di VALERIA ROSSI – Un argomento di cui si parla poco, nonostante a mio avviso sia molto importante, è l’età migliore per far accoppiare una cagna.
Molto spesso sento proprietari che stanno pensando di “far avere una cucciolata alla loro cagna, per poi sterilizzarla”: e a parte l’immediato pensiero che mi balza alla mente (“sterilizzarla direttamente… no, eh?”), la prima domanda che faccio è: “Quanti anni ha la cagna?”
Le risposte spesso mi spiazzano: cinque anni, sette anni, perfino nove anni!
Ma altrettanto spesso, nove o dieci mesi !
Inutile dire che entrambi gli eccessi (cagna troppo giovane o troppo anziana) sarebbero assolutamente da evitare: d’accordo che non si deve antropomorfizzare, ma in questo caso è proprio lecito dire: “Ma voi fareste partorire una bambina di dodici anni, o una nonnetta di sessanta?”
Le nonnette umane, per fortuna, sono inaccoppiabili (intendo a scopo riproduttivo!), visto che la natura ci pensa da sè e ci spedisce dritte in menopausa, risolvendo ogni problema: ma le cagnette in menopausa non ci vanno, quindi qualcuno potrebbe pensare che la cosa sia fattibile.
E in effetti, fattibile lo è: la cagna è fertile, accetta l’accoppiamento, rimane incinta… salvo poi avere gravidanze più lunghe del previsto, parti distocici (spesso a causa delle eccessive dimensioni dei cuccioli, dovute proprio al ritardo del parto), scarsa attenzione verso la cucciolata e così via.
Altrettano fattibili, anzi fattibilissimi, sono gli accoppiamenti precoci, che purtroppo sembrano essere quasi la norma tra gli allevatori, soprattutto di cani di piccola taglia.
Proprio in questi giorni qualcuno si è preso la briga di andare a controllare le iscrizioni di cucciolata sull’albo genealogico dell’ENCI, scoprendo che nei chihuahua, per esempio, fino al 4 luglio di quest’anno erano state accoppiate ben sedici cagne inferiori all’anno di età (alcune quasi certamente al primo calore: una a sei mesi).
Quindi, non soltanto si accoppiano “bambine” equivalenti ad umane di 12-14 anni, ma si accoppiano pure bambine dalla corporatura minuta e fragile sulle quali – spero sia inutile specificarlo – lo stress psicofisico della gravidanza e del parto può avere conseguenze gravissime (se si pensa solo all’aspetto di una chihuahua quando aspetta i cuccioli, si può intuire quale impatto possa avere una gravidanza su una cagnina che è ancora lei stessa cucciola)
Uno dei proprietari di queste chihuahua (uno solo, per la verità) ha risposto a chi aveva fatto questa indagine sostenendo che la sua cagna, accoppiata a 11 mesi, era al secondo calore e che il veterinario era d’accordo.
Mi piacerebbe conoscere questo veterinario.
Ma a parte questo: poiché queste sono tutte cucciolate regolarmente registrate al nostro Kennel Club, molte persone si sono chieste perché il nostro Kennel Club le accetti tranquillamente, visto che il suo codice etico degli allevatori impone di:
Ora, a parte che personalmente trovo piuttosto discutibile anche il secondo calore (che può passare nelle cagnoline di piccola taglia, dallo sviluppo assai più rapido, ma che mi pare veramente inquietante quando si parla, per esempio, di una femmina di molosso, che al secondo calore non ha neppure completato due terzi del proprio sviluppo)… mi sembra evidente che a sei mesi una cagnina non possa avere già avuto due estri e che quindi si parli di una gravidanza e di un parto portati a termine al primo calore. Peggio ancora, al primo calore di una chihuahua.
Quindi mi sembra altrettanto evidente che il codice etico sia stato bellamente ignorato.
Ma l’ENCI, in questi casi, che fa?
Rifiuta forse la concessione dei pedigree?
Manda una letterina all’allevatore, dicendogli “Per stavolta passi, facciamo finta di credere che la monta sia stato un incidente, ma la prossima volta ti stracciamo l’affisso?”
