mercoledì 8 Luglio 2020

“Di razza, ma senza pedigree”? Purtroppo è una contraddizione in termini

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Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI – Dài, era un po’ che non mi facevo maledire da nessuno: sentendone la mancanza, approfitto di una discussione su FB a cui ho appena partecipato (almeno la decima su questo tema, in pochi giorni…) per rimediare subito con questo articolo.
Vero è che l’argomento l’avevo già affrontato altre volte, ma solo di passaggio: adesso provo a dire qualcosa di oggettivo (non opinabile, non discutibile, non “a mio avviso”: oggettivo e basta) sull’argomento.
E cioé: il cane “di razza, ma senza pedigree” non esiste e non può esistere.
Punto.
Infatti il DM n. 22383 del 03/06/2003, che regolamenta le figure di allevatore e proprietario regolamenta le iscrizioni al Registro degli allevatori e così via, sostiene che “è considerato cane di razza pura quel soggetto di genealogia conosciuta in possesso di un certificato che ne attesti l’identità”.
E’ un decreto ministeriale. Insomma, è legge, almeno per questo Paese. Il cane di razza pura deve avere la carta d’identità (ovvero il pedigree) per poter essere definito tale, così come un cittadino italiano deve avere la carta d’identità per essere definito tale.
Ecco perché non può esistere il cane “di razza, ma senza pedigree”: perché è il pedigree a decretare la razza.
E questo è un dato di fatto sul quale non si può discutere: è così “perché sì”, come sempre quando si tratta di regole e di leggi vigenti in un Paese democratico.
D’altro canto, non è neppure vero che il cane definito “di razza, ma senza pedigree” sia un meticcio.
Perché un meticcio è, almeno tecnicamente, l’incrocio di due razze diverse.
Un cane senza pedigree, che però somiglia ad una tipologia ben precisa e non mostra alcun segno di meticciamento con altre razze, non è un meticcio, né un bastardino, né un cane fantasia o comunque lo si voglia definire: credo che la cosa migliore – in assenza di un termine più appropriato che però bisognerebbe inventare da zero, perché al momento non c’è – sarebbe definirlo “cane tipo collie”, o “tipo cocker”, o “tipo pastore tedesco”.  Così si capisce che è fatto come quella razza lì, però non possiamo sapere nulla sulla sua ascendenza e quindi non possiamo dire che è di razza pura.

Detto questo… la discussione di cui parlavo all’inizio verteva su cani “tipo border collie” che una signora fa riprodurre regolarmente (e fa pagare un po’ meno di un cane di razza pura, ma non poi tanto meno), sostenendo che sono bellissimi e sanissimi e che nessuno può permettersi di chiamarli “meticci”.
Vero: ma neppure lei può permettersi di chiamarli “border collie puri ma senza pedigree”, perché questa è una contraddizione in termini.
E’ come dire “vendo televisore in 3D che però si vede a due dimensioni”. Oppure “vendo macchina fotografica digitale in cui però bisogna mettere il rullino”. O ancora (anzi, questo forse è l’esempio più pertinente): “Cerco lavoro come medico, però senza laurea”.
Non si può dire, non si può fare. E’ abuso di titolo. Solo che, se lo fa il “tipo medico”, va in galera: se lo fa l’allevatore, al massimo litiga su Facebook. Questo non significa che non abbia ugualmente torto marcio.
Il caso della signora, poi, è al limite del paradosso, tanto che ancora non ho ben capito se ci sia o ci faccia: perché le spara talmente grosse da far pensare o ad una vera ignoranza crassa, o ad una verve umoristica di primissimo piano, con la quale sta prendendo per i fondelli tutto il gruppo che ospita la discussione.
Certe affermazioni che fa, però, sono davvero curiose. Tipo: “Non accoppio mai in consanguineità”.
Ma cosa ne sai?
Se i tuoi cani non hanno pedigree, come fai  a sapere che non sono fratelli pieni, o padri e figlie, o madri e figli?
Il pedigree serve esattamente a questo: a permetterti di selezionare conoscendo nomi e cognomi (ovvero affissi) di genitori, nonni, bisnonni e quindi, con qualche ricerca, anche di fratelli, sorelle, “cugini” e così via.
Ti permette di sapere se tra i figli del cane X ci sono stati, che so, dieci casi noti di displasia dell’anca: e di decidere che  il cane X preferisci non usarlo perché hai seri dubbi che sia un portatore.
In altri casi, però, ti permette di conoscere anche il rovescio della medaglia: in un articolo di qualche giorno fa si parlava dell’esame per la spondilosi nel boxer, che ci permette di conoscere i cani miglioratori della razza da questo punto di vista.
La signora sostiene che i suoi cani siano “sanissimi”. Può darsi, anzi mi auguro che lo siano: ma del loro corredo genetico, cosa può sapere? Ovviamente nulla, perché non sa da dove arrivino e quindi non può sapere neanche dove vadano.
Ci sono alcune patologie particolarmente subdole che si presentano solo in casi particolari: per esempio quando si accoppiano due individui portatori sani di un carattere recessivo. Loro sono sanissimi, non vedi nulla, non sai nulla: ma se sbagli l’accoppiamento, zacchete, ti salta fuori la magagna.
A quel punto lì, se non hai in mano nulla che possa aiutarti a capire chi, come e perché  l’abbia causata, sei in balia delle onde.
Certo, puoi sperare che non succeda più. Puoi evitare di ripetere lo stesso accoppiamento e sperare che un partner diverso non dia lo stesso problema. Ma tra “sperare” e “sapere” c’è un abisso di differenza.
E uno di quei cuccioli in cui si “spera” che non esista un certo problema, sinceramente, io non me lo prenderei neanche regalato: figuriamoci a pagamento.


