciapiede ed è curioso per ogni cane che incontra

  49. ciao Paolo
    ho ordinato anch’io l’envy eye il 19 u s e pagato per bonifico ma fino ad oggi non ancora ricevuto nulla. Dopo quanto tempo ti e’ arrivato?? Non sono certo puntuali vogliono i soldi subito ma la merce non si vede, che furbizia!
    Il tuo e’ come la mia Peggy 6 mesi, devo controllare che non si mangi quella del gatto..la sua no per fortuna e non la tengo al guinzaglio. Ciao a presto

    • ciao anna,
      se al momento dell’ordine hai fornito un indirizzo di email sicuramente ti è arrivata la conferma della spedizione e un link dove poter seguire la tracciabilità del pacchetto
      In ogni caso sono molto veloci: qualcosa si perde però per lo scambio tra un corriere e l’altro (in genere ce ne vogliono due … dipende da dove abiti
      In ogni caso 10 – 15 gg è il tempo medio
      Saluti

  50. ciao mi sto informando molto sul bolonese perche’ e’ il cane che sogno fin da quando ero bambina. ho sempre avuto solo gatti x cui ora vorrei prendere il cane dei miei sogni. ho due bimbi di 5 e 3 anni e il bolognese mi sembra il perfetto cane x famiglie. volevo fare una domanda: ho un grande giardino e in casa, visto che ho un gatto di 6 anni, ho messo una porticina da cui il gatto entra ed esce a suo piacimento. puo’ fare lo stesso anche il cane andando cosi’ a sporcare fuori quando sono al lavoro? avranno problemi a socializzare il gatto (maschio) con il bolognese eventualmente femmina? grazie x l’aiuto e complimenti x il bellissimo articolo!!!!!

    • Sì, la “gattarola” può essere sicuramente usata anche da un cagnolino (negli Stati Uniti praticamente tutte le persone che hanno un cane e un giardino fanno uso di queste porticine, mentre da noi si usano soprattutto per i gatti). Per quanto riguarda la socializzazione di un gatto con un cane di piccola taglia, personalmente sono convinta che non ci saranno problemi (se non inizialmente, quando il gatto farà sicuramente musi lunghissimi e si sentirà offesissimo per l'”invasione”). A volte l’accettazione è immediata, altre volte ci vuole un po’ più di tempo…ma io sono cinquant’anni che tengo cani e gatti assieme, e di problemi seri non ne ho MAI avuti (con nessuna razza… figuriamoci poi con un Bolognese, che è amico di tutti per natura!) 🙂

  51. Gentile lettore,

    per errore Lei ha risposto a un commento su “Ti presento il cane” utilizzando il servizio di notifica dei nuovi messaggi e rispondendo direttamente all’email.

    Così facendo, però, la sua risposta la vede solo la redazione e non risulta visibile agli altri lettori: per rispondere ai commenti bisogna andare sul sito, le email servono solo a sapere che sono arrivati nuovi interventi.

    Grazie per l’attenzione e cordiali saluti

    Ti presento il cane

    Da: sonia zampedri [mailto:[email protected]]
    Inviato: martedì 4 dicembre 2012 00:10
    A: Ti presento il cane
    Oggetto: Re: Nuovo commento per Ti presento… il Bolognese (un quasi-libro sulla razza)

    grazie mille x la risposta. pensavo di prendere un cucciolo verso giuno. la mia vicina ha una bolognese molto vivace e dolcissima e la fara’ accoppiare verso febbraio,ma lo scoglio grande e’ mio marito che non se la sente di prendersi questo grosso impegno anche se credo che non sia un impegno trascendentale un cane da compagnia cosi’intelligente.poi col giardino sono fortunata e porterei fuori a spasso il cane una volta al giorno x un bel giro lungo. per giocare non si annoiera’ di certo con i due maschietti vivaci che ho, e le coccole non mancheranno di certo.spero di riuscire a convincerlo perche’ sono sicura che anche lui alla fine se ne innamorera’

  52. SALVE,osservando in questi ultimi 15 -20 giorni quando la mia Peggy cammina o corre alza spesso la zampa sx. Non si lamenta ho guardato bene sotto le zampe, cuscinetti gambe schiena non c’e’ niente almeno credo di anomalo.L’altra sera sono andata dal veterinario per pulire le orecchie e togliere quanlche peletto e gli ho posto il problema.La sua risposta di aspettare dopo la crescita (ora ha quasi 7 mesi) potrebbe essere lussazione al ginocchio, ne avete mai sentito parlare???Grazie

    • Certo, è molto frequente specialmente nei cani di piccola taglia: Peggy è piccina? A volte si risolve da sola con la crescita (ha fatto bene a dirti di aspettare), altre volte no: ma se è leggera non è il caso di far nulla, se invece fosse una forma più seria c’è l’intervento chirurgico, ma niente di disastroso!

