martedì 21 Settembre 2021

Bambino aggredito a Mascalucia: un film già visto e che vedremo ancora

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Davide Beltramehttp://www.tipresentoilcane.com
Figlio di Valeria Rossi dalla nascita, creatura mitologica a metà tra uomo e cane, con tratti bestiali dello yeti. Solitamente preferisce esprimersi a rutti, ma ogni tanto scrive su "Ti presento il cane" (di cui è il webmaster, quando e se ne ha voglia). La sua razza preferita è lo staffordshire bull terrier, perché è un cane babbeo che pensa solo a mangiare e a dormire. Esattamente come lui.

di DAVIDE BELTRAME – Sono passati alcuni giorni dalla tragedia di Mascalucia, in cui un bambino è morto in seguito all’aggressione da parte di un dogo argentino (o due, secondo quelle che erano le prime ricostruzioni).
In questi pochi giorni, abbiamo visto uscire servizi e articoli allarmistici sui giornali (con seguito di commenti divisi principalmente tra cinofobi e animalisti con rari interventi equilibrati in mezzo), interviste a esperti più o meno noti, post a pioggia su Facebook in vari profili, pagine, gruppi, eccetera, interventi del politico X o dell’ente Y.
sirchiapericolosiGli argomenti sono stati sempre i soliti: razze pericolose o presunte tali, necessità di patentino, necessità di corsi per i proprietari di cani…insomma, avrete già letto almeno un paio di articoli sulla vicenda, personalmente penso che potrei linkarne almeno una decina visti in giro e trovati pur non seguendo la vicenda in modo approfondito, perchè come sempre i media si sono tuffati a pesce sulla storia, con approfondimenti fatti con più o meno cognizione di causa, e quindi incappare in materiale sull’episodio, anche solo con un rapido giro sui social, è quasi inevitabile, a maggior ragione a causa delle diverse versioni (oggi dovrebbe essere eseguita l’autopsia e forse si avrà maggior chiarezza…ammesso che i giornali reputino ancora interessante il caso e seguano gli sviluppi, visto che in altri casi, dopo i titoloni dei primi giorni, non si avevano più aggiornamenti).

Insomma, è già stato detto tutto, il contrario di tutto, e più di 50 sfumature di vie di mezzo.
E sapete qual è il problema, in tutto ciò? Che è un film scontato, già visto e di cui in tanti avremmo potuto prevedete quasi ogni singolo passaggio già dopo il primo articolo sulla vicenda.
Perchè è accaduto praticamente lo stesso tran tran, ad esempio, nel 2014 quando la vittima fu una bambina di Roma, o nel 2015 quando un episodio simile è accaduto a Pordenone.
In quelle due circostenze era stato forse un po’ meno toccato il tasto delle razze pericolose perchè si trattava nel primo caso di un pastore tedesco, nel secondo di un incrocio che però i giornali erano riusciti a definire alcuni pastore tedesco e altri pastore belga, in entrambi i casi razze che comunque non rientrano tra quelle “malviste” dalla massa (e dalla stampa) e per cui quindi non fa tanta presa fare approfondimenti più o meno competenti.
A parte questo però, il numero di interventi era stato simile, perchè ovviamente episodi del genere creano molto scalpore e finiscono tanto sul piccolo quotidiano locale quanto sulle testate nazionali.

trinciagiudiziFBE così ora siamo qui, di nuovo, a leggere le stesse cose, le stesse indignazioni, le stesse proposte…Perchè ancora una volta non è cambiato niente: le voci che si levano indignate sono spesso soltanto occasionali e rimarranno presumibilmente ancora una volta chiacchiere portate via dal tempo, come del resto accadrà anche a questo articolo. E’ stato così nel 2014, è stato così nel 2015 e quasi certamente sarà così anche questa volta…perchè era stato così anche prima di Roma, e possiamo andare indietro di quanti anni vogliamo per vedere che è cambiato poco o nulla.