Dà almeno una tiratina d’orecchie all’allevatore in questione?
NEIN.
Non fa assolutamente niente.
E’ evidente che l’ENCI non sembra strapparsi i capelli di fronte a questo problema: però, bisogna anche ricordare che lui deve muoversi all’interno della legge italiana. E la verità è che, per la nostra legge, non esiste alcun reato di maltrattamento relativo all’età in cui si fanno accoppiare i cani.
Il maltrattamento viene identificato con il “cagionare una lesione ad un animale, ovvero sottoporlo a sevizie o a comportamenti o fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche etologiche”: e mi sembra evidente che il “fare cuccioli” non possa rientrare in alcun modo in questa descrizione.
La cosa grave, in realtà, è che non ci sono particolari restrizioni neppure per le umane: è vero che è reato portarsi a letto una minorenne (oddio: dipende da chi ce la porta, e da chi potrebbe avere come zio… ma diciamo che “in linea di massima” è reato), ma pare che il 2,1% delle gravidanze in Italia sia portato a termine da ragazze madri di età compresa tra i 14 e i 19 anni (fonte: gravidanza.net) … e mi pare che questo dica tutto.
Anzi, aggiungo ancora che qualche tempo fa ho seguito con puro orrore una trasmissione TV (non ricordo su che canale) in cui si parlava con grande enfasi di una famiglia in cui nonna, madre e figlia avevano partorito tutte prima dei sedici anni: ma invece di descriverle come povere sfigate che avevano messo tutte a rischio la propria incolumità e quella delle loro figlie, la conduttrice le presentava come un’allegra combriccola in cui “sembravano tutte sorelle” (ettecredo…), erano tutte allegre e serene, erano tutte così simpatiche eccetera eccetera, portandole quasi come un esempio da seguire.
E’ evidente che c’è una scarsa attenzione, in generale, per la femminilità e per le sue esigenze (anche fisiologiche, non soltanto psicologiche): si pensa ancora che “far figli”, alla fin fine, sia l’unico scopo per cui le femmine sono venute al mondo, e che magari ci siano tempi “più corretti” di altri, ma che non sia poi ‘sto gran problema se questi tempi ideali non vengono rispettati.
Me ne accorgo anche quando parlo della piaga dei cani dell’Est, e spiego alla gente che le cagne vengono sfruttate facendole accoppiare ogni sei mesi: spesso negli occhi degli interlocutori leggo il vuoto assoluto (tipo: “Embe’?”).
Poi magari si indignano un sacco quando aggiungo che i cuccioli vengono strappati alla mamma a 30 giorni… ma di fronte allo sfruttamento delle cagne c’è spesso un atteggiamento di totale indifferenza.
Le femmine, nell’immaginario collettivo, sono “programmate per far figli” e non c’è nulla di male nel farglieli fare troppo presto, troppo tardi o troppo spesso.
Io ho il sacro terrore che sia stato guardato con più simpatia che raccapriccio anche il servizio televisivo di cui sopra: e se questo atteggiamento c’è perfino quando si parla di mamme umane, figuriamoci quando si parla di cagne.
Purtroppo, però, le cagne si ammazzano letteralmente sfruttandole in questo modo vomitevole.
Quindi, per l’ennesima volta, ricordiamo almeno che:
b) sterilizzare le femmine è un’eccellente, quasi indispensabile prevenzione sanitaria;
c) se proprio si vuole fare una cucciolata, l’età migliore per le femmine è quella che va dai due ai tre anni. Una primipara non dovrebbe essere accoppiata dopo i quattro anni;
d) per le fattrici di allevamento non si dovrebbe mai iniziare prima del terzo calore, non fare mai più di cinque cucciolate in totale e non accoppiare più dopo i sei anni;
e) andrebbero utilizzati in riproduzione SOLO cani testati per le principali patologie ereditarie (la maggior parte delle quali si può testare solo dopo l’anno);
f) tutti gli allevatori sostengono di amare propri cani “come figli” si chiedano, gentilmente, se sarebbero felici di sapere che la loro figlia tredicenne è incinta. E magari, già che ci siamo, si chiedano anche come reagirebbero se a presentarsi tutta allegra con un bel pancione fosse la loro nonna;
g) tutti gli umani – ma soprattutto gli umani maschi – cerchino di ricordarsi, ogni tanto, che la riproduzione è necessaria per portare avanti qualsiasi specie animale (compresa la nostra), ma che questo non significa che gravidanze e parti siano gradevoli, né che facciano bene alla salute.
