di VALERIA ROSSI – Ci risiamo. L’ho risentita!
Era un po’ che non mi succedeva, forse perché perfino i frequentatori di parchetti ed aree cani hanno cominciato, in un modo o nell’altro, ad avvicinarsi alla cinofilia (se non altro perché la trovano aggratisss su Internet e in TV… lasciando perdere ogni discorso sulla qualità, in entrambi i campi) e quindi hanno cominciato a togliersi dalla testa le vecchie leggende metropolitane sul cane “dominante” che rissa con tutti e sul cane “sottomesso” che spancia di fronte a tutti (con l’umano – specie se maschio – un po’ seccato, perché sotto sotto lui preferirebbe il cane sborone che lo fa sentire tanto macho).
Leggende metropolitane, e non “vecchia etologia superata”, perché questa non è più “etologia” (checché ne dicano i cinofilosofi, marciandoci sopra) da almeno 50 anni.
Che i ruoli all’interno di un branco fossero molto più complessi e più plastici di così si sa dagli anni ’70, ma anche molto prima si era capito che sia tra i lupi che i cani il ruolo di “alpha” significava ben altro che “fare il bullo con tutti”. Anzi, significava non fare il bullo proprio con nessuno, ma dimostrare capacità, esperienza, intelligenza superiore a quella degli altri.
Eeeeeepppureeeeeeeee… giusto ieri, rissa (ampiamente annunciata) in area cani, e proprietario del cane sborone che si scusa con l’altro (“si scusa” si fa per dire: si capiva lontano un miglio che era soddisfattissimo…) dicendo: “Eh, succede sempre così (e allora perché molli il tuo cane insieme agli altri, o immenso pirla? NdR): perché sa, il mio cane è dominante!”.
Alè. La cazzata è servita.
Ora voi penserete che io, che ogni giorno mi consumo le dita cercando di spiegare un po’ di cinofilia spicciola ai miei lettori, mi sia messa lì a tenere una lezioncina al signore: ma anche no.
No… perchè al signore, mentre si “scusava”, sorridevano anche le orecchie. I cani per fortuna non si erano fatti niente, ma non era per questo che godeva come un riccio: lui di avere un cane “dominante” era contento come una Pasqua. Sarebbe stata pura crudeltà mentale spiegargli che tutto ciò che aveva, in realtà, era un “cane da rissa” insicuro e nevrotico (probabilmente costruito così proprio da lui), che a un cane alpha somiglia come io somiglio a Sharon Stone.
Ma a parte questo, il signore non mi avrebbe assolutamente creduto: quindi sarebbe stato fiato sprecato.
Invece, a voi che magari siete un po’ meno machi e un po’ meno scemi, pongo una questione che forse non è sempre chiara a tutti: si è capito, oppure no, che “rapporti gerarchici interpersonali” e “status/ruolo sociale” sono due cose diverse?
Perché a volte mi sembra che si faccia una confusione pazzesca tra dominanza-sottomissione e ruoli gerarchici, che sono due cose parallele che corrono anche molto vicine, ma NON si sovrappongono.
Dominanza e sottomissione, infatti, sono – proviamo a dirlo così – le espressioni di due “convinzioni” che si manifestano nel momento in cui due soggetti si incontrano e interagiscono.
Sono sempre una questione personale tra Tizio e Caio, MAI “status” assoluti ed acquisiti.
Quando il cane Tizio incontra il cane Caio c’è tutto quell’interscambio di informazioni (odorose, posturali, gestuali eccetera eccetera) che tutti possiamo osservare, e che si sviluppa in pochi secondi: tempo di annusarsi il sedere e le orecchie (da cui partono segnali odorosi particolarmente intensi, ma del tutto inarrivabili per noi che abbiamo un naso handicappato) e i due cani sanno, l’uno dell’altro, una serie infinita di cose. Sanno quanti anni ha l’altro; di che sesso è; se sta bene o se è malato; se è contento o se gli girano le scatole; se pensa di trovarsi nel proprio territorio oppure in un territorio altrui, o in uno neutro; se è disposto a fare amicizia e giocare oppure preferisce andarsene per gli affaracci suoi; se è sessualmente attivo oppure no, se è eccitato o se non gliene frega niente.
Cose che a un umano, per tirarle fuori tutte, servirebbe un mese di blaterate, magari sdraiato sul divano di uno psicanalista.
I cani se le dicono tutte in tre secondi circa: dopodiché Caio guarda anche l’atteggiamento di Tizio, ovvero i segnali facciali e corporei: se Tizio se ne sta a coda alta, zampe belle tese, orecchie erette eccetera, Caio pensa qualcosa come: “Minchia, che figo che è ‘sto qua! E’ un vecchio cane esperto, in ottima forma, emana sicurezza da ogni poro, è calmo e rilassato e non ha il minimo timore di me. Okay, non mi sento neppure lontanamente alla sua altezza: e mo’ glielo dico”.
A questo punto, per dirglielo, Caio manda segnali di sottomissione: magari gli dà una leccatina sul muso, magari spancia direttamente nel bel mezzo del marciapiede (specie se è cucciolo).
Tizio accetta con aria di superiorità questo riconoscimento e i due se ne ripartono ognuno per la strada.
Fatti duecento metri, però, Caio incontra Sempronio: stessa scena, annusatina, segnali, tutto lo stesso cucuzzaro di prima.
Solo che Sempronio abbassa la testa e il corpo, mette la coda tra le zampe: i segnali che mandano i suoi feromoni sono segnali di “calma, mi raccomando, non te la prendere con me che sono piccolo e fragile”.
Anche la mimica facciale è una compilation di calming signals.
Caio allora pensa: “‘Sto qua me lo potrei mangiare in insalata, volendo. Sono più figo di lui, e mo’ glielo dico”.