Alcune delle suddette “voci” che si levano in queste occasioni saranno anche in buona fede e senza secondi fini, altre probabilmente sono un po’ meno “innocenti” e con qualche malizia in più…ma purtroppo la maggior parte di esse – specialmente quelle provenienti dai mass media e che vanno quindi a raggiungere maggior pubblico – è accomunata da un problema: non spiega e non insegna nulla. Tanti degli indignati e degli “esperti” (o almeno, presentati come tali) non dicono come andrebbero evitati certi episodi, anzi al contrario in molti casi lanciano allarmismi inutili, ingiustificati o mal informati, con l’aggravante che spesso assumono più credibilità perchè appaiono sul “giornale noto” e perchè presentati come pareri competenti.
Per fare qualche esempio, un servizio di Sky definisce il dogo una razza “creata in laboratorio negli anni 20”, che “può arrivare a 60kg”, mentre  un articolo su “Il giornale” contiene perle di questo tipo:

Quanto al divieto di addestrare in modo aggressivo, basta andare a vedere lo squallore delle prove di morso, obbligatorie nella disciplina del Mondioring (sotto l’egida dell’Enci, l’ente nazionale per la cinofilia).

Mai lasciare solo un secondo, il bimbo con un cane di talune razze, che hanno un morso potenzialmente fatale ed evitare del tutto il contatto dei bambini con razze addestrate a difesa e attacco

Premesso che
a) non è solo il Mondioring a prevedere le prove di morso
b) accusare tout court di “addestramento aggressivo” chiunque faccia Mondioring è una generalizzazione delle peggior specie
c) frasi del genere lasciano trasparire quantomeno dei pregiudizi su determinate discipline che magari non ci conoscono molto bene o su cui si hanno pregiudizi

mondiobasterebbe far notare come di solito i cani protagonisti di queste tragedie non siano cani “addestrati a difesa e attacco” ma cani buttati in giardino, che considerano a malapena parte del branco la persona che porta loro da mangiare (e che spesso vedono proprio solo al momento del pasto), messi li probabilmente sì come cani da guardia, ma senza la minima preparazione, e probabilmente che se manifestano segni di aggressività anche verso qualcuno della famiglia sono visti positivamente perchè “se se la prende pure con noi, figurati cosa farebbe a un ladro!”.

Perchè il cane che fa Utilità e Difesa, o Mondioring, giusto per citare discipline che come dimostra l’articolo sul Giornale non godono esattamente di ottima stampa, è solitamente un cane equilibrato e sotto il pieno controllo del padrone. Ma basta sapere un minimo cosa richiedano queste discipline per rendersi conto che un cane “squilibrato” o “inaffidabile” non le potrebbe svolgere, tant’è che da anni sono criticate e vessate (vedasi la “cugginata” per cui il cane che fa utilità e difesa diventa pericoloso) ma i morsi continuano a esserci e, guarda un po’, non arrivano praticamente mai da cani che praticano queste discipline…
Piccolo excursus anche sull'”addestramento aggressivo”: attualmente viene giudicato e penalizzato il cane che durante gli esercizi dimostri atteggiamenti di eccessiva sottomissione, perchè comunque i “macellai” esistono ed è inutile far finta che non ci siano, ma queste discipline così “cattivone” intanto cercano di penalizzarli e premiare invece chi lavora creando un rapporto con il cane e non coi “calci nel sedere”.

Una cosa sensata l’articolo la direbbe anche, perchè il consiglio di non lasciare il bimbo solo con un cane sarebbe anche corretto (senza tante distinzioni di razze, moli & c, però)…ma questo è semplice buon senso: è ovvio che un bambino così piccolo (ricordiamo che la vittima in questo caso aveva appena un anno e mezzo) correrebbe dei rischi se lasciato senza la minima supervisione, ma questo a prescindere da cani o non cani…tant’è che sulla prima ricostruzione, quella secondo cui la madre aveva lasciato solo il bambino in giardino, erano arrivate molte critiche anche verso di lei, data anche la presenza nel giardino di una piscina.
Critiche a mio avviso pienamente comprensibili se si fossero limitate a un “il bambino così piccolo da solo non va lasciato” – del resto numerosi fatti di cronaca dimostrano benissimo come bambini lasciati da soli o sfuggiti al controllo dei genitori si siano fatti male (o peggio) anche quando cani non ce n’erano – ma decisamente meno accettabili quando sono trascese in auguri di accidenti vari (come se aver perso un figlio non bastasse, peraltro).

pitbullUn’altra costante dei media è la quantomeno dubbia identificazione della razza: come detto, nell’episodio di Pordenone l’anno scorso venne bollato come pastore tedesco e come pastore belga un cane che in realtà era semplicemente un incrocio dall’aspetto vagamente lupoide…e sappiamo bene quante volte un cane semplicemente perchè nero sia diventato “rottweiler” o “dobermann” nei titoli dei giornali, e così via…quindi i discorsi sulle razze, sulla loro selezione e compagnia bella, oltre ad essere spesso fatti in modo fuorviante come nel caso del servizio di Sky, lasciano il tempo che trovano nei casi in cui si tratti di soggetti che “somigliano vagamente a….”.