Partorire troppo presto, troppo tardi o “troppo” in generale (nella cagna, per esempio, avere più di quattro-cinque cucciolate al massimo) può comportare seri problemi sanitari, ma anche se così non fosse bisogna pensare che il parto è una cosa stressante e dolorosa: dev’essere per questo che la Natura l’ha rifilato alle femmine… perché se devo giudicare dal modo in cui tutti i miei partners umani hanno reagito ad immani tragedie come un raffreddore o un’ influenza, credo proprio che se fossero stati costretti loro a partorire, la nostra specie si sarebbe estinta da un pezzo.
Ergo, gli allevatori ricordino di non fare agli altri ciò che non vorrebbero fosse fatto a loro (o alle loro figlie, o alle loro nonne): partorire, d’accordo, è naturale… ma devono esserci dei limiti, dettati dal giusto rispetto per chi lo fa.
E se a questo punto qualcuno dovesse pensare “Vabbe’, ma questi sono “solo cani”… allora la smetta subito di dire quanto li ama, e cominci ad ammettere che li sfrutta per denaro: il che, però, gli toglie immediatamente la qualifica di “allevatore” per rifilargli quella di canivendolo.
O, più semplicemente, di cagnaro.
ATTENZIONE: le foto hanno esclusivamente scopo illustrativo e le cagne riprodotte non hanno assolutamente alcun rapporto con il tema trattato.
Durante questa quarantena la nostra bolognese ha avuto il suo primo calore. Abbiamo anche un maschio maltese di 8 anni, nato in casa mia assieme ad altri tre fratellini dalla mia mitica Brigitta, mancata a settembre per il parvo. La quarantena ha impedito a me e al mio compagno, che abitiamo in due province diverse, di separare i due canini, e in un batter d’occhio ecco che si accoppiano senza che riusciamo ad intervenire. Risultato: 5 cuccioli attesi tra un mese. Spero che vada tutto bene, mi sembra ancora cucciola lei…
Buongiorno a tutti. Ho trovato e aperto questo articolo digitando su google, perchè volevo conoscere il parere di qualcuno nella mia stessa situazione e ricevere qualche dritta sul parto del cane. La mia femmina è rimasta incinta a 10 mesi. Un pò presto, in effetti. Non era in programma, anche perchè non sono una pazza che pretende subito la cucciolata mettendo a rischio la vita di un cane che a quell’età è ancora un cucciolo. Chiamiamolo “incidente”, nel senso più bello della parola ovviamente. Dopo attente e professionali cure da parte del veterinario, ho deciso che non me la sentivo e non volevo toglierle i piccoli se non incideva sulla sua salute. E ha passato una gravidanza serena e tranquilla. Penso che l’argomento sia individuale, come noi esseri umani.
La madre della Lou aveva 10 mesi quando ha partorito i suoi 9 cuccioli. La gravidanza non ha avuto nessun sintomo fino 10 gg prima del parto! A parte questo tempistica perfetta e parto regolare. Per due sacche la ragazza ha dovuto intervenire perche a metá parto la piccola era devastata e non le ha aperte e ripulite,é andata a bere e ha sganciato gli altri 4. (Tra l altro una delle due dovrebbe essere proprio Lou). Allattamento esemplare fino ai 70 gg,la madre portava giu ogni tipo di gioco,il padre andava da loro per giocare e farsi strapazzare. Madre apprensiva e dolcissima. Ha stupito tutti!
