predatore2di VALERIA ROSSI – Il titolo di questo articolo è lo stesso dell’email che mi ha scritto una lettrice, Cristina, che ha parlato di argomenti interessanti a cui, forse, spesso non si pensa. Noi tutti amiamo i nostri cani e vorremmo che potessero godere la massima libertà… però ci sono tempi e luoghi giusti e anche tempi e luoghi sbagliati.
Qualche giorno fa è nata una polemica infinita sul volantino del GACI che sembrava voler intendere che i cani non vanno mai liberati: tra i commenti all’articolo che ho scritto in merito ho visto, in alcuni casi, molto buon senso… e in altri casi mi sono venuti i brividi.
Non intendo ripetere cose già dette in quell’occasione: vorrei solo far presente, prendendo spunto dalla lettera di Cristina, che amare i nostri cani non può e non deve significare infischiarsene degli animali selvatici, che hanno pari dignità e meritano altrettanto rispetto anche se non sono membri della nostra famiglia.
In particolare vorrei riportare qui due brani dell’email. Il primo è questo:

Purtroppo è la regola andare per boschi ed imbattersi in cani liberi, distanti centinaia di metri dai loro proprietari, umani che non hanno il minimo controllo sul loro cane, figuriamoci un collegamento. E qui iniziano i problemi, perchè vuoi per istinto di caccia, vuoi per gioco, vuoi per qualsiasi motivo etologico, i cani, se gli sfreccia davanti qualcosa, lo rincorrono. Non solo i Levrieri dei Rescue, anche le pantegane della sciuraMaria avvolte nei cappottini fintochanel!!!
Ecco perchè nel Parco Nazionale del gran Paradiso non vogliono cani. Perchè, nonostante i cartelli, nonostante le minacce di sanzioni, nonostante tutto, il cane al guinzaglio quando si è immersi nella natura pare essere un abominio! Un maltrattamento insopportabile! Insomma, una tortura!
Ma sapete perchè il cane che fa fare una corsetta al capriolo, alla cerva o alla lepre è così dannoso? Il selvatico rincorso, è sottoposto ad un fortissimo stress, che si riflette in un elevato consumo energetico, in lesioni muscolari ed, in casi estremi, nella morte dell’animale stremato.
I nostri cani non hanno fame, non cacciano per alimentarsi, ma per divertimento, talvolta arrivano a mordicchiare il selvatico, altre volte lo feriscono gravemente, ma poi, finita la corsa, passata l’eccitazione, finalmente attratti dal richiamo del proprietario, vanno via e lo lasciano ad agonizzare, e magari era una madre che allattava (le conseguenze, in termini di perdite numeriche, sono facilmente valutabili).

capriolo_corsaMolti selvatici non sono buoni corridori (ad esempio il capriolo): il loro sistema cardio-circolatorio, la loro struttura corporea non sono fatti per sopportare lunghi tratti di corsa.
Il dispendio energetico, l’interruzione dei ritmi del pascolo, la perdita di parte del grasso accumulato sono tutti fattori che possono riflettersi sulla capacità di sopportazione del lungo periodo invernale. Si è valutato scientificamente che in una femmina gravida, sottoposta ad un inseguimento, magari anche a qualche morso, il livello di stress è talmente elevato da portare all’aborto spontaneo. Potrei parlare della signora disperata che perse il suo barboncino perchè inseguendo una marmotta si era infilato nella sua tana e non ne era più uscito, ma mi rendo conto che pare una barzelletta: allora riporto un caso apparso su un quotidiano nazionale qualche giorno fa. Ma per un caso che è finito sul giornale, ce ne sono centinaia, ogni anno e sulle montagne di tutta Italia, specialmente nel periodo estivo, quando la gente va in vacanza, che non vengono pubblicati perchè non fa notizia il Border Collie che rosicchia il garretto di un capriolo, o il Terrier che rincorre e uccide la lepre, oppure, più semplicemente, perchè nessuno vi ha assistito. Ma basta parlare coi residenti delle zone montane d’Italia per sapere quanto sono all’ordine del giorno certi comportamenti e le loro conseguenze…

predatore1A tutto questo spesso non si pensa quando liberiamo i nostri cani per dar loro “un po’ di libertà” e “renderli felici”: certo, la loro natura è quella del cacciatore e non c’è dubbio che a loro piaccia moltissimo scorrazzare per i boschi… ma le conseguenze per la fauna selvatica possono essere davvero serie e chi ama tutti gli animali dovrebbe meditarci sopra.
L’altro spunto fornito da Cristina è il seguente:

Io il sacchettino ce l’ho sempre, ma nel bosco la lascio lì, tanto è tutta roba naturale!
E invece no! Perchè le feci dei cani possono essere veicolo di parassitosi anche molto pericolose.
Coi nostri cani, al primo colpo di tosse ci precipitiamo dal veterinario, antibiotici, antielmittici, vitamine… gli animali selvatici no, non ricevono cure, non hanno a disposizione medicine o vaccini. Se entrano in contatto con le feci infette dei nostri amati, si ammalano e possono anche morire! Sarebbe bene che la gente riflettesse a queste cose quando va per boschi…

Non posso che concordare ed invitare i nostri lettori a raccogliere anche quando si va per prati e boschi: per lo meno, l’invito è rivolto a chi magari su FB lancia strali contro chi mangia carne o contro chi fa un uso “eccessivo” del guinzaglio, proclamandosi animalista convinto e fautore della libertà, oltre che paladino dei diritti di tutti gli animali… e poi non rispetta quelli dei selvatici, liberando i cani in zone ad alto rischio.
E’ vero che la natura è crudele, è vero che è “normale” che un predatore predi: ma è normale quando si tratta di animali che lo fanno per sopravvivere. I nostri cani non hanno più alcun bisogno di predare nessuno: trovano la pappa pronta in ciotola due volte al giorno, e il loro istinto “selvaggio” lo si può soddisfare semplicemente con una pallina. Non serve mettere a rischio l’incolumità, o addirittura la vita, di altri animali che hanno già una vita abbastanza dura e difficile, senza doverci mettere anche la preoccupazione di salvarsi da Fufi e Briciola.

predatore3Quelli di Cristina mi sono sembrati spunti di riflessione importanti e per questo mi è sembrato giusto condividerli con voi: vorrei però aggiungere anche un “rovescio della medaglia”, ovvero ricordare che gli animali selvatici possono trasmettere ai nostri cani pericolose malattie.
E’ praticamente scomparsa in Italia la rabbia – ma purtroppo non è detto che la cosa sia definitiva – portata prevalentemente dalle volpi, ma anche da altri animali (chi ha letto o visto il film di Cujo sa che il San Bernardo l’aveva presa da un pipistrello: purtroppo la storia è inventata, ma veritiera); non è invece scomparsa, purtroppo, la pseudorabbia, o Morbo di Aujeszky, che viene trasmesse dai suini e quindi anche dai cinghiali, e che può essere trasmessa con l’ingestione di carne o visceri crudi (e trovare una carcassa di cinghiale nel bosco, purtroppo, è tutt’altro che raro). La pseudorabbia, a differenza della rabbia, non si trasmette all’uomo, ma causa una fine atroce nel cane, con prurito insopportabile al muso e agli arti (fino a provocare automutilazione), successive  convulsioni e infine morte.
Mangiare carne o visceri di erbivori come i caprioli, invece, può causare la trasmissione del Mycobatterium bovis che porta la tubercolosi; infine, i volatili selvatici possono trasmettere i coccidi, parassiti fastidosi e debilitanti per i nostri cani.
Insomma, ci sono diverse buone ragioni per fare molta attenzione a liberare i cani nei boschi!

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104 Commenti

  1. Tutto giusto, per carità, però le indicazioni in questo sito sono di comprare il cane di razza dell’allevatore serio, evitare le aree cani (in prevalenza l’opinione è quella ), adesso per colpa di qualcuno nessuno può liberarli nei boschi anche perché le cacche dei nostri controllatissimi possono infettare i selvatici. Di portarli a fare sport lì si che li si libera, lo si vede dalle foto quanto tempo stanno liberi, comunque c’è chi non ha i mezzi ne campi sportivi vicini.. Si insiste anche giustamente sul fatto che tutti i cani devono uscire e fare lunghe passeggiate e anche sane corse.. Via, diciamo che i compitini li avete fatti, adesso tutti a razzolare.. giù dal canale sguinzagliati 🙂

    • Come al solito, dai tuoi commenti emergono poche idee ma confuse. Che c’entra l’allevatore serio col guinzaglio nel bosco?
      Sui campi… boh, dipende dal campo, presumo. Sul mio i cani stanno moltissimo liberi (come fai a giudicare da delle FOTO, lo sai solo tu). Giusto il fatto che non tutti ne abbiano uno sotto casa… ma il cane è un impegno. Non abbiamo neppure tutti sotto casa la piscina o la pista da pattinaggio, però i figli ce li portiamo. Quindi basta muovere i ciapet e il problema si risolve (ora mi dirai che non tutti hanno la macchina… ma a chi non può muoversi, non ha mezzi, non ha voglia, non ha tempo… non l’ha neppure prescritto il medico di prendersi un cane!)
      Quella sull’allevatrice stronza non l’ho capita proprio.

      • Riguardo all’allevatrice hai scritto un articolo due annetti fa, si è rifiutata di darglielo perché secondo lei un cane così non le era adatto, gran commenti di scandalizzati ma ditemi come fa uno in carrozzina a far sfogare col guinzaglio un JR. L’allevatore serio qui c’entra sempre 🙂

          • Simpatica risposta, se è così allora pensa a quanto può limitarlo un paraplegico che rispetta le regole, qui si dice che si deve usare il guinzaglio, qui ci si scandalizza se un allevatrice non se la sente di venderglielo

          • E che ci sarebbe di male? Fermo restando che in condizione adatta lei ci giochi (il tiramolla si fa pure da seduti, come lanciar palline, come mille altre cose) dove sta il problema?

          • per me nessun problema figuriamoci, però quando il marito lavora chi lo porta fuori? col guinzaglio? ti assicuro che farsi un giro di un isolato in carrozzina .. non è una passeggiata

          • Premesso che non conosco la persona, ma ho un amico, paraplegico (volo in motorino a 14 anni….) che ha una stupenda PT che porta fuori in carrozzina o in bicicletta (leggi handbike) senza alcun problema….
            Va anche in moto ed è molto più “abile” di quanto lo sia io….