Insomma, tra “accoppiare cani” e “allevare” in modo selettivo (che non significa fare i nazisti, come qualcuno crede, ma soltanto cercare di scegliere i partner giusti per dare alla luce solo cuccioli sani, tipici e di buon carattere), c’è – di nuovo – un abisso di differenza.
E sarebbe molto utile che oltre alla figura del cane “tipo razza X” si cominciasse a parlare anche di “accoppiatori” (o altro termine equivalente), anziché di “allevatori”, quando si parla di persone che appunto si limitano a mettere insieme un maschio e una femmina e a sperare in bene.
Non è neppure detto che “accoppiatore” sia per forza sinonimo di “cagnaro”, sia chiaro!
Perché il cagnaro, per definizione, è colui che alleva solo a scopo di lucro, infischiandosene altamente del benessere degli animali: l’accoppiatore può essere anche una persona che i suoi cuccioli li cura, li coccola, li segue meglio che può… magari seleziona perfino le famiglie a cui darli.
Però l’ allevatore rimane una figura diversa: una figura che dispone di scienza e coscienza, nonché di tutte le nozioni (e della passione, e della volontà) necessarie a fare selezione e quindi a cercare di migliorare il patrimonio genetico delle razze canine esistenti, cercando di eliminare (o almeno di ridurre il più possibile) le patologie genetiche.
E ovviamente… “I have a dream“:  mi piacerebbe che fosse proprio l’ENCI a concedere il titolo di “allevatore”, e quindi l’affisso e il suo riconoscimento, soltanto a queste figure qua.
Gli accoppiatori potrebbero continuare a fare i loro cuccioli, ovviamente… però si darebbe un nome alle cose.
Un nome chiaro, ben definito e comprensibile a tutti, che permetterebbe a chiunque di identificare al primo colpo le varie figure, sia umane che canine.
Non ci vorrebbe mica tanto: e tutta la confusione che regna oggi in cinofilia verrebbe sostituita, gradualmente, da un po’ di chiarezza.
Ma immagino che resterà un sogno, perché finora l’ENCI ha fatto un percorso diametralmente opposto: ha istituito il famoso (si fa per dire) “Registro degli allevatori e proprietari”, nel quale l'”allevatore” è colui che iscrive almeno due cucciolate ogni tre anni, mentre il “privato” è “la persona fisica o giuridica proprietaria di soggetti iscritti al libro genealogico” (in pratica chiunque abbia cani con pedigree…e paghi la tessera, naturalmente!).

Qualcuno di voi (allevatori esclusi, ovvio) sapeva dell’esistenza di questo registro? Immagino di no, perchè queste informazioni (e in generale tutto quello che fa l’ENCI) le sanno solo gli strettissimi addetti ai lavori. Di comunicazione con il grande pubblico non si parla mai, nessuno se ne interessa, a nessuno frega nulla.
E così continuiamo in eterno a sentir parlare di “cani di razza senza pedigree”, di “allevatori amatoriali” che in realtà sono cagnari della peggior specie, di “criminali sfruttatori” che invece sono persone che adorano i loro cani e li amano più di se stessi, o quasi.
Già…sarebbe molto semplice, fare un po’ di chiarezza e aiutare anche la gente “normale” a capirci qualcosa: ma l’ENCI le cose semplici non le fa mai e preferisce comportarsi come una casta ristretta, una elite settaria che si sente superiore al resto del mondo… mentre il resto del mondo, un po’ alla volta, le sfugge di mano e va allo sbaraglio senza nessuno che sappia spiegargli neppure l’ABC.
Ma se questo significa “tutelare il cane di razza e la cinofila”, allora io sto scrivendo davvero la Divina Commedia.

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425 Commenti

  1. Ciao a tutti, vorrei dire la mia sull’argomento pedigree.
    I motivi per cui il pedigree è importantissimo sono:
    1 Cane sano ed equilibrato
    2 partecipare alle discipline cinofile

    Se si acquista un cane con pedigree puoi vedere tutto l’albero genealogico, quindi conoscere l’ananmesi clinica di quel soggetto.
    Gli allevatori seri dichiarano tutto.
    Quindi,una volta che si ha la certezza di tutto ciò, si può iniziare con i vari percorsi formativi ed ottenere i vari brevetti che dimostrano la stabilità e l’equilibrio psichico del cane.
    Non vi lamentate se avete preso il cane senza e non date dei nazisti a chi seleziona seriamente,

  2. quindi: se dal cane vuoi spremere soldi, importantissimo è il pedigree. Se ti accontenti di volergli bene, non serve. Capito.

    • No, “capito” direi proprio che non è il termine adatto da utilizzare nel tuo commento, magari la prossima volta riprova a leggere l’articolo attivando prima i neuroni, dovrebbe riuscir meglio 🙂

  3. Salve, ringrazio anticipatamente chi potrà rispondermi.
    Possiedo una bellissima Tibetan Spaniel con tanto di pedigree.
    Non sono ancora riuscito a farla accoppiare con un maschio con pedigree, ma ho ricevuto tante richieste da chi non lo ha.
    Risponde a verità il fatto che una volta accoppiata con un cane senza pedigree anche quelli generati da accoppiamenti con cani puri non otterranno il documento?

