mercoledì , 22 novembre 2017
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Ciao, Swami

di PASQUALE LANDINETTI – Una decina di anni fa, al cancello dell’Ospedale dismesso in cui ci allenavamo, si presentò una ragazzotta, accompagnata dai genitori e da una labradorina di poco più di un anno. Per mille motivi si era decisa a voler fare qualcosa con il suo cane, e poi vedere se, forse, chissà si poteva fare… ma chissà… poi vedremo.

Non era certamente una presentazione risoluta, di quelle che ti colpiscono, ma oramai era venuta e tanto valeva farla provare. La ragazzotta, con tutto il disagio che provava e che faceva trasparire, quasi provava imbarazzo a parlare, non si presentava certamente come il tipo di ragazza che si imponeva all’attenzione, di quelle che entrano in un gruppo e zac…Fu così che iniziò il suo lavoro di formazione con noi, il classico percorso formativo dei cani da soccorso: socializzazione, educazione di base e addestramento specialistico, composto dalla cosiddetta palestra (superamento degli ostacoli) e poi ricerche sia in macerie che superficie… sempre precisa, minuziosa, obbediente, scrupolosa. Sempre accompagnata dalla famiglia perché non era autonoma per gli spostamenti, ma assiduamente presente a tutti gli allenamenti.

Come una formichina procedeva lentamente ma inesorabile, lei, insieme alla sua labradorina, andava avanti nel percorso formativo.
Mai unità cinofila era stata più uguale per caratteristiche conduttore/cane. Stesso carattere, obbediente, precisa, minuziosa Lauretta, così Swami, una cagnetta calma, riflessiva, socievole con tutti: cani e persone. Niente di esplosivo, ma esattamente come la conduttrice, una formichina che procedeva lentamente ma inesorabile, con determinazione, verso l’obiettivo prefissato.

Così ce le trovammo pronte per il brevetto di operatività. Lauretta e Swami, nei canonici due anni di formazione, avevano raggiunto l’operatività sia in macerie che in superficie.
Da quel momento, oltre ad essere presente in tutte le manifestazioni ed esercitazioni, le nostre Lauretta e Swami, divennero una certezza su tutti gli scenari operativi cui la nostra Associazione fu chiamata ad operare. Una certezza, oltre che di mera presenza, di particolare affidabilità operativa.

Ovunque ci fosse bisogno, Lauretta e Swami c’erano, e ci sono sempre state, ogni volta che ti guardavi intorno per vedere se c’era qualcuno su cui contare… loro due c’erano!
Sempre presenti, obbedienti, precise e minuziose. Se affidavi loro una ricerca, potevi stare certo del risultato, Swami non avrebbe sbagliato. Con la suo lavoro pacato, era in grado di battere, sia in superficie che su macerie, ogni angolo della zona affidata e sulla sua risposta avresti potuto scommettere qualsiasi cifra, sempre con la certezza della sua risposta.

Se avevi un dubbio, Swami era in grado di fugartelo, dandoti una sicura certezza. Era tanto brava, che per mandare in crisi Lauretta bastava non mettere il figurante nascosto nell’area di ricerca. Quando Swami, dopo aver esplorato tutta le zona, si fermava da sola, senza aver ovviamente segnalato, e faceva capire “qui non cè nessuno” Lauretta andava in crisi. Possibile che Swami avesse sbagliato? Poi imparò e superò anche questa “bastardata” che le abbiamo fatto più volte. Alla fine anche Lauretta si convinse che se Swami diceva “qui non c’è”, le avevamo fatto uno scherzo.
Lo stesso valeva negli interventi reali. Se Swami ti diceva “qui non c’è”, potevi starne certo.

Negli anni di operatività Swami ha partecipato ad una trentina di interventi reali sia in macerie che in superficie. Tra questi va ricordato il terremoto in Abruzzo e il crollo di Afragola del luglio 2010.
Qui Swami, nonostante la confusione che c’era tutt’intorno e sopra le macerie, con la sua ricerca calma e sicura, riuscì a individuare le tre salme dei sepolti e l’unica superstite: una bimba di nove anni: Immacolata Mauriello. Ci vollero diverse ore per tirarla fuori, ma era esattamente dove Swami l’aveva segnalata.

Purtroppo gli anni passano sempre troppo in fretta e quella ragazzotta con la sua labradorina, sono diventate una donna adulta e una cagnetta via via più adulta e poi anziana, instancabili stacanoviste, sempre presenti e operative, del nostro campo di addestramento.

Ogni domenica, Lauretta continuava a portarla al campo di addestramento. Lei pazientemente attendeva il suo turno per farsi la sua piccola ricerca, la sua prova di obbedienza e di palestra. Nell’attesa lavorava con i nuovi arrivi per farli socializzare ed entrare nel “branco” nel miglior modo possibile. Velocemente, Laura e Swami sono diventate per il gruppo, tutor di affiancamento, capaci di guidare i più giovani a cui trasferire l’esperienza della conduttrice e del cane più anziano, garante custode di “saggezza” e operatività.

In un articolo ho parlato di una nostra tradizione, al cane più anziano attribuiamo l’appellativo di “maresciallo”, proprio come quei Carabinieri di una volta che accumulano anni e anni di servizio prima di potersi fregiare delle strisce da maresciallo.
Swami era diventata, con la sua età e la sua esperienza, la nostra la “marescialla” del gruppo.

Tuttavia, con l’avanzare dell’età e dei suoi acciacchi, Swami era diventata ancora più pacata, pur continuando a rappresentare una certezza nell’operatività in macerie, sicura, serena e precisa, non sbagliando mai un colpo. Posso dire che in tanti anni Swami non ha mai perso un figurante o, cosa molto più importante, un disperso.

Finchè una domenica Swami, mentre era in vacanza, mentre giocava al mare con la sua amica/collega Brezza, improvvisamente, se n’è andata sul Ponte dell’ Arcobaleno… lasciandoci tutti di stucco. Una uscita di scena improvvisa, inaspettata e dolorosa per tutti noi. Un’uscita di scena silenziosa, pacata e quanto mai serena, proprio come lei.

Cara Swami, non sei mai stata una cagnetta di quelle che quando la vedi esclami “WOW!!!!” ma ti posso assicurare che nei tuoi anni di servizio, sei stata una delle fondamenta della nostra Associazione. Un vero basamento su cui abbiamo sempre contato e su cui abbiamo costruito un bel pezzo della nostra Associazione , anzi della TUA  Associazione.
Ora ci saranno altri cani, che prenderanno il tuo posto in squadra, ma ti assicuro che nessuno potrà prendere il tuo posto nel mio, nei nostri cuori. Ti ricorderemo per sempre…CIAO

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