Altro aspetto grave è come questo approccio alla notizia, fatto più di allarmismi che di consigli (abbiamo citato Sky e Il Giornale perchè portatori di inesattezze particolarmente eclatanti, ma non sono assolutamente le uniche voci “stonate” in questa vicenda) crei ogni volta preoccupazioni e ansie a molti proprietari e a molti genitori, con conseguenze che solitamente essendo basate più che altro sull’emotività e sulle informazioni erronee ricevute, raramente hanno risvolti positivi…per dire, in passato è stato molto più frequente che in seguito a gravi fatti di cronaca associati alla “razza X” siano aumentati gli abbandoni di tale razza, piuttosto che aumentare magari i soggetti portati su un campo di addestramento.
Non sono comunque solo i media a perseverare nei loro errori, dato che anche la cinofilia “più o meno ufficiale” ha visto i consueti “scontri ideologici” anche su questa vicenda; anche questo non è uno spettacolo nuovo per chi bazzica un po’ l’ambiente, e intanto le tragedie continuano ad accadere…

Detto tutto ciò (e lo so, per chi legge abitualmente TPIC è tutta roba già letta…), per non finire anche noi nel calderone del “tanto fumo ma niente arrosto”, cerchiamo di fare qualcosa di un po’ più utile e dare qualche consiglio.
In realtà non dobbiamo inventarci niente di nuovo, perchè si tratta di cose già dette e ridette su questo sito e per cui ci “limitiamo” a linkare alcuni articoli sull’argomento.
Articoli che purtroppo riceveranno sempre un centesimo (a essere ottimisti) delle letture che piovono invece sugli articoli allarmistici dei soliti mass media, perchè l’ignoranza continua ad essere in largo vantaggio sulla cultura…e i risultati sono quelli che vediamo ogni giorno.
Ovviamente non ci illudiamo che basti qualche articolo per evitare ogni rischio – anche perchè ci sono situazioni potenzialmente più pericolose e altre meno – ma permettetemi di pensare che se anche i mass media iniziassero a dare qualche suggerimento utile, e ricordassero l’esistenza di figure professionali che possono aiutare nella gestione del proprio cane invece di preoccuparsi solo del sensazionalismo e della “caccia al mostro”, e poi ricorrere all’intervista all’esperto di turno, si inizierebbe almeno a scalfire l’ignoranza cinofila.
Comunque, nel nostro piccolo, ecco alcuni articoli sul tema “cani e bambini” e relativa prevenzione da incidenti più o meno gravi.

Cani e bambini aggrediti: perché? Come lo si può impedire?

Cani e bambini, istruzioni per l’uso

Cani e bambini: convivenza possibile?

Sappiamo educare i bambini al rispetto per i cani?

Un ultimo articolo lo inserisco con particolare riferimento alla posizione presa dal Codacons, che se n’è uscito con la faccenda-patentino, secondo loro però da “limitare” a determinate razze, tant’è che dalle loro dichiarazioni traspare anche del rammarico per la cancellazione della (ridicola) lista delle razze pericolose abbinata all’ordinanza Sirchia.
Ecco, mi limito a rimandare a un articolo sul tema dei “cani pericolosi”.
E’ del 2011. Ditemi se non potrebbe essere stato scritto oggi…e ditemi se vedere che in 5 anni (ma in realtà anche di più) si continuano a fare gli stessi discorsi – e avere gli stessi problemi – non debba indurre alla pessimistica impressione che il caso di Mascalucia non sarà l’ultimo della serie.

Cani “pericolosi”: parliamone ancora (a proposito: il “patentino” che fine ha fatto?)

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26 Commenti

  1. UN dogo argentino può uccidere un neonato anche solo sedendoci sopra.
    L’ignoranza della gente che non sa tenere i cani e la suprema depravazione dei giornalisti nello scrivere str*****e.
    Parliamo di donne che non dovrebbero neppure avere bambini visto che li “abbandonano” ad un anno e mezzo in giardino da soli con due cani…

  2. Ho seguito il link e sono andato a leggermi l’articolo che tutto sommato e’ un pezzo di colore buttato giu’, onestamente, come un “temino” a scuola con un esercizio di stile che non e’ che sia poi riuscito tanto bene anzi: a dirla tutta come temino e’ anche un po’ stentato. I commenti poi, nella maggior parte dei casi, riescono persino ad andare fuori tema rispetto al temino stesso, tralasciando quelli che sono proprio beceri come ormai troppo spesso capita di leggere.