E si pone LUI esattamente come si era posto prima Tizio: coda alta, corpo rigido eccetera eccetera. Ottenendo così che sia Sempronio a spanciare riconoscendo la sua superiorità.
Quindi… chi è dominante verso chi?
Dipende!
Dipende da chi incontra chi, dai segnali reciproci che i due soggetti si inviano e dall’intenzione dell’altro di accettare o meno i segnali che dicono “son più figo io”. Perché se l’altro risponde “No, sono più figo io”… allora si può anche arrivare a litigare: però, di solito, dev’esserci un motivo (la convinzione di possedere un territorio, o una femmina, o magari l’umano attaccato dall’altra parte del guinzaglio).
A litigare per il gusto di farlo, i cani di solito non ci pensano proprio…a meno non siano stati gli umani a spingerli a comportarsi così. Ma questo, con la dominanza, non c’entra una beatissima cippa.
E non c’entra neppure con il rango gerarchico, che è una cosa totalmente diversa prima di tutto perché non si manifesta più in un rapporto “uno a uno”, ma nel rapporto tra membri di un branco.
Il che presuppone, tanto per cominciare, che il branco ci sia: e un gruppo di cani sconosciuti che si incontra al parchetto, per esempio, tutto è, meno che un branco.
Dopo mesi di incontri degli stessi cani nello stesso parchetto, in realtà, comincia a diventare qualcosa che gli si avvicina: ma proprio “branco-branco” non sarà mai, e bisognerebbe tenerne sempre conto.
Un branco è composto da soggetti che vivono sempre insieme (non un’oretta al giorno, o magari alla settimana) e che collaborano attivamente, dividendosi i compiti, per garantire prima di tutto la sopravvivenza, e poi il massimo benessere possibile per tutti i membri.
Per questo io sostengo che la nostra famiglia interspecifica SIA un branco (per quanto con tutti i limiti dovuti proprio all’interspecificità, primo fra tutti il fatto che noi non capiamo gli odori), mentre il gruppo di cani al parchetto è qualcosa di molto più lontano da questo concetto, visto che non sono tenuti né a collaborare (per cosa?), né a gestire l’andamento di una società.Detto questo, in che modo collaborano i membri di un “vero” branco?
Dividendosi i compiti, l’abbiamo detto: e ad ognuno di questi compiti corrisponde uno status che può essere quello di alpha, beta, intermedio, specialista (e tra questi sono compresi gli omega).
Non sto a riparlare di cosa siano questi ruoli perché l’ho già fatto in questo articolo, al quale vi rimando.
C’è però da ricordare che, in un branco di lupi, ad ogni ruolo e ad ogni status corrisponde un modo diverso di alimentarsi, che porta anche ad una diversa colorazione del mantello: questo nel cane non può succedere, perché il cane mangia “pappa in ciotola” e non c’è alcuna differenza tra la pappa di alpha, beta o omega.
Quindi, se i lupi sono pure “vestiti da alpha”, i cani non dispongono di questo segnale visivo da inviare agli altri.
Dispongono, però, di tutto il resto: e cioé della possibilità di comunicare quanto so’ fighi e quanto so’ bravi (oppure no) nella caccia (anche se nel caso del cane raramente è “vera” caccia: quasi sempre ne è l’imitazione ludica, oppure è caccia vera che però si interrompe prima della consumazione finale), nella perlustrazione, nella marcatura e nella sorveglianza di un territorio, nel corteggiamento.
Anche nel combattimento, certo: la qual cosa si dimostra però giocando, e non rissando. “Giocando alla guerra” i cani di rango superiore fanno vedere quanto son bravi e contemporaneamente insegnano ai più giovani e/o inesperti come si fa: ovviamente non potrebbero insegnarglielo con risse vere, perché altrimenti i giovani/inesperti ne uscirebbero sempre a pezzettini. Il maestro Miyagi non ha mica insegnato a combattere a Karate Kid spaccandogli la faccia tutti i giorni.
Ecco, il gioco della lotta, nei cani, equivale un po’ al “metti la cera, togli la cera”. Sembra che si faccia un’altra cosa, ma in realtà si impara a combattere… per quando ce ne dovesse essere bisogno. E di nuovo, perché ce ne sia bisogno serve un valido motivo. Non si rissa mai “tanto per”.
Allora, com’è che funzionano questi ranghi sociali?
Prima di tutto, lo status di “alpha” (o capobranco, o leader, o come volete chiamarlo) viene acquisito in seguito ad una sorta di “votazione democratica”, e non certo di una imposizione dittatoriale: e il risultato di questa votazione dipende da ciò che il cane (o il lupo) dimostra di avere nel DNA (se è un cretino, è un cretino e non può farci nulla, povera bestia. Però non lo voterà mai nessuno, a differenza di quanto succede tra gli umani) e in parte dalle competenze acquisite nel corso della vita (esperienza).
Tutti gli altri ranghi sociali sono tali “per nascita”, o quasi; la maggior parte delle caratteristiche specifiche di beta, omega, cacciatori eccetera sono proprio insite nel corredo genetico dell’individuo (esclusi gli intermedi, che hanno il DNA di un factotum perché devono essere in grado di ricoprire qualsiasi ruolo in caso di bisogno). Poi queste caratteristiche possono essere affinate, migliorate eccetera con l’esperienza: ma di base ci sono già.
E cosa c’entrano con dominanza/sottomissione?
Qualcosina c’entrano, nel senso che, una volta che un cane viene “eletto” cane alpha, si sentirà anche tale e quindi si porrà più facilmente in modo “dominante” verso i suoi interlocutori: ma non con tutti!
Basta guardare un corteggiamento, per esempio, per vedere come il grande maschio alpha, alphissimo, quello che se la tira un casino e che guarda tutti dall’alto in basso… diventi un totale pagliaccio con la faccia da imbecille quando deve conquistare i favori della sua bella.