    • Confermo, un cane nato da un cane con pedigree e un altro senza non potrà avere il pedigree, questo perché non si ha la certezza che i suoi antenati siano cani di razza e non meticci

      • Ciao Martina, ti ringrazio per la risposta, ma la mia domanda è diversa, sono a conoscenza che non sarà possibile avere il pedigree per questa cucciolata. La mia domanda è se faccio accoppiare la cagnetta con un puro con pedigree avrò problemi per questa seconda cucciolata visto che precedentemente si è accoppiata con uno senza? Un saluto

  4. Ma perche la gente non vuol capire? Chisse ne frega se avete un meticcio che vi ha donato tanto ammmore. L articolo dice tutt altro. Si parla di cosa dice la legge al riguardo e quindi come potete tutelarvi dai truffatori. Ma invece di imparare qualcosa si fa di tutto per rimanere nell ignoranza. Poi lamentatevi se il cagnaro di turno vi ha venduto chissa cosa a 600€. Si tratta di tutti quegli eventi per cui è richiesto un pedigree. Se non vi interessa imparare qlc di nuovo e non vi tocca l argomento cosa commentate a fare???

  5. Sono d’accordissimo sul discorso dell’attestazione all’allevatore, io aggiungerei “all’allevatore che dimostra di fare selezione genetica contro le malattie ereditarie”, anche perchè è praticamente l’unica cosa che un allevatore dovrebbe fare. Basterebbe fare un registro dei cani riproduttori (anche meticci, perchè no) e permettere solo a quelli di accoppiarsi, come avviene per tanti altri animali, tipo i cavalli. Sarebbe anche una bella lotta al randagismo e si tutelerebbero gli allevatori seri. Ma come al solito, allo Stato che gliene frega???

  6. Salve io sono un allevatore, e volevo sapere se è possibile annullare un pedigree,già messo a nome dell’acquirente ma nn è stato ancora ritirato dagli uffici dell’enci…
    Il motivo dell’annullamento è perché il cucciolo dato in buona fede nn mi è stato mai pagato..
    .vi ringrazio anticipatamente…

  7. Salve, io su quello che lei ha scritto non ho nulla da dire e o combattere, ma….
    E si ora tiro fuori Un ma…. se il mio cane, nato da un allevamento è stato.. COMPRATO da persone poco intelligenti a cui non è interessato avere pedigree è men che meno il microcip, è stato in seguito lasciato o meglio abbandonato dal vetrinario, dopo avergli accidentalmente fatto del male, e io l ho ADDOTTATO da un canile, perché devo togliergli la possibilità di poter avere un pezzo di carta, sia per accoppiamento che per evventuali mostre, il mio non è un meticcio, non è un quasi pastore, o in quasi cane di razza, lui lo è ha solo avuto la brutta esperienza di gente stupida, perché deve pagare lui, per la stupidità umana… infatti il microcip ho dovuto metterlo io… ora nessuno mi può dire il suo cane non è di razza perché non ha un pezzo di carta, perché lui non ce lo ha a causa di esseri bipedi stupidi

  8. Provo a porre una domanda anche se l’articolo è un po’ datato: ho acquistato un cane presso un allevamento riconosciuto ENCI, ma a distanza di quasi un anno non ho ancora il pedigree del cane. Sono mesi che l’allevatore si giustifica dicendo che ha avuto delle problematiche con l’ENCI, ma che intende risolvere la cosa e che a breve inizierà le pratiche… intanto il tempo passa e queste cominciano e sembrarmi tutte scuse. Visto che l’acquisto è stato formalizzato con un contratto in cui mi viene venduto un cane di razza XXX, credete sia possibile rivolgersi ad un avvocato contestando che il prezzo pattuito si riferisce ad un cane di razza, mentre un cane senza pedigree non può definirsi tale? l’ENCI può nulla in questi casi? grazie mille

  9. Ma… per me non fe differenza tra quello con il pedigree o senza c’è ci saranno anche le leggi che dicono la sua per cani senza pedigree ma comunque sono sempre i nostri migliori amici e ognuno di noi so che vuole solo il meglio per il proprio amico a quattro zampe che sia con o senza pedigree e quindi non stiamo qui a parlare dell’ empa ENCI e altre cagate del genere.quindi che sia di razza o meno e sempre lui che ci sta di fianco a farci sentire bene,a farci ridere,a proteggerci e per noi è sempre il nostro fidato cane o vorrei dire Amico che ci sta sempre accanto e per noi importa solo questo.

    • Daccordo, ma in questi caso stiamo parlando nello specifico di cani di razza, poi che uno voglia un meticcio qualsiasi o un cane di una razza precisa è un altro discorso.
      Questo articolo è indirizzato a quelle persone che vogliono un cane di razza, per guidarli nella scelta dell’allevatore senza rischiare di alimentare il “lavoro” di persone incompetenti e di farsi fregare soldi.