    L’unica cosa che mi sento di condividere tra quanto e’ stato sostenuto nel pezzo, e’ che certe razze sono le preferite sostanzialmente da gente “tamarra inside” ma e’ anche vero che proprio gli articoli come quello del link per i tamarri inside costituiscono un incentivo all’acquisto e non certo un deterrente. Io se fossi un cucciolo di dogo e per colpa dell’autore dell’articolo finissi in mano a uno zoticone ignorante che mi sfoggia insieme al catenone al collo e alle frasi tatuate in caratteri finto-gotico sul deltoide palestrato, appena dismessi i denti da latte andrei a sforacchiare le chiappe dell’autore del pezzo senza pensarci due volte.

    • Pienamente d’accordo. Pensa che prima di prendere il mio attuale cane ( una simpaticissima belga tervueren ) ero indeciso se prendere o meno un pittbull.
      Ho iniziato a frequentare alcune pagine fb dedicate alla razza e devo dire che il tasso di “tamarri” o meglio analfabeti cinofili ( non che io sia un gran esperto, sono solo drogato di tipresentoilcane !) era allarmante.
      Queste pagine non sono altro che stralunate teorie di personaggi che fanno a gara tra chi ha il ‘pitbull’ più grosso, più muscoloso, si vantano di possedere assurdi pitbull da guardia e difesa o pit da 50 kg.
      Cosa peraltro analoga alle pagine dedicate ai molossi da guardia tipo caucaso o asia centrale, con la differenza che in questi casi non è raro trovare post che sfocia nel razzismo più bieco.

  3. Ogni volta che succede un evento del genere, ci si ritrova effettivamente a rileggere le stesse cose e a rifare le stesse considerazioni. Quello che piu’ temo e’ la tendenza tutta italiana (non solo italiana, ma in questi casi non si deve mai fare “mal comune mezzo gaudio”) a chiudere la stalla quando i buoi sono scappati e a farlo con un provvedimento inutile quanto esemplare.

    C’e’ una battuta famosa di un film americano di Fritz Lang che recita: “The mob doesn’t think. It has no mind of its own”. Ora, se la folla non ha percezione di se stessa cio’ non significa che i singoli elementi che la compongono non si comportino come se invece fosse cosi’ e infatti le loro azioni finiscono invariabilmente per essere orientate come una mandria spaventata dove nessuno sa dove sta correndo ma corrono tutti dalla stessa parte, cioe’ dove corrono gli altri.

    Nel nostro caso non sono le zampe a correre ma la fantasia, pero’ l’effetto devastante e’ lo stesso perche’, dal momento che la folla non pensa, basta sventolare il solito luogo comune davanti alla mandria perche’ questa si metta a correre dalla parte opposta. Ecco allora che se io sventolo lo spauracchio del kanekattivo spingo la mandria in direzione della lista delle razze, se invece dico che sono i padroni incapaci a non sapere gestire i loro cani, spingo la mandria a inneggiare muggendo a gran voce al patentino e se pavento l’incuria della genitrice spingo la mandria verso il linciaggio del malcapitato genitore di turno.

    Il punto non sono argomenti e contenuti – per quanto assurdi possano essere – ma il contesto nel quale vengono trattati eppure tutti invariabilmente cadiamo nello stesso contesto e sull’onda del caso del giorno reclamiamo a gran voce il patentino per i proprietari ma solo di cani superiori ai 40 chili se il nostro di cane arriva giusto a 39.

    I provvedimenti presi sull’onda dell’umore di una presunta folla (oggi si direbbe del mondo social) producono le lisite delle razze pericolose, ma anche la corsa a un improbabile patentino senza che nessuno si preoccupi di definire chi e cosa esattamente questa patente debba certificare e soprattutto non risolve il problema dell’ignoranza che sta alla base di tutto questo muggire e che costituisce un fantastico potenziale bacino di utenza con scarsissime capacita’ discrezionali al quale ognuno puo’ vendere senza sforzo la propria mercanzia.

    Sarei portato a dire che queste tendenze si combattono nella scuola perche’ e’ con la scolarizzazione che si danno alle persone gli strumenti per aumentare le proprie capacita’ intellettive, ma il mondo della cinofilia e’ come quello della psicologia: esistono piu’ scuole di pensiero che scolari e sono tutte impegnate a gettare discredito sulle altre perche’ e’ il modo piu’ economico per affermarsi; la scuola vive arroccata in un 1970 virtuale piu’ finto dei mulini della pubblicita’ mentre l’abbandono scolastico dilaga e i social network di riempiono di analfabeti funzionali che siccome sono una folla fanno opinione o – meglio – fanno la massa che si fa portatrice dell’opinione di chiunque apra bocca.

