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Ma le ossa, al cane, si possono dare o no?

di VALERIA ROSSI – Ogni volta che mi capita di parlare di “dare al cane un bell’osso da rosicchiare”, ecco che saltano su i detrattori delle ossa a sostenere che no, assolutamente no, le ossa non si danno! Qualcuno specifica “o almeno non si danno le ossa di (pollo, tacchino, gli ossibuchi, le ossa grandi… a scelta)”, qualcun altro è contrario in assoluto: le ossa perforano l’intestino, le ossa causano occlusioni intestinali, le ossa fanno danni in tutte le forme, in tutti i luoghi e in tutti i laghi.
Contemporaneamente stanno aumentando a dismisura i fautori della dieta BARF, acronimo per “bones and raw food”, ovvero “alimentazione a base di ossa e cibo crudo”. Oggi si preferisce dire che BARF significa “biologically appropriate raw food”, e cioè “cibo crudo biologicamente appropriato”, ma posso assicurarvi che la B iniziale ha sempre significato “bones”, ossa (e non si parla della serie televisiva).
Si è modificato l’acronimo per lo stesso motivo per cui il collare a strangolo oggi viene definito “collare a scorrimento”: quando nascono feroci battaglie su qualcosa, cambiare nome a quel qualcosa sembra più facile che sforzarsi di spiegare che la battaglia nasce da false credenze o pregiudizi. E’ un atteggiamento che non condivido, quindi per me un collare a strangolo è un collare a strangolo e la B di BARF significa sempre “bones”.
Ma ai detrattori delle ossa vorrei provare a dire che:

a) certo, è vero che l’osso può scheggiarsi e può perforare l’intestino: ma succede solo con le ossa cotte (specie con quelle di pollo e di coniglio), perché quelle crude sono elastiche ed è difficilissimo che si scheggino. Nonostante sia stata ampiamente perculata quando, in questo articolo, ho messo in guardia contro l’utilizzo dei bastoni per far giocare il cane (anche se in realtà riportavo solo un allarme lanciato dai veterinari inglesi), le statistiche dicono che ci sono molte più perforazioni e lesioni di bocca/gola/intestino dovute ai legnetti che non alle ossa.

ossa2Per quanto riguarda i rischi di soffocamento… be’, quelli purtroppo ci sono sempre (e la causa più diffusa, attenzione… sono le palline di misura inadeguata alla bocca del cane!). Un cane può soffocare anche ingerendo crocchette (purtroppo è capitato).
A questo proposito vi ricordo che la manovra di Heimlich (quella che si utilizza per salvare gli umani che stanno soffocando a causa di un boccone rimasto incastrato in gola) si può utilizzare anche sul cane: bisogna mettere entrambe le braccia appena sotto l’arcata costale e dare 4-5 forti spinte dal basso verso l’alto. Se l’oggetto è rimasto in gola ed è visibile dall’esterno si può anche premere con le dita sotto la mandibola per “spingerlo” letteralmente in fuori (in un racconto di James Herriot, il veterinario inglese agisce proprio in questo modo per salvare un cane da una pallina che lo stava uccidendo).
Detto questo… è comunque meglio evitare di dare al cane ossa che possano facilmente incastrarsi in gola o tra i denti: quello dell’ossobuco è il più pericoloso.

ossa4b) piaccia o meno a quelli che “il cane non è più un lupo”… il cane è un carnivoro (anche se non è quasi più un vero predatore, con alcune eccezioni) e il suo apparato digerente è quasi identico a quello di un lupo.
Certo, c’è qualche piccola differenza dovuta soprattutto alla selezione umana e in generale alla taglia (è evidente che un chihuahua non avrà la stessa dentatura di un lupo), ma stiamo parlando sempre di carnivori, al massimo di carnivori “adattati” (ma non spontaneamente) a diventare onnivori.
Sta di fatto che il cane ha inconfutabilmente un tratto digerente corto (tipico dei carnivori), un apparato boccale in grado di ingerire bocconi interi, ma anche di masticare i cibi molto duri (come appunto le ossa) e un’acidità gastrica elevatissima, con un’alta concentrazione acido cloridrico (i carnivori, cane compreso, presentano un pH gastrico pari circa a 1, mentre quello dell’uomo, che è un vero onnivoro, sta tra 4 e 5).
Oltre all’uomo, anche il maiale è un onnivoro. Il ratto è un onnivoro, il corvo è un onnivoro.
Ma il cane no.
Il cane non è “diventato onnivoro perché vive con l’uomo”, come spesso si sente dire: il cane è e
resta “fatto” esattamente come un carnivoro, ma è in grado di adattarsi – appunto – ad una dieta onnivora se noi gli somministriamo una dieta onnivora.
Se è per questo sopravvive anche a una dieta vegetariana o addirittura vegana… ma non è certamente “costruito” per questo tipo di alimentazione (per esempio, non ha molari piatti, atti a triturare i vegetali, ma molari appuntiti; inoltre le sue mascelle non possono muoversi lateralmente come quelle degli erbivori).
Per questo il cane è perfettamente in grado di mangiare senza problemi le ossa crude, purché gli vengano somministrate in dosi equilibrate e purché sia abituato fin da cucciolo a masticare.
La masticazione non solo giova alla salute di denti e gengive, ma ha anche un effetto calmante e rilassante (è il migliore antistress conosciuto nel cane): purtroppo, troppo spesso, noi disincentiviamo questa attività sia perché somministriamo cibo che non necessita di masticazione (vedi cibo industriale), sia perché inibiamo la masticazione nel cucciolo per impedire che lui la applichi a scarpe, mobili eccetera.
Molti cani devono letteralmente reimparare a masticare/rosicchiare quando vengono avvicinati alla BARF in età adulta, mentre tutti i cuccioli sono capacissimi di farlo (poniamoci qualche domanda!).

