cane_guidadi VALERIA ROSSI – Di cani e macchine abbiamo già parlato diverse volte, in varie occasioni. Ma non abbiamo mai detto proprio “tutto” quello che c’è da sapere sul tema, o almeno non tutto insieme. Approfittiamo allora della richiesta di una lettrice per cercare di riassumere diversi punti in un solo articolo.

1 – Ma la legge, esattamente, cosa dice sul trasporto di cani in macchina?

Il Titolo V  del codice della strada, all’art 169 comma 6, sancisce testualmente: “Sui veicoli diversi da quelli autorizzati dall’art. 38 del Decreto del Presidente della Repubblica dell’08 Febbraio 1954 n° 320 è vietato il trasporto degli animali domestici in numero superiore ad uno e comunque in condizioni da costituire pericolo o impedimento per la guida.  E’ consentito il trasporto di soli animali domestici, anche in numero superiore ad uno, purché custoditi in apposite gabbie o contenitori o nel vano posteriore al posto di guida appositamente diviso da rete o altro mezzo analogo idoneo che, se installati in via permanente, devono essere autorizzati dal competente Ufficio Provinciale della Direzione Generale della M.C.T.C.
Per i trasgressori di tale norma è prevista una pena pecuniaria che va da un minimo di € 68,25 ad un massimo di € 275,10 e la sottrazione di un punto dalla patente di guida (articolo 169 comma 10 codice della strada).
In pratica: UN singolo cane può viaggiare praticamente come gli pare e piace, purché non sia di intralcio/impedimento/fastidio al guidatore.
La presenza in auto di più di un cane richiede la gabbia divisoria oppure gabbie o kennel.  Per approfondimenti, vedere questo articolo. 

2 – Visto che un solo cane può viaggiare in qualsiasi modo, purché non intralci il guidatore, perché dovrei utilizzare gabbie  e kennel? Non è meglio lasciarlo libero sul sedile posteriore, dove sta più comodo?

Finché va tutto bene, certo. Ma in caso di incidente, le conseguenze sono veramente drammatiche.
Questo video mostra un crash test che dà un’idea abbastanza raccapricciante di ciò che può succedere ad un cane legato con la cintura di sicurezza per cani, lasciato libero nell’abitacolo o contenuto in un kennel poggiato sul sedile posteriore o inserito a terra tra i sedili.

Ovviamente questi crash test si riferiscono ad impatti frontali, mentre nel caso di forti tamponamenti il kennel potrebbe risultare insufficiente.

gabbie_sicureL’unico modo veramente sicuro per proteggere il cane è la gabbia in metallo, ancorata al pianale: soluzione piuttosto costosa e che comporta l’allestimento di una struttura fissa. Essa viene usata quasi esclusivamente da allevatori e cinofili sportivi, che trasportano regolamente un certo numero di cani: però, in teoria, sarebbe la soluzione ideale per garantire la massima sicurezza possibile  – sia in caso di impatto frontale che di tamponamento – anche per il cane singolo. La gabbia in metallo aperta sui quattro lati (quella classica che si chiude a valigetta) subisce invece danni strutturali importanti in caso di impatto e può addirittura uccidere il cane trafiggendolo con le sue punte metalliche, qualora non sia di altissima qualità.
ATTENZIONE: kennel, gabbie ecc. non devono mai essere troppo grandi rispetto al cane. Sempre in caso di impatto, più il cane è “contenuto” e meglio è, perchè la velocità con cui il suo corpo impatta contro le pareti del contenitore aumenta vistosamente qualora ci sia troppo spazio tra cane e pareti stesse. La misura ideale per un kennel o una gabbia è quella che consente al cane di starci “giusto” in piedi e di potersi girare su se stesso, ma non di “passeggiarci” dentro.

3 – Il mio cane soffre la macchina. Perché? 

Se si tratta di vero e proprio “mal d’auto”, è causato dall’effetto del movimento sul labirinto dell’ orecchio interno.
Alcuni cani, però, non hanno (o hanno “solo”) questo problema all’orecchio, bensì soffrono l’auto perché hanno paura del rumore, o perché la associano ad esperienze sgradevoli (tipico il caso dei cani che salgono in macchina solo per andare dal veterinario).

4 – Quanti sono i cani che soffrono di mal d’auto?

Parecchi. Sono state fatte stime molto diverse da diversi organismi, ma le percentuali sono sempre piuttosto alte: vanno dal 17 al 48%

soffre_auto5 – Quali sono i sintomi del mal d’auto?