    La butto li’ come provocazione, ma lo e’ fino a un certo punto: l’acculturamento di massa e’ un potentissimo strumento di democrazia che sfortunatamente va imposto nel modo meno democratico possibile, altrimenti succede che statisticamente la maggior parte delle persone vanta una cultura smisurata fin tanto che e’ gratis e non costa niente millantarla, ma se c’e’ da imparare qualcosa e fare fatica, diciamola tutta, sta bene cosi’ com’e’.

    • Analisi sicuramente condivisibile, soprattutto per il problema che “più regole per tutti” si accoglie quando le regole riguardano gli altri, visto che se poi toccano “noi” allora sono automaticamente boiate a cui è giusto contravvenire (basta vedere quanti non rispettano il semplice buon senso del cane al guinzaglio in mezzo alle città…).

      Penso però prima ancora della cultura attraverso la scuola, che purtroppo è molto utopistica (sappiamo bene quanto già difficilmente gli insegnanti riescano a completare il programma dell’anno già così, e non parliamo di tutte le varie polemiche su orari & c, tant’è che rarissimamente progetti di cultura cinofila offerti da terzi riescono a ottenere qualche ora sporadica nelle scuole, figurati un programma “fisso”) per informare un po’ la massa sarebbe “sufficiente” la TV: per quanto internet sia ormai diffuso (anche se il digital divide comunque ancora è tutt’altro che indifferente in Italia), per una certa generazione è comunque ancora la TV quella che “porta la verità” (per molti la porta anche il web e ci troviamo di fronte bufale colossali che ottengono migliaia di condivisioni, ma questo rientra molto nel problema dell’analfabetismo funzionale…), insomma “è vero perchè l’ho sentito in TV”. E ovviamente il continuo tamtam di minchiate non fa altro che rafforzare la convinzione che “quello è il cane killer” che porta anche ad epiloghi tragici come abbandoni o anche avvelenamenti: mia mamma ha avuto un dobermann che è morto, avvelenato da qualche subumano perchè vicino ai compiere i 7 anni di età e che quindi “sarebbe impazzito”, e questa cugginata gira ANCORA OGGI.

      Oltretutto con la TV potresti magari levare un po’ di ignoranza anche agli adulti attuali (perchè comunque gliela insegni “aggratis”, non li sforzi a far fatica…e magari a 1 su 10 verrà pure voglia di approfondire)….ma finchè per tv e mass media l’argomento animali si distingue solo tra video virali coccolosi e canikiller, non si va avanti.

      Sul discorso cinofilia e scuole di pensiero, credo sia una guerra persa, basti vedere che anche di fronte a questi episodi non mancano le occasioni di scanni e punzecchiature tra le varie fazioni, anche se trovo comunque comprensibile che sia difficile pensare di lavorare fianco a fianco (es. nella teorica definizione di un patentino) con chi fino al giorno prima ti dava dell’imbecille via social. Poi va beh, ci sono quelli che pubblicamente sembrano amici per la pelle e poi in privato sparlano alle spalle l’uno dell’ l’altro, ma questa…questa è un’altra storia 😀

      • Onestamente se dovessi indicare una soluzione non saprei da che parte iniziare. Per un intervento a lungo termine (direi una generazione) sarei tentato di dire che il compito dovrebbe andare alla scuola dell’obbligo perche’ da li’ tutti devono passare e quindi sarebbe una facile forma di coercizione in senso positivo. Purtroppo la scuola non sembra in grado di fare il minimo sindacale, figuriamoci l’extra. Ho molta poca fiducia nei media perche’ nella stragrande maggioranza dei casi ne’ chi li produce ne’ chi li “consuma” dimostra alcun interesse – in generale e non solo per la cinofilia – per qualunque cosa richieda un certo impegno. Insomma, e’ vero che la TV per molti e’ ancora portatrice di verita’ cosi’ come lo e’ internet per molti altri, ma forse per la quasi totalita’ dei casi si dice verita’ quando invece si dovrebbe parlare di credulita’ usando malamente i termini come sinonimi. Banalizzando, si dice alla gente quello che la gente vuole sentirsi dire e la maggior parte della gente non vuole sentirsi dire qualcosa che richieda un certo – anche minimo – sforzo di comprensione, vuole conferme che diano valore alla propria ignoranza, non stimoli per la propria intelligenza. Lo so, sono particolarmente pessimista, ma temo che anche la via dei media sia abbastanza utopistica non fosse altro che una banale questione di domanda e offerta pero’ non per questo bisogna rinunciare altrimenti diventa una battaglia persa comunque e ancora prima di combatterla.