c) il pericolo di occlusioni intestinali (o più semplicemente di stipsi) è strettamente legato alle quantità: ovviamente, se a un cocker diamo un pasto costituito solo da un chilo di ossa, il rischio diventa alto. Anche senza il bilancino del farmacista, dovrebbe bastare il buon senso per dosarle in modo decente.  La BARF, per esempio, prevede un quantitativo di ossa polpose che va dal 40 al 45% della razione.

ossa6d) abbiamo appena detto – e ribadiamo qui – ossa polpose: ovvero, con della carne attaccata.
Le ossa si devono dare SOLO così. Questa è la migliore protezione in assoluto per l’apparato digerente, nonché l’unico modo di alimentare il cane in modo davvero naturale: i lupi non mangiano di certo ossa spolpate e ripulite (se non in casi disperati), ma prede intere con pelle e carne attaccate alle ossa.
Oltre che rigorosamente polpose, le ossa devono essere di misura adeguata alla taglia e all’età del cane: cuccioli e cani piccoli possono mangiare quaglie (anche intere), ali e/o cosce di pollo, colli di tacchino, coniglio; per i cani più grandi vanno bene agnello, agnellone, capriolo.
Le ossa di bovino e di cavallo sono molto dure, e pur essendo le più facili da reperire in macelleria non sono l’ideale: un cane già abituato alle ossa le può affrontare senza grossi problemi, ma uno che non ne ha mai mangiate potrebbe incontrare delle difficoltà, quindi è meglio arrivarci per gradi.

Se tutto questo non vi convince, comunque… sia ben chiaro che il cane sopravvive anche senza ossa. Quindi, se avete paura di dargliele, non dategliele!
Le ossa rinforzano le mandibole, puliscono i denti e sono un ottimo apporto di calcio: ma si possono ottenere gli stessi risultati anche con altri mezzi, quindi non è che il cane muoia se non le mangia… e se ogni volta che date un osso al cane andate in ansia, vi preoccupate e vi fate venire le paturnie, non ha proprio senso che gliele diate.

ossa5Ultima cosa: le ossa di pelle di bufalo, normalmente considerate innocue, sono state recentemente attaccate (specialmente sui social) in quanto accusate di subire processi chimici prima della commercializzazione.
Indubbiamente è vero… come è vero che subiscono processi chimici le mozzarelle (o pensate che nascano così bianche?), il tonno, il vino… per non parlar dei wurstel (avete notato che i pezzi di wurstel che rimangono nel sacchetto portapremietti non marciscono, ma si “mummificano” diventando simili a pezzi di plastica? Vi pare una cosa naturale?).
Insomma, anche la maggior parte degli alimenti che consumiamo noi viene in qualche modo modificata chimicamente per poter avere aspetto più accattivante, data di scadenza più lunga e magari gusto più saporito.
E’ una cosa salutare? Ovviamente no… ma visto che la vita media dell’uomo, così come quella del cane, si sta allungando sempre più (forse più a causa degli sviluppi della medicina che per l’assenza di malattie… ma non cerchiamo troppi peli nell’uovo, o ci suicideremo in massa!), è evidente che “ce la possiamo fare” a tirare avanti anche con qualche porcheria in corpo.
Quindi, anche per quanto riguarda gli ossetti (o gli ossoni) di pelle, vale lo stesso principio di sempre: dosare la quantità è fondamentale per poterne godere i pregi limitando i rischi.

 

 

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Informazioni su Valeria Rossi

Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). CI ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.




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