          • Aspetta che è giovane, ci si usura in fretta. Si fa, lo faccio ma a 42 anni passati per più di metà seduto son pieno di dolorini e ora penso a preservarmi. E comunque sono rari anche solo quelli che non si fanno mai spingere, e ancora più rari quelli che in carrozzina ci fanno svariati chilometri al giorno. Io poi non ne ho mai visti con anche un cane al guinzaglio

          • Letto, è per così dire una persona speciale, rara. Prendi a caso una signora invalida non va da sola neanche a prendersi un caffè al bar più vicino con strada in discesa, è la dura verità

          • L’amico è caduto a 14 anni… mio coetaneo, ora ne ha più di 50…
            E avendo lavorato per anni nel mondo dell’handicap ne conosco assai di persone “diversamente abili” abilissime a destreggiarsi in carrozzina con cani al seguito.
            Cani, tra l’altro, addestrati nel migliore dei modi…

          • Dai non ci credo, cioè portare fuori un cane attivo, tutti i giorni in quelle condizioni.. Lo fai se hai un bel fisico e sei testardo, ma per qualche anno. A meno che non si parli di carrozzine elettriche. Per dirti, a Montecatone (saprai cos’è) la metà delle persone si faceva spingere anche per andare in bagno. Tutti i medici mi dicono che sto durando anche troppo, e comunque se a volte è una seccatura per tutti portarlo fuori, pensa così, e che giro gli fai fare? 100 metri son buoni tutti.

  2. Per non parlare di quelli che si avvicinano a zone di pascolo e poi rimangono scandalizzati dai cani dei pastori dicendo che sono aggressivi perché svolgono il loro lavoro o che fanno bagnare il cane negli abbeveratoi. Poi c’è sempre il rischio di trovare una vipera come è successo ai miei amici con la maltese….per fortuna avevano dietro il cortisone e sono arrivati appena in tempo dal vet….

  3. Confermo, andiamo spesso in montagna e ci dispiace sempre vedere i cani liberi che vanno nella zona delle tane delle marmotte rovinandole, scavando e spaventando gli animali. E’ sempre questione di buon senso, la scelta del posto adatto e la conoscenza del proprio cane, richiamo, ecc.

    • ma se lo vedete voi, il cane libero che scava, immagino lo vedranno anche i proprietari? e perchè non li fermano? (anche andando a recuperare il cane sul luogo del delitto per mettergli il guinzaglio e spostarsi per poi liberarlo in una zona più lontana dalle marmotte)…mi rendo conto che dire loro qualcosa è difficile (tanti ti mandano a quel paese), ma provare a parlare con loro? se invece sono cani lasciati a loro stessi usciamo dal “cane libero nei boschi con padrone responsabile e SEMPRE presente”…se ci vanno da soli a importunare le marmotte meglio cambiare proprietari ai cani….

    • Per dirla alla Totò…. mamifacciailpiacere…..
      Ma qualcuno conosce le marmotte??? Si conosce il ruolo della “sentinella”???
      Chi parla tanto di cani che ravanano nelle loro tane si è mai fermato a vedere come si muovono le marmotte, come sono posizionate, come funzionano gli “allarmi”???
      Suvvia, madre natura ha dotato tutte le specie di buone doti di difesa, e le marmotte non ne fanno certo difetto, e solo un cane sordo perderebbe il suo tempo scavando in una tana, rimediandone sonori graffi, piuttosto che schizzare, appena sente il fischio, verso quella fonte….!

      • Più che tutto, le marmotte sono ENORMI, un cane sano di mente che non sia un cane da caccia al cinghiale non me lo vedo a infilarsi in un buco ripieno di quei bestioloni… mi sa che si fa confusione con le talpe.

      • Si ovviamente le marmotte non stan li a farsi prendere, l’unica che ho visto da moooolto vicino è perchè la tonta è uscita dalla tana e io ci stavo seduto sopra e chissà per quale congiuntura astrale di vento e luce non mi ha notato, in ogni caso preferisco mille volte che il cane parta dietro un camoscio o uno stambecco che non prenderà mai piuttosto che si metta a litigare con una marmotta.

  4. L’estate scorsa in Toscana stavo facendo una passeggiata con il mio cane (libero). Un capriolo è uscito dal bosco e ci è sfrecciato davanti a tre metri di distanza. Il mio cane l’ha guardato, ha guardato me, ha fatto spallucce e ha ripreso a farsi i fatti suoi.
    Il mio cane è sano (le feci di un cane sano possono dare problemi? in tal caso comincerò a raccoglierle), non si allontana mai da me, ha un ottimo richiamo e non fila di striscio persone e altri animali.
    Direi che merita la sua libertà.

    (Mi vanto tanto di lui ma io con il suo addestramento c’entro ben poco, era praticamente già così quando l’ho preso al canile)

  5. Vorrei aggiungere che può succedere che i cani liberi in montagna arrechino danno agli animali di alpeggio. O ricevano danni seri dai cani dei malgari. Ho visto con i miei occhi sia un cocker molto malconciato da un cane da pastore, che un vitello finito giù da un dirupo a causa di un allegro improvvisato cane pastore che lo ha “fatto correre” dalla parte sbagliata. (poi ci ha pensato il pastore a restituire la cortesia a cane e padrone) Nei parchi nazionali non ci puoi neppure entrare con i cani, ma anche fuori dai parchi, all’inizio di tutti i sentieri c’e’ il cartello “cani al guinzaglio” che non viene rispettato mai . Capisco sia una pena tenersi il cane legato però…. se quello corre a mille e fa casino, dovrebbe essere sentito come un dovere… Dopotutto la montagna è più di chi ci vive che di chi ci fa le gitarelle, cani compresi.
    Come mountanbiker aggiungo che i cani da pastore sono una bella rogna anche per i bikers… ma, ribadisco, la montagna è più loro che nostra.

    • io lo capisco, però un cane educato NON va a disturbare gli animali (selvatici o altrui) perchè, anche ne avesse l’intenzione, il proprietario responsabile lo ferma prima. non lo si ottiene dalla sera alla mattina (infatti il cane liberato deve essere educato e avereun rapporto solido e sano col suo umano)…ci sono riuscita io al primo cane (preso da cucciolo, posto giusto, momento giusto), ma ho fatto le cose bene e per gradi (se così non fosse, non lo mollerei nemmeno all’area cani). Per esempio ho camminato vicino all’argine di un fiume- sterpaglia. cane sciolto, che appena si è avvicinato all’argine (per arrivare all’acqua bisogna scendere di qualche metro – c’è un dislivello) eper aver sentito qualche uccello da lì sotto si è fermato con un “No” (detto quasi cantando, con allegria). Capisco tutto, ma forse qui si parla di cani mal gestiti (ve lo assicuro, non sono un’esperta, ma ho fermamente VOLUTO il cane che ho oggi….ok, le basi di partenza erano ottime, ma io credo che siamo legatissime, io e lei (ho scritto cane al maschile, anche se è una femmina. mi pareva brutto definirla cagna…terrribile!).
      Certo, come dici tu, nel caso di danni o simili, che i cani rimangano al guinzaglio (e succedesse a me qualcosa di simile mi arrabbierei tantissimo..).
      Se l’istinto predatorio di un cane è a tal livello allora sarebbe un incubo portarlo al guinzaglio in città…(tra gatti, merli, piccioni, bambini che corrono al parco…)

      • Me lo dici quando hai a mano un pointer (o altre tipologie di cani, prendi setter e compagnia bella) che l’hai educato a non dar dietro al selvatico….
        Piuttosto gli metti il guinzaglio, ma nel bosco col pointer al guinzaglio fidati che ti passa la voglia dopo 2 minuti.
        In città è un’altra cosa, qualche merlo te lo punta, ma di certo nn da dietro ai bambini… piuttosto lo vedrai scappare dai bambini che gli corrono dietro 😛
        Piu difficile ancora è che corra dietro ad una mucca, ma sicuro fermo non sta 🙂

        • non lo metto in dubbio: io posso parlare solo per il mio cane e di tanti altri che conosco. so di altri proprietari ancora che non mollano mai il cane da nessuna parte, perchè son sicuri che scappa subito e torna indietro a suo piacimento. Però appunto dipende: se non si fanno delle distinzioni allora si dà per certo che a) tutti i cani nel bosco appena ne hanno l’occasione partono all’inseguimento di animali selvatici fino allo stremo delle forze. b) nessuno lo fa e si può girare per boschi in libertà (addirittura senza il proprietario presente).Ognuno conosce il proprio cane e sa cosa fare e quando. Ma allora, cosa distingue uno che parte dall’altro che ascolta il comando o ignora in linea di massima le altre bestiole boschive? l’educazione? la razza? il rapporto col proprietario? un istinto “alla caccia” più sviluppato di altri? il soggetto zuccone per natura? la storia del cane? Non saprei dire!

          • Il mio commento non era per contraddirti, era solo per precisare che un cane da caccia nel selvatico caccia indipendente dall’educazione che ha ricevuto, perchè è stato creato per quello. Io non ho molta esperienza, ma da quello che ho visto, c’è cane e cane: non puoi pretendere da un cane da caccia che ti trotti al piede in mezzo al selvatico, cosa che puoi invece pretendere da un pastore tedesco, per esempio. Un cane da caccia ubbidiente è un cane che torna al richiamo (piu o meno prontamente se è su una pista) ma che ti girerà per forza largo e col muso a terra. E già per ottenere un minimo “controllo” del cane lì, nel bosco (se non sei un cacciatore, ed io non lo sono) devi avere un ottimo collegamento col cane durante tutto il resto. Perchè è evidente che se tu non guidi la caccia, la guida il cane…

            Non posso dire che il mio cane sia disubbidiente se lì nel selvatico fa quello per cui è stata creata. Quello che posso fare è cercare di guidarla nella sua attività, ed anticiparla se arriviamo in punti “delicati” (strade, galline, ecc).

            Era giusto per dire che c’è cane e cane… sarebbe un po’ come cercare di insegnare ad un maremmano a non fare la guardia. Piuttosto gli insegni come vuoi che la faccia e con chi, ma inibirgliela completamente…

          • ma figurati, non ci sarebbe stato nessun problema comunque, se fossi stata contraddetta (anche perchè non sono una fonte autorevole…na’ Sciuramaria!) Anzi, meglio, se qualcuno ha altre esperienze o conoscenze si può capire meglio anche il proprio, di cane! 🙂 ecco, anche secondo me anticipare il cane è importante!