  4. Venerdì mattina, giorno di mercato, io bimbe e cane… Mi fermo appartata in zona tranquilla , bimbe vanno a fare commissione, io tel al marito… Inizia a ronzarci attorno bimbo con pescecane di plastica in mano… Cane pensa”C…o che figo sto pescecane, ma che bimbo figo!!!” Io penso ” ma por…..a! Ce l’hai tu un genitore??” Arriva il padre che da lontano e senza agitarsi gli dice di non toccare il cane. Finisco veloce la tel. Cane mi guarda, bravaaaa, bocconcino. Padre chiede se può toccare il cane. Dobbiamo desensibilizzarci quindi ok. “Metti via il pescecane però altrimenti te lo mangia, sai ne va ghiotta!” Allora si avvicina senza pesce e il padre si raccomanda:” SULLA TESTA!! Ricordi?? SULLA TESTA”
    Io immediatamente aggiungo sfrontata:”ma anche nooooo!!!”
    E il padre ” a Noooo??? E perché?? Nn lo sapevo???” Ora… Nina avrebbe sopportato senza danni al bimbo ma con i che palle devo proprio… ma per dire che… Sono sempre più convinta che si debba partire dalle scuole e così farò a settembre . Promuoverò delle ore di cultura cinofila … D’altronde vanno i vigili a spiegare come si attraversano le strade, nn vedo perché nn si debba insegnare a scuola come ci si comporta con i cani visto che anche questo può salvare la vita e al bimbo e al cane!

  5. mi domando com’è che nella lista Cites , pluriprotetto dal WWF, non è ancora comparso il buon senso, che se non è in via di estinzione è perchè si è già estinto! Sono arrivata in casa ( nel senso di nata ) quasi in contemporanea con un miscuglio PT – malamute. Colori pt, stazza malamute. A quel cane, che mi ha fatto da baby sitter e sostegno per imparare a camminare, potevo fare di tutto e di più, perchè da me si sarebbe anche lasciato sgozzzare con un temperino spuntato. Qualche volta, a fare di tutto e di più ci ho pure provato, racconta mammina, ma sono stata bloccata subito, perchè sola col cane, mai lasciata. Una volta che ho provato a prendergli un osso, mi è arrivato un tale sculaccione che ancora me lo ricordo. Ed avevo due anni. Appena in grado di capire e ricordare, mi hanno inculcato la regola che i cani sconosciuti NON si toccano, e punto, e neppure si tocca il PROPRIO quando mangia, beve o dorme, e punto. Provati a farlo e volano sculaccioni. Sonori. Ho amato quel cane come non mai. Ed i cani non mi hanno mai fatto paura. Ma non ne avrei mai toccato uno senza il consenso del padrone.
    Non mi pare che dare al proprio figlio ( ed al proprio cane ) semplici regole da rispettare sempre sia opera così immane.
    Ma vedendo certe cose, anche senza arrivare alle tragedie, mi rendo davvero conto che il buon senso è merce sempre più rara.
    E senza quello…. hai voglia di fare leggi e imporre patentini….

    • Purtroppo basta guardarsi in giro per vedere come il permissivismo sia in voga anche tra molti genitori, che di fronte a bambini che fanno casino nei luoghi pubblici se ne impippano altamente e li lasciano fare perchè “so’ bambini”. Qualche settimana fa eravamo in coda in un negozio per pagare e mentre il delizioso frugoletto di turno buttava per terra tutta una serie di tubi di carta vicino alla cassa (ammaccandoli anche un po’) i genitori non facevano una piega.
      Hai voglia quindi a dare regole…sembra insomma stia un po’ tornando in voga il metodo del Dottor Spock, peccato che lui stesso ammise che il suo “metodo gentile” coi bambini avesse fatto crescere una generazione di delinquenti.

      • A riprova di tutto cio’ vi segnalo la risposta del proprietario di un bed&breakfast nel quale volevamo soggiornare col figlio quattrordicenne: “Ci spiace, accoglieremmo volentieri il Vostro chihuahua, ma qui non è permesso l’ingresso ai minori (umani) di 16 anni”…come dargli torto?