Perfettamente d’accordo! Posso riportarvi il caso della mia Memole: bastardina di circa 20kg, ha avuto una cucciolata al 2° calore, aveva poco più di un anno, diciamo che non era una gravidanza “desiderata”, è semplicemente scappata con il suo spasimante ed è tornata incinta, per di più di 8 cuccioli 😮 la gravidanza è andata bene, il parto è stato perfetto, ci ha messo solo 2-3 ore a partorirli tutti otto e li ha puliti tutti da sola, li ha subito attaccati, insomma io non ho fatto assolutamente niente, se non guardarla estasiata (si perchè devo ammettere che è assolutamente un’esperienza UNICA)! Per i primi giorni è andato tutto benissimo, poi un giorno mi sono accorta che i cuccioli piangevano di continuo, lei andava giù da loro (in tavernetta) e tornava su subito, poi sono andata a vedere…in effetti andava da loro, ma appena si attaccavano lei andava via, probabilmente perchè le facevano male (così disse il veterinario). Morale: a 20 giorni a smesso di allattare ed è toccato farlo a me, inizialmente solo con latte artificiale, 6 volte circa tra giorno e notte, poi ho iniziato a introdurre un pò di crocchette tritate e a ridurre le “poppate” e quindi è andata meglio, ma è stata una gran fatica per me e un gran trauma per loro penso….per non parlare della Memole a cui dovevo togliere manualmente il latte per non farle venire una mastite, si perchè di latte ne aveva ancora tanto. In tutto ciò lei si accontentava di guardare, a volte pulire la loro cuccia dagli escrementi ma tutto qua. Quando abbiamo regalato i cuccioli, avevano più di due mesi, lei non se nè quasi accorta, si ok forse perchè ormai secondo la sua logica erano grandi, ma aveva proprio un atteggiamento di assoluto menefreghismo. Degli otto cuccioli ho notizie certe solo di tre, due li hanno delle amiche e uno mia madre, e devo dire che, tranne uno non sono cani molto equilibrati: sono costantemente agitati, costantemente al centro dell’attenzione, anche se tutto sommato abbastanza gestibili. La mia dolce Memole invece possiamo dire che con gli anni è diventata sempre più stronza, da subito dopo la gravidanza ha iniziato a manifestare aggressività a volte istantanea, le basta guardarli un secondo, nei confronti di alcuni cani, prima era abituata ad andare al parco e giocare con tanti cani, dopo non è stato quasi più possibile. Inoltre ha iniziato a sviluppare alcune fobie: vento, rumori forti, porte che sbattono…che prima della gravidanza non aveva per niente.
Insomma se tornassi indietro starei molto più attenta, non la farei scappare e accoppiare al 2° calore o probabilmente la sterilizzerei subito.
Mi dispiace che tu abbia avuto un’esperienza così negativa ma è davvero ragguardevole che tu sia riuscita a svezzare tutti e 8. Immagino quanto possa essere faticoso.
Il “menefreghismo” quando abbiamo dato via i cuccioli l’abbiamo vissuto anche con la mia cagna. Io temevo che soffrisse il distacco e invece è sembrato che nemmeno se ne accorgesse. Eppure si è occupata amorevolmente di loro fino all’ultimo(e oltre con quelli che ancora vediamo)
Il veterinario mi ha detto che l’apparente disinteresse è dipeso dal fatto che li abbiamo consegnati ai proprietari nei tempi giusti ed uno alla volta.
Il che è consolante non credi? 🙂
Non credo che sia stato dovuto all’età di primo accoppiamento, sinceramente. Credo che avrebbe manifestato lo stesso identico comportamento anche se accoppiata più tardivamente. In genere le defaillances da immaturità psicologica si manifestano ben prima, alla nascita dei cuccioli, dove non sono in grado di accudirli, vivono il parto con eccessiva ansia, sono maldestre, ecc. Invece lei è stata perfetta…Il comportamento di rifiuto all’allattamento quando c’è eruzione dei denti è dovuto all’incapacità di alcune cagne di sopportare il fastidio/dolore che procurano. Questo l’ho visto in diverse e cagne, a qualunque età. Sono anche arrivata alla convinzione che a volte un po’ ‘ci marcino’ in quanto percepiscono benissimo che in qualche modo sono supportate. Ma è solo una mia impressione.
e si che non c’è bisogno di essere degli esperti per capire la logicità di queste cose!!!