  6. Quindi a questo punto sono molto più fortunati i cani che stanno in
    città….almeno loro hanno il parchetto!!!

    No perchè qui si è arrivati ai punti che manco nel bosco posso far una
    passeggita con il mio cane????

    QUindi l’unico modo di far correre il cane è portarlo ad un campo…e
    spendere 40€ l’ora quando va bene?…quasi mi conviene comprargli un
    tapiroulant….

    Per quanto riguarda i caprioli, a meno che non sia un cucciolo….trovatemi
    il cane che è in grado di tener testa ad un capriolo….no vi prego…l’avete
    mai visto un capriolo correre/saltare?? fra 3 salti e ha fatto 15m…il cane in
    quel lasso di tempo sta ancora pensando da che parte passare.

    Vi siete mai chiesti perchè i lupi cacciano in branco? no è perchè poi vanno
    a festeggiare a vino e focaccia….ma perchè da soli (ripeto a meno di
    cuccioli) non ce la farebbero mai….

    Sul discorso delle tane di marmotta non discuto….ma quello non è questione
    di cane libero o meno….basta starci un pò attenti no?

    Su fatto delle cacche: vi chiedo solo un favore, quando andrete dal pastore
    a dirgli che deve raccogliere le cacche del loro cane…vi prego chiamatemi che
    voglio assistere alla scena…

    • Mi sono informato, un tapiroulant serio che non si spacchi se va piano costa un casino, se no lo avrei preso per il mio, così non rischia più di andare a prendere cani sfuggiti che stanno andando in strada. Detta questa non commento più, se no Valeria per la seconda volta mi offende poi mi banna poi mi critica in pubblico senza che abbia possibilità di replicare.. Smetto anche perché me lo sento anche io che sono in vena di polemiche 🙂

      • Ti ho bannato solo quando tu hai cominciato ad offendere (tutti, non soltanto me). Per il resto, come vedi, la possibilità di replica ce l’hai sempre. Non è colpa mia se spesso replichi ad capocchiam.

          • Offeso nel senso che si è leso il tuo ego smisurato…? Forse.
            Da parte tua però le offese e gli insulti sono stati sparsi abbastanza abbondantemente…
            Giampi, un consiglio da una che ha qualche anno sulle spalle: prova a porti con un pochino di alterigia in meno e probabilmente ciò che dici sarà accolto molto più favorevolmente.
            Credimi… non siamo tutti così invidiosi di te e del tuo super-cane da volerti boicottare a tutti i costi. Complimenti a te per il lavoro fatto , ma questo non significa che siamo tutti deficienti ed incompetenti, magari abbiamo solo meno tempo da dedicargli…magari…

          • Non è mica solo bravo perché va a riprendere i cani sfuggiti eh, è molto di più grazie a me, comunque grazie 😉

    • Non ci sono soltanto i centri cinofili… il mondo è pieno di prati non abitati da selvatici (perlomeno, non da specie a rischio) nei quali un cane con un richiamo decente può correre finché gli pare. Non esasperiamo le situazioni, per favore… i boschi non sono il miglior posto per portare un cane libero, per i motivi esposti dalla nostra lettrice e per altri (come la possibilità che il cane si faccia male), ma un cane sano, educato, con un buon richiamo può farsi la sua “scampagnata” anche lì senza causare danni. Purtroppo la verità è che i cani davvero educati sono rari… e forse è per questo che l’ingresso gli è proprio vietato in moltissimi parchi e boschi 🙁

      • beh dietro casa mia ci sono lepri fagiani e volpi…sufficienti per far sparire il cane uguale…anche nel parco urbano…cui sono.per quanto ne so cinghiali e caprioli non sono poi così in estinzione, li abbattono per esubero…
        ci manca poi che io con uno zaino da 30 kg in spalla, mi porti dietro per 10 km un sacchettino con dentro la merda dei cani mentre devo schifare delle boazze grandi così e mentre i cani si mangiano la merda di cavallo suvvia… si passa sempre da un estremo all’altro!

    • Concordo con te, forse chi parla non ha mai visto un cane correre dietro un ungulato…
      Quanto alle tane delle marmotte giusto un jack russel può entrarci… ma anche qui quando il cane è arrivato alla tana la marmotta è già entrata e uscita dall’altra parte…
      Molto più vero quanto dice sotto Valeria: si possono far male, e anche tanto, e farselo in posti che non potremmo raggiungere se non mettendo in serio rischio anche la nostra incolumità.
      Da ultimo, ripeto, vado in montagna da parecchio, e in più zone, ma non è che veda poi tutti questi cani liberi.
      Certo, ci sono sentieri strapieni, ma lì gli animali se ne stanno ben alla larga per i fatti loro… e nei sentieri più defilati ne ho incontrati sempre molto pochi…

  7. I boschi (certi) sono gli unici posti dove posso togliere il guinzaglio al truzzotamarro.. in area cani non ci vado neanche più, tanto fa due pipì, una cacca e poi passa il tempo a pattugliare il perimetro (vicino a casa ho un area cani suddivisa in 3 ampi recinti, nelle aree cani “comuni e promiscue” non lo porto perchè è un attaccabrighe..) e a mandare via qualsiasi essere vivente che si avvicini alla recinzione…(e ha attaccato la malattia anche alla lupa, quindi anzichè svagarsi si caricano…)
    La prima volta che in tutta “incoscienza” l’ho liberato nel bosco era con noi da 20 giorni (preso in canile), ha sentito il capriolo ed è partito verso l’interno del bosco, lasciando noi sul sentiero un pò sconcertati… chiama e richiama dopo 2-3 minuti è tornato. Da allora non lascia più il sentiero, neanche se lo sproni, se nel bosco ci siamo anche noi ci sta, ma tende sempre a tornare al sentiero. Io credo (credo) che quella volta ci abbia persi di vista per un attimo e si sia spaventato trovandosi solo, in un posto sconosciuto, in una fase della sua vita di totale trasformazione (da quasi selvatico a cane di casa). Tornato indietro ci ha visti su quella striscia bianca (è proprio un gran bel sentierone in un gran bel bosco) e penso che lo abbia visto come “luogo sicuro”, da cui ora non si allontana mai volentieri.
    Quando è libero non si allontana mai per più di 4-5 metri e si volta spesso a controllare che siamo ancora lì, il sentiero presenta parecchie curve cieche e a volte prima di imboccarne una, se non vede dall’altra parte si ferma e ci guarda, allora gli do il fermo lo raggiungo e lo precedo, quando vedo che non sta arrivando nessuno lo chiamo, lo premio e gli do il “libero !”; a volte invece vedo che drizza le orecchie, allora lo si ferma, lo si raggiunge e gli si mette il guinzaglio -più il premietto – perchè sicuramente sta arrivando qualcuno (e vedo che anche gli altri col cane, quando ci vedono fanno la stessa cosa, strano a dirsi, ma il problema del cane libero io ce l’ho in città…)
    E faccio outing… No, la cacca non la raccolgo… lascio che si mischi a quella dei cavalli dei maneggi limitrofi e della forestale… Oltretutto ho il cane “green” e non inquina il bosco con le sue deiezioni, lui deposita ai margini del sentiero, in mezzo agli arbusti…. con grande maestria e sfoggiando doti di equilibrismo davvero notevoli…

  8. Anche per me è tutto giusto, per carità, ma oltre alla medaglia ed al suo rovescio, c’è anche il “ripieno” ed il “porta medaglia”….
    Cosa intendo??
    Presto detto. Vado molto spesso per monti e boschi, e spesso con il cane libero. Cane che parte lancia in resta appena sente il fischio di una marmotta o qualche ungulato gli passa davanti. Ma, a parte un paio di pecore non ha fatto altri danni…
    Però….
    1-Già però un paio di volte siamo stati fermati da “abitanti del luogo” che ci informavano che il mio cane aveva morso un povero capriolo, e l’aveva lasciato lì… e lui aveva dovuto ucciderlo… Però, era anche stato così gentile da farlo sparire, e non avrebbe neanche avvisato la Forestale, tutto per farci un favore…. Peccato che il mio cane fosse da tutt’altra parte, su un altro costone della montagna, assolutamente sempre sotto la nostra vista…
    2- La volta che è entrato in un ovile, ed è stato preso dal pastore e spedito dritto all’ASL, è stato “accusato” di aver ferito una pecora che, essendo gravida, avrebbe abortito.
    Io ritiro il cane dal vet ASL, mi faccio dare il cell del pastore e cerco subito di contattarlo. MA, abitando lui in zona in cui non c’è molto segnale non riesco.
    Mi richiama lui dopo più di una settimana accusandomi di non essermi fatta sentire e di volere i soldi della pecora.
    Io non obietto, gli chiedo solo di risentirci il giorno dopo in modo di poter sapere dall’assicurazione cosa lui dovesse produrre come documentazione.
    Apriti cielo. Altri insulti a gratis e mi dice che lui ha una pecora ferita e vuole solo i soldi…
    L’assicurazione ha tentato invano di contattarlo per un anno…. e non ha mai pagato nulla…
    3- Ogni tanto mi sono fatta la domanda, come il Giovane Holden, su “… dove andassero le marmotte in inverno…”, ma anche tanti ungulati…
    Nel freezer di alcuni ristoranti e rifugi. Ora, gli ungulati possono anche essere allevati all’uopo e/o cacciati regolarmente, ma le marmotte???
    Il “porta medaglie”: Certo, in montagna ci sono tanti cani liberi, ma, almeno in Lombardia, da un annetto ci sono TANTISSIME moto e motoslitte libere dato che l’illuminata giunta lombarda ha, di fatto, liberato i monti da tale divieto… ma non che prima ci fosse così tanto controllo….
    E il nostro governo ha visto bene di declassare il Parco dello Stelvio in modo da poter allargare in più possibile le maglie dei divieti di ogni tipo…
    Ora, mi spiace, ma per fare i danni che fanno 10 moto su flora e fauna, quanti cani ci vogliono???

    Per concludere, ripeto, concordo su quanto detto da Cristina, e in alcuni zone (= parchi o determinati periodi dell’anno) il cane lo tengo legato… e non voglio usare la legge del taglione, ovvero gli altri fanno danni quindi io lascio il cane libero, solo che a volte i ragionamenti sono un po’ più complessi….