Ma non solo: infatti, incontrando il cane alpha di un branco diverso dal suo, lui potrebbe essere disposto ad ammettere serenamente che quell’altro è più figo di lui.
Quindi diciamo che lui mostra atteggiamenti dominanti verso gli altri membri del suo branco, verso i quali si sente superiore perché gli altri gli hanno detto che lo è (insomma, “c’ha il il consenso della popolazione” e questo lo fa sentire figo): però non è detto che ci provi automaticamente anche con quelli che non l’hanno votato (sempre a differenza di quanto fanno gli umani). Ancora una volta, dipende.
Quindi, riassumendo: il cane “dominante perché sì” (o “sottomesso perché sì”), sempre e comunque, non esiste. Esiste il cane dominante verso quell’altro cane lì (o di quell’umano lì), ma magari sottomesso nei confronti di quel terzo cane là (o di un qualsiasi umano).
Invece il cane alpha esiste eccome… purché ci sia un branco in cui esprimere questo ruolo. Altrimenti chi lo vota? E diventa il capo di chi?!?
Infine, cosa succede quando non c’è un vero branco, ma solo rapporti tra cani sconosciuti o conosciuti ma comunque esterni a proprio gruppo sociale?
Succede che il cane tende a mantenere “atteggiamenti da alpha” (o da beta, o da omega eccetera eccetera) nei confronti degli altri cani, perché quello è suo ruolo e se lo porta anche in giro.
E’ un po’ come un medico che, uscendo dall’ospedale, rimane un medico: non è che diventi un architetto.
Certo, non è che per strada si metta a misurare la pressione a tutti quelli che incontra: ma se per caso un passante viene investito sotto i suoi occhi, sa cosa fare. E se non è proprio stronzo, lo fa. Interviene. non rimane a guardare.
Questo è, per esempio, il motivo per cui si possono usare i “cani tutor” che, anche in posti sconosciuti e con cani sconosciuti, si comportano comunque come gli alpha, beta, omega, balia eccetera che sono a casa loro.
Ma lo fanno: a) perché hanno le giuste competenze; b) perché il loro conduttore gli ha detto che è necessario farlo.
Se gli stessi cani vengono mandati allo sbaraglio (magari a sedare risse altrui, rischiando pure di farsi male, come si vede sempre più spesso in inquietanti video che girano su youtube) senza tutta la preparazione specifica e senza gli ordini precisi che devono arrivare dal loro leader a due zampe, nessuno di loro “tutoreggerà” un accidenti. C’è solo il rischio che qualcuno si faccia male.
I “cani regolatori”, o “teaching dogs”, che sono una cosa totalmente diversa, sono invece cani (quasi tutti beta o omega) che tendono spontaneamente ad abbassare le tensioni, perché ce l’hanno proprio nel DNA: ed essendo anche cani ipersocializzati, che dispongono di un’ampia gamma di segnali e di ritualizzazioni, possono funzionare benissimo anche da soli, come avviene nelle cosiddette classi di socializzazione o di comunicazione, SOLO quando si tratta insegnare agli altri cani che stare insieme, giocare insieme e non litigare è bello.
NON servono invece a “sedare risse” già iniziate, e buttarceli in mezzo è pura incoscienza DOC.
Aggiungo che comunque è piuttosto triste che si debbano fare classi di socializzazione/comunicazione o tutoraggi per i cani adulti, perché gli adulti dovrebbero GIA’ sapere benissimo che giocare è bello e litigare è uno spreco di energie e di forze che si potrebbero mettere in modo più costruttivo al servizio del branco.
I cuccioli devono impararlo, proprio attraverso la socializzazione: ma gli adulti dovrebbero saperlo già da secoli.
E se non lo sanno, indovinate di chi è la colpa?
Bravi. Degli umani.
Perché, per esempio, quelli che aizzano i cuccioli di due mesi contro tutto ciò che si muove (anche se scherzando e giocando, eh? “Piglia il gatto!” “Acchiappa il cagnolino! Ahah, che ridere!”) sono splendidi creatori di “cani da rissa”: esattamente come lo sono quelli che il cucciolo lo tirano su di peso ogni volta che incontrano un altro cane “perché lui poverino è piccolo” (e così il poverino – che lo è davvero, con un umano così – non impara a comunicare, non riconosce o fraintende i segnali e diventa una bomba innescata a vita).
Concludendo:
a) i cani dominanti in assoluto non esistono, mentre esiste il cani dominanti in quel contesto lì e di fronte a quell’altro cane lì (ma può cambiare tutto se cambiano contesti e cani).
b) i cani alpha, beta, omega eccetera esistono in assoluto (perché in parte ce l’hanno nel DNA, e in parte vengono riconosciuti come tali dagli membri del branco), ma perché questi ranghi si esprimano nella pratica serve un branco (VERO, ovvero un gruppo di soggetti conviventi e collaborativi, a due o quattro zampe che siano).
c) i cani “da rissa” sono solo degli sfigati capitati in mano all’umano sbagliato, che si sentono in dovere di fare i fighi senza minimamente sentirsi tali: quindi si menano per paura, per insicurezza e/o perché sono incapaci di godersi la vita.
