sabato 30 Agosto 2025

Uccidere i cuccioli in sovrappiù: una pratica brutale di cui non c’è più alcun bisogno

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Valeria Rossi
Valeria Rossi
Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

di VALERIA ROSSI –  C’è una lettrice, in mega-ansia  perché aspetta una cucciolata proprio da un momento all’altro, che ovviamente si legge tutto ciò che Internet propone in tema di gravidanze, parti e dintorni.
Trova un articolo sui sintomi del parto sul sito di un noto allevamento, legge e rimane di sasso. Ecco cosa c’è scritto:

“Durante il corso del parto la vostra presenza può risultare utile, ma conviene sia la più discreta possibile per non causare disturbo o nervosismo nella femmina. In ogni caso, di solito la cagna se la sbriga da sola, al momento del parto. Se la cucciolata fosse eccessivamente numerosa e la madre non potesse allattare tutti i piccoli, dovrete allontanare quanti cuccioli vi parrà necessario cercando sempre che ciò risulti il meno doloroso possibile per la madre. Potreste anche ricorrere ad una nutrice. Evidentemente, se decidete di sacrificare uno o più cuccioli, dovrete scegliere quelli le cui caratteristiche morfologiche li rendano più deboli e imperfetti. Se non siete pratici, consultate un esperto allevatore, il quale vi indicherà senz’altro i cuccioli più adatti.

La cosa grave è che il sito in questione, come si legge in home page, è consultato in molte facoltà di veterinaria, segnalato in diverse riviste cinofile, premiato dai più importanti awards, visitato quotidianamente da migliaia di utenti; contiene la più vasta enciclopedia sul cane del web“. Ed è sicuramente vero, perché è di una ricchezza veramente notevole e ci si trova veramente di tutto e di più: in pratica ci si finisce sopra ogni volta che si cerca qualcosa che ha a che fare con la cinofilia. E’ abbastanza inquietante, quindi, pensare a quante migliaia di persone avranno letto che è normalissimo “sacrificare uno o più cuccioli” qualora la madre non potesse allattarli tutti.
Premetto che non ce l’ho col sito né con gli allevatori, che neppure conosco: manderò loro il link a questo articolo pregandoli di rivedere ciò che hanno pubblicato, perché il tutto mi sembra tratto da qualche vecchio, ma molto vecchio, libro ed è quindi probabile che non si siano neppure accorti che c’erano dentro vecchie, ma molto vecchie pratiche allevatoriali.
In realtà le cucciolate troppo numerose, in assenza di una balia, un tempo venivano per forza di cose “sfoltite”: in tutti i libri degli anni ’60-70 troverete lo stesso consiglio (anche perché non c’erano troppe alternative: o si faceva così o si rischiava di debilitare troppo la madre e quindi si rischiava la vita dell’intera cucciolata).
La cosa che mi preoccupa, in realtà, è un’altra: è il fatto che nessuno tra le migliaia di utenti che visitano il sito (comprese le facoltà di veterinaria e le riviste cinofile) abbia segnalato prima ai webmaster del sito questo invito a una pratica tanto brutale quanto ormai inutile, visto che esiste il latte artificiale, che esistono integratori preziosi per aiutare la cagna ad allevare una cucciolata numerosa e che, con l’avvento di Internet, è diventato anche molto più semplice anche trovare balie per gli eventuali cuccioli “di troppo” (ho visto spesso annunci del genere su FB).
Dunque, perché nessuno ha notato prima questo articolo così obsoleto?
Mi auguro fortemente che in realtà qualcuno l’abbia notato, ma che non abbia sentito il bisogno di avvertire i gestori del sito per la serie “mi faccio gli affaracci miei” (una serie fin troppo diffusa in Italia).
Però, visto che in questo Paese non è che ci sia propriamente un’overdose di cultura cinofila, forse almeno qualcuno avrebbe potuto dire qualcosa: e se davvero il sito ha tutti questi frequentatori (cosa che ritengo possibilissima) anche nel mondo professionistico, il fatto che questo brano sia ancora online mi fa supporre che molti di essi non ci abbiano trovato nulla di strano.
Noi cinofili un filino più “avanzati”, che facciamo i salti mortali per dare la migliore qualità della vita possibile ai nostri cani e anche ai cuccioli neonati, spesso dimentichiamo che esiste un mondo parallelo in cui c’è ancora gente che trova normalissimo annegare i gattini appena nati anziché sterilizzare le gatte, o mollare in mezzo a una strada le cucciolate di cane appena svezzate (pratica che ho scoperto essere addirittura “la norma”, in quella zona, quando sono andata a visitare il canile di Avola).
Non dubito, quindi, che ci siano ancora allevatori che sono rimasti indietro di cinquant’anni e che ancora ritengono di “aiutare la cagna” facendo fuori i cuccioli ritenuti in sovrannumero.
Proprio per questo, però, ritengo che almeno dal web dovrebbero sparire  indicazioni allucinanti come questa: e nel frattempo comincio a specificare, almeno ai miei lettori, che non c’è alcun bisogno di sacrificare alcun cucciolo. Se la cucciolata appare esageratamente superiore alla media di razza, basta consultare un veterinario decente e farsi suggerire le mosse necessarie (o un “buon allevatore” che, se è davvero tale, non aiuterà certo a fare la cernita dei sacrificabili, ma spiegherà come assistere nel modo migliore cagna e cucciolata): oppure cercare, appunto, una balia disponibile (l’ideale è una cagna che abbia avuto invece meno cuccioli della media e che quindi possa accollarsene qualcuno altrui senza problemi).