  6. E ancora una volta, giornalisti in tv che si prodigano a intervistare esperti del settore per (secondo loro) aiutare a capire e soprattutto prevenire tragedie simili… encomiabile intento, peccato che poi non lascino parlare i suddetti intervistati o li imbocchino rispondendosi da soli con quel che vogliono per pilotare il servizio sulle tematiche trite e ritrite che hanno ponte in scaletta, anzichè lasciare che l’intervistato risponda come vorrebbe approfittando del pochissimo tempo concesso dai tempi televisivi per lanciare un messaggio più utile dei soliti luoghi comuni o di quanto già il buonsenso detterebbe. Ho visto un’intervista che mi ha profondamente infastidita per come non appena formulata la domanda già il giornalista tentava di impostare la risposta sul seguito del servizio (discorso razze pericolose), quando invece l’intervistato stava cercando di spiegare rapidamente il concetto del predatorio del cane nei confronti dei bambini urlanti presi in braccio… Avanti così, occasioni sprecate ogni volta:anche se non si riesce a spiegare una tragedia senza una precisa ricostruzione dei fatti, almeno si potrebbe approfittare per fare seria informazione e dare qualche spunto di cultura cinofila basilare, anzichè disinformare o andare sempre a parare sulle solite disquisizioni che lasciano il tempo che trovano. Ho visto frustrazione nello sguardo di un intervistato cui è stata pressochè tagliata la risposta per proseguire il servizio secondo l’impostazione già segnata. Buoni propositi, risultato desolante.

  7. Quasi due mesi fa un amstaff mi ha morso la gamba per arrivare al mio cane che si era nascosto dietro di me. Il mio primo pensiero, dopo che mio marito ha bloccato l’amstaff, è stato prendere un grosso bastone e sbatterlo sulla testa… DEL PADRONE! Il vero problema era lui, un idiota incosciente che non sa gestire il proprio cane E LO PORTA IN AREA CANI. Sono stra convinta che se quel cane fosse stato affidato a una persona migliore una cosa del genere non sarebbe successa. Le razze pericolose non esistono e per me, episodi così tristi, se esaminati con un minimo di attenzione e razionalità, ne sono solo la prova.

  8. Quante volte ancora si ripeterà sta storia… Padroni (e genitori) imbecilli, che si prendono il cane tamarro perché fa figo e perché possono fare gli splendidi nel vantarsi di avere due angioletti. Che lasciano il figlio da solo. Certa gente non dovrebbe avere ne cani ne figli. Poi mi tocca, e come me altre mille persone, andare in giro x il paese con i miei due pizzbull, o spizzbull (me li hanno chiamati veramente così), venendo additata a delinquente. Io, che con loro ci lavoro costantemente in educazione e condotta. Tra poco anche agility! 🙂 ci sarà da ridere (io che faccio agility, ‘na barzelletta!) Si, ho ben DUE pit bull, si, ho scelto il cane tamarro (perché lo sono senza dubbio, esteticamente) , ma non perché fa figo. Ma perché la loro versatilità e per il carattere super-mega-stra-MERAVIGLIOSO! Cocluderei con lo slogan”più cultura cinofila x tutti”…ma qui è proprio la cultura di base che scarseggia…tristezz

    • Concordo, da ex-babysitter (e cinica) direi che ‘sto povero bimbo non sarebbe comunque arrivato alla maggiore eta’, dati i genitori che si ritrovava… Sarebbe finito sui giornali perchè trovato a galleggiare in piscina, o raccolto dall’asfalto…sigh.

      • facile fare del cinismo quando le disgrazie sono capitate agli altri, e ancor più facile giudicare col senno di poi. quando avrei la fortuna di diventare mamma ti renderai conto che non tutto è prevedibile o controllabile. Lo scopo dell’articolo non era giudicare la mamma, ma ritentare di mettere in luce un problema che continua non solo a non essere risolto, ma addirittura ad essere ignorato.

        • No, tranquillo, mamma lo sono gia’, e di un ragazzone di 14 anni XD Purtroppo, ho tenuto bimbi vivi solo per pura questione di c**o, lasciati soli da genitori noncuranti; il problema esiste, e non sono i cani…

  9. La questione a cui mi piacerebbe che qualcuno possa dare una risposta sensata e’ la ragione che spinge le persone senza una minima compenteza di prendere cani appartenenti alle razze o meglio simil razze cosidette pericolose.