E se avere un cane di tipo c) vi va venire un sorrisone da un’orecchia all’altra, come al signore del parchetto… embe’, forse qualche problemino ce l’avete anche voi.
il mio boxer per fortuna socializza anche con i gatti, è abbastanbza obbidiente, dire anche obbidiente ma…. se decide che deve conoscere quel cane che sta arrivando non c’è versdo di fermarlo, lui deve andare a presentrarsi correndo a volte grossi rischi, tutto questo nel sentiero che si fa la passeggiata mattutina, il solo posto dove lo loscio libero. Se non vede cani quando si va per feste paesena, in città o altrove va tutto bene altrimenti tira come un toro pur di dargli un bacino,
il mio è un alfapirla con tantissimo amore verso gli altri. E’ stato morsicato 2 volte, solo perchè era al guinzaglio, altrimenti lui è un genio nella fuga ma se proprio dve si fa sentire e tira fuori i denti
ho il terrore che se si dovesse attaccare con un cane rissoso di diventare altrettanto rissoso con il proprietario dell’altro cane 🙁
Cara redazione, ho letto con molto interesse il tuo art. Io ho un pastore nero abbastanza “in forma” é un cane abituato fin da piccolo a contesti abitativi diversi (appattamento piccolo, Casa in campagna, città diverse) e fin da cucciolo l ho sempre portato al parco in giro, al mare, al fiume ( dovunque! ) ed ha conosciuto un infinità di cani ( da cucciolo è stato addirittura morso da ben in due occasioni da cagne grandi, ma niente di grave). Insomma dopo un anno e mezzo circa di vita ogni tanto voleva attaccare altri cani. Col tempo ho imparato che è solo con i cani maschi e: se sono io a tenerlo al guinzaglio non si azzarda ( mi sa che ha capito che a me non piace) cmq è diventata una cosa matematica: cane maschio= atteggiamento da idiota-stronzo. Concludo dicendo: in tutte le altre situazioni sin da piccolo è un cane che ascolta, impara velocemente i comandi, sa andare al guinzaglio, sempre fatto socializzare, mai e poi mai violento con le persone e mai è poi mai dato alcun stimolo alla violenza (non sbrana neanche i giocattoli). Allora!?. Se qualcuno legge quest articolo e mi incontra per strada col suo bel cane maschio mostrerà nei miei confronti tutto fuorché comprensione. Questo no mi dispera (perché sono per natura molto calmo) però mi rende un po’ triste.
È capitato a qualcuno di avere un cane che ha antipatie solo per determinate razze?Io ho una cucciolA di dogo argentino adottato al volo da una cucciolata problematica a livello comportamentale (si azzuffavano pesantemente tra loro non essendo la mamma in grado , troppo debilitata dal parto, a badare a tutti loro). È sempre stata buonissima con tutti e ho insistito molto con la socializzazione proprio perchè consapevole di avere un cane di taglia grande che deve avere un giusto equilibrio psicologico.
Gli altri cani , sopratutto meticci, l’hanno sempre attaccata (forse perchè la vedevano grande?) nonostante i suoi costanti inviti al gioco e posizioni da gioco (ogni tanto gli lanciava addirittura qualche giochino) però ora ha iniziato a quasi 9 mesi ad avere una forte antipatia verso pitbull, hamstaff , dogo argentino et similia.
Con gli altri cani è un amore e ancora non se ne fa se è maschio o femmina (preferisce le femmine!!) però basta che vede da lontano uno di questi cani , odora li fissa e poi aggredisce (anche se è un cucciolo di 3 mesi).
Ora che qui hanno riaperto il parchetto è diventato pieno di questi cani ed è finita la mia quiete dato che o la devo confinare in uno spazio piccolissimo (dove comunque riesce a fuggire per sotto la cancellata) o la devo portare quasi a notte fonda.
PS: questa situazione non avviene solo con un paio di cani (per l’esattezza Hamstaff e Cane Corso) che lei conosce fin da cucciola.
Bè direi di non generalizzare. Potre, se proprio inserire il mio cane nella sezione c . Viene dal canile ( non è il nostro primo cane) e di comportamentalisti ne abbiamo visti…dolce e giocherellone a casa, vive con 3 gatti (parlo di un incrocio pastore belga- tedesco quindi non proprio un pincher ) ma poi fuori, tranne con pochi cani amici con gli altri cani alcun rapporto. Paura. Certo lo so. Per questo siamo molto attenti. Ma a questo punto credo che la categorizzazione debba esser fatta per i padroni dei cani. Uno che è felice di una reazione simile bè dovrebbe essere categorizzato in una facia ben precisa di individui. I cani non hanno colpa. E a volte non ci sono comportamentalisti che tengano.
Grazie
Elena
Bellissimo articolo e come sempre nel pieno rispetto delle menti altrui nonchè dell’incontestabile modo di vivere di ciascun soggetto, la “colpevolezza” di questo o quel comportamento di ciascun cane è del suo amico a 2 zampe.
Buongiorno mi ritrovo nella descrizione del cane da rissa e non ne sono per niente felice.
Cane maschio, litiga con gli altri maschi quando lo porto fuori. Io per paura di incidente evito i contatti e lo tengo sempre la guinzaglio.
Può consigliarmi un esperto vicino alla mia zona (Monza) che possa aiutarmi.
Grazie Serena.
Ciao! Abbiamo appena preso in stallo un cirneco di 3 anni e mezzo, Orso, maschio, sterilizzato da due settimane. Noi abbiamo un cirneco femmina di 7 mesi. con lei vanno d’accordo, ogni tanto lui rogna ma nulla di che, giocano insieme tranquillamente. Purtroppo Orso ha sempre vissuto in un recinto minuscolo insieme al padre e i fratelli. Il padre a quanto pare era il capo branco. È stato poi adottato da una famiglia che aveva un cane maschio e da lì è iniziato l’incubo. A quanto pare i due cani facevano scintille e Orso è finito in canile bollato come cane “dominante”. Adesso, sicuramente non è un cane sereno. È molto agitato, ansioso, ha ovviamente un terrore dell’abbandono tremendo. Oggi siamo andati al parco ed effettivamente appena vede un cane maschio inizia a ringhiare e ad abbaiare per cui non ce la siamo sentiti di entrare in area cani come facciamo di solito. Come dicevo all’inizio, Orso è stato sterilizzato da due settimane. C’è la possibilità che grazie alla sterilizzazione perda un po’ questo caratterino? C’è un modo per iniziare un percorso che lo porti pian piano ad essere un cane normale, come lo è la nostra? Grazie mille
Ecco, io ho l’ennesimo dubbio: ma il mio è un cane da rissa?
