di VALERIA ROSSI – Tra le lettere di questi giorni, una in particolare mi ha colpito perché mi ha fatto scoprire una categoria di persone alla quale non avevo mai pensato. Infatti io ho sempre diviso il mondo in tre “schieramenti” netti: cinofili, cinofobi e indifferenti.
Non mi era mai passato per la testa che potessero esistere persone contemporaneamente cinofile (perché i cani li amano e addirittura ne vorrebbero uno) ma anche cinofobe a causa di una brutta esperienza vissuta. Invece esistono, o almeno esiste la lettrice che mi inviato la seguente email:
La “brutta esperienza” di cui parlavo prima è consistita nell’essere rimasta, quando avevo circa sette anni, chiusa in un parcheggio all’aperto insieme a un grosso cane da guardia che, pur non aggredendomi (anche perché ebbi il buon senso di non scappare e di non fare gesti inconsulti), mi corse incontro e cominciò ad abbaiarmi e ringhiarmi con fare aggressivo, e prima che qualcuno si accorgesse del pericolo passarono molti, molti terribili minuti: da allora ogni volta che sento abbaiare un cane mi paralizzo e non riesco ad avere un rapporto equilibrato con questi stupendi animali.
Non ho nessun problema se si tratta di farmi annusare, anche di farmi fare le feste in maniera “irruenta”, di fare qualche coccola o una breve passeggiata, e in generale con i cani beneducati vado moltissimo d’accordo, ma appena il cane tira fuori i denti (anche per giocare, come è giusto che sia) o si mette ad abbaiare (anche festosamente), oppure appena vedo due cani che “socializzano” in maniera rumorosa vengo presa dal terrore. Poi certo non faccio scene da “sciura Maria”, non mi metto a strillare o a scappare (la mamma cinofoba mi ha insegnato MOLTO BENE a non dare motivo di aggressività ai cani), però il fatto che ho paura si nota e disturba me per prima, oltre a crearmi vari problemi di ordine pratico.
Altra questione sono i cani male educati e poco addestrati, che temo il doppio perché possono essere imprevedibili, ma non voglio farla troppo lunga.
Vi sarei grata se affrontaste questo argomento nel vostro sito, indicando a noi cinofobi ma amanti dei cani alcuni modi per riuscire a superare le nostre paure e “addestrarci” a poter diventare, magari, un domani, felici ed equilibrati “umani” per un cane a sua volta equilibrato, ben addestrato e felice.
Per quanto mi riguarda, sono anni che vorrei un cane, ma non ne ho mai preso uno perché penso che, dato il problema che ho, non sarei una buona padrona: anche se mi capitasse l’animale più buono ed educato dell’universo, non riuscirei a farlo socializzare e a permettergli di “fare il cane” nel modo corretto.
Voi dite di curare la “cinofobia” come una vera e propria patologia: sarei anche d’accordo, se non che la maggior parte degli psicologi e psicoterapeuti (almeno quelli che conosco io) non sa bene come rapportarsi alla cosa e comunque non la prende molto sul serio.
Non so quante persone come me, cinofobe E amanti dei cani insieme, esistano, ma credo proprio di non essere l’unica al mondo, quindi penso che un vostro articolo sul tema potrebbe essere quanto mai utile.
Spunto indubbiamente interessante… fermo restando però che a mio avviso la cinofobia (anche quella “relativa”, come in questo caso) è sempre una patologia di competenza dei professionisti della psiche umana, cosa che io sono ben lontana dall’essere. Per questo ho chiesto aiuto a un’amica, Vittoria Peyrani, che è una psicologa umana oltre che una valente cinofila: e lei mi ha innanzitutto rassicurato sul fatto che “l’etica professionale non consente di catalogare i problemi (e dunque le fobie) come di serie A o B. Qualunque sintomo che crei disagio al cliente è un messaggio, ovvero espressione di qualcosa, e come tale va seriamente preso in considerazione”.
Quindi prima di tutto rinnovo all’amica che ci ha scritto l’invito a consultare uno psicoterapeuta, nonostante l’impressione di “scarsa considerazione” che ha ricevuto: forse, finché si tratta di parlarne in linea generale, l’interesse non sembra sufficiente, ma se ci si rivolge ad un professionista in veste di paziente che desidera effettivamente superare un problema, questi non può sottovalutarlo (e se “non sa bene come rapportarsi alla cosa”, si informerà e cercherà delle soluzioni!).
