cheesedi VALERIA ROSSI – Vi ricordate di Alice, la segugia italiana?
Avevamo raccontato in questo articolo la sua storia e parlato dei molti dubbi che affliggevano la sua umana Serena. Oggi sono arrivati gli aggiornamenti, che condividiamo più che volentieri con tutti i lettori:

Purtroppo la stagione è stata (ed è tuttora) inclemente: piove, piove, piove… e il giardino è diventato praticamente un pantano minato.
Le buche sono ancora al loro posto (e i due malfattori pelosi curano meticolosamente la loro manutenzione, arrivando in casa con sinistri nasi interrati e zampacce luride e zompando – chiaramente ed inevitabilmente – diretti sul divano che, nonostante i teli, da panna è diventato di un pregevole color muffa) e papà ha rischiato di rompersi l’osso del collo una ventina di volte tentando di tagliar l’erba.
Essendo ferma da più di un mese per un’operazione al ginocchio, papà e moroso si stanno occupando dello sgambamento dei suddetti “in argine”, scattanti come atleti al via di una 100 m lanciati appena si presenta un timido raggio di sole (diventato una rarità ormai). Tanto di cappello a loro.
Il sedicente educatore che doveva aiutarmi con Alice, invece, tanto serio non si è poi dimostrato, perché dopo avermi promesso supporto per la sua rieducazione, alla fine della fiera mi ha degnato di un’ora soltanto di lezione al campo, poi ha preso il volo verso altri lidi (che temesse l’insuccesso? e qui farei riferimento al tuo articolo sugli educatori improvvisati… al che l’educazione della principessa sta ricadendo completamente sulle mie spalle: e ben venga, cavoli, meglio soli che mal accompagnati).
Prima dell’operazione, cogliendo i rari cinque minuti di sole, ho cominciato a sperimentare l’avvicinamento spontaneo della segugia.

avvicinamento1Giulio era in casa a mendicare cibo dal nonno, io sono sgusciata in giardino con lei, armata di bocconcinitantobuoni e l’ho fatta avvicinare poco a poco, pasturandola per bene, riducendo progressivamente la distanza tra noi due, fino ad arrivare a farle prendere un bocconcino addirittura dal mio ginocchio!

avvicinamento2Pian piano, Alice si avvicinava ed emetteva segnali calmanti (si sedeva, si accucciava, si avvicinava sempre di più, la vedevo rilassata e curiosa). Anch’io lo facevo… e meno male che abito in campagna perché altrimenti i vicini mi avrebbero denunciato ed ora anziché dall’ufficio ti starei scrivendo da un istituto di igiene mentale.
Insomma, sto cercando di comportarmi il più possibile “da cane” e, diavolo, FUNZIONA!
Non cerco più di toccarla, anzi quando si avvicina spontaneamente non la tocco proprio e la annuso come fa lei, a meno che non manifesti l’intenzione di “rimanere” per prendere coccole. In quel caso, una carezzina sotto il muso e poi la lascio andare.
In fondo è un segugio, quindi tendenzialmente introversa, ed io mi so accontentare!
Non le cammino più incontro, ma le porgo il fianco e guardo altrove, e lei spesso mi segue e/o si avvicina e mi annusa (poi si allontana).
Manifesta però ancora paure infondate (tipo verso le mie stampelle) e scatta ad ogni singolo rumore… vabbè, non si può pretendere troppo.

timangioooQuando Giulio “fa il figo” e rimarca (credo) la sua posizione sociale in mia presenza – immagino io – simulando un morso alla gola, allontano Giulio con la dovuta calma ma facendo capire ad entrambi che il Boss sono io!
Cerco di pensare il più possibile ai branchi… e cerco di affermarmi poco a poco come riferimento di entrambi i cani.
E poi penso continuamente a ciò che mi hai scritto nell’articolo precedente: Alice è felice anche senza che io “mi metta in mezzo” e per ora, fin che non avrò recuperato l’uso del ginocchio ed il tempo non si metterà meglio, mi faccio bastare questo.
Appena starò bene manderò il moroso in villeggiatura con Giulio e mi occuperò di Alice, da sola.
Nel frattempo non mancano gli sketch da circo (perché una come me non poteva avere cani “normali”):