  10. Buon giorno mi sono imbattuta nella vostra discussione e volevo sapere una cosa.
    Qualche mese fa ho aquistato un aussie la madre ha pedigree ma il padre no perchè al proprietario non interessava a suo tempo quando lo ha preso sta di fatto che non ho il pedigree.
    Ora io volevo portare il mio cucciolo alle mostre….lo accetterebbero nei raggruppamenti della sua razza?
    attendo risposta
    Ciao ciao

  11. Ciao Valeria spero che riesci a rispondermi visto che questo articolo l’hai scritto nel 2012..
    Faccio parte di un gruppo su Facebook di una determinata razza di cani e ogni 2 per 3 si discute del cane senza o con pedigree, poco prima di Natale in un negozio di giardinaggio e mino zoo della provincia di Milano c’era in vendita (ci sono sempre) cani definiti di razza senza pedigree in vendita a 900 euro da li si è smosso un via bai di messaggi su faceboom e chiamate da parte mia a tutti gli enti(enci, asl veterinaria, guardie zoofile,ecc)per capire se era possibile o no questo tipo di ve dendita ah sono a conoscenza della legge 529 del 2002 tutti mi hanno risposto che era legale la vendita di cuccioli.. solo un’avvocato ha detto che non si poteva. Ora una volta per tutte è possibile o no? E se si ripresenta il problema cosa di dovrebbe fare?
    Grazie.

  12. Buonasera a tutti, sono un nuovo utente. Posseggo un Cucciolo di “Pastore Tedesco” di 2 mesi. È figlio di due pastori tedeschi entrambi senza pedigree. È possibile crearne uno per il mio? Sono stato dal veterinario che mi ha confermato la sua razza al 100% facendomi anche i complimenti per l’esemplare.
    Potete darmi qualche consiglio? Ovviamente non è fondamentale, il bene che gli vogliamo prescinde da qualunque documento, è solo che se si può perche non averlo?

    Grazie in anticipo

    Francesco e Claudia

    • Perché purtroppo non si può. Se i genitori non hanno pedigree è impossibile far registrare il cucciolo come capostipite, perché nel pastore tedesco il libro riconosciuti è chiuso da molti anni.
      Oddio… volendo sarebbe possibile fare un pedigree con una delle varie associazioni – che stanno nascendo come funghi – che ammollano “pezzi di carta” teoricamente considerabili come pedigree di prima generazione: ma non c’è dietro nulla. Nessuna selezione, nessun controllo, nessun ascendente noto: è solo un pezzo di carta, appunto, che dal punto di vista zootecnico vale zero. E siccome il pedigree dovrebbe avere un significato zootecnico, i questi li considero “pezzi di carta” e non pedigree. Ma se uno per sfizio vuole farselo… oggi si può.

  13. Il Cane da Pastore Fonnese è entrato a far parte dell’E.N.C.I. circa un anno fa… ora, vorrei sapere se prima che entrasse a far parte di questa associazione del cavolo il Cane da Pastore Fonnese poteva considerarsi tale, ovvero di razza pura (dato che il nome in questione rispecchia una razza canina)? Oppure, improvvisamente è diventato di razza pura, mentre prima “Cane da P.F.” era solo un nome che si perdeva nel vento? Considerate il fatto che la maggior parte (se non tutti) degli esemplari sono ancora sprovvisti di pedigree e stanno ancora scegliendo i capostipiti della razza.

    Gradirei una risposta direttamente da Valeria Rossi, se non pretendo troppo.

    • Il pastore fonnese “sta diventando” una razza riconosciuta, dal punto di vista burocratico: infatti ha ottenuto il riconoscimento ENCI ma non ancora quello della FCI. Era una razza anche prima? Be’, più o meno sì: ma “Più o meno”, appunto. Perché se per “razza” intendiamo una tipologia abbastanza definita, ovviamente lo era: se invece intendiamo quello che si intende in cinofilia, e cioè un insieme di cani veramente omogeneo, allora non lo era. Era solo una “tipologia” canina. Ma in realtà lo è ancora adesso, eh… perché si è fatto solo il primo passo per ottenere l’omogeneità sufficiente a creare una vera e propria razza (sempre intesa in senso cinotecnico). Prima di parlare di “razza pura” ci vuole tanto tempo (e tanto lavoro di selezione): non è facile ottenere tutti esemplari che rispondono a un certo Standard, ed è per questo che la creazione di nuove razze (così come il recupero di razze semi-estinte, o la fissazione di tipologie autoctone, come in questo caso) non si può fare dall’oggi al domani,

      • Ok, grazie della risposta.
        Dato che hai fatto riferimento allo Standard: converrai con me che lo Standard è dettato dall’E.N.C.I., o meglio, da certi allevatori…
        Lo Standard del P.T. è stato dettato, a suo tempo, dal creatore della razza (non vorrei scrivere stupidaggini). Il “creatore” del Cane da Pastore Fonnese mi pare che non lo si conosca, ma, in compenso, si conoscono nomi di rinomati allevatori fonnesi (che ormai non ci sono più), da cui discendono ottime “linee di sangue”.
        Se discendenti di questi rinomati allevatori hanno “passato” all’E.N.C.I. quello che definiscono “Standard di razza”, va bene, forse andiamo sul sicuro, in caso contrario, dello Standard dettato dall’E.N.C.I. mi riguarderei.