Hana, l’alana nella foto, ha partorito 17 cuccioli. Con l’aiuto di una balia sono cresciuti tutti in ottima salute.

Diverso può essere il discorso per i cuccioli che appaiano  effettivamente  “deboli o imperfetti”: e bisogna distinguere ancora, perché quelli semplicemente “deboli”,  almeno per come la vedo io, si aiutano in ogni modo possibile.
A me, in alcuni casi, sono nati cuccioli vistosamente sotto peso, o con un biotono apparentemente insufficiente, che nel giro di pochi giorni hanno pienamente recuperato e a volte hanno platealmente “sorpassato” i fratelli che alla nascita sembravano messi meglio. Una possibilità bisogna darla a tutti, almeno per qualche giorno: anche perché la debolezza alla nascita può essere dovuta  a qualche difficoltà durante il parto o ad altri fattori che non c’entrano nulla con la genetica del cucciolo.
In caso di “imperfezioni”, invece, è lecito valutare se valga la pena di tentare o meno: personalmente sono del tutto contraria al tenere in vita a tutti i costi cuccioli  che non hanno alcuna speranza di diventare cani normali, sani e felici.
Su FB ho visto, per esempio, una pagina di persone che cercano disperatamente di far sopravvivere cuccioli affetti da grave idrocefalia: questa pagina è – ovviamente – piena zeppa di “tristi annunci” di questi piccoletti che “ci hanno lasciato” dopo, magari, mesi di tentativi inutili  (e di relative sofferenze).
Devo dire che queste forme d’amore non riesco a condividerle, così come non condivido l’accanimento terapeutico sui cani anziani e malati che non abbiano alcuna speranza di tornare a una vita normale.
Prolungare all’infinito la sofferenza, quando la scienza non offre alcuna soluzione se non quella di “tirarla alle lunghe”, a mio avviso è un vero e proprio maltrattamento che andrebbe evitato ad ogni costo (ovviamente mi riferisco solo agli animali: per gli umani, in questi casi, c’è un’immensità di problemi etici che non è neppure il caso di affrontare in questa sede… anche se, quando si tratta di fine vita, sono contrarissima a qualsiasi forma di accanimento): ma quando si parla di cuccioli sani, per la miseria, non posso proprio sentire parlare di “sacrifici” che servano solo ad evitare lo scomodo impegno dell’allattamento artificiale.
Quindi, se esiste davvero qualcuno che ammazza cuccioli solo per non doversi alzare ogni due ore di notte, gli consiglio vivissimamente di smettere subito di allevare.
Se invece lo si fa solo per ignoranza, perché magari si è letto su un sito che “è giusto fare così”… allora c’è buona fede: ma proprio per questo dovrebbero sparire almeno dal web (i vecchi libri purtroppo non sono più correggibili, ma i siti sì!) tutte le indicazioni fuorvianti e obsolete come questa.