1) ululati in branco tipo “il richiamo della foresta” sotto la finestra (con sonore ghignate mie e del moroso fin che facciamo le pulizie)
2) “piove, andiamo tutti e due nella casetta di legno” (ed io che mi chiedo dove siano finiti i cani, perché è impossibile che lì dentro ce ne stia più di uno)
3) Alice che si arrampica sul muro e sbircia dentro la porta-finestra con la sua solita faccia da pagliaccia cercando di entrare (scena seguita da fragorose risate mie e di papà)

nannegiulio4) I bacini tra loro due sul letto la mattina appena svegli e prima di addormentarsi (quando li facciamo venire a letto)
5) La TOILETTE! Sembra aspetti il momento di andare a letto per lavarsi accuratamente e grattarsi le orecchione al suono di un “grunt!” per ogni grattata

sottiletta6) La “sottilettizzazione” in giardino, quando nei rari momenti di sole non vedo più la cana, la chiamo e vedo spuntare dall’erba due bottoncini vivaci con due fette di roast-beef ai lati ed il classico fumetto: “…zzo vuoi? Ero qui tranquilla che prendevo il sole!”

checaz... 7) I mugugni, sgrufugni, sospironi sul divano la sera mentre QUALCUNO cerca di guardare la TV.

Per colpa dello scellerato padre (mio) adesso è diventata pure ingorda e talvolta si presenta a tavola insieme allo sciagurato fratello (suo) per mendicare cibo… ed io che mi infervoro al grido di “eadessotoccaamecorreggereituoicomportamentidelcaz**!”

Conclusioni serie: da quando mi hai risposto dandomi consigli su come migliorare il mio rapporto con Alice, sono più fiduciosa, più rilassata. Uso le pochissime conoscenze di cinofilia in mio possesso per comportarmi il può “caninamente” possibile. E mi do tempo.

feliceeeSapere che lei comunque sta bene mi fa vedere la situazione sotto un’ottica completamente diversa e penso che da qui in avanti non potrà far altro che migliorare. In fondo è con noi da nove mesi soltanto, e se tutto andrà bene rimarrà nel nostro branco per anni a venire. Le vogliamo tutti un bene dell’anima e facciamo il tifo per lei!

Pochi commenti, stavolta, se non la considerazione che Alice (ex maltrattata, ex abbandonata) oggi è davvero una cagna fortunata. Felice e rilassata quando è da sola o con Giulio, ancora un po’ perplessa, ma sicuramente non più terrorizzata, quando si approccia alla sua umana (non ancora del tutto “sua”… ma ormai ci siamo vicini!), questa cagna ha ritrovato dignità e serenità.  Ogni tanto – magari raramente – nella vita c’è anche un po’ di giustizia, e questo, tanto per cominciare, fa bene al cuore.

coppiaUn solo mini-appunto sui momenti in cui Giulio “fa il figo”: a meno che non faccia male ad Alice (e non credo proprio), io non interverrei, neppure “con molta calma”, perché Giulio potrebbe pensare che Serena vuole farlo scavalcare gerarchicamente da Alice e la cosa potrebbe non piacergli molto.  Meglio che se la sbrighino da soli, dopodiché l’umana dovrebbe dare la sua approvazione a Giulio che ha messo in chiaro il suo rango: lui deve capire che il boss è d’accordo sul fatto che lui sia superiore ad Alice.
Il fatto che la segugetta abbia più bisogno di aiuto e sostegno non deve farci dimenticare che anche Giulio ha le sue esigenze, la sua personalità e la sua dignità.
Per il resto, i miglioramenti mi sembrano notevoli (anzi, io proverei già a sganciare il rapporto dal cibo: ogni tanto Serena potrebbe sedersi senza bocconcini e fare qualcosa di interessante, tipo scavare per terra: sarebbe interessante capire se Alice si avvicina lo stesso e se arriva a cercare il contatto) e penso che potrebbe esserci una vera escalation quando la zampa umana sarà guarita e Serena potrà dedicare del tempo soltanto a lei, interrompendo un po’ il legame con Giulio.
Quindi… non resta che aspettare la prossima puntata!