a me è capitato che in coda al veterinario davanti a me ci fosse una sciuramaria impellicciata con borsa impellicciata con dentro un micro chihuahua. la signora con molta disinvoltura ci ha raccontato di averla acquistata proprio per farle fare la cucciolata dato che aveva già il maschio (e personalmente già mi fa un po’ venire i brividi, ma va beh), che ora la cagnetta era in dolce attesa, che erano tutti molto felici, ma però aveva dovuto cambiare il vet perché
“sapete, è un po’ come il medico, deve capirti dentro, e non capiva il nostro desiderio di fare la cucciolata, e insisteva sul fatto che avendo 7 mesi la bestiolina non fosse pronta…”
ecco, io a momenti cascavo dalla sedia… ma il meglio arriva!!!!
tocca lei, entra, e dopo 12 secondi senti il veterinario urlare come un forsennato, questa che esce correndo e sbattendo la porta…
poveri cani………….
Silvia, replico qui perché non mi fa dare la risposta di seguito. Il rapporto età cane-uomo è molto approssimativo. Il coefficiente tende ad abbassarsi di anno in anno, ma alla fine non è facile effettivamente rapportare le due specie, perché non c’è coerenza nella loro evoluzione e anche perché l’attesa di vita di certe razza può essere il doppio, o anche di più, rispetto ad altre. Ti posso rispondere però in termini di problematiche. Ti faccio una premessa, qualunque casistica epidemiologica riportata va contestualizzata all’area geografica, alla popolazione osservata, al management. Purtroppo in veterinaria non esistono organi di raccolta e coordinamento dei dati, come l’OMS per l’umana, che permette di avere un quadro molto più ampio e completo. Personalmente i numeri li leggo sempre, ma gli dò una valenza parziale, per i motivi suddetti. Quello che però posso affermare, con un po’ di esperienza professionale alle spalle, è che i problemi di gravidanza-parto, allevamento tendono ad aumentare in relazione all’età, che i tempi di parto tendono ad allungarsi, e che una cagna destinata alla riproduzione dovrebbe avviarla non così tardivamente. È anche vero che il successo di un evento riproduttivo è anche dovuto a un corretto management della cagna durante tutto il periodo, e a mio avviso molti criteri consolidati di allevamento non sono i migliori. Ma quello che è opinione comune purtroppo non viene mai valutato criticamente, per cui le conseguenze non vengono correlate.
Silvia, replico qui perché non mi fa dare la risposta di seguito. Il rapporto età cane-uomo è molto approssimativo. Il coefficiente tende ad abbassarsi di anno in anno, ma alla fine non è facile effettivamente rapportare le due specie, perché non c’è coerenza nella loro evoluzione e anche perché l’attesa di vita di certe razza può essere il doppio, o anche di più, rispetto ad altre. Ti posso rispondere però in termini di problematiche. Ti faccio una premessa, qualunque casistica epidemiologica riportata va contestualizzata all’area geografica, alla popolazione osservata, al management. Purtroppo in veterinaria non esistono organi di raccolta e coordinamento dei dati, come l’OMS per l’umana, che permette di avere un quadro molto più ampio e completo. Personalmente i numeri li leggo sempre, ma gli dò una valenza parziale, per i motivi suddetti. Quello che però posso affermare, con un po’ di esperienza professionale alle spalle, è che i problemi di gravidanza-parto, allevamento tendono ad aumentare in relazione all’età, che i tempi di parto tendono ad allungarsi, e che una cagna destinata alla riproduzione dovrebbe avviarla non così tardivamente. È anche vero che il successo di un evento riproduttivo è anche dovuto a un corretto management della cagna durante tutto il periodo, e a mio avviso molti criteri consolidati di allevamento non sono i migliori. Ma quello che è opinione comune purtroppo non viene mai valutato criticamente, per cui le conseguenze non vengono correlate. Ho avuto modo di osservare per tempi abbastanza lunghi branchi di cani stanziali. Le cagne si accoppiavano al primo calore, allevavano i cuccioli perfettamente fino a completo svezzamento. Il tutto senza tutte le integrazioni e quant’altro di solito si fa. Lungi da me incentivare l’idea che le cagne vadano accoppiate al primo calore, ma fornire solo spunti di riflessione.