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  • Valeria Rossi

    Savonese, annata ‘53, cinofila da sempre e innamorata di tutta la natura, ha allevato per 25 anni (prima pastori tedeschi e poi siberian husky, con l'affisso "di Ferranietta") e addestrato cani, soprattutto da utilità e difesa. Si è occupata a lungo di cani con problemi comportamentali (in particolare aggressività). E' autrice di più di cento libri cinofili, ha curato la serie televisiva "I fedeli amici dell'uomo" ed è stata conduttrice del programma TV "Ti presento il cane", che ha preso il nome proprio da quella che era la sua rivista cartacea e che oggi è diventata una rivista online. Per diversi anni non ha più lavorato con i cani, mettendo a disposizione la propria esperienza solo attraverso questo sito e, occasionalmente, nel corso di stage e seminari. Ha tenuto diverse docenze in corsi ENCI ed ha collaborato alla stesura del corso per educatori cinofili del Centro Europeo di Formazione (riconosciuto ENCI-FCI), era inoltre professionista certificato FCC. A settembre 2013, non resistendo al "richiamo della foresta" (e soprattutto avendo trovato un campo in cui si lavorava in perfetta armonia con i suoi principi e metodi) era tornata ad occuparsi di addestramento presso il gruppo cinofilo Debù (www.gruppodebu.it) di Carignano (TO). Ci ha lasciato prematuramente nel maggio del 2016, ma i suoi scritti continuano a essere un punto di riferimento per molti neofiti e appassionati di cinofilia.

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22 Commenti

  1. Capisco lo stupore ed il fatto che molti dicano che sono teorie degli anni 60/70, ma posso dire per esperienza personale che ci sono Allevatori considerati “famosi” e “ottimi produttori di campioni” che non disdicono questa tecnica. La mia Guenda ora ha 4 anni, e quando cercavo l’allevamento dove prenderla, sono finito in un posto dove l’allevatore alla mia domanda se ci fossero cuccioli di serie B (come la mancanza di sperone/i), io li avrei presi in considerazione, senza tirarmi indietro. Il medesimo allevatore mi ha guardato come se avessi detto un’eresia, e mi ha sottolineato che loro selezionano solo campioni, e se ci sono dei soggetti non idonei vengono “allontanati” subito. Alla parola allontanati, il gesto è stato molto esplicito. A quel punto ho capito che NON ERA L’ALLEVATORE CHE CERCAVO, ringraziato per il tempo concesso, girato i tacchi e mi sono rifatto le mie 2 ore di macchina per tornare a casa.

  2. Ho la fortuna di allevare cocker americani, considerati razza “facile” per quanto riguarda parti e cucciolate (scarsa incidenza di cesarei, buona attitudine delle madri etc); per quello che riguarda incuccioli che sembrano gracili e piccoletti… Di solito una volta cresciuti si rivelano i migliori, perché il cucciolo che appare piccolo tende quando cresce ad essere… Corto, cioè ben compatto 😉 questo l’ho notato nelle mie cucciolate e mi è stato anche raccontato da fonti dirette e attendibili che uno degli esemplari più famosi della mia razza, deceduto a tredici anni compiuti dopo una vita in salute, fu a suo tempo il più piccolo della cucciolata e sembrava destinato a non superare i primi giorni. Quindi almeno per quello che mi riguarda… Evviva i piccoletti!!!! Certamente diverso è il caso di cuccioli con gravi malformazioni: a me ne è capitato soltanto un ma ho preferito farlo sopprimere subito dal vet.