    La moda del pitbull, dei dogo, dei bull terrier esiste eccome se esiste! Come esiste l’abitudine di lasciarli senza guinzaglio! E ditemi perche io, con il mio “microcane” (parola che odio: come a dire che un cane di piccola taglia non sia un vero cane, segno di una certo modo di pensare “razzista” davvero di bassissimo livello che identifica benissimo chi lo usa) devo cambiare marciapiede se incontro uno di questi soggetti senza guinzaglio? Di episodi, di morsi, aggressioni ne sono accadute tante dove abito io. La piu’ grave simil pitbull maschio ceduto dal canile a persona pregiudicata che aggredisce indistinamente altri maschi e femmine, senza nessun intervento da parte di nessuna autorita’ fino a quando una persona che voleva salvare il proprio cane e’ rimasta ferita.

    Perche’ parliamoci chiaro: purtroppo molti, moltissimi cani finiscono in mano a degli imbecilli (che fanno danni, sia in termini di opinione pubblica – quanti odiano i cani per colpa di padroni maleducati – che in termini reali, vedi abbandoni e randagismo). Ma se nelle mani di un imbecille finisce un cane problematico sono guai seri. E la le persone sono inette, mi spiace ma la legge ci deve mettere una pezza… il piu’ possibile efficace ed efficente. Non si tratta di patentino? Allora serve qualcos’altro. Ditelo voi. Qualcosa che renda responsabili civilmente e penalmente in maniera certa. Assicurazione obbligatoria. Controllo a tappeto delle asl veterinarie e multe salatissime per ogni cane non microchippato. DItemi voi. Ma gli imbecilli ci sono e ci saranno sempre, e quelli la cultura cinofila NON l’avranno MAI.

    • Sai qual è il grosso problema? Che anche i politici che dovrebbero produrre le leggi per ovviare all’incompetenza delle persone, sono incompetenti in maniera cinofila.
      Quante volte hai sentito parlare un politico di cani/gatti/animali con un minimo di competenza?
      Abbiamo visto cosa è successo quando è stata fatta l’ordinanza Sirchia, un accrocchio di baggianate che nemmeno un branco di scimmie ubriache, prima con una divisione per “gruppi” che escludeva un sacco delle razze che erano ritenute responsabili delle aggressioni, poi una serie di razze di cui alcune inesistenti e alcune che in Italia contano forse 3 esemplari.
      Cosa ti aspetti? 😀
      Sui controlli delle ASL…abbiamo falsi invalidi che si fingono non vedenti per 30 anni e poi misteriosamente vengono scoperti perchè vanno a fare la spesa in macchina, figurati se ci sarebbero mai le risorse per dei controlli a tappeto sui cani.

      IPOTETICAMENTE ci sono un sacco di soluzioni, che potrebbe magari anche essere più restrittive finchè non si fa crescere la cultura cinofila, ma REALISTICAMENTE è più facile svuotare il mare con un chiucchiano, di plastica e pure bucato che pensare di vedere cambiare qualcosa. Perchè tutto sommato ‘sta ignoranza cinofila, a troppi, fa comunque comodo.

  10. D’accordo con quanto esposto in questo articolo e sui precedenti inerenti allo stesso argomento però….Sono convinta che molto spesso un pochino di buon senso eviterebbe tanti problemi e tragedie. Io non voglio nemmeno immaginare come possa stare quella mamma (sono una mamma anch’io) ma caspita non si lascia incustodito un bimbo di quell’età a prescindere dalla presenza o meno di un cane. Io i miei da piccoli li lasciavo soli in giardino con il pastore tedesco per pochi minuti (magari perché dovevo fare pipì) ma dentro al box in modo che non potessero interagire in alcun modo con il cane. Liberi di giocare solo se io o il padre eravamo presenti. Il più grande a poco più di due anni giocando con la macchinina ha investito volutamente Paco. E’ stato rimproverato il bambino al secondo tentativo l’ho bloccato e gli ho sequestrato il gioco per qualche giorno……beh non ci ha mai più provato ad infastidire il cane. Sono altresì convinta che Paco abbia capito e apprezzato il gesto ma forse questa è solo una mia idea dovuta al legame affettivo con il mio primo cucciolo (infatti quando è nato il figlio il cane aveva già più di due anni). Insomma giusto e corretto educare alla cinofilia ma insomma mi sembra un po’ come mettere il bimbo sul seggiolone senza le cinture, distrarsi un secondo e ritrovarsi il pupo sul pavimento…..il buon senso spesso risolve!

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