  9. io parto dal presupposto che il cane “libero” non significa che possa fare tutto quello che vuole, andare dove lo porta il naso, infastidire/inseguire tutto quello che incontra… porto il cane nel bosco libero ma è sempre e comunque sotto il mio controllo: non si allontana più di 5/6 mt da noi, se vedo dei segnali di attivazione (orecchie, coda…) lo anticipo e lo richiamo, non mangia cose trovate in giro, se incrociamo qualcuno lo lego o lo tengo al piede (quando mi viene detto che non ci sono problemi), se mi imbatto in animali al pascolo lo lego per evitare che incotri il cane del pastore.. insomma, per certi versi è molto più impegnativo portarlo senza guinzaglio!!! non capisco perché in Italia si usi sempre più spesso la politica del divieto invece che sensibilizzare le persone alla formazione (patentitno obbligatorio per i possessori di cani), all’educazione (a cominiciare da quella dei proprietari/conduttori) e al rispetto reciproco e dei reciproci spazi…
    ah e per la storia della cacca: ma la signora Cristina quando va nel bosco e le scappa raccoglie anche la sua?? 😉 no perché personalmente credo ci siano molte più possibilità che la cacca del mio cane sia più sana della mia, visto che periodicamente va dal veterinario, fa le sue visite di controllo, le sue vaccinazioni… cosa che io non faccio nennemo un anno si e uno no, figuriamoci tutti gli anni!!!!!

  10. io parto dal presupposto che il cane “libero” non significa che possa fare tutto quello che vuole, andare dove lo porta il naso, infastidire/inseguire tutto quello che incontra… porto il cane nel bosco libero ma è sempre e comunque sotto il mio controllo: non si allontana più di 5/6 mt da noi, se vedo dei segnali di attivazione (orecchie, coda…) lo anticipo e lo richiamo, non mangia cose trovate in giro, se incrociamo qualcuno lo lego o lo tengo al piede (quando mi viene detto che non ci sono problemi), se mi imbatto in animali al pascolo lo lego per evitare che incotri il cane del pastore.. insomma, per certi versi è molto più impegnativo portarlo senza guinzaglio!!! non capisco perché in Italia si usi sempre più spesso la politica del divieto invece che sensibilizzare le persone alla formazione (patentitno obbligatorio per i possessori di cani), all’educazione (a cominiciare da quella dei proprietari/conduttori) e al rispetto reciproco e dei reciproci spazi…
    ah e per la storia della cacca: ma la signora Cristina quando va nel bosco e le scappa raccoglie anche la sua?? 😉 no perché personalmente credo ci siano molte più possibilità che la cacca del mio cane sia più sana della mia, visto che periodicamente va dal veterinario, fa le sue visite di controllo, le sue vaccinazioni… cosa che io non faccio nennemo un anno si e uno no, figuriamoci tutti gli anni!!!!!

    • Miki sottoscrivono TUTTO!
      Io nei boschi ci vado solo col cane e solo per il gusto di liberarla. MA se si avvicina un ciclista/podista, se ci avviciniamo al pascolo, arrivano altri cani (spesso altrettanto liberi) la richiamo e se necessario la LEGO il tempo di allontanarci dal problema, perché i ciclisti e i corridori vengono sistematicamente inseguiti per una decina di metri (il 90% la stuzzica schioccando le labbra, e allora tutto sto fastidio non c’è), se dobbiamo attraversare un’area di pascolo, è la cagna ad aver paura dei mastodontici bovini, che di solito se la stanno prendendo comoda ruminando al sole e nessuno, io per prima, vuole disturbare quei Buddha corno-muniti, se si incontrano altri cani può scatenarsi il folle gioco della rincorsa alla “liberi e felici” che li ripigli solo quando sono prossimi al cardiopalma. Di solito basta un FERMA seguito da una ventina di punti esclamativi, è pur sempre geneticamente bulldog 🙂
      Il selvatico l’ho incontrato solo una volta all’Alpe di Siusi, una cerva ha tagliato di netto il nostro sentiero, un ventesimo di secondo netto prima di sparire nel bosco nuovamente, la bulletta partita alla rincorsa si blocca all’improvviso perché ho gridato il più feroce dei No!!!
      Tutto questo per dire che ciò che consiglia Cristina è giusto, ma se noi quando liberiamo il canei stiamo attenti a ciò che succede intorno a noi, invece di dire ” vai e arrangiati, bestia!”, magari riusciamo a goderci un momento unico col nostro amico, e fargli vivere un’esperienza appagante. È ultra-necessario un buon controllo sul cane soprattutto per la SUA incolumità.
      Per quanto riguarda raccogliere le feci, penso sia esagerato imputare ai cani stra vaccinati a tutto l’impossibile la diffusione di malattie tra il selvatico, visto che sono gli stessi cervi volpi scoiattoli a portare le malattie talvolta trasmissibili a noi e ai cani attraverso parassiti ecc.

  11. Cito dal vero standard del beagle:
    “Così vediamo Beagle che passano tutta la loro vita al guinzaglio perché i loro umani hanno paura di scioglierli: ed io, a questo punto, scioglierei gli umani. Nell’acido, però.”
    “Perché mi dite che senso ha comprarsi un cane da caccia, selezionato come tale, classificato come tale, conosciuto in tutto il mondo come tale, e poi tenerlo chiuso in casa e concedergli giusto l’uscita-pisciatina tre volte al giorno, rigorosamente legato, “perché altrimenti scappa”? Il Beagle non scappa affatto: lui va a caccia. E’ nato per questo ed è questo che ama fare più di ogni altra cosa al mondo.”

    Ecco, io (che non sono un cacciatore) con il mio beagle mi sono regolato così, oltre a portarlo in un campo per l’addestramento. E nei boschi in cui facciamo le nostre passeggiate i caprioli e i cinghiali devono vedersela prima di tutto con i cacciatori; il mio cane penso sia l’ultimo loro problema.

  12. Mi rimangono alcuni dubbi, pur condividendo l’assunto di fondo, ovvero responsabilità nella gestione del cane anche fra i boschi.
    Primo dubbio, a parte le riserve naturali ed i parchi nazionali comunque le zone ove la caccia è espressamente vietata, il cane con umano al seguito armato di doppietta SI ed il cane con padrone disarmato NO ?
    Lo scopo del cane da caccia ( usato dall’umano cacciatore) è appunto quello di aiutare l’uomo ad ammazzare il selvatico , o farlo lui stesso per alcune razze, nel caso della passeggiata silvestre con quattro sampe al seguito l’uccisione del selvatico sarebbe invece un accidente fortuto, sciagurato e del tutto involontario ( oltre che mi pare estremamente improbabile).
    Secondo dubbio ma un cane cittadino, o comunque “di casa” panzuto e frescone è tale temibile predatore da catturare un selvatico ed il selvatico medesimo è tanto inerme da soccombere a fuffi, strapparsi, morire di crepacuore per la paura difronte a cicciobello da divano ?
    Allora con i lupi come fa ?
    Ora saranno pochi ma i caprioli dei tempi antichi come facevano, considerando che il lupo caccia in branco che è fisicamente almeno il doppio performante come predatore rispetto al più allenato cane domestico è fin da cucciolo si è addestrato alla caccia del capriolo suddetto ?
    Non è (ultima domanda) che si sta facendo un filino di allarmismo.

    • Nelle riserve naturali possono entrare i cani da lavoro (che sia caccia o pastore) con i dovuti permessi. È proprio per colpa di chi non ha il controllo del proprio cane che non si possono godere le bellezze di molti parchi italiani insieme ai propri quattro zampe. Ho un mix di cani da pastore e ti posso assicurare che se si mettesse proprio d’impegno il capriolo te lo prende in un attimo. Poi magari dorme una settimana…ma il danno lo fa. Proprio perché il cane è pasciuto non ha problemi perché non deve razionare le energie correndo inutilmente dietro ad un animale veloce.

      • E come hanno fatto i caprioli a non estinguersi se si fanno prendere in un attimo da un (sottolineo UN) cane mix di cani da pastore, e quei fresconi dei lupi si sono dovuti addirittura organizzare in branchi ?
        Son dubbi evolutivi eh….
        Se saranno devoluti i caprioli se vede.

      • Scusa la diffidenza….ma vorrei proprio vederlo il cane che riesce a prendere un daino adulto…specialmente se questo scappa in salita…. per il cane le speranze sono meno di 0….

        forse…ma dico forse forse forse…potrebbe riuscirci un simil border collie con un pò di fortuna ….ma anche se ci riuscisse…il palco di un daino adulto lo lancerebbe a 20m in un colpo solo….

        vorrei far notare che l’articolo linkato dei due cani che torturano il cervo….guarda caso i cani erano 2….

        • Il capriolo che ci è sfrecciato accanto (ma accanto accanto… non più di 1.5 metri..) quest’estate, non lo avrebbero preso neanche se fossero stati in moto !!!!
          Voglio dar loro il beneficio dell’effetto sorpresa (ci è sbucato da dietro un nocciolo selvatico) e l’aggravante di essere stati al guinzaglio… ma io ho visto solo il maschio fare un balzo ed una roba fulva sfrecciarmi davanti, ho girato la testa e vedevo già solo più il codino e il posteriore…laggiù…

      • Il mio cane con un buon predatorio e un ottimo allenamento (dai 2 ai 6 anni andava in montagna in media 2 gg a settimana, in ogni stagione, sempre libero) è SEMPRE stato preso il naso da TUTTI gli ungulati.
        Gli unici 2 camosci che ha preso erano già belli che squartati e frolliti…. nonchè un po’ gelati…
        E’ riuscito solo a prendere una pecora, a parte quella nell’ovile, ma questo perchè le pecore NON sono capaci di scappare, fanno solo casino correndo senza senso….
        Ora, tra gli anni, siamo a 9, e qualche acciacco ci prova ancora ma solo per gioco, mollando la corsa quasi subito….
        Concordo con Alessandro… sorry!

    • A margine dei tuo discorso vorrei sottolineare l’ovvietà che l’ULTIMO posto in cui liberare un cane è un bosco con cacciatori gironzolanti. Anzi, direi che è l’ultimo posto proprio in cui circolare anche senza cane!!