Premessa: Ringo è praticamente cresciuto in canile e in quello in cui l’ho preso io viveva pacificamente in box con un altro maschio (entrambi non castrati, lui circa 2 anni, l’altro 1 anno e mezzo). Io l’ho portato a casa convinta che con fosse un cane “educato” con gli altri cani. E invece… L’incontro con cani per strada (lui sempre al guinzaglio, gli altri dipende: liberi, al guinzaglio, dietro recinzioni…) provoca un suo “ingaggio” a diversi metri di distanza. Io non lo lascio avvicinare (beh, faccio tutto quello che posso!), cerco di chiamarlo per cambiare strada, distrarlo con bocconcini… di tutto, ma lui si impunta e tira verso l’altro. Se si arriva ad un avvicinamento (non per colpa nostra) lui fa per pinzare l’altro sul muso.
L’educatrice ha provato a farcelo lasciare libero in presenza di un “adulto regolatore” facendoci allontanare e i 2 si sono “presentati” senza incidenti, ma nel momento in cui l’ho chiamato e l’altro l’ha seguito fino ad arrivare da me lui l’ha aggredito con tanto di audio da rissa da bar. Entrambi sono usciti dalla baruffa solo un po’ sbavati.
In area cani è un disastro: noi soli in una parte dell’area con Ringo davanti alla rete divisoria ad abbaiare furiosamente ai cani dall’altro lato (arriva fino a mordere la rete!) e addio momento rilassante cane-padrone!
Al campo abbiamo passato 2 ore a fare giochi al guinzaglio con altri cani intorno e lui, a parte qualche momento di distrazione, è stato abbastanza concentrato e tranquillo, ma quando hanno sciolto gli altri mentre noi passeggiavamo da un lato dell’area ha cercato di “mangiare” 2 compagnucci che gli si sono avvicinati frontalmente (sempre senza danni). L’educatrice ha detto che nel complesso si è comportato bene e che sono stati gli altri ad approcciarlo male.
Ora è durissima anche portarlo in passeggiata: abitiamo in campagna, le stradine sono strette e molto frequentate e ora è iniziata anche la caccia (e via di mute libere che saltano fuori da ogni campo!!!!)
Insomma, abbiamo sbagliato qualcosa noi nella gestione di queste prime settimane o è lui ad essere rissoso?
Io non pretendo un cane da parchetto, ma vorrei avere un cane che sia possibile portare in qualsiasi situazione in cui ci sia la possibilità della presenza di suoi simili (aperitivo al bar, passeggiata in paese, passeggiata a 6 zampe, vacanze…) senza che sia uno stress per tutti! E’ possibile?
Una domanda: come ci si comporta con un cane da rissa se attacca il nostro?
Magari facessi un articolo che spiega come comportarsi con i padroni di cani da rissa, convinti di essere sempre nel giusto e che il loro cane ha attaccato perchè il tuo se lo voleva mangiare (?!)
scusate mi correggo: ho appena acquisito l’informazione che i branchi di lupi sono in genere composti da parenti stretti, una cosa che mi era sfuggita. Ritiro l’accusa di infantilismo legato alla convivenza con la madre. Sara’ legato invece alla convivenza precoce e continuativa con degli umani? G
Mia moglie ed io e i nostri canetti formiamo un piccolo branco di 2 umani (io in effetti lavoro all’estero e forse mi hanno sbattuto fuori), una piccola peste meticcia, una mamma e 3 fratelli e sorelle, tutti meticci…
Tutti i membri canidi del branco sono abbastanza equilibrati, anche se sospetto che la convivenza sin da cuccioli con la mamma abbia reso i fratelli un po’ ‘infantili’, pur se adulti oramai.
C’e’ una delle sorelle pero’ che e’ estremamente paurosa e diffidente verso tutto e tutti (A). Mordace e perennemente agitata verso cani e umani, al guinzaglio o libera, si rivolta contro chiunque tenti di avvicinarla. Gli altri ovviamente la tollerano, ma ancora non ho compreso il suo ruolo. Spesso vittimizza la piu’ imbranata, indolente e goffa del branco (B: e’ anche la piu’ grossa), che in genere si sottrae a ogni baruffa, e tiene spesso la testa bassa scondinzolando raso terra e camminando ‘piu’ bassa’, come se volesse mettersi ‘al livello degli altri’. In merito, volevo chiedere alcuni pareri: 1) cosa vuol dire se A monta B ringhiando e subito dopo lecca in bocca? Non sono comportamenti diametralmente opposti? 2) come e’ possibile che allevando 3 fratelli sin da piccoli in condizioni apparentemente simili, un cane (BAPI) diventi iperteso, pauroso ed aggressivo, ed altri apparentemente normali ed equilibrati? Le differenze genetiche contano dunque cosi’ tanto? [mi scuso per i nomi A e B: non sono per spersonalizzare i miei canetti, ma perche’ rispetto la loro – e la nostra – privacy :-)]. Un caro saluto, G
io ho una schnauzer nana bianca..è sempre libera al parco,perchè cammina accanto/tra/sui miei piedi,tranne quando deve controllare quella pazzerella di mia figlia che corre sempre ..non l’ho mai vista in difficoltà con gli altri cani(premetto che i primi 11 mesi è cresciuta con 4 nani e un gigante quindi socializzato ha socializzato bene),ma mi ha sempre colpito l’atteggiamento-dall’indifferente,all’invito al gioco-al “tu mi fai paura perchè sei agitato e mi nascondo dietro mamma..ma non l’ho mai vista sottomessa!nemmeno aggressiva..eppure quando da lontano scorge l’arrivo di qualcuno (cane o umano)ringhia!poi una volta vicini è indifferente…mah..vorrei per un giorno avere un super naso e capire che discorsi ormonali fa con gli altri cani…
Forse sono un po’ fuori contesto: ma è giusto insegnare ad un cucciolo a non reagire e a lasciar perdere? Il problema è che spesso si incontrano adulti di piccola taglia squilibrati che non si fanno remore a mordere un cucciolo di taglia più grande che vuole giocare. Inizialmente, se l’adulto tirava fuori i denti (non i ringhiotti d’avvertimento tipici degli adulti, proprio le labbra completamente sollevate) e provava a morderlo lui rispondeva a tono (tre mesi e mezzo). Adesso (quattro mesi), dopo avergli insegnato il “No” e compagna bella, riesco ad evitare una sua reazione: mi guarda e si allontana dall’isterico. La sento però quasi una violenza sul suo carattere forse perchè sarei la prima a dare due pizze al cagnetto isterico. Diverso è con i ringhiotti di avvertimento: quelli li ha sempre rispettati se fatti con decisione.
