di VALERIA ROSSI –  Ce ne ho messo di tempo, per finire questo libro. Ci ho impiegato mesi, quando normalmente i libri sui cani me li soffio via in pochi giorni: e non perché sia scritto male (anzi) o perché mi stia antipatico l’autore (anche se simpatico non mi è), ma perché, almeno all’inizio, è la classica “americanata” in cui si narrano storie più o meno credibili – e decisamente romanzate, non mi si dica il contrario – di miracolose rivoluzioni avvenute nei cani e soprattutto nei loro umani. E se a quelle nei cani posso anche credere, a quelle degli umani fatico un po’ di più…
Comunque, sta di fatto che all’inizio il libro è piuttosto scontato e dà anche un po’ fastidio: è un continuo ripetersi di quello che io chiamo CSB-CSB (“come sono bello-come sono bravo”), un tipo di scrittura che terrorizza anche me ogni volta che decido di raccontare un caso vissuto per cercare di far capire meglio un concetto. Regolarmente mi chiedo: “Sembrerà mica che me la tiri, e che voglia far vedere CSB-CSB”?
Ecco, Millan il problema non se lo pone proprio, e di casi risolti ce ne propina uno strafottio, per una cinquantina di pagine. Poi…continua, ebbene sì: ma almeno parla anche un po’ di condizionamento, di rinforzo positivo e negativo, di punizioni (niente che un cinofilo già non sappia: però ci azzecca, nel senso che definizioni ed esempi sono corretti…e non posso dire lo stesso per tutti i libri che ho letto).
Al termine di questa prima fase comincia ad illustrare i vari strumenti…ed è lì che ho pensato “Mavaff…” e ho piantato lì il libro per diverso tempo. Perché approva l’utilizzo del giornale arrotolato (‘ste cose si leggevano nei libri degli anni ’30…), anche se ci infila la consueta storia dell’energia “calmo-assertiva” come contorno; poi spamma il “collare Illusion” brevettato da sua moglie (e vabbe’, lo farei anch’io se ne avessi inventato uno), e giuro che non ho capito un accidenti di cosa sia e di come funzioni, ma io sono notoriamente negata per tutto ciò che concerne fisica e meccanica.

Sono andata allora a cercare su google per capire come potesse un collare agire sulla parte alta e bassa del collo contemporaneamente… ed ecco la risposta: i collari sono due, anzi tre, anzi boh, non credo di essere interessata a questo tipo di strumenti, specie quando mi si viene a raccontare che questo collare “aumenta l’orgoglio del cane” obbligandolo a tenere la testa alta. Maddai.
E poi perché inventare strumenti di controllo, se è così facile insegnare ai proprietari di cani ad essere “calmo-assertivi” e quindi a farsi obbedire con un semplice sguardo?
In ogni caso, il mio gesto di riporre il libro e lasciarlo lì per un bel po’ di tempo è stato legato soprattutto al fatto che Millan parli bene del collare elettrico (che chiama “elettronico” perché così sembra che dia la scossa più gentilmente); è vero che sostiene anche che “può avere conseguenze negative se usato dalle mani sbagliate”…ma ne fa una specie di panegirico per dieci pagine filate e questo non mi è piaciuto affatto.
Una volta smaltita la noia (e il profondo disaccordo) con gran parte delle descrizioni degli strumenti, ho ripreso in mano il libro, che nel frattempo era stato spostato dalla mia postazione 1 alla postazione 2 di lettura. Perché io leggo in due soli posti: la postazione 1 è la camera da letto: quale sia la 2 potete capirlo anche da soli (e chi non legge in quella postazione lì scagli la prima pietra).
Per ovvi motivi – soprattutto perchè in questa casa siamo in tre e non ci sono i doppi servizi – le sedute di lettura sono diventate più brevi e ho proseguito per poche pagine alla volta leggendo un interessante capitolo che si intitola “Soddisfare la razza” e che, a parte qualche punto di scarso rilievo, mi ha trovato pienamente d’accordo: è stato anche interessante scoprire come negli USA siano diffusissime razze che da noi quasi non esistono, e viceversa.
A questo punto inizia la seconda parte del libro…e qui, tadannnn!!! Arriva la rivoluzione totale. Perché da qui in poi il libro è (tenetevi forte…) pura cinofilosofia D.O.C.!!!
Giuro: a parte il fatto che si capisce quello che c’è scritto, potrebbe essere firmato da Marchesini o da qualche altro teorico della zooantropologia.
Qualche tempo fa un amico mi ha detto che io predico malissimo (a proposito del fatto che non demonizzo il collare a strozzo, che uso le punizioni e così via), ma poi razzolo benissimo. Ecco, di Millan – almeno per quanto ho potuto vedere in TV e su FB, perché ovviamente, abitando dall’altra parte del mondo, non l’ho mai visto lavorare dal vivo – potrei dire l’esatto contrario: razzola maluccio, almeno in molti (troppi, per i miei gusti) casi: però predica in modo ineccepibile!
Se non avessi visto quello che fa in realtà, consiglierei a tutti di andarsi a comprare questo libro, perché spiega perfettamente – almeno nei limiti in cui la cosa è spiegabile per iscritto, che sono limiti abbastanza serrati, purtroppo – ciò che conta davvero nel rapporto tra cane e uomo: quella che lui chiama, appunto, “energia”, che dev’essere del tipo giusto e che deve portarti a diventare un capobranco “naturale” grazie al fatto che il cane ti stimi, ti rispetti e riceva da te sensazioni positive.
Vabbe’, come la concludo ‘sta recensione?
Anche volendo ignorare totalmente quello che ho visto fare a Millan (nel bene e nel male), e giudicandone solo le parole scritte, l’effetto è un po’ da dottor Jekyll-Mr.Hide: sembra che il secondo abbia scritto la prima parte, e il primo la seconda.
Potrei consigliarvi di acquistarlo e di leggerne la seconda metà (appendice compresa, che è l’unica in cui si parla un po’ di cose pratiche, peraltro con consigli quasi tutti condivisibili): ma solo se non siete ancora cinofili particolarmente acculturati, perché se lo siete non troverete niente che non sia già stato letto e/o visto (il che, peraltro, vale un po’ per tutti i libri di cinofilia, compresi i miei).
Diciamo che, nell’insieme, è comunque interessante: va letto senza pregiudizi, nei limite del possibile (io ne avevo a bizzeffe: un po’ sono riuscita a metterli da parte, ma non tutti), e non bisogna pensare al lato “razzolamento”, perché altrimenti ogni due pagine ti viene da pensare: “Ma che stai a di’? Perché dici così e poi su Cielo ti ho visto fare cosà?”.
Se però lo si legge SOLO come libro di un ipotetico signor X che non abbiamo mai visto in TV…allora ci sono tante cose buone. E anche qualcuna meno buona (vedi sopra), che però va letta considerando il fatto che il signor X opera in una realtà molto diversa dalla nostra, con regole e leggi diverse. E, devo aggiungere, con una clientela in confronto alla quale le nostre Sciuremarie potrebbero tenere tutte dei corsi di cinofilia.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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