  13. Forse si hanno in mente delle definizioni di “bosco” differenti. Secondo me, i proprietari di cani (educati e via dicendo) che liberano frequentemente il cane nel bosco intendano quello che intendo io, ovvero: controllo le previsioni atmosferische del weekend (o giorno libero dal lavoro), decido (da sola o con amici/parenti) di passare una mezza giornata in montagna, carico trasportino con cane in auto, parto e raggiungo zone TURISTICHE (io son fortunata, perchè risiedo in una regione montuosa). Parcheggio, lego il cane, esco dall’auto e raggiungo l’inizio di un SENTIERO o prato o campo aperto, che porterà ad una meta precisa (santuario, malga – con bar e trattoria inclusi, con tanto di cartelli con indicazione e tempo dipercorrenza. mi guardo intorno, controllo che non ci siano veicoli (biciclette, per esempio), cani sciolti o persone infastidite. Se la situazione me lo consente sciolgo il cane e iniziamo a camminare. Ora ditemelo subito se sto dicendo fesserie: io non credo che ungulati e simili si avvicinino troppo a luoghi spesso frequentati da bipedi (con rumori, schiamazzi – umani – rumore delle racchette da trekking, lo “zuuuuuum fioooooo” di chi si allena con la bici da corsa e via così, bimbi che giocano a rincorrersi o a palla, gente che fa picnic e simili). Se per bosco si intende allontanarsi volutamente nella vegetazione armati di macete, tagliare rami alla ricerca di nidi e tane, costringere il cane a seguirci, rubare i piccoli di capriolo..allora preferisco i cacciatori.
    Non si parla necessariamente di altissima montagna (voglio vedere un cane rincorrere uno stambecco su pareti – diciamo- “rocciose…”).
    Quel che dico è che, per dire no sempre ai cani per boschi, presuppone cani che partono alla rincorsa ogni tre per due, proprietari che non riescono a richiamarli indietro mai, cervi e simili che sbucano in zone frequentate dall’uomo tutti i giorni tutto il giorno. Non credo che tutti gli erbivori del bosco si facciano vedere con tutta questa facilità. L’unica volta che ho visto due caprioli nelle vicinanze (intendo almeno 500 m di ditanza) li ho individuati per caso, erano immobili e si mimetizzavano. Mi sono “avvicinata” facendo un giro larghissimo per non spaventarli, ma appena ho girato l’occhio erano già stati risucchiati dalla vegetazione. Non so, ci vuole criterio in tutte le cose.
    Per le cacche: io la raccolgo sempre perchè mi immedesimo nel mio cane: bravissimo in tutto (momenti no esclusi e tranne qualche eccezione), ma che si trasforma nel mostro “Mangiacacche” spesso e volentieri. se la avessi sverminata per ipotesi ieri e oggi mi mangia la cacca altrui (come faccio a sapere se il cane che l’ha deposta è “sano” oppure no?)..cosa devo fare? andare dal veterinario, pagare visita e analisi del campioncino di merda ed eventuale vermifugo?). Da qualche giorno non mangia cacche altrui, ma non potrei giurare sull’assenza di vermi (controllerò il prima possibile dal veterinario).
    Un cane educato senza guinzaglio che risponde (non in città o simili, quello mai per favore!) a no, fermo, vieni, lascia è molto meno pericoloso di altri, tenuti al guinzaglio senza controllo. per prati un giorno una signora è stata trascinata a terra letteralmente dal Boxer che aveva al guinzaglio…bravo bello e cucciolone ma comunque di una certa dimensione. se il mio cane abituato a fermarsi durante un principio di inseguimento si ferma e un altro, al guinzaglio per boschi, che scappa strattonando il guinzaglio e ovviamente non risponde ai comandi perchè non ne ha mai sentito uno in vita sua…da fuori scelgo il mio!
    Non sto contestando i problemi sulla fauna selvatica, ma non sempre c’è un’equazione: ungulato nelle vicinanze che ti sfreccia sotto al naso a tot km orari e cane libero=inseguimento a tutto spiano..dipende! se ragioniamo così allora i gatti non dovrebbero circolare nei PROPRI giardini altrimenti si rischiano stragi di nidiacei (sempre sulle piante del proprio giardino), non si mangiano le mucche però il cane mangia carne, non si educa il cane perchè tanto se resta sempre legato che problema c’è? facciamo che si trova la via di mezzo e si evitano certe zone e momenti dell’anno più a rischio…se un animale domestico spaventa uno selvatico non va bene….ma se un lupo sbrana un animale domestico allora lo impalliniamo? allora eliminiamo le prove su tana per i bassotti ad esempio (voglio dire: o si accetta di vivere in un mondo così, con compromessi e contraddizioni, oppure sarà impossibile salvare tutto e tutti. e se mi scappa il cane di casa per negligenza e va per boschi a cacciare? non è peggio così?
    ad esempio su google immagini si trovano un sacco di percorsi in montagna, in zone abitate….(piste da sci, alberghi e così via). qui dubito che caprioli e affini vivano comunque una vita nel terrore…il mio cane adora usare il naso e seguire la traccia, ma ho un “controllo” su quel che fa. Vi dirò è molto più attenta a cosa dico quando è slegata.

    • Io per “andare nel bosco col cane libero (o meglio, in montagna)” intendo qualcosa del genere (foto da Google). Forse sbaglio io, ma tenere il cane legato (se libero è sotto controllo) in posti così mi sembra una cattiveria (perchè non si può riuscire a rispettare fauna e flora con una condotta responsabile?). così si salvano cavoli e capr..ioli…

          • Bingo! 🙂 Monti Lessini e Finonchio (per i Monti non ti so dire da che parte siamo (più verso vicino a “cosa” – foto a caso da Google), ma sono loro! Bello andare lì col cane – libero….(dai scherzo per sdrammatizzare…). davvero, seriamente: io non ce la farò mai a legarlo in posti così!

  14. Qui a Genova come “bosco” si intende, ahime’, il percorso ginnico sulla collina del Righi; cartacce, bottiglie di plastica, roba peggiore che non vado a descrivere…e i cinghiali mi sa che se li sono mangiati tutti. Al limite possiamo passeggiare nei boschetti sopra Torriglia, in autunno (il chihua mi si iberna, più in la’), ma Sif ci resta ad un tre metri, e ogni tanto si gira a vedere se ci siamo. Mi fanno paura i cani degli altri, e se al Righi bene o male ci conosciamo tutti, per il “bosco vero” non si sa mai chi ci puoi incontrare…in fondo, il “bosco vero” può essere l’unica via di sfogo per un cane che in città magari è aggressivo. Non so come reagirebbe il canetopo alla vista di un selvatico(…conoscendolo, se la marmotta è femmina magari ci prova pure con lei)…

  15. Oddio… Leggendo mi sono sentito abbastanza un irresponsabile! Ho un epagneul breton di quasi 6 mesi, ma torna al richiamo e se si allontana più di 20/30 m si ferma a vedere dove sono, quindi non mi sono mai fatto troppi problemi (se poi vede il selvatico si ferma e punta non lo rincorre)

    • Per quanto mi riguarda continua così senza problemi,
      un consiglio: fai attenzione perchè tra un paio di mesi potrebbe non tornare così velocemente come adesso perchè aumenterà il suo desideriodi caccia e la sua sicurezza anche senza la tua presenza. 😉

      • a questo ci ho pensato anch’io, ma proprio per quello cerco di abituarlo bene ora che è cucciolo! Grazie del consiglio comunque!

  16. Noi viviamo a Trieste. Carso e quindi bosco, a bizzeffe. Il mio piccolo leviero italiano gira sempre libero (salvo se si incontra qualcuno che non gradisce o ha paura) e di solito in zone molto battute da cani. Al richiamo è perfetto, non si allontana mai ma soprattutto, ha l’istinto predatorio di un pandoro, ed è questo che mi fa stare tranquilla. La riprova l’ho avuta in novembre, quando di prima mattina ci troviamo a passeggiare e incocciamo a 30 metri di distanza un cerbiattino vicino al sentiero. Gli effluvi dell’appetitosa colazione selvatica sono arrivati alle narici del mio nanerottolo, lo sguardo attento del cerbiatto si è fissato negli occhi del cane a diguno ben dalla sera prima e…..dopo 30 secondi di attento esame il mio coinquilino peloso si gira e mi guarda con l’espressione “beh, andiamo a casa che ho fame o stiamo qua a pettinare le bambole?!?”, dopo di che prosegue per la sua strada senza filarsi il cerbiatto di striscio. Il cerbiattino di rimando lo guarda e si allontana camminando con fare annoiato.
    Cerbiatti, cinghiali e altri animaletti li intravvediamo spesso in lontananza ma il mio topolo manco se ne accorge… fortuna che a casa ha una ciotola sempre piena!

  17. Sarei per il cane più legato che libero, ma ieri in metropolitana a Milano ne ho vista una che mi ha lasciato a bocca aperta! Ora di semi-punta. Banchina fermata Duomo. In attesa ragazzotto con al lato LI-BE-RO. ovviamente senza museruola nè collare nè niente mini-volpinoide vecchiotto vestito con maglietta del milan.
    Tranquillo. Seduto. Manco appiccicato al padrone che smanettava al cellu. Arriva metro, esce gente sale cane, sale padrone. Padrone si sistema all’impiedi e continua a smanettare il cellu, cane nei pressi in luogo adatto. Seduto, bello sereno. Distratto. Padrone trova posto a sedere, cane non si muove. Padrone smanetta. Avvicinamento a stazione di arrivo, si alza PRIMA il cagnolino, poi con comodo il padrone. Scendono. Ancora mi chiedo se il cane viaggiasse da solo….
    Tutta una serie di cose che assolutamente non si fanno, ma erano un vero spettacolo, lo ammetto!!!
    Un cane così nel bosco ce lo vedo benissimo.

  18. A questo punto proibiamo l’accesso a boschi e prati anche agli esseri
    umani, visto che coi loro modi chiassosi potrebbero infastidire il
    selvatico! Non so se per una marmotta sia maggiore il trauma di un naso
    di cane che si avvicina alla tana o quello provocato da un omaccione con
    gigantesca macchina fotografica che si appropinqua per fotografarla.E
    già che ci siamo, diamo la multa al pastore che non raccoglie gli
    escrementi delle sue mucche, visto che potrebbero essere veicolo di
    parassiti e malattie!
    Tolti i luoghi protetti – come Parchi Naturali,

    zone di ripopolamento, etc. – non vedo perchè impedire a un cane

    ben educato di scorazzare libero col suo padrone. Come si è sempre
    fatto, del resto. Guinzaglio a portata di mano per ogni evenienza, buon
    richiamo, ottimo collegamento, un pò di buon senso e….godetevi il
    vostro cane! Perché mi pare che anziché progredire, con le nostre
    nevrosi ci stiamo creando un mondo invivibile.