Ho trovato una descrizione straordinaria sulla gerarchia dei lupi e sulla figura del cane dominante nel bellissimo libro “Con i lupi” di Jim Dutcher. Se posso fare un paragone (in realtà ho una voglia matta di farlo) quel lupo dominante, con la sua calma olimpica appoggiata sulla sicurezza del suo ruolo, l’ho ritrovata nella faccia di Bersani dopo le primarie).
…come in “oh cuccioli! mica stiamo qua a fare i calming signals agli scoiattoli, cuccioli! non è che se uno ci ha il piede di gatto, alora va bene parcheggiargli il kennel sulla grondaia! cuccioli! guardate che i club dogo non sono riconosciuti dall’ENCI, orco boia!”
(scusate)
Spero che Valeria condivida la mia opione di istruttrice cinfila svizzera, ma secondo me è giusto così, che il tuo cane si allontani dall’isterico senza degnarlo di un secondo sguardo. Non significa che ne è intimorito o che abbia paura, o che tu gli stia violentando il carattere, in quel momento pensa “ma guarda te che scassa palle ‘sto qua, andiamo a divertirci altrove”. Se vai avanti così avrai un cane ben equilibrato! PS: le due pizze al cagnetto isterico le darei pure io, più quattro al proprietario….. nei miei corsi gli unici cani isterici sono i piccoletti gestiti da Sciuremarie e Sciurimario isterici…..
l’ultima volta che non sono riuscita a controllarlo è stata quando un sciura è entrata nell’area cani (c’era solo il mio cane all’interno) con un simil yorkshire al guinzaglio. Il mio s’è avvicinato con galateo canino (cosa già più che rara per un cucciolo di boxer), il canino gli si è avventato letteralmente contro e la signora, “giustamente”, ha pensato di SOLLEVARE come un salame il cagnolino con la pettorina (giuro, proprio appeso!!! Sotto sotto pensavo che Valeria un po’ esagerasse circa l’uso improprio che si fa di questo strumento. Mea culpa.). Il mio, ovviamente, ha cominciato a saltare (ed io a smadonnare, dato che cerco almeno per ora di ridurre questo genere di “attività” visto l’età del cucciolo), l’ho raggiunto e la signora mi ha quasi aggredita perchè avevo il mio cane sciolto (N.B. nell’area cani). Una volta rimesso a terra l’insaccato ha cominciato a marcare tutto, padrona compresa.
Lì ho capito: le risse al parco tra cani sono inevitabili non perchè i cani son cani ma perchè i padroni son asini.
Mai commento fu più veritiero! Proprio oggi due sciure al parco, amiche tra l’altro. La prima con un cocker iper attivo che tremava in continuazione, e abbaiava istericamente , a cui il mio setter ha risposto con una posizione da gioco (testa a terra, sedere alzato, scodinzolamento) degna di un libro sui cani, ma che lei ha interpretato con un “il tuo cane è cattivo e vuole mangiare il mio bambino”. E la seconda con meticcio ancora, per poco, tranquillo perchè cucciolo, che voleva giocare, gioco per altro accettato dal mio setter, quindi ruzzolamento a terra e bocche aperte, ma che l’istericissima padrona ha visto, di nuovo, come un tentativo di uccisione del suo angelo peloso adorato. L’angelo peloso, in tutta risposta, si è divincolato dalla grinfie della megera e ha ritentato di giocare col mio, purtroppo è seguito un finissimo richiamo sbraitato del tipo “t’ho detto de venì qui, c***o che se no quel mostro t’ammazza porca pu****a!”.
La frequentazione del parco sta diventando sempre più uno stress che un piacere, devo trovare un altro modo per far correre il mio cane…
Un altro articolo ricco di parole sante!
Ho notato tra l’altro che i bipedi felicissimi di avere questo famoso cane “dominante” sono spesso gli stessi che non li vogliono far castrare per motivi di virilità! Anch’io credo che siano questi bipedi i primi ad avere un problemino.
Io sono la classica persona sempre preoccupata che i suoi cani siano felici, ma sulla socializzazione sono fiera di averci dedicato davvero tanto tempo. E’ bello vedere che ti puoi fidare del tuo cane, che sai interpretare bene i suoi messaggi eccetera. Adesso però sono nella scomodissima fase dove si inizia a diventare maschietti adulti, quindi, anziché giochi felici e pance all’aria, sono guardinga perché iniziano le prime tensioni ^^
Che bell’articolo! Sto proprio informandomi su come fare per poter far capire al mio nuovo bracco italiano di 3 anni che ho adottato da 10 gg a non abbaiare a tutti i cani maschi che incontra! Considerando che il bracco è un cane di norma buono e socievole… sicuramente la colpa è del suo ex padrone! Speriamo di trovare una giusta guida qui nel padovano.