Dal mio punto di vista assolutamente non professionale, invece, posso solo dire che il modo migliore per superare il problema sia proprio quello di prendere un cane, superando il timore di “non poter essere una buona padrona perché non gli permetterei di fare il cane in modo corretto”.
Cara amica, questo sarebbe ben difficile: il cane è un cane e saprà sempre come fare il cane! Certamente potresti impedirglielo tenendolo segregato e non permettendogli mai di giocare con i suoi simili… ma tu questo non lo farai, ben conscia del fatto che il problema sia tuo e non suo. E a mio avviso riuscirai ad accettare, col tempo, che lui possa giocare “selvaggiamente” o abbaiare senza sentirti per questo presa dai turchi, semplicemente perché saprai che non sta succedendo nulla di male, che non c’è alcun pericolo e così via. Starai male? Forse all’inizio un po’ sì (ma non credo che tu venga proprio presa dal panico se a giocare “duro”, abbaiare e ringhiare sono due cuccioli).. ma col tempo ti abituerai semplicemente ai comportamenti naturali del tuo cane e riuscirai a viverli con serenità. Si chiama proprio “abituazione”: “graduale diminuzione dell’attenzione e della risposta di un organismo a uno stimolo, a seguito del ripetersi dello stimolo stesso”.
Così come la usiamo per abbassare le risposte aggressive o fobiche dei cani, possiamo benissimo usarla su noi stessi per diminuire gradualmente, fino a far scomparire del tutto, le nostre paure.
Il parere professionale di Vittoria Peyrani mi sembra piuttosto in linea con la mia idea non professionale. Lei m ha risposto, infatti, con queste parole:
Una fobia come la cinofobia può ad esempio nascondere un senso di inadeguatezza (fissato simbolicamente nell’Io bambino, indifeso) o di difficoltà ad accettare certi aspetti “animaleschi” della nostra natura, legati alla sfera sessuale o semplicemente alla rabbia e all’aggressività.
Tempo fa, presi in carico una signora, inviatami da un collega, che provava un terrore incontrollabile alla sola vista del muso di un cane, ed in particolare degli occhi. L’approccio si basò su una desensibilizzazione graduale allo stimolo scatenante, mediante un cauto avvicinamento di cani educati, al guinzaglio, e cominciando a creare un legame affettivo con uno di essi. Il lavoro, svolto per piccoli obiettivi settimanali, durò circa cinque mesi, con risultati piuttosto soddisfacenti.
Poiché il caso della nostra amica è meno drammatico (lei già riesce ad approcciare i cani e ha paura soltanto dell’abbaio e del “mostrare i denti”), io le suggerirei di prendere quanto prima un cucciolo, possibilmente scegliendone uno di razza particolarmente dolce e poco aggressiva, il più possibile amichevole con gli altri cani e con gli umani (il primo che mi viene in mente è il Cavalier KC spaniel, ma possono essercene molti altri)… che farà comunque “il cane” giocando e comincerà a desensibilizzare lentamente e gradualmente la sua umana.
A lei spetterà solo il compito di fare un minimo di forza su se stessa, obbligandosi a non intervenire: se proverà un po’ di stress ai primi giochi “casinari”, saprà sicuramente resistere e passare, prima o poi, dal disagio all’accettazione e poi al divertimento, diventando alla fine una cinofila “completa” come merita di essere.
L’emdr è una tecnica psicoterapeutica portentosa per desensibilizzare dal dolore e dalla la paura legata a ricordi traumatici piccoli e grandi e per poter cambiare il proprio approccio nei riguardi di situazioni analoghe nel presente, perciò per il caso in questione sarebbe perfetto!
Pensa che anche un educatore comportamentalista puo’ avere paura dei cani…l’ho visto con i miei occhi! Strano (almeno per me è strano) ma vero!