    • D’accordissimo su tutta la linea! Ci vuole buon senso e occorre tenere gli occhi puntati sul cane quando è slegato, invece che sul cellulare 😉

  19. Ho sempre vissuto a contatto con la natura e con me pure i miei cani vorrei fare alcune precisazioni sul gran paradiso avendoci vissuto per oltre 15 anni cominciamo con il precisare che fino al paese di ceresole reale lato piemontese gli animali domestici possono andare in giro senza la costrizione del guinzaglio se si supera questo ultimo centro abitato e si va su verso il colle del nivule allora i cani non possono scendere neppure dalla macchina questo è giusto vista la presenza di innumerevoli tane di marmotte. quindi credo sia importante anche per il benessere dei nostri amici pelosi poter correre su di un prato su per una montagna. poi è ridicolo dire che il cane si allontana di centinaia di metri dal padrone be non posso crederci esclusivamente perchè il cane in un ambiente nuovo evita di allontanarsi dal proprio padrone, non dimentichiamoci che il cane è per prima cosa un animale da branco, e per seconda cosa essendo fuori dal suo territorio è molto timoroso, altro parlare lo posso fare per chi come me li porta quasi sempre negli stessi boschi avendo la possibilità di viverci noi li siamo a casa nostra, non c’è quei fastidiosi domenichini che lasciano le loro città per venire a rompere le b…….. con i loro cani che non hanno mai visto un albero o un riccio o il selvatico. So cosa posso trovare nei miei boschi e so come posso tenere sotto controllo i miei famelici predatori che al massimo corrono dietro a qualche mucca tranne fuggire quando scoprono che era un vitellino e che ora c’è una mamma incaz….. video a vostra disposizione se volete. Chiedo insomma giudizio vogliamo evitare ai margari di pascolare il loro bestiame, vogliamo evitare di possedere cani per farsi aiutare, chi ha scritto questo messaggio la reputo una domenichina venite a vivere nei boschi in montagna lontano dalle vostre comodità in un ambiente duro, e voglio vedere se ragionate come sopra detto. Io non prendo spunto da articoli da giornale ma dal mio vissuto vediamo quale delle due cose corrisponde al vivere la montagna in pace con i nostri pelosi? scusate il mio modesto sfogo.

    • Vivendo anch’io nei boschi e frequentadoli quasi quotidianamente con il cane….non posso fare altre che quotare ogni singola parola!

  20. Scusate se scrivo di nuovo (l’argomento mi sta a cuore tantissimo – inteso come felicità e necessità di svago del mo cane, ma anche di tutti gli altri – rispettando razza (o incrocio), attitudine, età e via dicendo). Ho letto l’articolo di giornale sul “Cervo torturato…” solo ora e noto che si parla di cani lasciati vagare da soli. la mia domanda NON è per contestare o polemizzare, ma per capire (me ne intendo poco di cani – sebbene quel che che so mi permette di “vivere” serenamente con il mio, di cane, ma ovviamente rimane un’esperienza unica e sola, essendo tra l’altro la prima. figuriamoci se posso parlare nello specifico di fauna selvatica e relazione preda-predatore (selvatico o domestico che sia). è normale (inteso come possibile per via della natura canina et cetera) che un cane “socializzato, equilibrato, educato, regolarmente alimentato e gestito” arrivi a tanto, da solo? una simile “violenza” è nella norma? comunque sia, già il fatto che i cani “colpevoli” fossero in giro da soli la dice lunga….metto in dubbio tutto il lavoro precedente del proprietario….anche se la risposta è sì anche per un cane equilibrato, di sicuro non è normale che il cane vaghi in solitudine. nell’articolo si dice che sono molto più pericolosi i cani incustoditi dei lupi (ma quanti cani incustoditi hanno “beccato” a vagare per boschi contro cervi e simili? non dovrebbe succedere mai, altrimenti diventano numeri preoccupanti….e qui torniamo indietro ancora nel ragionamento: educare e uscire di casa INSIEME al proprio cane (certo che per i cani “normali” sembra non esserci proprio più spazio….nei parchi no perchè ci sono i bambini e i cani cagano e i bambini si spaventano, sui treni dipende altrimenti chissà cosa può succedere, nelle aree cani no perchè gente che non conosce il proprio cane innesca risse perchè il suo cane è già aggressivo prima di portarcelo, nei campi no perchè ci sono cani liberi senza controllo, in città e nei luoghi pubblici (al guinzaglio) no perchè sbucano cani non equilibrati ovunque e la povera cinofoba di turno trema alla sola vista di un barboncino sdentato, per boschi no perchè ci sono padroni irresponsabili che li smollano e poi succede il peggio agli animali selvatici….). io non mi lascio scoraggiare! avanti tutta!
    Se un giorno dovessero “sanzionarmi” per via del cane libero pagherò la somma dovuta (giustamente, perchè non avrei ragione, se in un certo luogo è vietato) senza lamentarmi…infatti controllo sempre di avere dietro i documenti…Lo so, la legge è legge, ma a volte cadiamo nell’assurdo (io mi fido del mio cane, però…).

    • p.s. io a quegli occhioni che sembrano dire:”Andiamo a sniffare e a correre insieme nel verde? per favore…” non posso rispondere:”No, sai, altrimenti ci multano anche se non disturbiamo nessuno, non mi perdi di vista, saltelli tra l’erba, torni di corsa ogni tanto senza richiamo come per dirmi graziegraziegrazie mi piace tantissimo, mi ascolti, ti fermi all’occorrenza, non sei un cane mordace, adori le persone e i bambini e non hai mai ringhiato a nessuno e soprattutto mi fai piangere di felicità perchè con te la mia vita è molto meglio di prima…”…è sbagliato, lo so, NON ho ragione io, ma non ci riesco…

    • Mi sono fatta anche io le stesse domande…
      In genere, andando in montagna ho notato alcune cose:
      – i cani delle persone abituate ad andare in montagna regolarmente si comportano un po’ come i cani al campo: attenti al padrone, attendono che questo si prepara (mette gli scarponi, giacca e altro, infila lo zaino, chiude la macchina…..) con tanta (im)pazienza perchè per lui è come dire “lavoriamo”. Per carità, perlustrano, vanno un po’ in giro, ma con 4 occhi al padrone….
      – a gita iniziata, se abituati a stare ed essere “indipendenti” vanno…. e se sentono odori, sentono fischi o vedono animali muoversi… ecco che partono. E qui non c’entra nulla la socializzazione, l’umano, l’equilibrio: esce tutto il loro istinto. Non ti rimane altro che chiamarlo, con calma, e aspettare che torni. Un cane da solo difficilmente arriva ad attaccare un ungulato adulto: l’altro riesce a scappare.
      – i cani di chi frequenta la montagna per hobby e passione diventano come i cani di agility: stanno facendo un’attività con il loro umano e sono più propensi a stare con lui che ad andare a farsi SOLO i fatti propri…
      – nell’articolo si parla di 2 cani, due cani che hanno fatto branco… magari di uno stesso proprietario, ma insomma sempre 2…
      – per i monti mi è capitato qualche volta di incontrare cani vaganti da soli…. che mi seguivano per un bel pezzo sul sentiero, o magari anche per tutta una gita… e guarda caso erano sempre i cani del rifugio X, della malga Y….
      – le modalità di “tenere” un cane per chi abita in città sono MOLTO diverse da quelle di chi abita in montagna: un cane è un cane mi è stato detto più volte, e il cane equilibrato è quello che riesce a camminare in cresta senza cadere di sotto… (cit. un montanaro bergamasco…)!

      • penso anche io che sia così…ma chissà allora cosa potrebbe “combinare” un “cane montano” rispetto ad uno cittadino..voglio dire, di fatto è lasciato allo sbaraglio e chissà cosa “ritiene” di dover fare (intendo dire: nessuno magari gli ha spiegato cosa temere e cosa no, quindi una reazione agli stimoli di un cane abituato sia all’ambiente cittadino che boschivo forse è diversa…nessuno gli porrà dei limiti. Per quel che ne sappiamo (esclusi i cani da gregge et cetera, qui credo sia diverso) potrebbero essere anche stati “istigati” alla predazione (nel senso di incitati e quindi è diventato normale e gratificante…)…son tutte ipotesi, chiaramente. il montanaro bergamasco che hai conosciuto secondo me è pericolosissimo: è l’equivalente boschivo e armato della Sciuramaria cittadina (solo che la Sciuramaria cittadina fa danni solo al proprio cane – e basta e avanza, per quello).
        Per avere un’idea della reale pericolosità dei cani per boschi vs cervi e affini si dovrebbe capire la dinamica e conoscere i cani che hanno attaccato così questi animali del bosco (quando, come, con che posture e perchè…)- Io vorrei avere dei numeri statistici in mano (non perchè non creda alla storia. tanto meno non metto in discussione la professionalità di chi ha tentato di salvare i cervi dell’articolo (da stimare e basta)..anche un solo animale morto inutilmente (potendolo tra l’altro evitare) conta (anzi, contava..). altrimenti è l’equivalente del Rottweiler di turno che ha azzannato il bambino di casa…

  21. Frequento da 30 anni i boschi del varesotto, da cinque in compagnia della mia boxer. Sarò io eccessivamente prudente ma mai e poi mai mi sono sognato di liberarla. Per come la vedo io sono troppi i rischi per lei, che comunque è un “cane di città” anche se frequenta questi boschi (tra l’altro sempre gli stessi) molto spesso e da molto tempo. E solitamente gli altri cani che incrociamo sui sentieri sono sempre legati. Sul tema di raccogliere gli escrementi anche nei boschi devo essere onesto e dire che non l’ho mai fatto, non ci avevo mai pensato e non ero a conoscenza dei problemi che potesse creare. D’ora in poi lo farò.