E’ sempre un piacere leggere i tuoi articoli. Un saluto grande
“Quindi… chi è dominante verso chi?
Dipende!”
il ‘dipende-cinofilo’ mi perseguita… XD
grazie per il nuovo bellissimo articolo!
è una diceria dire i cani sono come gli umani ,non possono andare d’accordo con tutti ,c’è l’antipatico e il simpatico.Invece qui si parla di contesto
Ma è verissimo che i cani non vanno d’accordo con tutti, che ci sono simpatie e antipatie: così come è vero che a seconda del contesto le cose possono cambiare. Due cani che magari si stanno antipatici, ma si sopportano da liberi (perché possono stare a debita distanza l’uno dall’altro) possono litigare di brutto se costretti ad incrociarsi al guinzaglio.
Comunque antipatie e simpatie esistono eccome… ma non c’entrano molto con dominanza/sottomissione. Sono due cose diverse.
la mia cagnotta ha pure un antipatia (anzi2) instillatale dalla madre: quando era cucciola la madre le ha fatto capire che una cagna che abita vicino a noi era “detestabile”: da allora ha sempre abbaiato alla cagna (che ricambia sentitamente l’antipatia) sia x il proprietario (cosa strana visto che ignora la gente a meno che non sia manipolata maldestramente da parte di sconosciuti), ma il proprietario sapendo il motivo la prende con filosofia e io quando lo vedo anche da solo metto la cagnola seduta e “di culo” e aspetto che passi…
Inoltre quando la cagnola era con la madre (i primi 60 giorni, ma ogni tanto va a casa sua ancora adesso e lo fa regolarmente da quando aveva 60 giorni come madre e sorella vengono regolarmente a casa mia) c’era una boxer femmina che abitava sullo stesso piano: a partire dai 40 giorni circa la madre ha “spiegato” alle figlie che i boxer sono “brutti e cattivi” visto che odiava la boxer femmina (abitando sullo stesso pianerottolo si abbaiavano spesso…ma è morta ormai da molti anni)…e la mia cagnola ha seguito, da brava figliola, l’editto della madre abbaiando ad ogni boxer maschio e femmina e pure ad ogni cane corso con muso prognato (i corsi con muso non prognato erano ok sia maschi che femmine come le altre razze…ma i boxer e i corsi prognati no..perchè i corsi prognati forse erano visti e non a torto come “grossi boxer”)…ora la sua animosità verso i boxer è abbastanza scemata (se ne vedono pure pochini in giro dove abito io e pure i corsi sono diminuiti notevolmente, soprattutto quelli molto prognati), però l’odio verso la cagna dei vicini e il suo proprietario permane immutata nonostante io abbia capito come contenere al 95% le sue reazioni…
Potremmo chiamarla “antipatia indotta x via materna”?
;-P
MANNAGGIA… c’ho il cane C…. ma C..issimo… e non so come fare. In realtà gran parte è colpa mia perchè non ho fiducia in lui. Nel suo territorio (attorno a casa, campo di addestramento… ovunque abbia fatto un filo di pipì e che abbia già visto 2 volte…) è un incubo, con i maschi è un killer, con le persone è diffidente e manderebbe via tutti. Fuori dal suo ambiente gioca (si fa per dire, gironzola è più corretto) anche con i maschi, basta che non ci sia un guinzaglio di mezzo. Ma io ho paura paurissima che gli parta l’embolo e possa far del male a qualche cagnetto oppure, scemo com’è farsi male lui se attacca briga con qualcuno della sua stazza…
L’ho preso adulto in canile, ex cane a catena (da pecore, ho poi scoperto in Irlanda… le radunava che era un piacere, di sua iniziativa… come se non avesse mai fatto altro nella vita…) ma ormai sono tre anni che è con noi, tre anni di addestramento, di agility… di pancia piena, coccole e divano. Ma certe cose non riusciamo a correggerle…Lo accettiamo così, ma in fondo sento che non sto facendo del mio meglio…
Maria Grazia, se il “cane da rissa” diventa tale solo al guinzaglio significa che il problema non è il cane, ma il guinzaglio :-): quindi è su questo punto che devi lavorare, cercando di capire per quale motivo lui diventi aggressivo in quel contesto. Paura degli altri cani e impossibilità di fuggire? Iperprotettività nei tuoi confronti? Non lo so, non conoscendo il cane non posso far diagnosi…però direi che dovresti effettivamente affrontare il problema con qualcuno che ne capisca magari più di etologia che di agility (con tutto il rispetto, gli istruttori di discipline sportive spesso sono preparatissimi per “quel” lavoro, ma non sono altrettanti bravi a risolvere i problemi comportamentali: ed è anche giusto così, ognuno si specializza nel lavoro suo).
E se io avessi un canuccio FORSE iperprotettivo nei miei confronti, mi fossi rivolta a un educatore che non ha saputo dirmi nulla di più che ignorare l’abbaio e volessi che proprio Valeria Rossi in persona con tuuuuutta la sua esperienza mi illuminasse e aiutasse a risolvere il problema che scateno in Mollie?
😀
Valeria Rossi ti risponderebbe che purtroppo, non avendo più né un campo, né i mezzi, né gli strumenti,né il tempo per dedicarsi alla rieducazione di un cane, nun la puoi ave’…ma che ci sono tanti educatori-addestratori-rieducatori altrettanto (se non PIU’) bravi di lei a cui rivolgersi 🙂
Che peccato! Mi tocca aspettare che venga organizzato uno stage comodo da raggiungere allora! Nel frattempo…nei pressi di Roma…a chi potrei rivolgermi? Grazie in anticipo!