Ti capisco, perchè anch’io sono perseguitata da una zoofobia che mi assilla da quand’ero piccolissima e di cui vorrei liberarmi. Pensa che prendo in mano i rettili, non urlo come una pazza se vedo una pantegana, vado a cavallo, ho ottimi rapporti con i cani di qualisivoglia dimensione…e sono letteralmente terrorizzata dagli uccelli. Non è questione di taglia o di aggressività, un passerotto e un condor per me pari sono. Piume, becco e zampette mi danno i brividi. Attraversare un cortile dove razzola qualche gallina mi manda in paranoia, nelle piazze dove transitano i piccioni rischio il collasso (con gran divertimento di quei sadici dei miei amici). Eppure, non sono mai stata aggredita dal gallo o attaccata dalle oche. Ho visto per la prima volta “Gli uccelli” di Hitchoch a 15 anni e danno fatto, quindi la mia fobia non c’entra con il film. I pennuti, colmo dei colmi, mi piacciono:li trovo animali pieni di fascino e spesso diventano il soggetto dei quadri che dipingo: l’ultimo ritrae un’ara che a incontrarla di persona ci resterei secca. Ho tentato di guarire dalle mie paure, ma è stato tutto inutile, forse proprio perchè la mia fobia non è legata a niente di concreto. Tu, invece, temi i cani perchè, da piccola, sei stata a un passo dall’essere aggredita e, in più, hai assorbito gli “insegnamenti” di una mamma cinofoba. Quindi la tua fobia è motivata da fatti concreti. Che un bravo psicoterapeuta potrebbe, penso, rimuovere senza troppe difficoltà.
Cara singora Valeria,anch’io come l’autrice dell’email avevo un terrore dei cani dovuto ad un trauma subito da bimbo,a causa di una cane (mai ripreso dal padrone nonostante altri attacchi a persone)che mi ha inseguito fino casa abbaiando e meno male che la porta era aperta perchè dato che ingenuamente ho corso poteva finì male;ora a distanza di 6 anni (ne ho 14 per la cronaca) grazie ai suoi articoli oggi ho scelto di fare da grande l’educatore cinofilo,e fraparentesi non smetto di riempire di chiacchiere chiunque mi parli di cani.
Bravissimo Alessandro.
Continua così vedrai che enormi soddisfazioni avrai.
Buona fortuna.
E non dimenticare mai il.tuo.sogno.
Ho avuto lo stesso identico problema di questa ragazza che ti ha scritto. Da piccola sono stata morsa dai nostri cani da pastore e non ci sono andati piano: più di 200 punti di sutura sulla gamba di una bambina di 10 anni non sono uno scherzo. Da quel giorno non riuscivo neanche a sentirli abbaiare senza entrare nel panico. Il primo passo, anche se un po’ brusco, per “recuperarmi” lo fece mio padre. Mi prese e mi portò dalla MIA maremmana, quella cagnone bianca che invece di salvarmi addosso si era avventata contro tutti gli altri pur di togliermeli di dosso. Mio padre mi disse: “Avremo sempre delle pecore, quindi avremo sempre dei maremmani e tu non puoi permetterti di averne paura.” ogni giorno poi mi riprendeva di forza e mi portava a passeggiare, piano piano facendo unire un cane in più.
La vita è andata avanti ed io mi sono trasferita per studio e, per quanto avessi ancora paura dei cani quando abbaiavano o ringhiavano, mi mancava avere un cane nella mia vita, mi mancava da morire il rumore delle zampe sul parquet. Proprio in quel periodo una mia amica ha trovato un cucciolo “che sembrava un barboncino” e senza pensarci due volte lo presi. Quando lo vidi capii subito che sarebbe diventato più grande di un barboncino ed iniziavo già ad aver paura che non sarei stato in grado di gestirlo dato il mio timore per i cani grandi e vivaci. E allora mi sono rimboccata le maniche per farlo diventare un bravo cane, in modo che io non avessi mai paura di lui.
La prima volta che siamo entrati in area cani ho avuto paura ogni secondo e non so come sono sopravvissuta all’infarto, però il giorno dopo ci sono tornata e quello dopo ancora e così via per un anno e mezzo, finché non ho capito che lui in quell’area cani non stava più bene.
Adesso non.ho più paura dei cani, anzi ho lasciato tutto per andare a studiare educazione cinofila, ho preso un altro cane e convivo con un altro cane ancora.
Ragazza ha inviato questa mail, se vuoi un cane e se per lui sarai disposta ad affrontare la tua paura, trova il cane adatto a te, trova un addestratore adatto a voi due e inizia questa fantastica esperienza.
Io, adesso, posso dire con orgoglio che il mio educatore umano e che, alla fine, ha insegnato più lui a me che non il contrario.
È vero, lui fa sedutoterravieni perché gliel’ho insegnato io, ma lui mi ha insegnato qual è la vita che mi fa felice, io non reggerò mai il confronto.