  14. Scusate ma qualcuno è in grado di chiarire questo pezzo dell’articolo?

    “E cioé: il cane “di razza, ma senza pedigree” non esiste e non può esistere. Punto.
    Infatti il DM n. 22383 del 03/06/2003, che regolamenta le figure di allevatore e proprietario regolamenta le iscrizioni al Registro degli allevatori e così via, sostiene che “è considerato cane di razza pura quel soggetto di genealogia conosciuta in possesso di un certificato che ne attesti l’identità”.
    E’ un decreto ministeriale. Insomma, è legge, almeno per questo Paese.”

    Io ho letto e riletto il D.M. 22383 (scaricabile sal sito dell’ENCI http://www.enci.it/documenti/disciplinare.php?id=22 ) ma non riesco proprio a vedere questa definizione. Evidentemente la fornte normativa è un’altra. Non certo questo D.M..

    • Nessuno è in grado di chiarire e indicare le fonti reali?

      Questo articolo nasce da un presupposto normativo che NON ESISTE visto che il D.M. citato NON sostiene quanto affermato ( “è considerato cane di razza pura quel soggetto di genealogia conosciuta in possesso di un certificato che ne attesti l’identità” ).

      Questa definizione da dove è tratta?

        • Quella fonte la conoscevo già, ma non è “normativa” e non è legge….è più che altro una specie di “tesi universitaria” , una relazione, redatta dall’Avv. Maria Grazia Poli.

          Per inciso, l’avv. Poli lavora anche all’ENCI (fa parte della Commissione di Disciplina)

          In realtà, per essere precisi, non esiste alcuna fonte “di legge” che definisce il cane di “razza” , nè il cane di “pura razza”.
          E sempre per essere precisi, la vera e unica differenza, sottile ma fondamentale” è proprio questa: parlare di “cane di razza x” o di “cane di pura razza x” .

  15. signore e signori senza offesa alcuna e rispettando, pur non condividendo il vostro pensiero, vorrei dirvi che avete ragione se affermate che pedigree non voglia dire garanzia di bellezza, di conformità allo standard e di salute MA quando si compra un cane bisogna sempre sincerarsi che l’allevatore abbia fatto le cose per bene, che abbia depositato il DNA dei propri cani, che li abbia testati per le malattie ereditarie e lastrati, che li abbia registrati seguendo le normative e che abbia lavorato anche per il carattere e le attitudini proprie della razza. e’ questo quello che si paga non il pezzo di carta. non esiste il proporre un cucciolo con pedigree a 1000 euro e senza a 500. che senso ha?? dico davvero, che motivo avrebbe un allevatore di fare queste distinzioni?? il discorso del cane in standard sotto l’aspetto estetico ma senza registrazione non dovrebbe nemmeno esistere. registrare un pedigree costa poche decine di euro per ogni cucciolo ed ora si puo’ controllare presso gli istituti di genetica dove sono depositati i dna che il nostro cucciolo sia davvero figlio di tali fattrice e stallone c’e’ poco da falsificare. sono dell’idea anche che si conceda un pedigree ad un soggetto giudicato in standard da un esperto giudice a patto che gli sia fatto anche il test del dna che possa confermare se il cane e’ appartenete a quella razza e in che percentuale e fissare un limite/criterio. se a voi non piace il termine “meticcio” per un cane senza documenti e senza possibilita’ di tracciare il suo lignaggio e la sua discendenza si potrebbe dire figlio di N.N. ma io non credo che voi vogliate discutere di semantica.

    • Aquila pensiero :I cani prima di tutto devono funzionare se un cane vince a molte mostre ma è solo discutibilmente bello ma non funziona è un bastardo meticcione che non serve a niente, le razze devono lavorare per la funzione per le quali sono state costruite(se in bolognese non fa il cane da compagnia bene non è un bolognese chiaro il concetto)e anche se poi vengono dotati di pezzi di carta ma non lavorano bene sono dei bastardoni meticci, se invece il cane risponde in pieno alla sue caratteristiche di razza allora è un cane di razza,se poi è anche accompagnato da un pezzo di carta che comprova il tutto va ancora meglio!! ma prima di tutto deve fiunzionare perche alla fine è questo che conta ciao a tutti Aquila della notte

      • Gli standard descrivono anche il lato caratteriale di un cane, e un “bolognese che non fa il cane da compagnia” pur se ha un pedigree e’ comunque un cane fuori standard.
        Che non andrebbe fatto accoppiare. Cosi come un cane di una razza da pastore ma che non e’ in grado di svolgere la sua funzione pur avendo il pedigree sarebbe un esemplare fuori standard.
        Per esempio del P-M/A lo standard dice testualmente:
        “La sua funzione precipua di cane da guardia e difesa del gregge e delle proprietà in genere si
        evidenzia nello svolgimento di questo compito che assolve sempre con perspicacia, coraggio e
        decisione. Il suo carattere anche se fiero e alieno alla sottomissione, sa anche esprimersi in un
        devoto attaccamento al padrone e a ciò che lo circonda.”
        E se un Pastore Maremmano Abruzzese non rispetta questo allora e’ fuori standard, come se fosse troppo alto o troppo basso o nero…