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14 Commenti

  1. Da neanche un mese sono anch’ io felice “adottante” di una bellissima segugetta da canile, come alice ex maltrattata… Mi sono imbattuta per caso su qs sito qualche giorno fa e da allora non faccio che tornarci, trovando negli articoli degli autori una miniera di consigli, spunti, considerazioni che spesso mi hanno aperto nuovi punti di vista. Per questo desidero ringraziarli tutti, specialmente Valeria e Denis. La tua storia poi Serena mi ha veramente colpito, anche noi a volte siamo letteralmente spiazzati dalle irrazionali (per noi) paure della nostra penny, ma nel complesso anche in cosi’ poco tempo abbiamo notato grandi miglioramenti, e la cosa che ci fa piu’ ben sperare e’ che lei si stia affezionando moltissimo a noi e sembra averci preso come punti di riferimento. Probabilmente per te e’ un po’ dificile competere con quel gran simpaticone che deve essere il tuo giulio, ma sono sicura che a poco a poco alice allarghera’ i suoi confini affettivi ed accogliera’ tutta la famiglia!! Noi in famiglia siamo 5, abbiamo 3 ragazzi, e per ora penny si e’ legata particolarmente a me e a mio marito, comincia ora a non aver piu’ paura del figlio piu’ piccolo, stiamo ” lavorando ” anche noi alla piena accettazione di tutta la tribu’ . Una cosa e’ certa, pero’, quanto siano dolci e simpatici i segugi, certo un po’ riservati, ma chi l’ ha detto che sia un difetto? Io me ne sto innamorando… Un abbraccio a te e ai tuoi cani, credo proprio che tu sia sulla buona strada, e i consigli di valeria ti sapranno guidare nel modo giusto!

    • Grazie mille Paola!
      In effetti i miei pelosi hanno caratteri diametralmente opposti ma io li amo in ugual maniera! Ed essendo Giulio il mio primo cane (con cui peraltro cono stata fortunatissima: meticcio, trovatello a 6 mesi di età circa, ha un carattere SPLENDIDO. Con lui il mio istinto ci ha azzeccato proprio, una volta tanto!) ho attraversato momenti “down” per la paura che Alice non avrebbe mai avuto un rapporto “sano” con noi. Invece grazie a qualche piccolo accorgimento (e qui la lode a Valeria per in suo operato “a distanza” ci sta tutta, lei con due articoli su TPIC ha fatto più che un “educatore” in 6 mesi) e a tanto impegno, senza tralasciare l’affetto che proviamo per entrambi, la stiamo “recuperando” pian pianino. Anche a me si è aperto un mondo adottando un Segugio: sono davvero dolcissimi!
      Grazie anche a Moni per l’incoraggiamento. In effetti, dopo lo “shock” iniziale, ho cominciato a vedere Alice per quello che è: una razza diversa, un carattere diverso, un cane con un passato non certo spensierato come quello di Giulio (che ok, è stato trovato vagante nella neve col fratellino in campagna nei giorni più freddi dell’anno ma sembra non aver risentito minimamente della cosa) e da li ho cominciato a vedere il suo “recupero” come una cosa fattibile.
      E anche se non faremo ulteriori passi avanti, mi accontenterò di averle donato la vita che meritava, in una casa accogliente, con un compagno di giochi simpaticissimo, amata e coccolata.

  2. dolcissima, deve essere faticoso non strapazzarla sempre di coccole, ma ci riuscirai 🙂 lo so, perchè anche le mie belvine hanno un carattere “tutto loro” . E’ proprio la sensibilità di Alice, ti aprirà un mondo nuovo, scommetto che te ne sei già accorta 🙂

  3. Serena, che bella storia! Non ho letto nei dettagli il primo articolo con i consigli di Valeria, ma ho visto che ti ha dato dei suggerimenti giustissimi. Ti suggerirei un’altra cosa (forse dico qualcosa che già sai o che è già stato scritto da altri, in tal caso scusami), ora che Alice si avvicina e prende il boccone anche dal tuo ginocchio, una volta che questo comportamento sarà radicato, prova a lavorare sull’attenzione (restando sempre ferma nella medesima posizione) portandoti il boccone sotto gli occhi, in modo che Alice ti guardi in faccia e appena lo fa lanciandoglielo poco distante (di modo che non sia obbligata a prenderlo dalle tue mani, cosa che mi pare di aver capito ancora non fa.. ma che arriverà a fare). L’attenzione, a lungo andare, ti può essere utile anche per la passeggiata al guinzaglio. E’ importante anche mantenere una posizione con schiena dritta e spalle aperte, vietato stare gobbi o addirittura piegati sul cane, specie con animali timorosi o timidi. In bocca al lupo!