Desensibilizzazione o Flooding? hi hi hi 🙂
L’argomento “paura” è personale, io sono stata attaccata, morsa, buttata a terra almeno quattro volte nella mia (spericolata) infanzia, e sempre per colpa mia (ex-coccolatrice coatta). Mi hanno tolto di dosso un pastore belga, due meticcioni ed uno scatenatissimo volpino, senza farmi passare la voglia di pastrucchiare selvaggiamente qualsiasi cosa avesse pelo e 4 zampe (compresa una tigre allo zoo di Montecarlo) …ma ho il sacro terrore dei ragni. Indicibile. Il solo pensiero di quelle otto zampine che…argh. Eppure non mi hanno mai fatto niente.
Eccomi qua! da piccola sono stata morsa da QUALSIASI essere:
Yorkie a 3 anni perchè al buio non avevo notato la codina e l’ho pestato
Varie volte graffiata e morsa da gatti randagi (una sono riuscita ad addomesticarla e l’ho tenuta 20 anni quasi) con conseguente prontosoccorso e punture
Pastore tedesco a 10 tenuto di guardia a dei capannoni (padroni folli) passo con i pattini e mi pinza il sedere uscendo dalla rete ( parecchio male)
Beccate dal gallo
Gatto persiano da pettinare e lavare che diventava alla vista della spazzola l’anticristo
Il mio husky da cucciolo finchè non ha imparato che le magliette non vanno tirate per gioco e qualche volta qualche graffietto me l’ha fatto per sbaglio. Poi mi trovavano dentro la cuccia col cane, puzzolente, slinguazzata ma intera (altra razza che non è da consigliare ai neofiti ma che NON MORDE, NON ABBAIA e di norma NON è LITIGIOSO).
Cavalletta nei prati a 5 anni.
In pratica:
I cani li amo ne ho sempre avuti e sempre li avrò. Non ho ancora capito perchè, visto che continuo a prediligere il gioco abbastanza fisico anche adesso che sono adulta, non ho mai avuto nessun bullo o molossone ma sempre meticci simil-pastore tedesco, husky e pastore belga (che sono comunque favolosi).
HO IL TERRORE DELLE CAVALLETTE.
Alla signora posso solo consigliare di andare da uno specialista dei disturbi che derivano da traumi (so che ci sono delle tecniche che sono state usate anche per vittime di incidenti che utilizzano il movimento oculare ad esempio) e quando comincia a prendere fiducia magari prendere un cucciolo di una razza bonacciona come le hanno già suggerito.
Di certo se amassi le cavallette farei di tutto per farmi passare la paura. Siccome mi fanno schifo proprio, non mi pongo il problema.
Pure io!
Morsicata da un meticcio di pastore tedesco, perché mi ero avvicinata alla ciotola, ma siamo rimasti amici.
Morsicata da un cocker di mio zio, perché sterzando con la bici da bambina gli sono caduta sopra, siamo rimasti amici.
Morsicata da uno pseudopinscher dell’Europa del Est mezzo psicopatico, ero li che parlavo con la padrona, siamo diventati amicissimi, dopo averle spiegato di non prenderlo in braccio ed accarezzarlo ma di sgridarlo ben bene!
Adoro i cani, ho paura dei ragni.
Sì dai, quando sarà il momento prendi un cucciolo!
Potresti iscriverVi ad una “classe puppy” (seria), in cui l’educatore cinofilo osserva e descrive i comportamenti dei cuccioli (un esperto saprà distinguere di sicuro tra situazione a rischio e puro gioco).
Ad esempio, al corso di obbedienza a cui ho partecipato con il mio cane, prima di iniziare ogni lezione, il “maestro” ci faceva liberare i cani per qualche minuto tutti insieme e sfruttava l’occasione per spiegare alcuni comportamenti a noi proprietari. Un giorno ci fu qualche ringhio tra un Akita e un Border collie, ma l’istruttore disse agli umani che volevano intervenire di stare fermi al proprio posto (il Border collie ha cominciato a lanciare segnali calmanti leccando a vuoto e tutto è finito lì). Voglio dire che, in un ambiente controllato, si può prendere confidenza con le modalità di relazione tra cane e cane (preciso che, al campo che ho frequentato, tutti i cani, prima di essere inseriti in una “classe” vengono conosciuti dall’istruttore, affinchè i corsi avvengano in sicurezza – durante il mio corso ho visto molti cani di varie dimensioni, razze, sesso interagire e/o giocare tra loro e mai un problema…).