  53. ciao, per Natale e’ arrivato Red barboncino di due mesi avrei bisogno di una serie di delucidazioni:dopo i primi giorni in cui era abbastanza tranquillo ora che ha preso confidenza continua a mordere tutto e tutti noi: mi continua a mordere le caviglie e i vestiti e quando gli dico no mi abbaia contro come un matto. la stessa cosa con i bimbi di due e cinque. poi a volte sporca sui giornali ma di notte sporca dove vuole sia pipi che cacca. mi potete aiutare? grazie Sonia

  54. salve,
    tra pochi giorni arriverà un cucciolo di bolognese di poco più di due mesi. saremmo orientati a nutrirla con l’alimentazione di tipo Barf, ma abbiamo molte incertezze riguardo alle quantità e varietà di cibo. qualcuno può fornirci informazioni?
    grazie

    • Io no, perché la BARF non mi ha mai convinto e quindi non ho mai approfondito. Non so se qualche lettore sia più esperto di me in merito…però, se non ti dovesse rispondere nessuno qua, ti suggerisco di dare un’occhiata a questo sito: http://www.barf.it dove parlano anche dell’alimentazione del cucciolo.

    • per Gaia
      se ti da’ fastidio taglia i peli sotto gli occhi danneggiati (forbice punte arrotondate) puoi usare envy eye oppure scegli il pettinino denti stretti per pulci e pettina ogni giorno.
      Ciao

    • sì, se il pelo è molto compromesso non viene più pulito. Si fa prima a tagliare il pelo ormai rosso e farlo ricrescere bianco tenendolo sotto controllo, pettinato e asciutto come ti ha consigliato Anna.

  55. ciao a tutti, il mio piccolo Red ha ormai 3 mesi ma non si lascia assolutamente pulire sotto gli occhi perche’ mi morde massacrandomi le mani. quando lo avevo portato dal veterinario mi ha detto che x questa razza vale la pena fare una piccola operazione x i dotti lacrimali x disostruirli o farli ex-novo. ne sapete qualcosa? poi volevo chiedere a che eta’vale la pena sterilizzarlo: visto che e’ maschio se lo sterilizzo presto evito le pisciatine da marcatura del territorio o non cambia niente? ultima cosa x le lacrime: e’ il pollo o il pesce che migliora la situazione lacrime? grazie a tutti quelli che rispondono

    • ciao, i dotti lacrimali possono essere aperti dal veterinario… se effettivamente sono chiusi. Si può verificare con un test molto semplice e indolore…. in pratica mettono un collirio colorato e con un fazzolettino vedono se il colore passa dal naso. Se dovesse essere questo il problema… malgrado la posizione delicata, si tratta di un operazione molto semplice. Però non è sempre necessaria… anzi.. è abbastanza raro.
      Per quanto riguarda la sterilizzazione, se viene fatta dopo che ha già preso brutte abitudini… non cambia niente. Se fatta abbastanza precocemente (ma non troppo… in America sterilizzano a tre mesi, che per me è da galera)… può dare qualche vantaggio a livello di gestione del rapporto… cani meno litigiosi, più attenti al padrone e meno agli odori… un aiuto… non è che basta quella per avere il cane soldatino. Però, a dire il vero con una razza cosi’ docile e poco litigiosa naturalmente… francamente faccio fatica a vederne la necessità, se non fosse solo per motivi di controllo delle nascite. Tipo se hai una femmina di razza diversa che vuoi riprodurre, mentre il maschio lo tieni solo per compagnia. In ogni caso….il cane vive comunque bene anche sterilizzato. Non si fa le paranoie che ci facciamo noi. Bisogna valutare i vantaggi e gli svantaggi. Che ci sono, come in tutte le cose.
      Infine, per l’alimentazione, personalmente l’alimento che mi ha dato più da fare a livello di lacrimazione è il tacchino. Ma ogni tanto si può dare… alternandolo.. insomma niente di drammatico. Molto peggio invece gli alimenti con conservanti specie se di qualità mediocre… tipo scatolette, salamotti insaccati e simili. Quelli se posso evito. Solo in caso di estrema emergenza, tipo guerre, alluvioni, catastrofi naturali 😉

  56. grazie mille della risposta Denis sei sempre molto gentile. mi dici x favore come prepari tu il pasto: cosa mangiano i tuoi bolognesi? io do un po’ di riso soffiato+ crocchette+ acqua+ scatolette al pesce mattina e sera. puo’andare bene? grazie

    • io sto approcciando il barf proprio adesso…. ma quello è un percroso che uno deve fare quando se la sente.
      Per il resto, hanno sempre mangiato casalingo tranne un breve periodo di croccantini. Io con l’industriale non mi trovo… ma è una questione personale. Ci sono anche mangimi di qualità.
      Io però non mescolerei scatolette al pesce con le crocchette e il riso soffiato. Non sono un nutrizionista e … spero troverai chi ti risponderà in modo più competente, ma quanto ne so io, hanno tempi di digestione diversi… lo stomaco non lavora bene se vengono assunti nello stesso momento. Le crocchette andrebbero date da sole… e l’umido da solo. L’industriale da solo e il casalingo da solo. Se anche decidi di fare in parte uno e in parte l’altro, sarebbe preferibile fare due pasti ditanziati. Al mattino dai una cosa, alla sera dai un’altra.

  57. Articolo bellissimo, complimenti!
    Stavamo pensando in famiglia di prendere proprio un bolognese, ma non stiamo trovando allevamenti nelle vicinanze, noi abitiamo in provincia di Rimini. Qualcuno ha qualche allevatore serio da consigliarci a distanze ragionevoli???
    Potete anche scrivermi in privato: [email protected]
    Grazie!!

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here