  3. Ma.. una persona che usa citazioni di altri per convalidare le proprie tesi o addirittura senza rielaborarle le copiaincolla, sicuramente deve almeno averle lette … o no?
    Mi resta difficile credere che sul proprio sito web si pubblichino articoli estratti da più fonti bibliografiche senza condividerne il pensiero, salvo farlo per dimostrare una teoria contrapposta a quella citata. Se invece si tratta di una svista di un collaboratore allora… bisogna scegliere bene i collaboratori.
    Per tornare alla necessità di una balia, per troppi cuccioli o per complicazioni ed imprevisti che impediscano alla madre di allattare, sinceramente se i cuccioli fossero i miei non li toglierei da un ambiente igienicamente valido, attrezzato e sicuro per portarli da una femmina e neanche porterei la femmina da me per il timore di esporli al rischio di contrarre qualcosa, (salvo nel caso l’altra femmina viva comunque nello stesso ambiente), d’altro canto non lo farei neanche se fossi proprietaria della femmina, sempre per il timore di esporre lei ed i suoi pochi cuccioli al rischio di contrarre qualcosa. Mi armerei di tanto caffè ed inizierei con l’allattamento artificiale. Mi è capitato per cucciolate numerose e devo dire che i risultati sono stati ottimi.

  4. Grazie Valeria dell’esaustivo articolo. I cuccioli mi sono nati, sono ben dodici, e stanno tutti bene grazie al fatto che mi alzo ogni due ore di notte ad occuparmi dei più gracilini.
    Vorrei che i lettori sapessero che un cucciolo che ha avuto grosse difficoltà respiratorie alla nascita e ha rischiato di morire se non fossi intervenuta, e che quindi sarebbe stato “sacrificabile”, ora è il più massiccio di tutta la cucciolata, ed è vitale e vigoroso.

  5. scusate se doveste leggermi per la terza volta ma non mi rivedo, forse è perchè ho postato un link, boh, comunque postavo una domanda appena letta su yahoo hanswer, se cercate con google “Problemi con Border Collie Femmina?” la trovate subito, non c’entra del tutto ma si parla sempre di veterinari che consigliano l’eutanasia per un cane che probabilmente è ansioso e insicuro e se viene preso al collo morde…. che nervi!

    • Ma Yahoo Answer è la patria dei troll e comunque non è affidabile, perché i professionisti non sono li di sicuro e quelli che scrivono possono spacciarsi per medici o quant’altro e spesso e volentieri magari sono persone come me.
      Devo ammettere che credevo che questa pratica fosse talmente antiquata, che non credevo che l’avrei sentita ancora…e mi viene spontanea una domanda Valeria, tu che appunto hai avuto occasione nella tua vita di vedere tante cucciolate. Ma volendola buttare proprio dal punto di vista economico e basta, per un allevatore, non è più conveniente provare a curare il cucciolo? Sono d’accordissimo con te quando dici che tenere in vita cani che non saranno mai “normali” e quindi incapaci di condurre una vita felice e serena, sia purtroppo un inutile spreco di denaro ed energie, ma qualora il cane apparisse debole, eccetera, non è meglio darsi un po’ da fare e curarlo e vendendolo poi, sano, insieme agli altri cuccioli? I cani di razza spesso e volentieri sono tutto fuorché economici… mi viene da pensare che curarlo e poi venderlo sia economicamente più vantaggioso che sopprimerlo! Ci sono anche dei privati che vendono cuccioli di razza a prezzi alti… non vale anche per loro questo discorso?

      • Certo che vale! Infatti ho scritto che i cuccioli “deboli” vanno curati in ogni modo possibile. Ma anche quelli con malformazioni che possono guarire perfettamente (anche se ti assicuro che NON è economico: curare un neonato, specie se ha bisogno di interventi chirurgici, non è mai vantaggioso perché poi non è che puoi venderlo a prezzo pieno come se nulla fosse…a meno che tu non sia un cagnaro. Però secondo me si deve fare perché il cucciolo l’hai messo al mondo tu, è una responsabilità tua e sei tenuto a fare tutto il possibile).
        Quelli malati e senza speranza di guarigione, o con patologie gravissime che li renderebbero invalidi a vita, personalmente preferisco lasciarli andare.

        • Si si, allora mi è tutto chiaro grazie!
          Quindi in pratica mi sembra di capire che la scelta di curare un cucciolo, per quanto non vantaggioso dal punto di vista economico, va al buonsenso e alla moralità della persona che c’è dietro la cucciolata.

