giovedì , 23 novembre 2017
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E’ giugno, arrivano i forasacchi: massima allerta!

di VALERIA ROSSI – Insieme alla processionaria, la cui stagione è fortunatamente finita, i forasacchi sono forse i più piccoli e più bastardi nemici dei nostri cani.
Che cosa siano, spero lo sappiate tutti: sono quelle minuscole “spighette” che, una volta seccate, si attaccano al pelo (e non solo al pelo) degli animali, utilizzandoli come veicoli per i loro semi. Veri e propri parassiti che dispongono di una punta acuminata e di “alette” uncinate che li fanno letteralmente “camminare” all’interno dell’organismo ospite, fino a causare lezioni anche gravi.
La stagione a rischio inizia a giugno (talora anche un po’ prima) e prosegue purtroppo per l’intera estate.
Colgo lo spunto postato da un amico sulla nostra pagina FB per ricordare  che le parti a cui si attaccano più facilmente i forasacchi sono naso, orecchie e zampe… ma che non sono gli unici (la letteratura riporta aree di innesto veramente inquietanti, come i bronchi, il fegato, l’ano, la vulva… ): siccome l’unica possibilità di estrarli, una volta conficcati nella cute o in altri organi, è l’intervento chirurgico, è bene porre la massima attenzione… ma a cosa?

forasacco_3Il vet dell’amico di FB gli ha consigliato di tenere più corto possibile il pelo all’interno del padiglione auricolare (ottimo consiglio sempre, in qualsiasi stagione: oltre a limitare gli “attacchi” dei forasacchi, tenere pulito l’orecchio protegge anche da altri agenti estranei che possono causare otiti): però è anche vero che le dannate spighette non si attaccano solo all’orecchio.
Un’altra amica, su FB, ha risposto che il suo cane non lo prese dall’orecchio, né dalle zampe. Ce lo aveva nella pancia, gli si conficcò proprio da lì probabilmente. Non sono solo le orecchie il pericolo. Anche io vivo in campagna e dopo aver rischiato di perderlo, ho risolto che nei mesi dei forasacchi il mio cane esce solo in giardino o, fuori dal giardino, al guinzaglio e lontano dai bordo strada e dai campi“.

Consiglio sicuramente valido, ma difficilmente praticabile soprattutto perché i forasacchi si insinuano un po’ ovunque: nelle aiuole cittadine, sui bordi delle strade, in tutti i campi e prati possibili e immaginabili. Evitare di “incontrarli” è quasi impossibile, a meno di non tenere il cane “relegatissimo” facendogli frequentare le poche zone che riteniamo sicure (come può essere il nostro giardino, ma solo se ci siamo premurati di bonificarlo eliminandone le piante responsabili dei forasacchi, e cioè l’hordeum murinum, o orzo selvatico e l‘avena fatua, o avena selvatica: siccome sono in pochi a seguire questa precauzione, i cani più colpiti sono proprio quelli che vivono abitualmente in giardino).
L’abitudine migliore da prendere è sicuramente quella di ispezionare attentamente corpo (compresa la pancia), zampe e orifizi del cane ogni volta che si rientra a casa dopo qualsiasi uscita, non soltanto dai campi ma anche dalle strade cittadine: va esaminato nello stesso modo, ogni sera, il cane che vive in giardino.

forasaccoavenaUna bella controllata generale e un’accurata spazzolata dovrebbero eliminare ogni rischio, perché fortunatamente il forasacco ci mette un po’ a penetrare completamente all’interno dell’organismo, e almeno per qualche tempo possiamo ancora vederlo spuntare dalla pelle, potendo così intervenire in tempo per estrarlo prima che cominci il suo percorso (che crea una vera e propria “strada” fistolosa, con infezione di tutti gli strati organici attraversati).
Ricordiamo di controllare in modo particolare gli occhi (altra via di penetrazione abbastanza diffusa e pericolosissima, perché il forasacco può ledere la cornea e causare cecità) e le già citate orecchie… anche se le orecchie sono il punto di innesto meno difficile da identificare, perché il cane normalmente comincia a scrollarle con violenza quando vi si insinua un forasacco.
Se non scrolla la testa, ma la tiene piegata da un lato, è invece probabile che il forasacco sia già entrato in profondità, quindi bisogna volare dal vet prima che arrivi a perforare il timpano.
E’ facile identificare anche i forasacchi penetrati nel naso, che causano starnuti convulsi, a volte con emissione di qualche goccia di sangue: anche in questo caso, dal vet a spron battuto. Mai pensare che sia solo “un po’ di raffreddore” (o meglio, di rinite, visto che il cani non prendono il nostro virus del raffreddore).
Ricordiamo che la stagione dei forasacchi inizia a giugno, ma prosegue per tutta l’estate: massima allerta, quindi, perché per almeno tre mesi dovremo tenere gli occhi bene aperti… e la spazzola sempre pronta.

POSSIBILI CONSEGUENZE DELL’INGRESSO DI UN FORASACCO:
Cute: grave infezione che si manifesta con arrossamenti, pus, edema, gonfiore, dolore. Zoppia se penetra a livello degli arti.
Naso: iniziale forte irritazione, poi progressione verso la faringe e quindi l’esofago, oppure verso le vie respiratorie profonde con possibilità di polmoniti, piotorace, paralisi per localizzazioni in prossimità delle vertebre toraciche.
Orecchie: iniziale irritazione con forte prurito: in seguito otite purulenta e possibil perforazione del timpano.
Occhio: forte dolore e lacrimazione seguito da congiuntivite purulenta, lesioni, ulcere o perforazioni della cornea, fino alla cecità.

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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