La sorella del mio cane (che ora ha 16 anni e quindi stiamo parlando di parecchio tempo fa), meticcia di taglia piccola, ha partorito a 9 mesi, non so se si fosse trattato di una scappatella o un accoppiamento voluto, comunque i cuccioli hanno avuto un sacco di problemi, uno è stato letteralmente sventrato nel maldestro tentativo della cagna di recidere il cordone ombelicale, gli altri hanno dovuto essere svezzati col biberon perché la madre non se ne occupava per niente, lei usciva a giocare con la pallina e li ignorava.
Fortunatamente i proprietari hanno capito la lezione e l’hanno fatta sterilizzare ma non so cosa sia stato di quei poveri cuccioli, di certo non saranno cani equilibratissimi.
d’accordissimo, bell’articolo. Ma anche se l’ENCI deve seguire le leggi italiane, mi chiedo ugualmente come possa considerare “BUON allevamento” un luogo dove si fanno accoppiare cani al primo calore… perchè guardando nelle iscrizioni delle cucciolate l’età della fattrice è chiara e tutti possono fare una piccola ricerca e vedere (anche se il sito dell’ENCI funziona malissimo ed è veramente vecchio). Ora se un privato fa una cucciolata a cazzo, ce lo potevamo aspettare, anche se personalmente conosco molti più allevatori che privati che fanno accoppiare i cani così presto, ma che gli allevatori iscritti che sfoggiano il marchio ENCI, che dovrebbe essere una garanzia anche per chi acquista, forse potrebbero sottostare a certe regole anche se non sono leggi italiane… o forse all’enci interessa di più la quota annuale che pagano questi allevatori. L’ENCI chi deve aiutare e tutelare?
Domanda un pochino fuori tema:
In casa è appena arrivato un altro corgi, una femmina sorellastra di Kooky. visto che entrambi vivono in casa (abbiamo esaurito la spazio) e per di più c’è una consanguineità da parte di padre vorremmo assolutamente evitare qualsiasi rischio di gravidanze impreviste sterilizzando Amy Lee.
Il veterinario ci ha dato come riferimento per l’intervento il sesto/settimo mese, considerando che le taglie medio piccole generalmente sono più precoci nello sviluppo, c’è da stare tranquilli o sarebbe meglio anticipare leggermente?
Grazie mille in anticipo!
Come mai le primipare non possono essere fatte accoppiare dopo i 4 anni ?? Mi è nuova..
Si ragiona sempre in termini di tempi ottimali. Anche molte donne ormai partoriscono anche dopo quarant’anni, ma questo non vuol dire che sia la condizione migliore. Basta chiedere ai ginecologi. I dati si leggono in termini epidemiologici, non di singolo caso. Aumentano le distocie, problemi comportamentali da esperienza troppo tardiva, ecc.
Grazie per la risposta.
Ma quindi si sconsiglia in generale,come si evince dall’articolo,o invece bisogna valutare caso per caso?
La donna 40enne,se in salute,può partorire tranquillamente. Tra l’altro non ho mai sentito per le donne che non abbiano mai partorito che non si possa fare oltre a una certa età,a differenza di quelle che lo abbiano fatto almeno una volta. Io mi domandavo proprio il perchè di un parto non consentito dopo i 4 anni alle primipare,mentre di solito non si fa accoppiare dopo i 7 anni,ma a 4-5 anni una cagna è ancora giovane,no?
Il punto è: perché aspettare i 4 anni per il primo parto? Sicuramente è meglio far avere una cucciolata prima. È vero che le donne a 40 anni partoriscono, ma sul tranquillamente sarei più cauta perché aumentano le probabilità di malformazioni fetali (nel cane questo ovviamente ha molto meno impatto), e perché spesso la gravidanza è più problematica, come anche il parto. Attualmente il progresso medico riesce ad ottemperare a molte delle criticità che possono insorgere, però non è questa la logica. Il discorso è etico, bisogna cercare di gestire gli eventi nel massimo rispetto del cane è cercando di ridurre al massimo le complicanze. La possibilità di ricorrere al cesareo non dovrebbe essere la giustificazione, anche se purtroppo non è così molto spesso.