    • Grazie Valentina. Purtroppo per l’operazione al ginocchio non riesco ancora a lavorare con lei, ma come suggerito da Valeria nel 1 articolo (trovi il link all’inizio di questo)lavorare in condotta al guinzaglio e sull’avvicinamento (con o senza “pastura”) aiuterà sicuramente. In questa fase, tutto fa brodo. Ho già seguito dei corsi con Giulio e so qualcosina sulla prossemica e sulla relazione, anche perchè senza false modestie, mi son tirata su un cagnino che è un bijoux! 😉 Tanta fortuna, direi, ma anche quotidiano lavoro ed impegno per ottenere il massimo dal nostro rapporto. Per cui diciamo che non parto proprio “tabula rasa” 🙂 Alice secondo me (e anche secondo Valeria) farà passi da gigante non appena sarò in grado di deambulare decentemente!
      Grazie per i tuoi consigli, comunque, sono sempre ben accetti!

  4. Mi sembra di riascoltare la storia della mia Vicky, anche lei con noi 9 mesi.
    Paura dell’uomo dovuta ai suoi ormai ex padroni teste di *****!!!
    Fondamentalmente il problema era non riuscire a comunicare in maniera efficace con lei, la frustrazione mia e penso anche sua era indescrivibile.
    Il tutto si sta risolvendo con io che cerco più possibile di comunicare da cane… di giocare da cane, di approcciarmi da cane, di coccolare da cane… E’ vero appena trovi la chiave giusta, che poi non era neanche così assurda, c’è una svolta pazzesca soprattutto nel rapporto!
    E’ bello sapere che si è nella strada giusta! Grazie per questo racconto di vita vissuta e aspetto con ansia la prossima puntata!

    Stranamente l’appunto su Giulio lo sapevo!!! Di fatti non mi intrometto se non strettamente necessario, ovvero se il mio Ikaro le fa male!

  5. Di fatto, ho ancora una buona componente “sciuramariesca”… 🙂
    Visto ke il ginocchio sta migliorando, direi che entro l’estate avrete la terza puntata della saga!
    Grazie a tutti per la vostra vicinanza, è bello potersi confrontare con chi non giudica ma vive le mie stesse emozioni 🙂

    • Bellissimo articolo!sia questo, che la prima parte. Grande, come sempre, Valeria per spiegazioni delle situazioni, e auguri a Serena per l’amore e l’impegno che sta mettendo nel lavoro con Alice. Capisco perfettamente cosa stia passando, perché anch’io mi trovo in una situazione simile. Nel novembre 2010 è entrato a far parte della nostra famiglia Aron, cucciolo tenerissimo di setter irlandese (desiderato da una vita; tutto programmato, uscivo a conoscere i genitori ancor prima della monta, andavo a trovare la madre durante la gravidanza, poi la cucciolata…). L’ho portato a casa a 80 giorni, e appunto in quel periodo inizio ad intravedere di sfuggita un’enorme cagnone scuro che si nasconde in fondo al cortile, dietro alla legna per il cammino; anzi me lo segnalano pure gli operai che lavoravano sull’impalcatura della casa di fronte-temendo per il cucciolo che andava a trovarlo. Si cibava di quello che lasciavo per i “gatti di passaggio”, pero appena vedeva qualche persona scappava a nascondersi. Tutt’oggi non so da dove sia arrivato(naturalmente senza chip), ma lui ha deciso di farsi adottare, anche se “a (ragguardevole) distanza”. E stato Aron, il cucciolo, dopo qualche settimana, sempre giocando, a far uscire Benni dal nascondiglio (so che il nome non gli si addice, ma mi serviva un nome dalla pronuncia “morbida”), e a lasciarsi vedere-almeno da me. Mi ci sono voluti sette mesi di pazienza per arrivare a toccarlo per la prima volta. Subito all’inizio gli avevo messo una cuccia li dove ho visto che gli piaceva dormire, quando venivo a riempire la sua ciotola lui si spostava di qualche metro, ma mi guardava calmo. In tutto quel tempo se ne stava sempre nella parte posteriore, aperta, del cortile, che proprio non ha cancello, poteva andarsene in ogni momento, ma ha scelto di restare; ha deciso che quello era il suo territorio che vuole difendere, difatti – uno dei suoi profondi “vof!”, specie di notte, e la vista di 60kg di cane scuro (di corporatura sembra essere cane corso puro ma la qualità del pelo e diversa) , con una testa formato vitello-e assai efficace per dissuadere eventuali malintenzionati. Ora sono due anni e mezzo che sta con noi, sono ancora tante le sue paure, non vuole entrare in casa, ne in macchina, ha ancora paura delle altre persone, specie di voci maschili profonde, di gente con le stampelle, di tutti gli utensili con manico lungo, ma stiamo facendo progressi… in mia presenza si avvicina da qualche tempo almeno a mia madre, a nessun altro per ora, mentre prima si allontanava una ventina di metri quando incontravamo qualcuno, ora cammina bene a guinzaglio, e in caso di „pericolo“(che per lui è qualsiasi altra persona) basta il „seduto“(mi si siede praticamente sul piede), e non scappa, a meno che la persona non tenti di toccarlo (ma basta vederlo-quasi nessuno ci prova). In passeggiata ci sono vari percorsi che abbiamo imparato ad evitare, uno per la presenza di un labrador che appena vede Benny lo aggredisce, un altro dove c’è un dogo argentino tenuto da un ragazzino di 18 anni-perché “fa figo” avere un cane pericoloso(e questo povero cane, sempre a catena, le poche volte che lasciato libero in giardino salta il muretto e a 14 mesi e già un pericolo vagante che attacca indistintamente cani, gatti del vicinato); e Benny con fare protettivo no si tira indietro, se non fermato se li mangerebbe entrambi, allora meglio evitare e prendere strade alternative; per fortuna abitiamo in zona residenziale con abbastanza vicino campi su cui poter correre liberamente. Il suo rapporto con Aron e poi tutto un programma, Benny difatti considera Aron un suo piccolo che lui difende da tutto. Accidenti, mi sono proprio dilungata… Un affettuoso saluto a tutti da Pola(in Istria).