        • Ciao Eros come tu dici giustamente lo standar deve descrivere sia la morfologia che il carattere di un cane,allevarlo poi in base alla funzione per il quale è stato redato lo standar è un pochino più difficile, e diventare un buon allevatore è un traguardo fra i più complicati da ottenere,e giustamente un pezzo di carta (pedigree) lo qualifica sia il cane che l’allevatore che si da tanto da fare e poi sapere le linee di sangue egli avi del cane che si compra e una sicurezza oltre che una serietà ,che poi sia emesso dal’ENCI o da un altro ente ha poca importanza,ma ti posso assicurare che i vecchi(e oggi anche i nuovi) Mastini abruzzesi allevati dai pastori in montagna vengono veramente allevati solo sulla funzione,se tu per caso porti un cucciolo ad un pastore proveniente da un buon allevamento con un pedigree altisonante,lui tu guarderà stupito in quanto tutto queste per lui sono cose prive di significato,il pastore metterà il cucciolo con le pecore e se con il tempo non vedra la vera attitudine a difendere le pecore e soppratutto a non abbandonalrle nei momenti di pericolo considererà il cucciolo una vera chiavica e lo abbandonerà con o senza pedigree,questo per farti capire che quando si alleva cani prima di tutto si deve considerare la razza in base alla funzione(e se fuzionano bene vengono anche belli come morfologia) e poi dopo avere fatto questo ben venga il pedigree,solo cosi un cane può essere considerato di razza,invece chi alleva solo in base alla mofologia da esposizione per vincere gare di bellezza alla fine produce dei bastardoni con il pedigree ,ciao a sentirci Aquila della notte

          • le due cose viaggiano parallelamente ma su binari ben distinti.
            primo: e’ giusto che ci sia il dubbio sull’autenticita’ e sull’appartenenza alla razza di un cane di cui non e’ dimostrabile la provenienza, (la parola dello zio, del cugino o del vicino di casa che giura di si, come gia’ detto in precedenza vale ZERO) e questo che vi piaccia o no e’ indiscutibile.
            Secondo: c’e’ poi chi nel corso delle generazioni (e con i cani si fa in fretta ad avere nonni bisnonni e trisnonni tutti insieme che corrono allegramente del giardino) ha snaturato i proprio cani solo in funzione dell’apparenza, del essere belli secondo i capricci dei giudici allrounder che ne sanno meno degli allevatori stessi e che si “fidano” in un certo qualmodo del lavoro fatto dall’ allevatore rinomato che gli propone certi modelli.
            facendo il punto della situazione e’ sbagliato snaturare i cani di discendenza certa e comprovata tanto quanto produrre cani di cui e’ impossibile risalire ai genitori nonni ecc.. adesso con il dna non si scappa piu’. non ci si potra’ piu’ nascondere raccontando la storiella di non aver fatto in tempo a registrare la cucciolata. 25 giorni piu’ 60 circa dalla data della monta sono quasi tre mesi. e in tre mesi da quando hai fatto coprire la fattrice hai tutto il tempo di organizzarti per consegnare il modulo A che poi e’ uno solo per tutta la cucciolata.

      • non e’ proprio cosi’ come dici tu, un bambino siciliano biondo e con gli occhi chiari a cui si insegnano fin da piccolo le tradizioni la storia e a parlare in tedesco non e’ Tedesco.

        • @Marco in linea di massima sono d’accordo con te circa il discorso sul pedigree.
          Però l’esempio del piccolo siciliano biondo cresciuto in ambiente teutonico su suolo tedesco sarà culturalmente (e quindi in toto) tedesco.
          Per noi umani l’ambiente in cui cresciamo conta molto più del dna a livello cultural-identitario.
          Sennò baffetto avrebbe avuto ragione con la cacchiata dell’arianesimo…

          • Ci mancava solo l’accenno al “baffetto” e alla razza ariana, in un contesto come questo.
            Più volte mi son trovato tentato di fare “accenni” del genere, poi ho preferito lasciar perdere…

            In questo momento ho una forte tentazione di fare una battuta inerente al discorso sopraccennato, però devo trattenermi, perché so che la Redazione mi bannerebbe subito dalla discussione.

          • Claudio il tuo ultimo post non brilla per chiarezza.
            A parte che rispondevo a Marco e non a te, l’esempio si riferiva agli esseri umani e non ai canidi. Per i quali il discorso è totalmente diverso.
            Mi sembra, inoltre, che tu stesso abbia tirato in mezzo l’umanità per avallare tue ipotesi, come quella del tipo sprovvisto di documenti.
            A proposito esistono gli apolidi, persone prive di cittadinanza, anche se italianissime, o giapponesissime o americanissime, o… Lo sapevi?

          • Lo so che il tuo commento non era rivolto a me, la prossima volta ti chiederò il permesso prima di commentarti in un blog pubblico.

            Se lo sapevo, mi domandi? Scherzi?! Secondo te, principessa, un ignorante come me può sapere questo genere di cose? Certo che no!

            “Persone italianissime prive di cittadinanza italiana”, per me sono e restano italiane. Io la vedo così, non so tu. Sono un tipo pratico e diretto, non giro intorno alla pura realtà per dar corda a questioni burocratiche che ritengo superficiali, per quanto possano essere importanti da un punto di vista prettamente legale.

          • Claudio secondo me tu sei solo un attaccabrighe. Da tastiera, eh, perché nella vita reale le probabilità che come minimo ti mandino a quel paese le vedo piuttosto alte.

            Non ho intenzione di perder altro tempo con te. Vai a trollare altrove.

          • Per vostra sfortuna, non sto trollando. Sono anche fin troppo serio, visto il contesto in cui faccio attività.