Ma per le donne 40enni,la gravidanza è più problematica perchè si è avanti con l’età,cosa che potrebbe essere paragonabile a una cagna di 6-7 anni. Ma io mi riferivo proprio alla questione dell’accoppiamento a 4-5 anni che per una primipara è problematico mentre in caso contrario no,e mi piaceva sapere se tali criticità che tu dici sono comuni oppure,appurato lo stato di salute della cagna,sono marginali e non è detto che si manifestino.
E’ una domanda solo per capire…Aspettare i 4 anni no,ma se ad esempio uno vuole organizzare il tutto al meglio e ha bisogno di più tempo,mi chiedevo se questo va ad inficiare. Ma e’ più curiosità che altro…Grazie intanto per rispondermi!!
Sulla base della casistica derivata mia esperienza clinica di settore, integrata sia pure in parte minore da quella di allevamento, vorrei fornire qualche dato. Premetto che la casistica maggiore, derivante dagli allevamenti che seguo da diversi anni, l’ho acquisita su molossoidi di grande taglia, in misura minore su altre razze. Personalmente preferisco avviare alla riproduzione le cagne entro i due anni, ad esclusione di quelle appartenenti a taglie giganti (tipo Alano, San Bernardo) in cui effettivamente è più opportuno spostarsi un po’ oltre. Le mie cagne, attualmente razza Rottweiler, precedentemente Boxer, hanno figliato intorno ai 18-20 mesi, senza alcun problema, né di parto né di allevamento dei cuccioli. Hanno allevato perfettamente, senza alcuna necessità di miei particolari interventi, che si sono sempre limitati alla pulizia della cassa parto. Le lascio da sole per diverso tempo, la cassa parto non ha neanche le barre di protezione che reputo del tutto inutili, e non hanno mai schiacciato un cucciolo. In compenso, hanno avuto un recupero fisico rapidissimo, molto migliore di quello che osservo nelle cagne fatte riprodurre intorno ai 3 anni. Questa impostazione la hanno anche gli allevatori che seguo, e posso dire che osservo tassi di distocie bassissimi, tempi di parto più che accettabili (non quelli biblici a cui sempre più frequentemente assito, grazie anche alla pessima abitudine di far sovralimentare le cagne, e anche a tante altre ingerenze inopportune), e cagne che allevano senza problemi, con rarissime eccezioni. Se si va a vedere in umana, volendo fare un paragone di età, che però reputo molto improprio per una serie di motivi, una donna sopra i trent’anni che partorisce per la prima volta viene definita ‘primipara attempata’ (termine un po’ odioso a mio avviso). Pertanto, non avendo dati epidemiologici che mi portano a ragionare diversamente, non reputo azzardato mandare in riproduzione una cagna al 2-3 calore, se in buone condizioni fisiche. Invece trovo decisamente eccessivo il limite dei 4 anni come primo parto (lo so che è riportato dai sacri testi, che però riportano come ancora normali tempi di parto decisamente lunghi). Ovviamente, non si deve mai prescindere dalla valutazione dello stato del soggetto. Inoltre l’allevamento della cucciolata completa la cagna determinando anche una crescita psichica, oltre che un completamento fisico. Questo ovviamente non vuol dire che si debbano far riprodurre a sei mesi, come purtroppo a volte accade. In genere, una cagna diventa pubere quando ha raggiunto circa l’80-85% della massa corporea, per cui al 2-3 calore l’organismo è in grado di supportare una gestazione e allevamento successivo dei cuccioli. Altro aspetto a mio avviso molto variabile è quello di quando considerare una cagna troppo vecchia da un punto di vista riproduttivo. Anche lì la valutazione andrebbe fatta volta per volta, ma sette anni sono decisamente tanti per un Rottweiler, mentre hanno un significato funzionale diverso se riferiti a un pointer o, di più, barboncino, razza particolarmente longeva. Tirando le somme, mentre non ho dati che mi portino a preferire di far avviare la riproduzione dopo i due anni, invece trovo più critico (inteso come aumento di problemi di parto e di allattamento) andare troppo avanti nella riproduzione delle cagne.