      • Grazie per la tua testimonianza Gordana, come sempre quando sento storie sui cani, mi commuovo come una scolaretta. Sono davvero felice che Benny abbia trovato una persona come te, con la tua pazienza e la tua infinita passione. I nostri pelosi sono davvero fortunati.

  6. ciao Serena , complimenti per Alice , bellissima segugia ……..certamente essendo i segugi per indole diffidenti e paurosi la tua impresa è abbastanza ardua tantopiù che si tratta di una segugia precedentemente maltrattata. Resta comunque la razza di cani che preferisco e le emozioni che “rende” un segugio è difficile trovarle in altre razze.

    • In effetti tanto Giulio si fida ciecamente di noi quanto lei è riflessiva e a volte diffidente, ma con lei ogni piccolo passo avanti vale come 10 su un cane ben socializzato e con un’infanzia felice! 🙂 Infatti alice sta diventando una vera perla, ci vuole solo costanza e tanta dedizione. Anch’io adoro i cani da caccia!!! Quei nasoni e quelle orecchione mi fanno impazzire!

  7. Serena, inutile dire che la tua storia mi ha commossa, perchè mi ci sono rivista molto. Ho letto anche il precedente articolo e posso dirti che i progressi saranno lenti ma arriveranno. Io ho una segugia a pelo nero focato che come Alice aveva una difficile storia alle spalle, forse non così traumatica ma era una cagnetta timorosa e assolutamente non socializzata, la solita storia del cacciatore che se ne disfa perchè la poverina, a cui avevano sparato molto vicino, si spaventava e “spariva” anche per giorni. Io avevo già un beagle maschio e l’ho presa subito, senza esitazioni. Il lavoro con lei è stato lungo ma ci siamo armati di una gran pazienza, sotto gli occhi del maschietto che ci guardava tipo “ma chi ce l’ha mandata questa? E’ una selvaggia!”. Eppure ora sono inseparabili e lei da cagnetta totalmente ineducata è diventata una perfetta “signorina”.
    Il segugio è un cane speciale e veramente un ·francobollo, che quando supera la fase della diffidenza sembra che viva solo per sentirti respirare e ti da affetto e ancora affetto diventando quasi la tua ombra. Anche se dalla mia avevo il vantaggio che fosse ancora piccola,avendo appena un anno quando l’ho presa, sono sicura che piano piano instaurerete un meraviglioso rapporto..la strada è lunga ma ce la farete sicuramente! Ti faccio tanti auguri di cuore!

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Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.