Ad ogni modo, se il proprio cane sa comunicare correttamente con gli altri cani è difficile venga aggredito (a me, al campo, che ho un cane di piccola taglia che tende a sottomettersi con cani e persone, mi hanno detto che sarà difficilmente sbranata – salvo mine vaganti incustodite…Fortunata ad avere un cane così? certo, ma è anche stato fin dall’arrivo a casa incitata (è una femmina) a relazionarsi con gli altri cani. certo, dovesse partire da lei qualche provocazione sarebbe diverso, ma in generale su questo versante è tranquilla.
Se la lettrice prenderà un cane mi piacerebbe ci tenesse aggiornati (anche restando nell’anonimato, se preferisce!). potrebbe essere di aiuto a chi si trova nella stessa situazione e insegnerebbe qualcosa anche a chi non ha paura dei cani.
Un cane cambia la vita.
P.s. io, quando vedo due cani giocare, mi diverto tantissimo a guardarli.
Alla lettrice: secondo me potresti farti accompagnare in qualche area cani con qualche amico che ha già il cane e farti spiegare alcune cose (solo se non è un Sciurmario o una Sciuramaria, altrimenti farebbe solo danni…). Se non ti va ad entrare prova ad osservare da fuori, poco distante dalla rete (se presti attenzione, dopo un po’ ti accorgi quando due cani tirano fuori i denti per gioco e anche di quanto possano divertirsi).
Si può fare, ne sono convinta!
p.s. ma quale esperto di psiche umana potrebbe mai non essere in grado di affrontare un percorso, con il proprio “cliente”, che ha paura dei cani? non è fobia degli U.f.o. …roba terrena, non fantascientifica (ammesso e non concesso che i dischi volanti non esistano per davvero..)..Io scapperei a gambe levate da cotanta incompetenza e cercherei la persona giusta (se uno psicologo o psicoterapeuta non sa come affrontare le paure di chi è lì davanti o non ritiene adatto il “caso” alle proprie tecniche, dovrebbe come minimo indirizzare chi ha di fronte a qualche collega (serio..)…tanto non ti pagano comunque, tanto vale…
Anch’io mi ritrovo totalmente in questo articolo. Incontro ravvicinato con un pastore belga a 18 mesi e mamma terrorizzata dai cani, avevo il terrore dei cani (tutti senza distinzione di taglia ne razza) al punto che con un cane al guinzaglio sul marciapiede dall’altra parte della strada mi bloccavo fino anche a piangere. Il mio primo fidanzato aveva un west England terrier e un pastore belga e non entravo da sola a casa sua ma pian piano ho imparato a stare anche vicina ai cani senza andare nel panico. Più di 10 anni dopo una coppia di amici aveva uno shi tsu toy con il quale ho imparato anche a toccarlo e ho istaurato un rapporto di fiducia. .. dopo qualche mese il mio compagno mi ha regalato un cavalier king charles spaniel che è proprio il cane ideale per imparare ad apprezzare i cani. Con me socializza solo con cani di piccola taglia perché non tanto mi fido dei cani degli altri ma il mio compagno lo fa avvicinare a tutti e completa la sua socializzazione.
Anche un carlino o un bouledogue francese andrebbero bene perche non abbaiano molto. Il mio carlino gli altri cani li ignora, proprio non gli interessano (e interessato ad un’unica cosa: Il cibo)…
Ho sempre amato i cani ma quanto li amavo tanto ne avevo paura, anche di quelli microscopici. La mia cura e’ stata prenderne uno, viverci insieme, praticare attivita’ (es.protezione civile) con lui. Questo mi ha insegnato a capirli un po’ meglio e a diventare “cane-dipendente”. Gran bella malattia quest’ultima
Io con tutto quel che assomiglia a psico-e-qualcosa ho ben poca dimestichezza, ma se penso a una ipotetica fobia mi viene da cheidermi quale sia la differenza tra fobia e paura. Per quel che riesco, mi pare che la differenza principale sia nel fatto che la paura e’ in qualche modo motivata, mentre la fobia no.
Mi chiedo allora se non sia poi un errore parlare generalmente di cinofobia ogni volta che ci si riferisce a qualcuno che ha paura dei cani. Io sarei piu’ dell’opinione che una persona che ha subito un’esperienza sgradevole e magari anche traumatica (in senso fisico) con uno o piu’ cani ha una paura comprensibile e motivata, non una fobia.