  16. ho comprato un aspirapolvere folletto da 1050 euro e ho sostituito il motore originale con quello di una colombina delonghi da 60 euro. lo vendo come folletto originale a 700 euro. chi lo vuole? mettendolo vicino ad un altro folletto non si distingue l’uno dall’altro.

  17. la mia e’ una provocazione, un paradosso.
    io sono fisicamente uguale a piersilvio berlusconi. e siccome e’ noto che suo padre e’ stato un donnaiolo io posso andare a reclamare la mia fetta di eredita’ perche’ manifesto i caratteri somatici di piersilvio. portemmo essere scambiati per gemelli. quindi non importa che io abbia un patrimonio genetico, l’importante e’ somigliare all’originale.

    • Non sono una di quelle persone che crede che da qualche parte nel mondo ognuno di noi abbia un sosia.
      Saresti fisicamente e caratterialmente uguale ad un’altra persona solo se fossi il clone di questa (attualmente, è fantascienza, o almeno questo è ciò che ci è dato sapere). Saresti uguale, o molto simile fisicamente e, probabilmente, caratterialmente, ad un’altra persona, se foste gemelli monozigoti.
      Il resto sono buffonate, menzogne e storielle inverosimili.

      • quindi non esistono i sosia? c’e’ gente che dell’essere sosia ne ha fatta professione e ci mantiene la famiglia. sia i sosia che gli imitatori

        • Per come li intendi tu, no (riguardo l’esempio che hai fatto nel tuo commento precedente).
          Il sosia dovrebbe essere una persona perfettamente uguale (quindi, identica) morfologicamente (NON CARATTERIALMENTE, tra l’altro) ad un’altra.
          A mio parere, non esistono.
          I sosia delle celebrità, ad esempio, non sono identici ad esse, ma molto simili…contando che la maggior parte viene adattata alla celebrità da “sostituire/imitare”, anche truccando il loro viso per renderli ancora più simili, al punto da essere quasi irriconoscibili alla massa.

          Comunque, è quasi ammirevole come voi poveri stolti vi sosteniate a suon di “Mi piace”.
          Se ci fosse l’opzione “Non mi piace”, i miei commenti ne sarebbero pieni.

      • signore e signori senza offesa alcuna e rispettando, pur non condividendo il vostro pensiero, vorrei dirvi che avete assolutamente ragione se affermate che pedigree non voglia dire garanzia di bellezza, di conformità allo standard e di salute. quando si compra un cane bisogna sempre sincerarsi che l’allevatore abbia fatto le cose per bene, che abbia depositato il DNA dei propri cani, che li abbia testati per le malattie ereditarie e lastrati, che li abbia registrati seguendo le normative e che abbia lavorato anche per il carattere e le attitudini proprie della razza. e’ questo quello che si paga non il pezzo di carta. non esiste il proporre un cucciolo con pedigree a 100 euro e senza a 500. che senso ha?? dico davvero, che motivo avrebbe un allevatore di fare queste distinzioni?? il discorso del cane in standard sotto l’aspetto estetico ma senza registrazione non dovrebbe nemmeno esistere. registrare un pedigree costa poche decine di euro per ogni cucciolo ed ora si puo’ controllare presso gli istituti di genetica dove sono depositati i dna che il nostro cucciolo sia davvero figlio di tali fattrice e stallone c’e’ poco da falsificare. sono dell’idea anche che si conceda un pedigree ad un soggetto giudicato in standard da un esperto giudice a patto che gli sia fatto anche il test del dna che possa confermare se il cane e’ appartenete a quella razza e in che percentuale e fissare un limite/criterio. se a voi non piace il termine “meticcio” per un cane senza documenti e senza possibilita’ di tracciare il suo lignaggio e la sua discendenza si potrebbe dire figlio di N.N. ma io non credo che voi vogliate discutere di semantica.

        • “sono dell’idea anche che si conceda un pedigree ad un soggetto giudicato in standard da un esperto giudice a patto che gli sia fatto anche il test del dna che possa confermare se il cane e’ appartenete a quella razza e in che percentuale e fissare un limite/criterio.”
          Concordo con ciò che hai scritto, anche se non mi è del tutto chiaro cosa intendi con “percentuale”, insomma, o risulta appartenente a quella determinata razza, oppure no, non c’è la via di mezzo.

  18. Quattro anni fa comprai il mio maschio di maltese con pedigree pagandolo 700 euro, l’anno dopo acquistai una femmina senza pedigree a 400 euro IDENTICA alla madre e IDENTICA al mio maschio tanto chi li vede insieme la prima volta non li distingue. Ero anch’io dell’avviso che il pedigree a questo punto fosse inutile. pochi mesi fa li feci accoppiare e successe una cosa inpensabile, naquero dei cuccioli due bianchi come i genotori e due neri a pelo corto. Il mio veterinario mi disse che era possibile effettuare un esame sul dna della femmina e pagando glielo feci fare, il risultato fu che la mia maltese e’ in realta’ un meticcio di tipo maltese/pinsher. I cuccioli li ho regalati come meticci. Avrei potuto vendere i due che erano perfettamente in standard come “di razza senza pedigree” ma non me la sono sentita di imbrogliare altre persone proprio come hanno fatto con me. Voglio pensare che chi mi ha rifilato la maltesina avesse anche dei pinscher e che sia stato fortuito che sia il maltese che un pinscher abbiano montato la stessa femmina (il vet. mi ha spiegato che e’ possibile) Ora credo che il pedigree assieme al deposito del dna sia fondamentale per evitare pasticci del genere. La conclusione di questa vicenda e’ che apparire non e’ essere.