Se mi scrivi in pvt ti dò qualche dritta… preferisco non fare nomi in pubblico, visto che ogni volta saltano fuori discussioni inutili 🙂
Posso scrivere alla casella info@tipresentoilcane.com?
Mi aggancio a questo articolo per porti una domanda esistono cani( e non singoli cani ma intere tipologie) che a prescindere dal”umano, dall’educazione, dall’addestramento o altro sono “geneticamente sfigati” ovvero “geneticamente ” condannati ad essere comunque cani del punto c? Ti pongo questa domanda perchè io nella mia scarsa cultura cinofila ho sempre pensato che prima di tutto un cane fosse un cane, poi un cane che appartiene ad una razza quindi con delle specifiche a cui porre molta attenzione, ma non per questo immodificabile in alcune tendenze, ma leggendo qua e la le affermazioni di certi dichiarati intenditori sono a mio malgrado giunta alla conclusione che praticamente mi devo rassegnare all’idea che certi cani solo per essere cani di una determinata razza e più precisamente in quanto appartengono allo standard “più caldo” di quella razza siano geneticamente destinati ad essere dei sanguinari quasi incapaci di vivere con qualsiai altro loro simile. posso continuare ad illudermi che oltre alla genetica ci sia qualcosa in più o cedo le armi e mi consegno all’inevitabile predestinazione dell’apparteneza genetica?
Grazie per le letture sempre molto istruttive, ti seguo con molto entusiasmo, Katia
Risposta decisa, sicura e senza mezzi termini: NO! Non esistono razze “geneticamente sfigate”, nè “geneticamente rissose”, perché l’essere rissosi, semplicemente, NON fa parte dell’etogramma del cane.
Però il discorso è lungo e complesso… quindi mi sa che ti rispondo con un altro articolo 🙂
Grazie, a dire il vero era la risposta che speravo di leggere..così come comprendo quanto il discorso si possa complicare entrando nel merito di determinate quastioni…attendo con ansia l’articolo!
Però ci sono delle razze che di default sfidano e vogliono imporre dominanza anche se a volte pare non sappiano bene cosa stanno facendo, ma la presentazione da “io sono il figo, accetta la mia dominanza ” ce l’hanno fin da cuccioli e magari lo fanno a un vecchio saggio. Poi se socializzazione magari si calmano, ma se provano a socializzare in ritardo (vedi un cane da ricerca che non può più lavorare) è dura levargli l’atteggiamento (da rompicoglioni ). Ho scritto razze ma ne in mente una: il pastore tedesco
No, Giampi, tu non hai in mente una “razza”: tu hai in mente i pastori tedeschi – evidentemente NON equilibrati, non so se per motivi genetici o ambientali – che conosci tu…e l’abbiamo capito tutti che conosci due-tre-dieci (non lo so) cani rompicoglioni. Ma finché farai di tutta l’erba un fascio, allargando a un’intera razza quella che è un’esperienza limitata a qualche soggetto che conosci tu, non potrò che ripeterti che dici cavolate solenni!
tre, 10, 20, 30 o ormai cinquanta, mi pare che escano tutti così dalla fabbrica: grande istinto predatorio e che atteggiano sottomissione. I più non se ne accorgono, cosa vuoi che si accorgano del muso sulla schiena dell’altro cane o del fatto che inseguono solamente, in fondo giocano veramente, ma non ne ho mai visto uno che sia uno su 30 o 40 che non faccia così o che non sia cambiato, ma abbia fatto così in passato, da cucciolo. Portatemene uno solo e non farò di tutt’erba un fascio. Forse nella mia regione e nelle regioni limitrofi ci sono pessimi allevatori, o forse ho ragione ma non è tanto evidente
Spero di leggerlo presto questo articolo 😀 Anche io sento spesso dire che la razza x non accetta gli altri cani, per esempio akita, shiba, chow chow, i cani da difesa e guardia…insomma, parecchi cani vengono indicati come mal tolleranti verso gli cospecifici dello stesso sesso. E capirei se ci si riferisse a cani in un branco, ma leggendo le esperienze si trova gente che si deve alzare a orari assurdi per evitare gli altri cani, cani che alla vista di altri cani dall’altro lato della strano si comportano come leoni e tutta una serie di situazioni del tipo “se non abiti in un posto con marciapiedi larghi è meglio se non ti prendi un cane di questa razza!”. Poi una curiosità, ma ha senso dire che i cani non possono vivere in branco? Per esempio il fila veniva usato in gruppi per la “caccia al negro” mi pare, eppure oggi si dice che è meglio non averne una coppia dello stesso sesso. Non dovrebbero crearsi degli equilibri?
Guarda, io ho avuto per sei anni una siberiana e un’akita (quest’ultima arrivata cucciola quando l’husky era già anzianotta) e hanno fatto branco praticamente da subito. In casa si erano spartite i territori, quando uscivano insieme a fare il “capo” era sempre l’husky e l’akita di buon grado rispettava l’anzianità superiore, mai un litigio con gli altri cani che però si comportavano – sempre – come adesso si comportano con l’Akita, e cioè come “Caio con Tizio” nell’esempio di Valeria. Ovvio che se vedevo passare un cane che so essere ‘schizzato’ non ci avrei portato vicino né l’una né l’altra proprio per evitare incidenti, come farei io con una persona attaccabrighe; se sai che quello cerca rogna, finché è possibile lo eviti. Però è anche vero che la mia husky era un po’ un caso… equilibrata, per carità, ma con una “capatosta” considerevole, già a un anno quando incontrava altri cani voleva sempre fare la leader – quando correvano era sempre la prima, quando inseguivano gli scoiattoli era lei a guidare la caccia – e gli altri dietro. Anche lì però mai un ringhio o una discussione, lei era molto sicura di sé senza essere una ‘bulla’ e ha avuto la fortuna di incontrare sempre cani altrettanto equilibrati, akita inclusa 🙂