Per le fobie non so, ma per la pauradel cane, credo che ci debba comportare come per la paura della moto dopo una caduta: bisogna risalire subito in sella prima che la paura attecchisca.
Fobia era quella che avevo io, che pure davanti a un cane mini, scappavo e urlavo terrorizzata … poi me la sono fatta passare, e mi è rimasta la semplice paura, tipo un batticuore senza però l’istinto di scappare. Poi ho preso un cane e sto superando anche quella, ma è un’impresa. I primi tempi andavo dal veterinario col mal di stomaco … capisco la signora e la invito anch’io a farsi seguire da un bravo professionista e da un adorabile cane da compagnia 🙂
Anche io ho avuto terrore dei cani pur desiderando molto superarla e amandoli molto … un grey rescue é il mio terapeuta … ora mi avvicino a tutti i tipi di cane socievoli o meno … mi ha insegnato a rapportarmi nel modo corretto …
Mia mamma aveva il terrore dei cani ma ha deciso comunque di regalarmene uno per il diploma visto che io amo alla follia gli animali. I primi due mesi non voleva nemmeno avvicinarsi al cane. Adesso lo bacia e lo abbraccia come se fosse una cosa normalissima per lei! Tutti i nostri famigliari sono rimasti stupiti dal suo cambiamento.
Presente! Anche io avevo il terrore dei cani (sebbene non avessi mai vissuto alcuna esperienza negativa) pur apprezzandoli moltissimo! E anche nel mio caso la desensibilizzazione è avvenuta in maniera brutale: a 17 anni fui mandata in vacanza studio per 3 mesi negli USA e al mio arrivo scoprii che la mia famiglia ospitante aveva un cane (“piccolo particolare” omesso nella scheda della famiglia!)…come benvenuto mi dissero che era un cane aggressivo con gli estranei (di bene in meglio), ma Pascal (un incrocio con un Collie) spanzava e voleva coccole a tutto spiano da me, così presi confidenza al punto che a volte mi lasciavano sola in casa con lui…Il punto di non ritorno fu quando aprirono la porta zanzariera (avete presente nei film americani in cui le porte sono sempre aperte e chiunque voglia può entrare? Beh, è realmente così…) e il cane iniziò ad abbaiare sul malcapitato, al che io, senza pensarci due volte, mi precipitai ad afferrare il cane pronto a balzare contro l’estraneo, e dovetti trattenere di peso un cane in fase aggressiva…subito dopo averlo fatto rimasi impietrita a riflettere su quello che avevo appena fatto…è stato l’interruttore che ha permesso al mio amore per i cani di esprimersi liberamente, di non avere più alcun timore nell’approcciarli, per cui non posso che consigliare alla signora di prendere un cane!!!
La signora prima deve curarsi e poi può pensare di prendere un cane o, al più, può cominciare una terapia e contemporaneamente pensare di prendere un cane. Non aver paura del proprio cane è ben diverso dal nn aver paura dei cani e, purtroppo, conosco molte persone il cui cane non ha MAI socializzato, anzi avvicinato un altro cane a causa dei timori del suo umano con la conseguenza che l’umano continua ad avere i suoi problemi e il cane ne ha sviluppati altri… Quindi mi sembra alquanto superficiale consigliare alla signora di prendersi un cane pensando che tutti vivranno felici e contenti.
Veramente il consiglio è di prendersi un cane E contemporaneamente di farsi assistere da un terapeuta… ma se hai idee migliori, sono le benvenute!
La mia risposta era diretta a chi consiglia di prendere un cane sperando che il nuovo batuffolo risolva da solo tutti i problemi. Terapia e cane sono sicuramente il consiglio migliore, anzi, magari appoggiato anche da un educatutore cinofilo che aiuti la signora nei primi passi nella gestione del cane.
Io faccio parte della stessa categoria, ho subito un trauma a 12 anni (azzanno mio e di mia madre il giorno successivo in mia presenza) da allora per anni ho avuto il terrore dei cani iniziavo a tremare in presenza dei pastori tedeschi. Quando mi sono sposata mio marito possedeva un pointer che ringhiava furiosamente ogni volte che gli porgevo la ciotola del cibo era un incubo però gli volevo bene e ho iniziato ad avere un rapporto con lui. È morto dopo pochi anni per vecchiaia ma a me era rimasta la paura per i cani e per superarla, amando in generale gli animali, ho preso immediatamente un altro cane un “Cao de agua” cane molto socievole e docile. Questa è stata la risoluzione del mio problema, inizialmente devo riconoscere che quando socializzava con altri cani io ero terrorizzata sopratutto con cani di grossa taglia, ora che sono arrivata al 3^ cao de agua, quindi sono passati più di 30 anni mi avvicino anche ai pastori tedeschi!! mi ci sono voluti molti anni ma piano piano ho superato quasi totalmente il problema! I miei cani sono sempre stati educati e socievoli ed inseriti in qualsiasi ambiante. Consiglio vivamente a questa signora di prendersi un cucciolo!!