    • Mi vien difficile credere che il tuo Maltese incrociato con un Pincher sia IDENTICO (in tutto e per tutto) a quello puro, perché c’è sempre qualche caratteristica “fuori posto”, non so se mi spiego… Magari, superficialmente, quindi, ad un occhio inesperto, poteva sembrare IDENTICO.
      Una mia vicina di casa ha una femmina di Jack Russell Terrier con tanto di pedigree: due anni fa, prima di acquistare il mio attuale cane, pensavo di prendere uno dei cuccioli che avrebbe partorito la sua cagna dopo che l’avrebbe fatta accoppiare con un maschio di proprietà di un suo amico; uno me l’avrebbe REGALATO. Sfortunatamente, quella cagna scappò di casa per una giornata intera e, poco tempo dopo, la proprietaria comunicò a mia madre che (la cagna) era in cinta…ma non del cane con cui avrebbe dovuto farla accoppiare. Qualche mese dopo si videro i risultati, altroché se si videro: EVIDENTISSIMI METICCI!
      Sono consapevole che non in tutti i casi c’è tanta evidenza, anzi, a volte sembra non essercene proprio, però, un esperto cinofilo o allevatore, noterebbe facilmente la differenza, in ogni caso.

      Comunque, hai scritto una cosa che condivido: deposito del DNA!

      A quanto pare, gran parte di voi non ha idea di quanti allevatori, anche riconosciuti E.N.C.I. (ma più raramente rispetto a quelli non riconosciuti dall’ente precitata), falsificano i pedigree. Alcuni lo fanno solo per risparmiare qualche soldo (a conti fatti, non si tratta proprio di QUALCHE soldo), è un’azione a dir poco vergognosa.

    • invece viene difficile credere …che fra due cani bianchi che realtà dovrebbe essere un fulo e recessivo… posso uscire un cane non bianco a meno che uno dei due cani non sia di un bianco diverso da quell’altro. come mi viene anche difficile credere che da un pinscher e un maltese nascano cani bianchi… l’ipotesi della fuitina è molto più probabile con la tua cagna che non con la madre della tua.
      ad ogni modo come già detto avere un pedigree non significa che siano veramente puri. se l’incidente ….diciamo che sia possibile… della maltesina fosse successo con cani con pedigree… avrebbero fatto lo stesso i pedigree dei cuccioli… con lo stesso risultato ma con un documento in più. il pedigree ragazze serve per sapere chi e cosa state accoppiando. per non rischiare di accoppiare la madre con figlio la sorella con fratello.ecc… purtroppo poi ci sono i disonesti che fanno questi pasticcini ma in realtà il pedigree non è inutile…

    • Ma non diciamo cavolate su! un maltese con sangue di Pinscher lo si vede lontano un km uno ha il pelo raso e l’altro lungo ne viene fuori un carciofetto che non assomiglia a nessuno dei due, e anche chi di cani non se ne intende per niente lo vedrebbe,per quanto riguarda i pedigree tempo fa in una linea di cani corsi da esposizione capitava sempre di vedere nei pedigree il nome di un maschio famoso che aveva vinto un sacco, mentre chiunque degli addetti ai lavori sapeva benissimo che quel soggetto era sterile e non è mai stato in grado di ingravidare una femmina,ma intanto si vendevano cani con pedigree ENCI con il nome di quel maschio ed erano figli di campione ,questo a dimostrare che Enci non è tutta questa qualità,e va bene che queste cose possono capitare in qualunque associazione ,ma dire che i cani non ENCI sono dei meticci e un eresia,sarebbe come dire che i lupi sono dei meticci perche non hanno il pedigree ENCI,cazzata! cani allevati sulla funzione con caratteristiche morfologiche che li accomunano con pedigree scritti da chi li alleva e facente parte di un associazione atta alla salvaguardia della razza, sono di razza punto finito!! ciao a tutti Aquila della notte

      • Un esempio riguardante i lupi l’ho fatto io (anche in modo piuttosto dettagliato), prima che tu scrivessi questo commento.
        Ora devi dirmi, sinceramente, se hai scritto la tua frase prendendo spunto da ciò che avevo già scritto io, oppure, se ti è venuta spontanea; se si tratta di quest’ultimo caso, significa che siamo sulla stessa lunghezza d’onda e siamo soli contro tutti…ma meglio due uniti di uno “solitario”! XD

        • No non ho preso spunto da nessun scritto(non lo ho nemmeno letto) è che avendo a che fare ogni tanto con cani da protezione pecore(vedi M.abruzzesi)con i lupi ho un certo da fare e ho imparato a conoscerli e rispettarli molto bene, forse meglio di tanti studiosetti che riempono tanti blog con le loro presunte esperienze, ma questo è un altro discorso che non c’entra niente con il seminato di questa discusione,per il resto il mio discorso è che si vanno bene i pedigreee ENCI ma si deve dire che sono di razza anche altri cani dotati di albero genealogico dettagliato forse più di quelli Enci, ciao dal Rapace Nptturno

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