Non capirò mai le funzioni dell’ente E.N.C.I. o della F.C.I.Sono sicuro che sono al corrente, dello scorretto comportamento di certi individui,ma in 40 anni che svolgo attività cinofila non gli ho mai visti controllare o verificare qualcosa,ogni giorno sento raccontare orrende vicende consumate sulla pelle di povere bestiole addirittura con sistemi coercitivi elettronici, collari con punte affilate, frustate e chi più ne ha più ne metta ,adesso vengo a conoscenza che c’è gente, per il guadagno accoppia le canette giovanissime o vecchie ecc… ecc…. ,ma mai sento che qualcuno viene punito come merita.
come sempre da Valeria, un bell’articolo e di spessore….. senza tralasciare un velo di sarcasmo e ironia.
Riporto un fatto accaduto recentemente ad un conoscente: cagna accoppiata per la prima volta a 7 anni (credo, ora non ricordo se sono 7 o 6), cagnolina simil pincher. Gravidanza andata bene, data del parto superata, credo anche incomprensioni con veterinari (ma qui non ci metterei la mano sul fuoco). Un paio di cuccioli nati morti, sospetto che uno sia stato ucciso dalla madre, altri cuccioli morti in pancia sono stati tirati fuori con intervento chirurgico. Nessun cucciolo sopravvissuto e cagna sterilizzata durante l’intervento. Non sto nemmeno a parlare del dolore dei proprietari che, assolutamente in buona fede, volevano solo “i bimbi della loro bimba”, tralaltro per tenerseli, ed evidentemente non avevano troppo chiari i rischi che stavano correndo.
Allucinante!! ma la gente non sa come si accoppiano i cuccioli..(io nemmeno ma neppure voglio farlo) leggo spesso su gruppi facebook domande del genere dovute a “sentito dire” atroci
Grazie Valeria, sei l’unica che si è mossa dopo una mia sollecitazione. Evidentemente ai guro della cinofilia importano altre cose
Sante parole! Valeria for president!
Il mio cagnolino è figlio di una cagnolina che quando ha partorito aveva solo 9 mesi ed è stato allontanato dalla madre (perchè lui e sua sorella la mordevano) quando avevano forse 2 mesi(Notizie estorte dopo mesi da chi me lo ha REGALATO anzi ha anche aggiunto che li ha allontanati perchè era diventato un incubo per la sua cagnolina) Risultato? Cane insicuro, mordace, poco socievole con gli altri cani: unica informazione ricevuta al momento che ce lo hanno dato, era stata che prima di prenderlo noi, era stato affidato a qualcuno che lo ha abbandonato tre giorni e tre notti in una cantina!!!!
Duro lavoro da parte nostra per recuperarlo ed ancora siamo ‘working in progress’. Non si fidava degli umani (giustamente) e non aveva ricevuto alcun imprinting dalla madre… ricevuti poi dai cani tutor… Siamo neofiti e ci si è aperto un mondo solo DOPO aver preso il cucciolo, ahimè. (Rientro in tutte le casistiche negative), siamo sia ‘tutte coccole e bocconcini’ sia autoritari (usiamo il suono metallico – chiavi- che gli indica che sta sbagliando o postura del corpo…) quando in casa fa qualcosa di sbagliato, a volte lo puniamo chiudendolo nel trasportino/cuccia e solo rarissimamente siamo arrivati ai ‘calci in culo’….. Noi della famiglia siamo stati tutti morsi 🙁
Però oggi posso affermare sinceramente che la situazione è cambiata, siamo più sereni, sia lui (in parte deresponsabilizzato) che noi. Sua madre dopo un’altra cucciolata avvenuta a ridosso dell’altra, è stata finalmente sterilizzata e anche il mio Akille è stato sterilizzato, onde evitare di fare altri danni!!!
Ringrazio sempre Valeria e gli Educatori, perchè ci fate riflettere e ci aiutate a correggere ogni volta il tiro 🙂
trasportino e cuccia non dovrebbero essere abbinati “luogo di punizione”.