      • Sull’ affidabilita di yahoo answers… immagina che io ho la “qualifica” di “answeriano doc” della sezione relativa ai cani e che in quanto tale sarei considerato uno degli “esperti” della categoria… quando invece sono semplicemente un canemunito con tanta voglia di imparare e che quando entro in siti cinofili seri (tipo questo) mi ritrovo ad essere uno dei meno preparati (altro che esperto come risulto su answers yahoo).
        Pero’ semplicemente con le basi minime richieste ad un canemunito medio sono stato catalogato come “esperto” li.
        Quando piuttosto ci sarebbe bisogno di esperti veri che cercassero di aiutare le decine di persone che fanno domande ogni giorno

  6. … ma l’avrenno preso da un libro molto datato. Ricordo anch’io di aver letto queste cose, non sul web ma nelle mie primissime letture di cinofilia avanzata… quindi negli anni ottanta su libri che erano già vecchiotti allora. Potrebbe anche essere il Trumler (“a tu per tu con il cane”)… ma credo che anche nelle prime enciclopedie Fiorone ci fossero i consigli analoghi del tipo “se proprio dovete eliminare cuccioli, fatelo in modo idolore così, così e cosà, non affogateli, non dategli una botta in testa”… ricordo anche i consigli di quando la sterilizzazione era una pratica semisconosciuta che parlavano di togliere i cuccioli prima che iniziassero a succhiare, così la mamma non avrebbe sofferto, e il latte sarebbe sparito subito. Cosa che comunque è vera… anche se… poveri cuccioli.

    • L’ho scritto anch’io che c’erano ovunque, tanti anni fa, consigli di quel genere. E’ “oggi” che non hanno più alcun senso: ma infatti i gestori del sito mi hanno risposto, molto gentilmente, chiarendo che si trattava di un articolo fra i molti che pervengono alla loro redazione e che l’hanno pubblicato senza accorgersi che conteneva quella frase infelice. E infatti è stato tolto dal sito.

  7. Una domanda: dico una fesseria se penso che sopprimere i più “deboli”, oltre ad essere un abominio dal punto di vista etico, lo è anche dal punto di vista zootecnico?
    Mi spiego: non capita spessissimo che cuccioli all’apparenza “senza speranze” (ossia mingherlini, rachitici o altro) poi si sono rivelati, a livello morfologico, degli ottimi soggetti?

    • Be’, no, non capita proprio “spessissimo”: però è successo, eccome, e ci sono stati anche casi eclatanti in questo senso. Quello che succede spessissimo, invece, è che il cucciolo recuperi il terreno perduto e diventi un adulto come tutti gli altri, senza alcun problema.

  8. Sono amante dei bulldog e faccio poche ma selezionate cucciolate. Allevare bulldog e’ molto difficile, spesso si ricorre all’uso di incubatrici dove viene costantemente monitorato e regolato temperatura, umidita’, percentale di ossigeno… se la mamma non ha latte abbastanza o non ne ha proprio, i cuccioli vengono alimentati ogni due ore con latte artificiale… Altro che scegliere chi destinare alla morte!”””

    • Che poi il bulldog è un cane molto particolare per quanto riguarda il parto quindi se uno alleva bulldog e poi decide di lasciare a “madre natura” tutti quelli che non ce la fanno a “sopravvivere” da soli è un idiota perchè queste cose si devono sapere e accettare prima di cominciare ad allevare!

    • Ovviamente si sarà trattato di un copia-incolla non intenzionale… Conosco molto bene l’allevamento in questione ed i gestori del sito e vi posso assicurare che niente del genere viene consigliato e fatto da loro… Infatti appena informati di quel che scritto sopra… hanno subito provveduto a correggere l’articolo e a scusarsi.
      Saluti, peppe

      • Li ho informati subito, con la stessa convinzione (peraltro espressa anche nell’articolo). Purtroppo so che quello è un sito molto “copincollato”, quindi non escludo che la stessa frase sia stata riportata da altri: per questo mi è sembrato giusto parlarne in un articolo, così chiunque avesse preso e piazzato su altri siti magari dà una controllatina!

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