  22. La cosa del richiamo è più che vera, anche perchè un cane che non torna per un selvatico, non torna manco per una torma di ciclisti o per la gente a cavallo, e lì i pericoli si moltiplicano, oltre alle eventuali spese di assicurazione e/o veterinarie. Ma sinceramente, vale la pena di lavorare tanto sul richiamo per poter lasciare liberi i cani, che non saranno mai così felici come quando possono scorrazzare tra gli alberi…

    • Io ammetto di non avere un gran richiamo…. Vale lo stesso il pacchetto di würstel ? Anzi, sono ancora più subdola: prima di sganciare il moschettone lo pasturo un pochino… Sgancio, lascio che faccia due passi e lo chiamo, bocconcino, due passi, richiamo bocconcino…. Non sarà una gran tecnica, ma fino adesso ha funzionato…. 🙂

  23. Ho cercato di rimettere in discussione le mie convinzioni, ma ciononostante non riesco proprio a capire quali danni un cane senza guinzaglio in un bosco possa arrecare (ovvio deve essere educato e tenuto sotto sorveglianza) ,anzi è il cane che corre i maggiori pericoli (ad esempio vipere), però non si può farli vivere in una campana di vetro.E poi il mio, anche se è un barbone piccolo, è troppo felice quando è libero nei boschi ( anche se non si allontana mai più di tanto), è proprio “entusiasta”

  24. Non so, in quattordici anni di vita il mio cane, abituato da sempre a camminare con noi in montagna, non ha mai inseguito una singola marmotta, nemmeno se queste le passavano via a pochi metri di distanza. A dire il vero mentre si camminava si era abituata a non uscire nemmeno dal sentiero, a meno di non ricevere il permesso, e a rimanere sempre e comunque a pochi metri da noi (del resto non era tranquilla, se uno si allontanava o restava indietro e lei non ci aveva tutti sott’occhio…). Sfilava anche tra il bestiame senza degnarlo di un’occhiata, a meno che non si trattasse di asini, dei quali era terrorizzata per via di un incidente con un’asina che l’aveva attaccata (mentre era al guinzaglio,tra l’altro, cosa per nulla piacevole…)

    Però effettivamente mi capita spesso di trovare cani (chiaramente NON di alpeggio) che vagano felici e svagati per prati e boschi senza alcun umano in vista…

  25. Come al solito si passa da un estremo all’altro. Il problema non sono i cani, ma il mancato controllo da parte dei proprietari. Un cane a cui viene insegnato a rimanere a vista e a rispondere al richiamo non crea nessun problema. La mia se vede un selvatico lo ignora o al massimo scatta per 30 m e poi torna indietro e i caprioli non sono poi così impressionabili. Ne ho tre che pascolano abitualmente nel mio orto e devo uscire sbracciandomi e urlando per farli andare via trotterellando con l’aria da “va bene, me ne vado!”. Ne ho visto uno caricare e inseguire il mio gatto.

  26. ho riletto il commento+grafico venti volte….l’ho capita solo ora (che ridere, mi sto spanzando…meno male che non sono stata operata di appendicite di recente, altrimenti mi partirebbero i punti!)

  27. Sono assolutamente d’accordo con tutti quelli che hanno commentato dicendo che il “loro” cane risponde perfettamente al richiamo quindi sono esentati dal doverlo tenere al guinzaglio, tantopiù che povero cane non vede l’ora di farsi una sgroppata. Ed è la stessa ragione che mi dico io quando vado ai 220 in autostrada visto che io so guidare molto bene, e che il mio mercedes se non va un po’ veloce ogni tanto ne risente.

    Però, sia ben chiaro, chi non sa guidare molto bene, o ha una macchina un po’ più proletaria tenga bene i limiti! Come tutte le cose, ci va solo un po’ di buonsenso 😉

    • Se anziché in Italia, fossimo in Germania il tuo ragionamento filerebbe liscio come l’olio e sarebbe impossibile coglierne l’ironia 😉 Ebbene sì, è solo questione di buon senso, che pur vero, talvolta manca del tutto e ci fa vivere prigionieri della nostra ottusità


      • no, vedi… il buonsenso, in Italia, è quella cosa che permette a tutti di vivere ignorando le regole, pretendendo che gli altri invece le seguano pedissequamente. Ognuno di noi ha una scusa per ignorare un regola, e ci si offende e infervora pure se gli altri pretendono invece che la si segua, ma a nostra volta vogliamo che gli altri facciano ciò che si preveed che si faccia, perchè se non si conosce chi si ha di fronte l’adeguarsi a norme comuni è la cosa più normale del mondo, ed è per questo semplice motivo che esistono delle regole.

        Se io sto camminando in un bosco e mi viene incontro un cane libero che non conosco, come faccio io a sapere se è buono, è cattivo, è educato, ineducato, mordace, rabbioso, selvatico, scappato, teletrasportato dagli alieni? Perchè mi devi mettere nella condizione di dovermi preoccupare perchè tu hai la pretesa che ti si legga in fronte “che tanto mio cane”? Il bosco è tuo quanto mio, per cui tieni il cane al guinzaglio perchè si!

        • Una signora, in vacanza al lago, esce una mattina con la barca del marito su cui c’era tutta l’attrezzatura per la pesca. Arrivata al largo cala l’ancora e si mette a leggere un libro.
          Ad un certo punto arriva la barca del “guarda lago” e, avvicinandosi, annuncia alla signora che c’è il divieto di pesca, e quindi la deve multare.
          La signora fa timidamente notare che lei sta solo leggendo e non sa pescare…. l’omino le risponde, un po’ seccato, che avendo con lei l’occorrente non è detto che non lo potesse fare…
          La signora a questo punto, con assoluta tranquillità, gli chiede nome e numero di matricola, quindi lo informa che al ritorno a terra lo denuncerà per tentato stupro.
          L’omino a questo punto protesta, dicendo che lui non l’ha nemmeno toccata….
          La signora, sorridendo, risponde “si, vero, però ha tutto l’occorrente….!”.
          😉

        • Dipende. “il bosco è tuo quanto mio” è una frase discutibile considerando che molto spesso si tratta di proprietà private. Sono proprietaria di alcuni appezzamenti boschivi e sento questa frase fin troppo spesso. Dal turista che ci lascia l’immondizia al furbone vicino di casa che mi ruba il legname (come faccio a sapere chi è? Alla vecchia maniera, un bel petardo dentro a un ceppo), a quello che mi attraversa il prato il giorno prima dello sfalcio (quando ero bambina, calpestare i prati da maggio a settembre erano calci in culo assicurati). Hai proprio ragione, ognuno segue le regole che gli fanno comodo.

          • beh se è tuo non c’è molto da dire. casa mia regole mie. su terreno pubblico norme precauzionali che tengono conto dei casi peggiori più frequenti.

        • Dipende. “il bosco è tuo quanto mio” è una frase discutibile considerando che molto spesso si tratta di proprietà private. Sono proprietaria di alcuni appezzamenti boschivi e sento questa frase fin troppo spesso. Dal turista che ci lascia l’immondizia al furbone vicino di casa che mi ruba il legname (come faccio a sapere chi è? Alla vecchia maniera, un bel petardo dentro a un ceppo), a quello che mi attraversa il prato il giorno prima dello sfalcio (quando ero bambina, calpestare i prati da maggio a settembre erano calci in culo assicurati). Hai proprio ragione, ognuno segue le regole che gli fanno comodo.

  28. Piccola parentesi, se il cane è di un cacciatore, ma diciamo anche di uno che va a tartufi per non scandalizzare nessuno… Ecco il cane di uno con il permesso per andare a tartufi può girare libero nel bosco… mio marito ha il permesso per andare a tartufi, io ho un setter, che certo dietro al selvatico non è proprio impassibile… Legalmente parlando, il mio setter potrebbe stare libero (premesso che sa anche cercare tartufi).

    Per tutto il resto direi “da un estremo all’altro”. Anch’io potrei causare danni ambientali facendo pipì nel bosco ma non giro con una bottiglia. Un cane che prende un capriolo? Buona fortuna (setter compresi che tra l’altro sono da piuma…)! Se vogliamo essere animalisti e ambientalisti al 100% dovremmo solo essere tutti morti.

  29. Ecco, sinceramente al pericolo della
    cacca lasciata nel bosco non ci avevo mai pensato. Ho sempre ritenuto
    che un cane vaccinato e controllato non potesse portare malattie!

    Rispetto l’obbligo di “cani al
    guinzaglio” e dove questo obbligo non c’è, si, li ho sempre
    lasciati liberi ma hanno un buon richiamo.

    E poi per quel che mi riguarda
    “libertà” non vuol dire mi faccio un fracco di fattacci miei,
    sono si liberi di fermarsi ad annusare, correre da un membro
    all’altro del gruppo umano e altro ma non devono mai e poi mai uscire
    dal mio campo visivo.

    Sarò anche
    apprensiva ma so che finchè li vedo riesco a capire cosa pensano e
    “prevenire” altrimenti …………. Boh!

    Ecco, però, mi da
    molto fastidio, essendo escursionista accanita (anche perchè sempre
    con cane al seguito) dove c’è il divieto assoluto di portare cani.
    Che faccio? Lo devo lasciare in macchina?

    No! Non se ne parla
    neanche piuttosto rinuncio. Però non è giusto. E’ vero che molti se
    ne fregano delle leggi ed in questo caso anche del bene del proprio
    cane e degli altri animali ma, santo cielo, i controlli ci sono! Se
    mi vedete con il cane libero tagliatemi le mani altrimenti non
    rompete!

  30. E quindi? Dove li liberiamo sti cani? No perchè: in città ci sono le strade, nei parchi ci sono i bambini, in campagna ci sono i fagiani, nei boschi i caprioli e su marte i marziani… Io ho un cane da caccia (che non caccia di ”professione”) presa al canile, ed ovviamente se può da dietro ai pennuti.
    Tanto che ha piu volte trovato uccellini feriti (non da lei) che il sottoscritto ha portato alla lipu e che altrimenti sarebbero finiti nelle panze di predatori o spazzini che passavano di lì.

    Le aree di sgambatura, quando ci sono, sono piccole, sovraffollate e il mio cane dopo 3 minuti si è già annoiato (se non è nel frattempo stato molestato da altri cani).
    Inoltre inorridisco al pensiero di tenere un cane solo per passeggiate e qlc ora in un recinto, magari correndo dietro ad una pallina fino a farlo diventare “pallinomane” cronico.