Il primo è sempre la salivazione.
Seguono respirazione affannosa, deglutizione e leccamento delle labbra, tentativi di “fuga” o di nascondersi: dopodiché arriva il vomito. In alcuni casi il vomito arriva, purtroppo, molto rapidamente e quasi senza sintomi, o con sintomi impercettibili: in ogni altro caso ci si può fermare per qualche minuto, attendere la scomparsa dei sintomi e poi ripartire.

6 – Come posso rimediare al mal d’auto?

Se è vero mal d’auto, solo insistendo:  l’abitudine (acquisita gradualmente, con viaggi dapprima brevi e rettilinei, poi man mano più lunghi, inserendo le curve in modo progressivo) porta alla soluzione del problema, perché l’orecchio interno si adatta al movimento. Se invece il problema è legato ad ansie o fobie, allora bisogna procedere prima a una desensibilizzazione (ed evitare sempre di far salire il cane in macchina solo per andare in posti sgraditi!).
Per sapere come si procede alla desensibilizzazione, potete leggere questo articolo (la parte “Fobia della macchina”).
Nei casi più seri si possono usare medicinali preventivi, che si somministrano da 10 ore a 1 un’ora prima del viaggio: l’effetto in media dura circa 12 ore.

7 – Esistono rimedi naturali per evitare di somministrare medicinali al cane?

Sì, ce ne sono parecchi, anche se l’efficacia non è sempre certa. Ne cito due tra quelli che ho trovato in rete:

– mettere una goccia (UNA!) di olio essenziale di zenzero (che si compra in erboristeria) al centro di un quadrato di cotone 100%  di circa 8 x 8cm e appendere il quadrato al centro dell’auto. Si può aumentare a due gocce in caso di insuccesso, ma non oltre.

– Fiori di Bach, per chi ha fiducia in questa metodologia: fare una miscela di Impatiens e Scleranthus e metterne 4 gocce dentro al labbro: ripetere ogni 20 km circa.

auto_testafuori8 – In generale, quali sono gli accorgimenti da tenere prima e durante il viaggio, per stressare meno possibile il cane?

In linea di massima si consiglia sempre di:

– lasciarlo a digiuno per le 6-8 ore che precedono il viaggio.
– dare poca acqua sia prima della partenza che durante il percorso stesso, anche se fare bere (poco) ma spesso è fondamentale nei periodi molto caldi
– lasciare un pezzettino di finestrino aperto, per far prendere aria fresca al cane durante il viaggio. NO invece al finestrino completamente aperto o quasi (classico cane “con la testa fuori”), che è un ottimo sistema per fargli venire un’otite.
– 
evitare di frenare o accelerare troppo bruscamente quando non è necessario (per esempio, niente “brucini” al semaforo…)
–  mantenere una temperatura più costante possibile, non troppo calda né troppo fredda, all’interno d
ell’auto.
– 
durante i viaggi lunghi, fare diverse pause.

auto_aspetta9 – Come posso evitare che il cane, appena apro la portiera, si scapicolli giù dalla macchina?

Chiudendogli la porta in faccia. Letteralmente.
Bisogna cominciare ad insegnare al cane, fin da cucciolo, che non ci si fionda “a palla” giù dalla macchina, perché è pericolosissimo. Quindi gli si deve insegnare l’ordine “aspetta!” (o altra parola a scelta), aprendo uno spiraglio di portiera (o di portellone) e richiudendolo prontamente appena lui fa il gesto di buttarsi fuori. Ripetere più volte, finchè il cane capisce che deve aspettare.

10 – E’ importante anche farlo attendere prima di salire?

Sì: non solo perché è più comodo per noi gestirlo, ma soprattutto perché, così come ci sono  cani che temono la macchina o che soffrono la macchina, ce ne sono altrettanti così entusiasti da buttarsi a pesce attraverso qualsiasi portiera aperta: il che rende facilissimo rubarli…ma può causare anche furti “involontari”, perché magari il cane sale su una macchina sconosciuta senza che il guidatore se ne renda conto.
Anche in questo caso bisognerà insegnare l’ordine “aspetta”, o “resta”, cosicché il cane impari a salire solo su comando.

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l’affisso “di Ferranietta”) e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività).
E’ autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva “I fedeli amici dell’uomo” ed è stata conduttrice del programma TV “Ti presento il cane”, che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online.
Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC.
A settembre 2013, non resistendo al “richiamo della foresta” (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO).
CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.