Portai a casa la prima cagnolina nonostante una mamma cinofoba (terrore puro a causa di una morsicata da piccola), nel giro di una decina di giorni fu amore alla follia.
Continua ad avere del disagio e un po’ di paura con i cani estranei, ma prima con Bibi e ora con Eden non ci sono problemi.
Quando morì Bibi piangevamo entrambe come fontane, ricordo che disse “non avrei mai pensato di poter soffrire così per un cane”.
Io consiglio di prendere un cagnolino e via, la paura passa.
Non sono d’accordo, e ti spiego perché: anni fa ero in piazza a bere un caffè, avevo liberato per un attimo la cagna dei miei dal guinzaglio perché continuava ad ingarbugliarsi tra sedie e tavoli. Non l’avessi mai fatto! È passato un cane con la proprietaria, era al guinzaglio, e questo mio cane si è fiondato addosso all’altro, si sono azzuffati, ma assolutamente niente di che, la proprietaria mi ha minacciata di denunciarmi, mi ha insultata, me ne ha dette di tutti i colori, si è anche inventata che il suo cane fosse stato ferito, quando ho detto di farmi vedere la ferita non ha voluto saperne…era fuori di sé, ma sai perché? L’ho capito dopo: era TERRORIZZATA!!! Ora dimmi se in situazioni come queste un proprietario – che sia colpa del suo cane o dell’altro – sia in grado di gestire una situazione un po’ critica in modo razionale. La mia risposta è no. Non dico che da parte mia non ci sia stato l’errore, e nemmeno che il cane dei miei fosse innocente, assolutamente, ma una reazione del genere è stata decisamente eccessiva e dettata dalla paura, e di cose così ne vedo e sento tutti i giorni, è semplicemente PERICOLSO, se un proprietario ha paura dei cani, perché le situazioni possono sfuggire di mano, ma non si può perdere la testa.
Scusa ma volevo concludere con questa frase: sono d’accordo quando la scelta di prendere un cane viene presa in parallelo con la decisione di farsi assistere e impegnarsi per migliorare o addirittura “guarire” la situazione. Ma non serve a niente prendere un cane pensando di portarlo a spasso alle 10 di sera per evitare di incontrarne altri, o impedire al nostro cane il contatto con i suoi simili solo per evitare situazioni potenzialmente difficili, come faceva la signora che incontrai in piazza, ne pagherebbe solo il nostro cane le conseguenze…e il padrone “cinofobo” non supererebbe mai la sua paura…
Capiterà tutti i giorni di incontrare cani “stronzetti” come quello che avevo io quel giorno da curare, alcune situazioni anche se si cerca di evitarle per paura, prima o poi accadranno. Ecco perché è importante prepararsi, invece di nascondere la testa sotto la sabbia. Ma non basta prendere un cane sperando che la situazione si risolva da sola.
se uno ha il cane “stronzetto” o non lo liberao se lo fa si accerta che non ci siano altri cani nei paraggi, anche io evito di portarlo al parco ormai, pieno di cani liberi e padroni che parlano al cellulare infischiandosene…
Bella teoria ma nella vita di tutti i giorni PUÒ CAPITARE di liberare un cane nel momento sbagliato, com’è successo a me. Chi tiene il cane sempre sciolto infischiandosene degli altri è un’altra categoria di persone e non sento di farne parte sinceramente.
Guarda che mia mamma è arrivata a tenermi ferma la Bibi mentre le mettevo le gocce nelle orecchie, perché mi ringhiava e non voleva, e non aveva paura.
Quanto agli altri cani un momento di panico può capitare se vedi un cane libero che vuole morderti la cagnolina, ma avere un cane in casa da “comprende e conoscere” l’ha aiutata tantissimo.
Un po’ di disagio sì, ma non è più terrorizzata.
PS: chiedo scusa per il ritardo a rispondere