    L’articolo mi sembra spiegare molto bene i motivi, ma colgo una certa perplessità anche da parte dell’autore (forse mi sbaglio, ma mi pare così). D’altronde nn si può sempre dire tutto e il contrario di tutto… bisogna anche prendere posizione a volte. Se fossimo veramente preoccupati della fauna dovremmo prendere provvedimenti per quanto riguarda la deforestazione (e la riduzione in generale degli habitat della fauna locale), degli pseudo-eco-turisti che quando se ne vanno pare siano passate le legioni di Attila, di coloro che scaricano pattume di ogni tipo nel primo fosso che trovano e di molte altre cose, prima di preoccuparci di un cane che rincorre uno scoiattolo (e che nel 99% dei casi non riesce a prendere). Anche perchè non vedo spesso “mandrie” di cani nei boschi (mandrie di cacciatori, fungaroli e naturalisti della domenica in compenso sì).

    Penso che l’articolo fosse un “monito” per informare dei rischi (anche per il cane), altrimenti mi sarebbe piaciuto trovare un’alternativa: “non liberateli nei boschi, ma liberateli… (dove?)”.

  31. E quindi? Dove li liberiamo sti cani? No perchè: in città ci sono le strade, nei parchi ci sono i bambini, in campagna ci sono i fagiani, nei boschi i caprioli e su marte i marziani… Io ho un cane da caccia (che non caccia di ”professione”) presa al canile, ed ovviamente se può da dietro ai pennuti.
    Tanto che ha piu volte trovato uccellini feriti (non da lei) che il sottoscritto ha portato alla lipu e che altrimenti sarebbero finiti nelle panze di predatori o spazzini che passavano di lì.

    Le aree di sgambatura, quando ci sono, sono piccole, sovraffollate e il mio cane dopo 3 minuti si è già annoiato (se non è nel frattempo stato molestato da altri cani).
    Inoltre inorridisco al pensiero di tenere un cane solo per passeggiate e qlc ora in un recinto, magari correndo dietro ad una pallina fino a farlo diventare “pallinomane” cronico.

    L’articolo mi sembra spiegare molto bene i motivi, ma colgo una certa perplessità anche da parte dell’autore (forse mi sbaglio, ma mi pare così). D’altronde nn si può sempre dire tutto e il contrario di tutto… bisogna anche prendere posizione a volte. Se fossimo veramente preoccupati della fauna dovremmo prendere provvedimenti per quanto riguarda la deforestazione (e la riduzione in generale degli habitat della fauna locale), degli pseudo-eco-turisti che quando se ne vanno pare siano passate le legioni di Attila, di coloro che scaricano pattume di ogni tipo nel primo fosso che trovano e di molte altre cose, prima di preoccuparci di un cane che rincorre uno scoiattolo (e che nel 99% dei casi non riesce a prendere). Anche perchè non vedo spesso “mandrie” di cani nei boschi (mandrie di cacciatori, fungaroli e naturalisti della domenica in compenso sì).

    Penso che l’articolo fosse un “monito” per informare dei rischi (anche per il cane), altrimenti mi sarebbe piaciuto trovare un’alternativa: “non liberateli nei boschi, ma liberateli… (dove?)”.

  32. E quindi? Dove li liberiamo sti cani? No perchè: in città ci sono le strade, nei parchi ci sono i bambini, in campagna ci sono i fagiani, nei boschi i caprioli e su marte i marziani… Io ho un cane da caccia (che non caccia di ”professione”) presa al canile, ed ovviamente se può da dietro ai pennuti.
    Tanto che ha piu volte trovato uccellini feriti (non da lei) che il sottoscritto ha portato alla lipu e che altrimenti sarebbero finiti nelle panze di predatori o spazzini che passavano di lì.

    Le aree di sgambatura, quando ci sono, sono piccole, sovraffollate e il mio cane dopo 3 minuti si è già annoiato (se non è nel frattempo stato molestato da altri cani).
    Inoltre inorridisco al pensiero di tenere un cane solo per passeggiate e qlc ora in un recinto, magari correndo dietro ad una pallina fino a farlo diventare “pallinomane” cronico.

    L’articolo mi sembra spiegare molto bene i motivi, ma colgo una certa perplessità anche da parte dell’autore (forse mi sbaglio, ma mi pare così). D’altronde nn si può sempre dire tutto e il contrario di tutto… bisogna anche prendere posizione a volte. Se fossimo veramente preoccupati della fauna dovremmo prendere provvedimenti per quanto riguarda la deforestazione (e la riduzione in generale degli habitat della fauna locale), degli pseudo-eco-turisti che quando se ne vanno pare siano passate le legioni di Attila, di coloro che scaricano pattume di ogni tipo nel primo fosso che trovano e di molte altre cose, prima di preoccuparci di un cane che rincorre uno scoiattolo (e che nel 99% dei casi non riesce a prendere). Anche perchè non vedo spesso “mandrie” di cani nei boschi (mandrie di cacciatori, fungaroli e naturalisti della domenica in compenso sì).

    Penso che l’articolo fosse un “monito” per informare dei rischi (anche per il cane), altrimenti mi sarebbe piaciuto trovare un’alternativa: “non liberateli nei boschi, ma liberateli… (dove?)”.

  33. Nell’articolo, si dice “…i cani, se gli sfreccia davanti qualcosa, lo rincorrono….”.

    Sono d’accordo, infatti si deve controllare l’istinto predatorio del cane…se non fosse possibile andrebbe a ramengo tutto il resto dell’educazione impartita ai nostri amici scodinzolanti…e tra bimbi che corrono, persone che fanno jogging, cervi, merli, piccioni, biciclette e altro troveremo orde di persone col cane di taglia medio-grande al guinzaglio trascinate per terra sui marciapiedi e cani mai slegati in nessun posto (parchi cittadini dal libero accesso ai cani senza guinzaglio compresi). Dubito che il cane distingua tra persona (“Qui non si può, sarei un gran maleducato e le farei prendere un grandissimo spavento”) e animali selvatici (“Oh qui sì che posso darci dentro, yuppi du, ora lo frego io quel maledetto di un cervo”). Io ho lavorato tanto sul cane, che ora ignora biciclette, persone che corrono e simili (anche quando è legato…se vedo che hanno attirato l’attenzione lo metto seduto o dico “No”)…mi sono “allenata” sempre di più (pur sapendo che il mio cane, di piccola taglia, non avrebbe mai morso nessuno). Non è andata subito bene, ci ho messo del tempo, ho “pianto” e ho frequentato un corso di obbedienza, ho insistito, ho chiesto scusa alle persone rincorse (per “gioco”) anche se nessuno si è mai lamentato (fortuna di avere un “piccoletto”), mi son detta “non ci riuscirò mai”. e invece non è stato così.
    Certo, è pure sempre un “animale”, ma non abbiamo la certezza di nulla a questo mondo…
    Altrimenti, se con l’educazione non si ottiene un cane “educato”, che tempo perdiamo a fare? I Border Collie dell’educatore cinofilo che gestisce un campo rimangono a “terra” finchè il loro proprietario non gli dà il comando di ripartire e fanno gare di agility…anche quando lui è girato di spalle o si allontano restano lì fermi. Io sono convinta che, durante una gara, se qualche merlo dovesse per sbaglio approdare vicino al “tubo” loro continuerebbero il loro percorso…altrimenti, se l’istinto predatorio è così imprevedibile, altro che selvatico nel bosco…non si potrebbe portare il cane da nessuna parte, nemmeno legato (se nona costo di strozzarlo).
    Altrimenti non ho capito niente (poco di sicuro, visto l’inesperienza) di cani e hanno ragione quelli che dicono che sono “imprevedibili”.
    Se il fenomeno di cani allo stato brado per boschi e riserve è grave (su questo non discuto assolutamente) si deve intervenire allora…
    p.s. tanti dei pericoli che il cane corre “per boschi” da libero, li corre anche al guinzaglio (a vipere, piante velenose, bocconi avvelenati, cani liberi poco amichevoli non gestiti dal proprietario et cetera possono colpire indipendente dallo status del cane in quel momento…e anche all’area cani..).

    Davvero, se il cane non è educabile allora pazienza.
    E i gabbiani in spiaggia? ora farò come i miei parenti, che per rinfrescare il loro cane d’estate comprarono una piscina gonfiabile da mettere in giardino…poi compro le paperelle, faccio le barchette con la cera e i gusci di noce, applico il trampolino e faccio affari d’oro (non sia mai che i pesci di laghi e fiumi possano esser predati…).

    Non voglio sottovalutare un problema, ma…vabbè dai, cercherò di pensare meglio e di saperne di più!

    • Dubito che il cane distingua tra persona (“Qui non si può, sarei un
      gran maleducato e le farei prendere un grandissimo spavento”) e animali
      selvatici (“Oh qui sì che posso darci dentro, yuppi du, ora lo frego io
      quel maledetto di un cervo”)

      onestamente, credo proprio che un cane distingua perfettamente un uomo da un cervo….
      il mio non rincorre nessuno, ma se vede un daino lo rincorre eccome…anche se il daino è fermo in quel momento….

      se il cane non distinguesse le persone da un selvatico…sarebbe un grosso problema davvero

      • Sì hai ragione, anche perchè sarebbe grave. Mi sono spiegata male. intendevo dire come istinto a rincorrere quel che corre vicino al cane (animale o persona per “gioco” può partire la rincorsa (bisogna fermarlo prima che parta ad un eventuale inseguimento, che sia per “gioco” o per rincorrere la selvaggina). Il mio cane, correndo per il bosco, è stato inseguito da un Border Collie che si è avventata..il mio cane si è spanciato e ha emesso qualche “grida” (mi venne un infarto)…il Border Collie si è subito fermato (parlando col proprietario ci siam detti che probabilmente non si era accorto che era un cane…potrebbe essere?). Anche il mio cane tentava per gioco l’inseguimento del gatto di casa per il giardino (davvero, il cane adora il gatto, ma viceversa mica tanto)…lo sa che non può. ogni tanto sembra ci voglia riprovare, ma mi basta essere presente e bloccarla. Ecco, nel senso che si deve impedire al cane di fare quello che vuole (chiaro che non lo si deve perdere di vista). Poi dipenderà, ci saranno anche cani che se li mangiano, i cervi..!

        Come dicevano altri..il cane si deve sempre tenere sotto controllo, altrimenti aiuto!

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